MARZIANI GLI ALTRI O IO?

Ecco come mi sento a volte.

Come E.T., che si guarda attorno con occhi smarriti non capendo dove si trova.

Mi sento come un marziano quando sento certi racconti di famiglie.

Parto dal presupposto che nella mia famiglia si parla, si discute, ma sappiamo sempre di poter contare gli uni sugli altri, io sù mia madre e mia sorella e loro sù di me.

Mi sento un marziano, non capisco quando mi viene raccontato di liti fra sorelle e genitori, dove ognuno nei momenti di rabbia dice cose sgradevoli, ci sta, capita a tutti e anche a noi quando discutiamo, ma che poi alla fine si rompano i rapporti, che nessuno faccia un passo indietro, che si arrivi a dire “Tu per me sie morta”….

Mi sento un marziano, mi sento E.T., catapultato in un mondo che non riconosco, che non è il mio.

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PICCOLI ASSAGGI

Avevo scritto un bel post sugli sviluppi del tempo, sui piccolli assaggi di primavera degli ultimi giorni, dove parlavo di occhiali da sole inforcati per difendere gli occhi dal riverbero sulla neve, dove dicevo che la neve si sta sciogliendo, dove raccontavo del sole che entra nelle stanze e mette in risalto la polvere sui mobili e le ragnatele negli angoli.

Ma poi questo post è stato cancellato, annullato dalla telefonata della Mamma, che mi ha riportata ad un dolore, il grande dolore per la perdita di papà.

Sapevo, sapevamo che questo momento sarebbe arrivato, ma nessuna di noi ci voleva veramente arrivare, volevamo lasciare il dolore in fondo, là in fondo dove l’avevamo nascosto, ma improvvisamente una fredda lettera burocratica, che ci spiega per filo e per segno cosa succederà e cosa dovremo fare da qui al 23 maggio, ha riaperto tutte le dighe erette in queti anni.

E un modo alla gola ci sta stringendo, lasciandoci un leggero senso di vertigine, paura e  solitudine

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CALMA SERENITA’ E MANTELLI

Una mattinata fitta di impegni, di quegli impegni che  sbrighi sbuffando.

Meccanico, banca , bollo moto, posta.

Ma alla fine ti concedi una sosta al bar.

Un tè e la brioche, quella ai cereali, quella con i semini di sesamo esterni, che ti piace tanto, un tavolo d’angolo e dalla borsa esce il libro.

E, mentre smangiucchi per fartela durare il più a lungo possibile, riprendi la lettura da dove l’avevi interrotta stamattina all’alba, riesci ad isolarti da tutto quello che ti circonda, sollevi gli occhi solamente per sorridere e ringraziare la ragazza che, in silenzio, appoggia la teiera e la tazza sul tavolo, in silenzio per non disturbarti.

Chi entra si avvicina a te in silenzio,  batte un attimo sulla spalla per salutarti e poi si allontana, sorridendoti per lasciarti leggere, ti si legge negli occhi la voglia di continuare a leggere, a pregustare questi attimi di totale abbandono ai pensieri e alle ansie  di questi giorni.

E alla fine, dopo un tempo immemorabile, chiudi il libro, ti guardi attorno, sorridi all’Uomo Sorridente, che ha capito la tua voglia di non essere disturbata, che anche lui è come te, si isola davanti al giornale e non partecipa alla caciara che lo circonda, di chi parla di calcio o di politica, rimetti il libro nella borsa e più leggera di come eri uscita all’alba, ti incammini per tornare a casa, a passo leggero, sotto il mantello della tranquillità, che hai magicamente indossato alla chiusura del libro.

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NON DIMENTICO

Ci sono date che oguno di noi si porta dentro, date che non si possono dimenticare.

E anche se finora non ne ho parlato, non le ho dimenticate.

12 novembre. La data della strage di Nassirya. Una data che mi porterò sempre dentro, vissuta con dolore, la data della mia quarta chemio con tutto quello che ne consegue, con tutto quello con cui posso aver vissuto quel momento. Una data che ho sempre ricordato tutti gli anni.

Anche l’anno scorso l’ho ricordata, ma in maniera diversa: eravamo a Boston al matrimonio dei cugini americani. Si sono sposati il giorno dell’anniversario della strage di Nassirya e noi eravamo là con loro a festeggiare. Certo per loro era una data come un’altra, mentre per me era una data importante. Chi l’avrebbe mai detto che dopo 8 anni io sarei stata al di là dell’oceano ad un matrimonio? chi l’avrebbe mai pensato quel lontano 12 novembre una cosa del genere? Ripensandoci ora mi  viene da sorridere, ma allora non avevo nessuna ragione e non ne trovavo nessuna per sorridere.

Il giorno 4 di ogni mese. Questo mese non ne ho parlato, ho provato a lasciare decantare la cosa, ma poi basta un niente, un vecchio giornale che torna fra le mani e la mente corre al 4 Ottobre ad Anna Lisa.  Alla sua perdita. Al dolore che ha lasciato dentro tutti noi. Ho provato a non dire nulla, sperando che un po’ il dolore si attenuasse, ma è ancora troppo presto, anche se questi mesi sono pasati lenti come macigni, a volte mi sembra proprio che il tempo non passi mai.

11 Febbraio. E’ l’anniversario della morte di Monica, la moglie di Ste, grande amico, la persona alla quale ho tentato di stare il più vicino possibile durante tutta la malattia, la persona in cui credevo, in cui speravo uscisse vincitrice dalla lotta la cancro, invece…e invece siamo ancora qui a piangerla e a sentire la sua mancanza.

Sono quattro date importanti, ce ne sono altrettante importanti, la data della mia prima chemio, la data della morte di mio padre, la data dell’ultima chemio, sono tutte egualmente importanti, ma nel mese di febbraio ci sono queste.

Con tutto il loro fardello di ricordi e con la prospettiva che di anno in anno qualcosa di bello si possa aggiungere a queste date, che so…il prossimo 12 novembre magari un altro matrimonio, il 4 di un qualsiasi mese la nascita di un qualche piccolino, il prossimo undici febbraio un viaggio io e il Ferrari per festeggiare il mio futuro compleanno…chissà!

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SMETTILA

Smettila di sentirti in colpa se qualcuno ti fa un regalo, se te lo fa è perchè ha piacere di fartelo, vuole che tu sappia quanto sei importante per lui, per loro.

Smettila di sentirti in colpa se qualcuno ti telefona e non pensare che il telefono, specialmente il cellulare costa, se ti chamano è perchè hanno tanto piacere di sentire la tua volce e di farti sentire coccolata, i soldi non sono tutto.

E manda la lista dei libri che desideri a tua sorella, che ci tiene tanto a regalarti un libro che ti piace, che sa essere nella tua lista dei desideri.

Smettila di sentirti in colpa con la Mamma, perchè l’hai chiamata e hai sentito la sua voce incrinarsi alle tue parole.

Smettila di fare la roccia, quando ogn tanto senti le ginocchia cedere, smettila di dire alle amiche che sai di contare su di un buon giro di supporto, loro non si sentono supporti, che fa tanto zanetta, loro sono persone amiche.

Bon, adesso che ti ho strigliato a dovere, vai a bere il tuo teà e a prenderti la torta….Buon compleanno

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VALUTARE

Soppersare, guardare con occhio critico.

Basteranno 3 patate? Mah, mi sembrano piccole, meglio 4.

Pelare, affettare, rimanere concentrata su questi gesti, antichi e sicuri, sereni e tranquilli.

Valutare, cercare il tegame adatto alla cottura, coccio o ceramica? Coccio, meglio coccio, le zuppe vengono meglio, acquistano un maggior sapore di famiglia.

Salare, pepare, assaggiare e aggiustare il tutto.

Coprire, aspettare il bollore, rimescolare e poi abbassare la fiamma, perchè possa bollire, lentamente come una volta.

Guardarsi attorno e vedere il piano di lavoro ingombro di teglie, tegami e coltelli, scoprire che in questo momento il piano di lavoro è piccolo, vorrebbe più grande, più ampio, che il piano cottura è piccolo per tutto quello che vuoi far bollire in pentola.

Valutare tutte le possibilità, i tempi di cottura.

Valutare i pensieri e gli impegni, lasciare scorrere tutto nel lento bollire di un tegame di coccio e sapere che alla fine ci sarà una zuppa che scalderà il cuore.

E ,comunque vada, sarà un successo e niente potrà rovinare la cena di domani con la Tata.

Ehi, dico a te piccolo mostro che dormi dentro di me, vedi di continuare a dormire e non permetterti di venire a scalfire la mia serenità e la tranquillità della mia famiglia. E comunque vada, sappi che non potrai mai sopraffarci.

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TRA ME E LUI

Ma mi vuoi ancora bene? ti sono ancora utile?”

Certo, ti ritengo ancora utile, ti voglio bene, c’è tanto di me in te, ma le persone cambiano, con il passare degli anni cambiano le esigenze, cambia la prospettiva delle cose, quello che prima era importante o fondamentale, ora è stato ridimensionato e gli obiettivi sono altri. Con il passare del tempo gli strumenti che mi sono stati messi a disposzione a suo tempo, hanno fatto un bel lavoro, io ho fatto un bel lavoro su di me, e, tutte queste situazioni sommate assieme, più il tuo aiuto, il tuo contributo, mi hanno permesso di arrivare a questo punto. Stai tranquillo non ti abbandonerò mai, magari con il tempo le mie visite potrebbero diradarsi, non è il caso di questi momenti, con il passare del tempo i miei pensieri potrebbero perdere incisività, ma ti verrò sempre a trovare, mi servi, sei utile, con i tuoi silenzi  appropriati e le parole giuste al momento giusto, mi hai permesso di districare tante matasse, di vedere chiaro in tante situazioni che dentro di me stavano assumendo la dimensione di una montagna. Con questo non dicendo che ti metterò fra le cose vecchie, ma il tuo ruolo sta lentamente cambiando, da valvola di sfogo per le paure di allora, stai divendando lo scrigno che contiene e che conterrà tutti i miei pensieri, le mie emozioni e i ricordi, che forse, un domani, quando io non ci sarò più, i miei eredi leggeranno pensando a quanto potessi essere folle ecomplicata.”

Ti voglio bene, sei parte di me, sei il mio blog

 

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