SENZA MAI ARRIVARE IN CIMA

Dopo tanta attesa è arrivato.

Ed è arrivato al momento giusto, a circa metà del follow-up annuale, in quel momento in cui debbo affrontare, forse, l’esame che mi crea più ansia.

Ma è arrivato lui, Paolo Cognetti, la mia àncora di salvezza nei momenti bui, pesanti.

E così in questi ultimi tre giorni mi sono immersa con la mente nel suo ultimo libro “Senza mai arrivare in cima”, mi sono persa nelle sue descrizioni, nelle sue montagne, ma questa volta montagne più impegnative, l’ Himalaya, più precisamente il Dolpo, il suo viaggio attraverso questa catena, il suo viaggio in Nepal, in Tibet, un piede avanti all’altro, sulle creste più imponenti, senza paura di avanzare, di andare avanti e di guardarsi dentro.

Grazie

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LE DUE BRIOCHES

Le due brioches sono quelle che si alternano durante le colazioni mattutine con le amiche ogni tanto

Ma soprattutto sono  quelle che si alternano durante le soste mattutine per rimettermi assieme, quando ho bisogno di quell’attimo, quel momento solo mio, quel momento in cui chiudo fuori tutto e tutti per leggere e bere un tè.

C’è la brioche della leggerezza, della serenità, di quei giorni che scorrono lisci, è il rotolino di crema con sopra le scagliette di mandorle, una bontà, una dolcezza che rassicura, che ti fa capire che il mondo gira come deve girare, che la giornata non subirà nessun scossone, che tutto filerà al meglio.

Poi c’è la treccina con gocce di cioccolato fondente, quella è la brioche dei giorni che hanno bisogno di essere raddrizzati, il cioccolato fondente per il nichel è quasi un veleno, ma quando ci sono quei giorni che girano storti, che niente va come deve andare, che tutto si capovolge, che tutto quello che hai in mano ti cade per terra, ecco quello è il classico giorno della treccina con le gocce di cioccolato fondente, mi rimette in pace, la mangio con il sogghigno di chi se ne frega, di chi sa che domani pagherà scotto per la disgressione, ma oggi va bene così, perchè quell’oggi lì ha bisogno di essere strigliato, per fargli capire che non può sempre andare tutto storto e il cioccolato è un ottimo toccasana, riesce a rimettere tutto in riga e, se non dovesse riuscirci, con una scrollat di spalle tutto passa.

Le due brioches, le ancore di salvezza.

 

DI EUTANASIA E ALTRO IN ITALIA

DJ Fabo e Marco Cappato. Consulta chiede legge su fine vita.
Ragioniamo:
perchè non si riesce ad avere una legge che ci permetta di morire con dignità? Scegliendo noi, come quando e perchè? I nostri politici catto/demo/comunisti cos’hanno paura che ci sarà la corsa all’eutanasia?
Abbiamo una legge sul divorzio e sull’aborto, non si è mai vista una corsa al divorzio o all’aborto come IVG. Si è dato, solamente, la possibilità a chi vuole divorziare o abortire di non finire in galera, o in mano alle mammane o di dover andare all’estero.
Ma i nostri politici e i detrattori all’ eutanasia, si sono mai informati su come funziona? Qualcuno si è mai preso un po’ di tempo per visitare il sito della “Dignitas” o il sito dell’associazione Luca Coscioni?
Fatelo prima di parlare.
Informatevi prima di sentenziare.
Pregate il vostro dio, qualunque esso sia, di non averne mai bisogno, ma date la possibilità a chi ne necessita, di poterlo fare “serenamente”, anche se “serenamente” è una parola inappropriata, perchè nessuno di noi sceglie “serenamente” il suicidio assistito per grave malattia.
P.S: non venite a dire, non nascondetevi dietro, alla frase”In Italia abbiamo il Vaticano”!

AMAREZZA

Tanta e profonda.

Credevo che “La Milano da bere” fosse definitivamente scomparsa con l’avvento del secondo millennio.

Invece mi sono dovuta rendere conto, amaramente, che è ancora in auge, specialmente fra le nuove generazioni, che provano il brivido dell’apparire, di mettere alla prova il loro modo di vivere, di imporre la loro voce sopra a tutte le altre, senza guardarsi attorno, senza capire cosa sta succedendo attorno a loro, senza nemmeno porsi il problema o la domanda , senza guardare oltre il loro ombelico.

Forse sto invecchiando molto più in fretta di quello che speravo, forse sto dimenticando come eravamo, ma noi siamo la generazione del post ’68, la generazione che ha ribaltato il modo di vivere e pensare, lagenerazione che ha preso coscienza del proprio esistere.

Certo, siamo anche la generazione che ha portato il terrorismo , ma questo riguarda solamente una minoranza di noi, la maggioranza si è data da fare per costruire un qualcosa di migliore per chi veniva dopo di noi.

Ci siamo riusciti solo in parte, qualcosa si è inceppato fra una generazione e l’altra, qualcosa è andato storto e non ce ne siamo accorti.

Prevale ancora l’apparire piuttosto che l’essere.

Sono una inguaribile illusa.

VUOTO A PERDERE

Non saprei come spiegare nel titolo il malumore, la malinconia, il malesssere che ho addosso.

Due chiacchiere veloci hanno scatenato tutto questo.

Non ci può essere tanta cattiveria tutta concentrata in una unica persona.

Non può essere che io continui a meravigliarmi.

Quello che mi infastidisce è che, avevo sempre avuto una vocina dentro che mi metteva in guardia, e non l’ho mai ascoltata.

Quello che mi infastidisce è l’aver sbagliato su tutto il fronte.

Che tristezza, che pochezza.

 

QUELLA FOTO….

…che mi manca.

E’ la foto tua assieme alla Tata.

E’ il cruccio che tutte le volte che ti penso mi assale.

E stamattina ne parlavo con LaMiaMamma davanti ad un lapide, davanti alla tua foto, dopo aver cambiato i fiori per il tuo compleanno.

Quella e tante altre foto mi mancano, ci mancano.

Ci manca tutto il tempo che ci è stato strappato, ci manca il non aver potuto vederti invecchiare, ci manca il non averti potuto farti vedere quello che siamo diventate, facendo del nostro meglio per renderti fiero di noi, ci manca tutto e tanto di te.

Auguri papà, oggi sarebbero stati 88.

IL MESE DELLA PREVENZIONE.

Allora, è cominciato da un po’ il mese di ottobre, notoriamente conosciuto come “Il mese della prevenzione del cancro al seno”.

Ripetiamo tutte/i assieme:

– non è partecipando  a tutte le varie catene sul dove tieni la borsa o di colore hai le mutande che si fa prevenzione;

– non è che partecipando a catene insulse che diventi esente dall’ammalarti di cancro al seno e non ti sei di certo parata il cu** e salvato la pellaccia. Il cu** te lo pari e la pellaccia la porti a casa se fai prevenzione.

Prevenzione significa:

– prendere coscienza del proprio corpo ascoltandolo.

_ imparare l’autopalpazione mensile.

– se hai meno di 40 anni una ecografia la seno all’anno è cosa buona e giusta.

– se ha più di 40 anni, ma non rientri ancora nello screening di prevenzione regionale, una mammografia all’anno anche qui è cosa buona e giusta.

– se hai più di 45 anni  rientri nello screening di prevenzoione regionale, quindi partecipa anche qui è cosa buona e giusta.

infine, è cosa buona e giusta, una visita senologica all’anno, il parere di un esperto, che non sia il dottor. Google, è importante.

Seguendo queste poche e semplici regole ti pari il sedere e salvi la pellaccia.

Partecipando alle catene delle borse e del colore delle mutande, se vieni colpita dal cancro, difficilmente ti pari il sedere e difficilmente porti a casa la pellaccia, perchè sappiate, care le mie “catenine”, che di cancro si guarisce seguendo alcune piccole regole di buona senso, ma si può anche morire.

E non è una bella cosa alle soglie del terzo millennio.

Io questo discorso lo feci anche lo scorso anno, ma ho notato che anche quest’anno l’ho dovuto ribadire, facciamo in maniera che il prossimo anno, io non debba essere ancora più cruda e realista.