IL TEMPO SOSPESO

E’ quello che passa fra il rientro da una settimana di vacanza e la partenza per il VIAGGIO.

E’ quello che passo ricordando le ore di quella settimana a Cervia, ore fatte di riposo, di chiacchiere intelligenti e risate, tante risate, quelle risate che ti rimettono in pace con il mondo.

E’ quello che passo leggendo, leggendo, leggendo e ancora leggendo, perchè non c’è niente di meglio, in questo tempo sospeso, che leggere, trovare milel libri da mettere in lista e leggere il più possibile per raggingere tutti i libri che sono nella lista dei desideri.

E’ quello che passiamo assieme rifinendo i dettagli del VIAGGIO, la comunicazioe dei dati ala compagnia aerea, i visti e i permessi, il controllo ossessivo e compulsivo che tutti i documenti siano pronti.

E’ quello che passa fra il controllo della situazione meteo della destinazione del VIAGGIO.

E’ quello che passo a curare la bronchite che mi è capitata fra capo e collo, mancano 10 giorni alla partenza del VIAGGIO e debbo essere in perfetta forma.

Il tempo sospeso è il mio tempo

DI RITORNO

siamo rientrati oggi, da poche ore, dopo 7 giorni passati a Cervia.

La mia Cervia, il mio luogo del cuore, il luogo dove rifugiarmi per ricaricare le batterie.

Ci siamo divertiti. Io, il Ferrari, la Tata (che guai non ci fosse), Rosie, Fred, Marina e Alberto (gli amici storici del Cadore).

Sono stati 7 giorni carichi di risate, ma tante, veramente tante.

Risate fatte di cuore e di pancia, risate che sono risultate anche migliori perchè inaspettate, che scaturivano dalle situazioni più normali e banali, ma dalle quali sono, siamo sempre riusciti a trovare il lato comico.

La Tata si è rivelata una presenza simpatica, arguta e dolce, anche se ogni tanto faceva scappare la pazienza, ormai se non passo un po’ di tempo con lei a Cervia, non mi sembrano nemmeno vacanze.

Ho avuto tutti, e dico tutti, attorno a farmi da spalla nella mia cretineria, a supportarmi nelle mie tante imbecillità, ma mi sono tanto tanto divertita.

Ho scoperto che quando non sono sotto pressione, quando le persone che mi circondano sono intelligenti, riesco a rilassarmi e a dare il meglio di me stessa, non sono quell’asociale che potrei sembrare, sono come il dottor Jekyll e mister Hide, riesco a trasformarmi in una persona socievole, leggera e riesco a fare dormire sonni profondi all’ignorante che alberga dentro di me.

anche quest’anno si ricorderanno di me, da oggi in poi in albergo sarà tutto più triste

 

IN ORDINE SPARSO

dirmi che sono una donna forte è semplice, facile e solleva.

E’ semplice, perchè significa non ascoltare mai le incrinature della voce o guardare i miei occhi quando si riempiono di lacrime che vengono sistematicamente ricacciate indietro…perchè io sono una donna forte e le donne forti non piangono e non si appoggiano agli altri.

E’ facile, perchè fin dall’inizio di tutta questa avventura, 13 anni fa, ho sempre cercato di farcela con le mie forze, ho sempre cercato, sbagliando, di far credere che tutto andava bene, e tutto questo ha autorizzato tutti a dirmi che sono una donna forte…perchè le donne forti tirano fuori la grinta e combattono per loro e per gli altri.

Solleva, in tutti sensi, da tutto il lavorio che occorre per trovare le parole giuste e il dover ascoltare, magari delle lagne, ma non impone nessun ascolto e nessun pat-pat sulla spalla….percè la donna forte fa pat-pat sulla spalla alla persona malcapitata che in quel momento dovrebbe ascoltare.

TU NON HAI IDEA

tu non hai idea di cosa significhi per me la colazione al bar a metà mattiona.

devi sapere che quella mezz’ora passata da sola, in silenzio, senza nessuno che chiami o che chieda qualcosa, è miracolosa, mi rimette in pace con la vita e con il mondo.

è il premio che mi concedo ogni mattina, quando posso, è il regalo che mi faccio, che ognuno di noi ha il diritto di aver una volta al giorno, un regalo, un momento per stare da solo, lasciando fuori tutto e tutti.

tu non hai idea di come mi senta in pace con il mondo e di come riesca a sopportare tutto e tutti dopo una mezz’ora passata davanti ad una tazza di tè e con un libro iin mano.

è il regalo che mi faccio e che ti faccio tutti i giorni

HO L’ETÀ

ho raggiunto quell’età in cui potrei vestirmi di rosso ed indossare un cappello  viola.

quell’età in cui dovresti passare oltre e non interessarti di quello che gli altri dicono o pensano.

Ma anche a questa età, con un vestito rosso ed il cappello viola, si può ancora fare caso ai giudizi e alle parole delle persone.

e ci sono quelle volte in cui mentalmente alzi il dito medio e vai avanti, ma ci sono volte in cui il fardello si fa pesante, le spalle cedono e le lacrime spingono.

ma per fortuna, in quei momenti, so a chi rivolgermi, so dove andare ad attingere le energie che se ne stanno andando, vado da chi mi può tendere una mano

E sono veramente tante le mani che si tendono.

e come allora si sono strette tutte per sorreggermi.

Ma oggi più che mai vorrei parlare di quel ricordo di 6 anni fa

Stamattina è quasi partito in sordina su Facebook, quando la’mica Giorgia ha condiviso un ricordo, ma poi è venuto naturale a tutte noi, postare qualcosa di quello che è successo 6 anni fa a Roma, delle stesse emozioni che ci stiamo portando dietro da allora, ricordando le belle persone conosciute allora e che tutt’ora fanno parte della nostra vita, che ci supportano e sopportano nei nostri momenti, sia allegri che tristi.

6 anni fa ho fatto pace con il cancro.

 

 

PERLE

Sono come le perle di una collana , i momenti che sto tenendo dentro per ritrovare un po’ di serenità.

L’attentato di Nizza e il tentato golpe in Turchia hanno minato il mio equilibrio e il morale era molto basso.

In più si è insinuata la paura in vista del viaggio oltreoceano che andremo a fare con la Tata al seguito.

Ma in mezzo a tutte queste brutture ,siamo riusciti a ritagliarci un fine settimana in Cadore da Marina e Alberto.

Siamo partiti sabato mattina con la tata e già a Venezia, quando si cominciano  a intravedere le montagne, mi sono sentita sollevata, ma il miracolo è avvenuto a Vittorio Veneto.

Da lì in poi tutto ha assunto un’altra luce, le paure si sono ridimensionate e ho cominciato a raccontare alla piccola un po’ di storia: il Piave, il Tagliamento, Longarone e la diga del Vajont, l’incrocio con la val zoldana e il suo carosello di piste da sci, Pieve di cadore città natale di Tiziano Vecelio, che ha portato i colori del Cadore nei suoi quadri.

E lei ascoltava, domandava e si guardava attorno..

Il pomeriggio del sabato l’abbiamo passato passeggiando sulle rive del lago di Auronzo, dove con lo sguardo si può arrivare ad ammirare le Tre Cime di Lavaredo, ma poi tutto attorno si vedono queste montagne imponenti e tutto questo cielo azzurro e terso che aiuta a respirare e a scacciare i brutti pensieri.

La domenica l’abbiamo trascorsa al rifugio di Luca, il figlio maggiore di Marina e Alberto, rifugio situato sulla cime del Varmost, la montagna che sovrasta Forni di Sopra e lì alla Tata abbiamo potuto raccontare tanto, di quando andavamo lì, con la sua mamma piccola, a sciare, raccontandole di tutte le avventure passate in tanti anni, anni che abbiamo frequentato il paese, che non è un paese mondano, ma è a dimensione di uomo e di famiglia, paese nel quale ho lasciato un pezzetto di cuore.

Ma poi, come ben si sa, le cose belle finiscono e, presa l’ultima corsa della seggiovia per scendere a valle, abbiamo salutato tutti gli amici cadorini e ci siamo rimessi  in macchina per tornare a Bologna, ma con negli occhi e nel cuore i bei momenti passati e la serenità che ci è stata ridata al cospetto di tanta natura ed in compagnia di Maria e alberto, che hanno sempre un posto speciale nel nostro cuore.

 

CI SONO PERSONE

Esistono persone a dir poco imbarazzanti, con le quali non sai mai come interagire.

Le incontri, le conosci, le saluti e loro continuano a fissarti con quell’espressione persa in un mondo tutto loro, che ti viene da chiederti se si fanno di coca o di botox.

ci sono persone talmente imbarazzanti che vorresti non averle mai conosciute, perchè tu hai una reputazione da difendere e, quando sei nei loro paraggi, temi sempre che passi qualcuno che conosci e che ti veda, allora sì che la tua reputazione andrebbe a pallino.

ci sono persone talmente imbarazzanti che ti mettono anche un filino di ansia, perchè capisci che queste persone si sono accoppiate, hanno figliato e hanno il diritto di voto.

ci sono persone talmente imbarazzanti con le quali non sai mai di cosa parlare e rimani lì, proprio tu che non fai nessuna fatica ad intavolare un discorso di senso compiuto anche con i sassi.

ci sono persone talmente imbarazzanti che tu invidi, perchè vivendo nel loro mondo piccolo e ristretto, vivono bene, tutto scivola via da loro, lasciandoli nella più beata ignoranza che li fa  andare avanti in questo mondo, nel miglior modo possibile.