NEWPORT

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Avete presente la Costa Smeralda con tutti i suoi nababbi? Avete presente Bel Air con tutte le sue mega ville?

Ebbene unitele ed otterrete Newport, nel Rhode Island, lo stato più piccolo degli States.

A Newport tutto parla di ricchezza che affonda le radici nella storia.

Newport è famosa per la sue case storiche, tutte ormai adibite a musei o università. Sono quasi tutte posizionate lungo la Cliff Walk, da dove passeggiando si ammira l’oceano Atlantico e queste case con viste mozzafiato direttamente sull’oceano.

Newport è famosa per la ville dislocate lungo la costa, ville da nababbi appunto , ville che credevo esistessero solamente nei film, invece…

Newport è famosa per il matrimonio di JFK, lì si sposò e lì si respira ancora l’aria dei Kennedy, basta guardare la baia con tutte le barche a vela ormeggiate.

Newport è stata un’esperienza magnifica, nonostante il tempo autunnale che ci ha accompagnati per quasi tutta la giornata.

Newport è vacanza al mare e lentezza.

STAMATTINA

Io stamattina volevo andare a fare un giro in centro.

E’ da tanto tempo che non vado in centro a Bologna da sola, così, tanto per fare un giro, per entrare in tutti i negozi senza uno scopo preciso.

Io stamattina volevo…

Invece…sono rimasta a casa.

Non sono ancora attrezzata mentalmente per andare in centro con la pioggia.

A metà settembre non sono ancora entrata nella modalità “piove ma si va lo stesso”.

E’ uno stato mentale nel quale non sono ancora entrata.

A metà settembre non pretendo le giornate lunghe e assolate di agosto o luglio, ma un briciolo di sole e il cielo azzurro, aiuterebbero ad andare verso quello stato mentale che ti fa dire “si va lo stesso”.

Non sono ancora attrezzata per girare con l’ombrello aperto.

UN VIAGGIO DI FELICITÀ E RISATE

Ebbene sì, alla fine è sparita l’ansia ed è rimasta la voglia di partire.

E’ stato un viaggio di felicità e risate.

La felicità che abbiamo letto negli occhi della Tata quando, a Madrid, ha scoperto che saremmo volati fino a Boston.

La felicità dopo un lungo volo nello sbarcare a Boston e accorgerci che alla dogana avevano fretta, erano atterrati altri 7 aerei contemporaneamente a noi, e non hanno guardato tanto nel sottile, quindi la mia ansia pre-partenza era del tutto ingiustificata.

La felicità è stata uscire e trovare ad attenderci i cugini e ricevere un caldo abbraccio da loro, che ci ha ripagato della levataccia e del volo freddissimo (Iberia tiene aria condizionata in cabina a tutta manetta, la Tata ha viaggiato coperta da due panni).

Le risate sono state quelle fatte al terminal 4S di Madrid, quando presa dalla stanchezza, ho ordinato un croissant e un tè…non ho avuto il coraggio di chiedere il limone, perchè già avevano sgranato gli occhi alla richiesta del tè.

Le risate sono state grasse e di pancia quando, al controllo dei documenti in terra americana, hanno insistito perchè il Ferrari mostrasse tutte le 4 dita della mano destra, ma quando lui, diligentemente, ha alzato la mano senza il dito mignolo, il funzionario, di chiare origini irlandesi, è diventato rosso paonazzo e si è profuso in una infinità di “sorry, sorry, sorry” finchè , tutti e tre, non abbiamo sfoderato un sorriso a 64 denti e ci ha riconsegnato i documenti, continunado a scusarsi.

Grazie Boston per la sempre bella accoglienza

 

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UN FILINO…..

…di ansia sta cominciando a salire, al pensiero delle valigie da preparare, dei pesi da rispettare e dalla paura di dimenticare qualcosa di importante.

Le guardo, sono già lì aperte, nella cameretta, pronte per essere riempite, ho cominciato ad appendere i pantaloni, i bermuda, ho cominciato ad impilare le magliette, ho già approntato anche tutte le buste di plastica che dovranno contenere i vari shampoo, docciaschiuma e altri ammenicoli.

Un filino di ansia sale al pensiero di tante ore in aereo con la Tata, che non ha mai affrontato un viaggio così lungo in uno spazio tanto ristretto, come può essere la cabina di un aereo, che non sa ancora nulla della destinazione finale, è una sorpresa che le verrà svelata durante il primo scalo, prima dell’imbarco sul volo intercontinentale.

Abbiamo dovuto prepararla all’evenienza che si potrebbe annoiare, ma sempre senza dirle quale sarà la destinazione, ci siamo armati anche di disegni da colorare, settimana enigmistica e crucipuzzle da farle fare in aereo, ma il filino di ansia è ancora lì, latente.

Un filino di ansia sale al pensiero dello sbarco sulla terra del grande Levitano, di tutta la prassi per il passaggio della dogana, ilcontrollo dei documenti…debbo smettere di guardare “airport security”.

…E comunque vada sarà un successo

IL TEMPO SOSPESO

E’ quello che passa fra il rientro da una settimana di vacanza e la partenza per il VIAGGIO.

E’ quello che passo ricordando le ore di quella settimana a Cervia, ore fatte di riposo, di chiacchiere intelligenti e risate, tante risate, quelle risate che ti rimettono in pace con il mondo.

E’ quello che passo leggendo, leggendo, leggendo e ancora leggendo, perchè non c’è niente di meglio, in questo tempo sospeso, che leggere, trovare milel libri da mettere in lista e leggere il più possibile per raggingere tutti i libri che sono nella lista dei desideri.

E’ quello che passiamo assieme rifinendo i dettagli del VIAGGIO, la comunicazioe dei dati ala compagnia aerea, i visti e i permessi, il controllo ossessivo e compulsivo che tutti i documenti siano pronti.

E’ quello che passa fra il controllo della situazione meteo della destinazione del VIAGGIO.

E’ quello che passo a curare la bronchite che mi è capitata fra capo e collo, mancano 10 giorni alla partenza del VIAGGIO e debbo essere in perfetta forma.

Il tempo sospeso è il mio tempo

DI RITORNO

siamo rientrati oggi, da poche ore, dopo 7 giorni passati a Cervia.

La mia Cervia, il mio luogo del cuore, il luogo dove rifugiarmi per ricaricare le batterie.

Ci siamo divertiti. Io, il Ferrari, la Tata (che guai non ci fosse), Rosie, Fred, Marina e Alberto (gli amici storici del Cadore).

Sono stati 7 giorni carichi di risate, ma tante, veramente tante.

Risate fatte di cuore e di pancia, risate che sono risultate anche migliori perchè inaspettate, che scaturivano dalle situazioni più normali e banali, ma dalle quali sono, siamo sempre riusciti a trovare il lato comico.

La Tata si è rivelata una presenza simpatica, arguta e dolce, anche se ogni tanto faceva scappare la pazienza, ormai se non passo un po’ di tempo con lei a Cervia, non mi sembrano nemmeno vacanze.

Ho avuto tutti, e dico tutti, attorno a farmi da spalla nella mia cretineria, a supportarmi nelle mie tante imbecillità, ma mi sono tanto tanto divertita.

Ho scoperto che quando non sono sotto pressione, quando le persone che mi circondano sono intelligenti, riesco a rilassarmi e a dare il meglio di me stessa, non sono quell’asociale che potrei sembrare, sono come il dottor Jekyll e mister Hide, riesco a trasformarmi in una persona socievole, leggera e riesco a fare dormire sonni profondi all’ignorante che alberga dentro di me.

anche quest’anno si ricorderanno di me, da oggi in poi in albergo sarà tutto più triste

 

IN ORDINE SPARSO

dirmi che sono una donna forte è semplice, facile e solleva.

E’ semplice, perchè significa non ascoltare mai le incrinature della voce o guardare i miei occhi quando si riempiono di lacrime che vengono sistematicamente ricacciate indietro…perchè io sono una donna forte e le donne forti non piangono e non si appoggiano agli altri.

E’ facile, perchè fin dall’inizio di tutta questa avventura, 13 anni fa, ho sempre cercato di farcela con le mie forze, ho sempre cercato, sbagliando, di far credere che tutto andava bene, e tutto questo ha autorizzato tutti a dirmi che sono una donna forte…perchè le donne forti tirano fuori la grinta e combattono per loro e per gli altri.

Solleva, in tutti sensi, da tutto il lavorio che occorre per trovare le parole giuste e il dover ascoltare, magari delle lagne, ma non impone nessun ascolto e nessun pat-pat sulla spalla….percè la donna forte fa pat-pat sulla spalla alla persona malcapitata che in quel momento dovrebbe ascoltare.