UN FILO DI RESPIRO

Un filo d’aria si intrufola nei pensieri.

Un filo di aria fresca che schiarisce.

Un filo di respiro che si libera.

Visita ad un mese dall’aggiustamento della terpia, fatta.

E adesso respiriamo un po’ meno contratti.

Non abbiamo ancora scollinato il tutto, ma quando un filo di aria fresca, quando un minimo di buone notizie si intrufolano, si respira in maniera più leggera.

Dai che stringendo i denti, sopportando effetti collaterali nuovi e sconosciuti, ce la fai, i tuoi sacrifici, le tue fatiche, in qualche maniera vengono ricompensate.

Hai ancora tanto da lavorare, avrai ancora tanti momenti di crisi, ma tu appoggiati a me, appoggiati alle tue DottoresseCheSempreAscoltano ed in qualche maniera ti aiuteremo con tutte le energie che abbiamo a disposizione.

E adesso salutiamoci, tu verso i tuoi impegni, io a sistemre per l’ennesima volta fogli con resoconti visite, tac, esami, pet.

Ma il “Ciao” che ci siamo scambiati oggi era più allegro.

BASTA POCO

E a volte quel poco è importante e salvifico.

Una visita di controllo da fare, un bel libro appena iniziato, la prospettiva di fare il tragitto con i mezzi pubblici per avere, appunto, il tempo di leggere.

Poi una ricerca di nuovi bar in centro per colazioni di passaggio fra la discesa dal mezzo pubblico e l’arrivo in ospedale per la visita.

Serve anche quello, bisogna far decantare l’ansia, che ultimamente la fa da padrona, la poca voglia di andare, il sapere che è sì una visita in reumatologia, ma negli ultimi 15/20 giorni i dolori sono aumentati e sai che la prospettiva è quella di fare raggi X ed ecografie per vedere andamento artriti e reumatismi ed un eventuale aumento ed aggiustamento delle terapie.

La prospettiva non ti alletta per niente, ma sa da fare, devi essere in forma, adesso hai altre “battaglie” da combattere, devi essere un valido sostegno per chi ha più bisgoo ed è impegnato più seriamente sul fronte oncologico.

Alla fine ho trovto il mio anolo di paradiso Dandy Caffè letterario.

E la giornata assume un altro colore. Un po’ intimorita entri, ti guardi attorno, ma le persone dietro a quel banco ti mettono a tuo agio, sono carezzevoli, premurose e calorose nell’accoglienza.

Ti accomodi in un girdino esterno ombreggiato e fresco, lontano dalla postazione bar, circondata dal silenzio, da altre persone che, come te, hanno trovato il loro angolo di paradiso, praticamente un bar- biblioteca, silenzioso, tranquillo e dove la calma riesce a distendere un po’i nervi troppo tesi ultimamente.

Basta poco, ma quel poco è prezioso come l’acqua nel deserto

PIU’ SUDI….

…e più sai di fresco!

Non è vero, sono tutte bugie dei pubblicitari.

Il problema è che la gente ci crede, e allora succede che ti trovi in un torrido pomeriggio di luglio, su di un mezzo pubblico a contatto con perone che prendono per oro colato tutto quello che la pubblicità racconta.

Ora ripetete con me:

Prima la doccia, poi il deodorante…..

Potreste essere scettici, ma funziona contro i cattivi odori!

SENTO LA MANCANZA

Sarà un’ estate diversa.

Abbiamo dovuto fare cambiamenti repentini in corso d’opera.

Fino ad un paio di mesi fa, eravamo lì che programmavamo un viaggetto con la Tata ad inizio settembre, poi gli sviluppi da aprile in poi ci hanno costretti a cambiare radicalmente programma.

E il 26 aprile abbiamo preso una decisione: vacanze sì, perchè abbimo bisogno di staccare un po’ la spina, abbiamo la necessità di cambiare muri e allegerire la testa e allora prenotiamo una settimana a Cervia.

Detto, fatto, nel giro di 3 giorni ho contattato l’albergo dello scorso anno, preventivo per una permanenza con la Tata, dato conferma, inviato caparra e problema vacanze risolto.

Abbbiamo necesità di rimanere vicino a casa, abbiamo necessità di essere ad un’ora da casa, perchè i controlli sono ancora molto serrati e non sappimo come possa evolvere la situazione, di conseguenza dobbiamo rimanere in zona per qualsiasi evenienza.

Certamente è una buona soluzione, ma quest’anno sarà un po’ diversa, purtroppo la compagnia di Cervia quest’anno ha perso alcuni pezzi lungo la strada, alcuni non potranno essere dei nostri.

Gli amici di Roma non potranno essere dei nostri, ci saranno Marina e Alberto, gli storici del cadore, ma non gli storici di Roma.

E la cosa mi destabilizza, sento già la mancanza delle risate fatte a crepelle con loro, sento già la mancanza dei discorsi seri, perchè ogni tanto siamo seri pure noi, sento tanto la mancanza del tormentone estivo da condividere con loro, da spiazzare, sento la mancanza dell’allegria mai becera della loro immensa compagnia, sento già la mancanza dell’ora accademica fatta durante i pasti in albergo, sento la mancanza della cena di Ferragosto con loro e gli storici del Cadore.

Sento la mancanza del tran-tran agostiano degli ultimi anni

AMICHE CHE TI PENSANO

E più ci si sente inadeguati.

In questo mondo dove tutti urlano, dove vince l’arroganza e la maleducazione, è sempre più difficoltoso passare una paio d’ore a chiaccierare serenamente con persone affini, le posso contare sulla punta delle dita di una mano.

E non conta nemmeno ripetersi, come un mantra, debbo smettere di leggere, debbo smettere di pormi delle domande, debbo smettere di ascoltare.

Non serve a nulla

UNA BOCCATA DI OSSIGENO

Ogni tanto ci vuole.

Ogni tanto bisogna lasciare andare i pensieri, accantonarli e alleggerire la mente.

Ogni tanto bisogna ritagliarsi un momento tutto nostro dove la malattia, gli effetti collaterali non siano un pensiero predominante.

Ogni tanto bisogna mettere in campo strategie per sopravvivere.

Ogni tanto bisogna ricevere, ascoltare, ascoltarsi mentre si parla e si esterna una idea, un sentire, un sentimento.

Ogni tanto bisogna trovare qualcuno che faccia da pietra del paragone.

E ogni tanto il destino ci mette lo zampino e, senza volere, senza programmare, ti ritrovi a parlare a quattr’occhi con la persona giusta.

Ed il riento a casa è più spensierato, i muri hanno un altro colore e l’aria è più leggera.

Oggi le spalle sono più dritte e più leggere.

 

MA POI PASSA

Sta diventando il mantra degli ultimi giorni.

Non abbiamo ancora visto l’esito della pet di controllo effettuata venerdì, l’ansia sale, lo scormento pure, la paura si insinua lentmente.

E domattina dobbiamo andare alla visita di controllo , ma ci andiamo senza sapere cos’ha detto la pet, ci andiamo con i mille dubbi insinuati dal fisiatra per alleviare i mille dolori che la Bomba Atomica ha scatenato

Il positivismo a volte vacilla, le lacrime ogni tanto provano ad uscire, ma poi c’è sempre qualcosa o qualcuno per le quali vanno ricacciate indietro.

Ci si sente fragili ,in balia degli eventi e co la pura di non riuscire a dominarli o a tenerli sotto controllo.

Ma poi passa.