UFFA

mercoledì, terzo giorno della settimana.

tre giorni passati fra ospedali e studi medici.

sono satura, la mia pazienza è finita.

e fra 15 giorni si ricomincia.

uffa, sbuffando e ringhiando.

fra chiacchiere con le zie e telefonate, con il fiato sospeso per lo zio e per la cugina, sempre sbuffando e ringhiando.

quando non capisco, mi irrito, perdo la pazienza, mi saltano i nervi e fra me e me mi dico che è più semplice il loro modo di vivere, credendo alle parole che vogliono sentirsi dire…funziona così.

se le parole sono quelle che vuoi sentirti dire, va tutto bene, rimani al caldo nel tuo nido e niente e nessuno ti turba.

uffa, sempre sbuffando e ringhiando.

12 pensieri su “UFFA

  1. Tu sbuffa che fa bene e io ti aiuto volentieri a righiare “coloro” che stanno al calduccio nel loro nido dove nessuno li turba, a me questi elementi fanno prudere le mani e mi fanno diventare un po’ alticcia nel definirli, non c’è età che tenga.
    Io la tua mail non la trovo, ma l’hai cambiata?? Io ti ho scritto alla solita.
    Ti mando un bel bacione
    4p

  2. l’ho pensato spesso anch’io che per alcuni sia tutto più facile: vivono lasciandosi guidare e affidandosi, senza interrogarsi troppo. ma così non potrei vivere..

  3. E tu continua a sbuffare e ringhiare sai quanto fa bene? L’importante è non dimenticare mai quanto dicevi nel post precedente: un passo alla volta e la normalità ritorna molto prima di quanto credi.

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