IL TEMPO CHE PASSA

Questa mattina la mente è vuota, piatta, addormentata.

Le palpebre sono pesanti, la sonnolenza, l’ovatta dentro alla testa attutiscono tutto.

Tutto è sonnolenza e svogliatezza.

A volte sembra che una piccola punta di rabbia possa fare capolino, in questa mattinata sonnolenta.

Sto ancora ripensando a quello letto ieri, in giro sul web, di quello che successe a Bologna l’11 marzo 1977. Agli strascichi di quei giorni di rivolta.

A come possano apparire lontani quei giorni e come possano essere estranei quei fatti, alla luce di quello che ci propinano oggi i giornali: femminici, morti ammazzati per noia, l’isola dei famosi, adinolfi che pontifica su droga e omosessualità.

E la politica, i politicanti, che si sono abbassati ad essere mercanti, manager di sè stessi, pronti a manipolare le parole, i fatti, le idee per un qualsiasi loro tornaconto.

Non è più la politica di allora, fatta di dialettica, di scontri, a volte anche focosi e duri, ma era fatta di parole, di idee.

Ora è tutto un parlarsi addosso, a tentare di sminuire l’avversario a suon di scandali, di mazzette, di raggiri e di strumenti di bassa lega. E’ tutto ridotto ad uno scambio di favori, di sedie, di soldi.

Finiti i tempi del rispetto, degli scambi di opinioni. Ora non ci si fida più di nessuno, siamo ormai disincantati, disillusi, non crediamo più a niente e nessuno.

Gente che si spaccia di sinistra, quando, invece, di sinistra ha solamente la mano, personaggi meschini che cambiano casacca a seconda di come gira il vento, tutti facenti parte di una classe politica arrogante e superficiale.

Ecco le parole giuste “arroganti” e “superficiali”. Personaggi che fanno a gara a chi urla di più, a chi trova lo scandalo più grosso nel partito dell’avversario, un’accozzaglia di persone raccattate chissà dove e chissà da chi, che dalla mattina alla sera, si inventano politicanti, giusto per il loro tornaconto, considerandosi degli intoccabili, mentre così non dovrebbe essere, mentre dovrebbero essere loro i primi, invece….

Da quel marzo 1977 tutto è cambiato, niente è più stato come prima.

Tutto è virato verso la pazzia degli anni di piombo , per poi arrivare a questi anni di corruzione dilagante e menefreghismo.

Meglio ascoltare una canzone

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