CI SONO GIORNI

Giorni così, giorni sì e giorni no.

Ma ultimamente i giorni no sembrano prevalere.

Che, poi, alla fine non  sono nemmeno giorni no, sono solamente giorni pieni di rogne, di grane che si affastellano le une alle altre, incovenienti che si sommano a quelli già accumulati.

Giorni in cui frequenti tre ospedali diversi uno dietro l’altro, uno al giorno, giusto per non perdere le buone abitudini.

giorni in cui entri in luoghi in cui ti senti addosso tutto il peso della morte incombente, ma vai lo stesso, un’amica ha bisogno di una boccata d’aria, di ossigeno, un’amica ha bisogno di una sciroccata che dica castronerie e le porti un cabaret di pasticcini, che, si sa, non fanno bene alla linea e nemmeno al colesterolo, ma fanno tanto bene all’anima e al cuore.

Poi, all’improvviso, arriva la telefonata che svolta la giornata, che fa apparire bella anche la nebbia e la pioggia al di là dei vetri “Arriviamo venerdì 1 novembre e ci fermiamo fino a sabato sera, ci trovate da dormire?”.

Ma io, pur di avervi qui, dormo per terra e vi cedo il mio letto.

Peccato solamente non possano raggiungerci gli altri due amici lontani, altrimenti sarebbe un fine settimana perfetto.

Ma si sa, la perfezione non esiste, non fa parte di queto mondo.

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