QUI ADESSO ORA

In questi giorni frenetici, che scorrono come dentro ad una centrifuga, tutto diventa lontano, distante, faticoso.

La fatica, fisica e mentale, in questi giorni la fanno da padrone.

Prima lo stress, il tira e molla, di sentire cambiare la data dell’intervento ogni 12 ore.

Poi finalmente l’intervento, tanto atteso, inaspettatamente, è arrivato.

Adesso si va avanti per inerzia, si ruzzola, si stringono i denti, si va avanti a testa bassa, sapendo che è un momento transitorio, che fra poco ce lo butteremo alle spalle, che fra poco saremo presi da altri pensieri, altri impegni, saremo di nuovo sostenuti dalle 4 pastiglie.

Ma, in questo momento, la fatica fisica e mentale sono  veramente tanta roba.

Quella fisica dovuta agli spostamenti da una parte all’altra della città, con tutti gli annessi e connessi, file, rallentamenti, ingorghi, parcheggi che costano un rene e un litro di sangue, la fatica fisica delle attese davanti alle sale operatorie, sopra a sedie che rasentano la tortura medioevale, almeno proviamo a dare un minimo di conforto a quei poveri parenti che sono in ansia e in attesa di coloro che sono al di là di quelle porte, che quando si spalancano ti proiettano in un mondo futurista, fatto di tubi, luci accecanti e tante persone che si muovono, ognuno nel suo ruolo, che a noi sembra senza senso, mentre un senso compiuto ce l’hanno e loro lo sanno.

La fatica mentale è quella che ti stronca, perchè non sai cosa aspettarti quando aprono le porte del reparto e ti permettono di vedere chi sta facendo passare il tempo, al di là di quelle porte che non lasciano trapelare nulla.

La fatica mentale del vedere tubi, fili, che entrano in braccia, collo, vene, macchinari che con il loro ronzio di fanno capire che la persona a cui vuoi bene è lì, presente, in vita e sta  lavorando per rimettere in sesto quel fisico che sembrava indistruttibile, mentre adesso si presenta con tutte le sue fragilità.

E ben vengano tutti questi tubi, fili e macchinari che ronzano e portano vita, sollievo al dolore, alla fatica della ripresa.

Ma ora qui e adesso la fatica fisica e mentale la fanno da padrone.

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