IL TEMPO SOSPESO

Quello che stiamo vivendo da ieri sera è un tempo sospeso.

Un tempo che nessuno di noi poteva immaginare, nessuno di noi ha mai provato, pensavamo di riuscire a non risentirne, d’altronde, ci dicevamo, abbiamo superato Chernobyl nel 1986, il terremoto del 2012, invece…

Invece niente, questo è un tempo diverso.

Chernobyl ci impose delle limitazioni alimentari, ma non ci impediva di spostarci da una parte all’altra, la vita sociale, ed allora che eravamo giovani ne avevamo parecchia, non ci era preclusa, potevamo incontrare amici, parenti, conoscenti, scambiare due chiacchiere, uscire a cena.

Il terremoto del 2012 ci lasciò sgomenti, ci fece paura  perchè di notte tutto è più brutto e nero, ma una volta che ci accertammo che amici, parenti e conscenti stavano tutti bene, ricominciammo a vederci, a fare due chiacchiere davanti ad un caffè, ad uscire a cena, anche solo per una pizza, per esorcizzare la  paura.

Ma questo è un tempo sospeso diverso dai precedenti, questo tempo ci limita, ci obbliga a rimanere soli, ci obbliga a pensare, ad affrontare una situazione di ansia, di paura, di incetezza da soli, non possiamo  incontrarci personalmente, finite le pause caffè al bar, finite le colazioni con le compagne di merende, finite le ore accademiche sul divano, finiti i ritrovi in centro con l’Amica delle superiori.

Questo tempo che ci toglie la possibilità di muoverci a nostro piacimento, magari da soli, a piedi o in bici per rimettere assieme i pensieri e le paure, questo è il tempo per noi solitari, che soffriamo la voglia d socializzare che, improvvisamente, ha attanagliato tutti gli sconosciuti paesani che incontri, dove in ogni luogo, in fila, trovi sempre quello che ti deve raccontare le sue esperienze e tu non ne vuoi sapere, perchè è già abbastanza straniante il dover far la fila, a distanza, per entrare in farmacia, è già straniante il dover girare con autocertificazione per raggiungere il panettiere o il fruttivendolo.

Questo tempo sospeso che mi sta defraudando dei pranzi con la Tata e dei nostri venerdì sera passati a giocare a carte e ad ascoltare le sue ultime hit su youtube.

Ma questo tempo sospeso ha anche alcuni pregi: non devi uscire per forza, hai la scusa buona per leggere fino allo sfinimento, uncinettare non è più visto come una ribellione alla vita sociale che ti aspetta fuori dalle mura di casa.

Ma poi passerà, e ci ritroveremo di nuovo tutti assieme a ridere, di quelle risate sane che riparano lo spirito, le risate grasse che se non stai attento ti fai la pipì addosso.

Quelle risate grasse e sane che ti fanno male venire male a muscoli che nemmeno sapevi di avere.

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