TRA SOGNO E REALTÀ

E’ un posto molto bello in cui si sta bene.

Ho sognato una persona, un amico con la quale sono sempre stata bene, un amico d’infanzia.

In questo sogno, con questo Amico ho rivissuto le belle situazioni di allora, i bei momenti che hanno segnato l’adolescenza e poi la vita di adulti.

In questo sogno ho ritrovato le chiacchiere, le risate e la felicità di allora. Ero felice.

Mi sono svegliata felice, con il sorriso sulle labbra.

In quel limbo fra sogno e realtà ero serena.

Mi ha fatto bene sognare questo amico.

Poi la realtà ha preso il sopravvento, non c’eri e non ci sarai più.

Ho nostalgia, il magone e tanta tristezza dentro, fra poco meno di due mesi, sarà un anno che ci hai lasciati.

Ancora e sempre nei pensieri di tante persone.

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ALL’USCITA

Siamo uscite dall’Ospedale Speciale che segue la Tata, con ancora tanti dubbi e tante incertezze.

Ci siamo guardate, nei nostri occhi abbiamo letto gli interrogativi sul futuro suo, su come fare e muoverci.

Ci aspettano altri 6 mesi di indagini, di esami per lei ed incertezze per noi.

Decido di rientrare da sola, ho bisogno di camminare per schiarirmi le idee, per combatter quel senso di oppressione che mi sento addosso da un po’ di tempo, esattamente da quando hanno chiamato per incontrarci, per questo primo step fatto.

Scendo dal bus, le saluto, sorrido, anche se tutto mi pesa, mi incammino verso il centro, con un unico obiettivo, entrare da Feltrinelli per distrarmi, per vedere di rimettere un po’ di ordine nelle idee, nei pensieri .

Giro fra gli scaffali, niente riesce a colpirmi, tutto mi scivola addosso, capisco che non è giornata, che anche Feltrinelli non riesce a fare il miracolo.

Mi ributto fra le strade, ricomincio a camminare, sentendo i pensieri che macinano dentro la testa, che si adeguano al ritnmo dei passi, le vetrine sfilano sotto agli occhi senza catturare la mia attenzione.

I miei pensieri sono tutti rivolti alla Tata, al suo futuro, a cosa fare domani.

Mi ripeto che non è nulla di grave, che si troverà la soluzione, che di questa sindrome non si muore, ma n0n avere ancora un responso definitivo fa vacillare le sicurezze.

Un beep-beep dal cellulare, temporeggio, non ho voglia di niente, non ho voglia di leggere, di sapere chi dall’altra parte può avere inviato un messaggio scherzoso, ma poi mi faccio mille scrupoli e leggo.

Un’amica ha bisogno, un’amica chiede ascolto per uno sfogo.

Un’amica va ascoltata, accantono tutto e comincio a pensare a cosa dire, a cosa rispndere, il ritmo dei passi mette assieme pensieri che si traducono in parole, sperando di conforto.

Un’amica e la Tata sono nei miei pensieri.

 

 

ABBASSIAMO IL SIPARIO

Spegniamo le lucine, sia quelle garbate che quelle sguaiate.

Riponiamo tutti i teatrini in soffitta o in cantina assieme agli addobbi.

Lasciamo tutto lì a raccogliere la polvere fino  al prossimo Natale.

Rimangono i sorrisi, le mani strette e le parole degli storici, della famiglia e dei pochi e selezionati amici.

Sorrisi, parole e strette di mano che scaldano e danno la carica fino al prossimo Natale.

Da domani possiamo tornare ad essere tutti presi dal nostro orticello. a guardare non più in là del nostro naso.

Abbassiamo il sipario, Natale è finito.

SI PUÒ FARE

Passare vacanze natalizie lontano da teatrini di ipocrisia, si possono passare vacanze di Natale senza dover per forza ricambiare auguri non sentiti.

Si sopravvive e anche bene.

Basta solamente avere la fortuna di circondarsi delle persone che frequenti e senti solamente durante l’anno, tutto il resto deve rimanere fuori, lontano, per non sciupare nessun momento.

E allora può capitare di trascorrere il Natale serenamente, mangiando il giusto, ridendo tanto.

E allora può capitare di passare l’ultimo giorno dell’anno con gli storici, ridendo tanto, sentire un certo languore e calore dentro, che appaga e fa sorridere gli occhi.

E allora può capitare di passare il primo giorno dell’anno a zonzo con la Tata, ascoltandola ridere e parlare con gioia e finire per cenare  a Cesenatico con gli amici di Cesena e da lì capire che potrebbe essere un buon anno questo 2018 che si è appena affacciato.

E allora tutto può succedere.

UN ALTRO ANNO

Fai gli auguri a tuo marito che oggi compie gli anni…quanti ne compie? 60?”

Mamma, parliamone…ne ho compiuti 60 io, come fa lui ad averne 60, che è più vecchio di me di quasi 3 anni?

Buongiorno Ferrari, buongiorno a te.

Siamo ancora qui, tutti quanti a farti gli auguri per un altro anno passato, bene o male passato, fra risate e mugugni vari, ma anche questo è stato scollinato.

Mi raccomando, mantieniti sempre così in forma, con le spalle larghe e la voglia di starmi accanto.

La stessa voglia che ho sempre io.

UNA DATA

23 dicembre.

Una data, due avvenimenti importanti.

Il primo avvenimento è un evento gioioso, importante: l’arrivo della Sorella, eravamo da poco arrivati a Bologna, in attesa della tua nascita, tu non dovevi nascere a Bressanone, tu dovevi nascere a Bologna, e così è stato. Sei nata in una notte buia e fredda, nevicava e la mattina dopo, per arrivare dovo eri con la mamma, ricordo le strade piene di neve. E il giorno del tuo compleanno negli anni a venire ha sempre messo in secondo piano tutte le brutture che accompagnano la vita.

Il secondo è un evento triste che, fortunatamente, non è legato alla tua nascita. 14 anni fa feci la mia ultima chemio. Sofferta, voluta con tutte le mie forze, dovevo scrollarmi di dosso tutte le brutture di quel reparto, non mi interessava se dopo due giorni avrei dovuto passare un Natale malandato e scalcinato, dovevo finire, ero satura. Dovevo buttarmi tutto alle spalle, ci sarebbero stati tanti altri Natali migliori.

E comunque Buon compleanno Sorella.

TEMPO FA

Era una giornata grigia e piovosa.

Ma verso sera si illuminò tutta.

Verso sera tutto il dolore, la paura e la fatica sparirono.

Eri arrivata, con tutta la tua forza e la voglia di farti largo nel mondo.

Tanti anni sono passati, abbiamo riso e pianto assieme, siamo cresciuti tutti, amandoci ma anche detestandoci, litigando e facendo pace, ma sempre assieme, vicini , uniti.

Gli anni sono passati, sono sparite le inconmprensioni, ci siamo accettati tutti per quello che siamo.

Tu sei cresciuta, ma anche io sono cresciuta, ho capito che tu non sei me, che sei una persona diversa.

E questa tua diversità è stata la mia fortuna, perchè ti ho sempre avuta al fianco, pronta a sostenermi.

Buon compleanno e ricorda che si vive solo il tempo in cui si ama.