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LE PAROLE E I RICORDI

Una telefonata, un’altra telefonata, un riallacciare i fili, una ricerca di tranquillità e finalmente riesco a tovre le parole, la frase per farle capire che è tutto come prima, come trenta e passa anni fa:

“Adesso tu hai solamente bisogno di serenità e di leggerezza”.

Ed ancora una volta, cara amica, sono riuscita ad aiutarti, ma tu non sai che la tua presenza aiuta anche me.

E’ un toccasana confrontarsi a parole e sentimenti con una persona che si conosce da trenta e passa anni, una persona con la quale si è dovuto condividere lo sradicamento dalla zona dove fino ad allora eravamo vissuti, e ci siamo dovuti tutti rimboccare la maniche per integrarci in un territorio, in un paese nuovo.

E, finalmente, stamattina dvanti ad un tè caldo, ad un tavolino illuminato e scaldato da questo sole che negli ultimi giorni ci sta regalando giornate da favola, abbiamo ripercorso la strada fatta assieme, abbiamo rispolverato i tanti ricordi che tu e Matteo avete lasciato dentro di noi, ho ascoltato di nuovo il tuo dolore, molto diverso da quello di 5 anni fa, e sono riuscita a rassicurarti sul tuo operato, sul tuo sentire, sul tuo risollevare le spalle e vivere di leggerezza e serenità.

Avanti così amica cara, 16 anni fa eri tu a sostenermi, ora provo io a sostenere te in questa lunga e lenta ricerca di serenità.

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IL VENTO FREDDO

Due giorni di luce, di sole, di cielo azzurro, sgombero da nebbia e nubi.

Un sogno.

Un vento freddo che spira forte, ma che pulisce l’aria e i pensieri.

Un vento freddo ed una luce chiara che invitano ad uscire, a camminare fra parchi, giardini, campi e lasciare andare i pensieri e tutto quello che va dietro ai pensieri.

Il vento teso e freddo che èulische e schiarisce le idee.

il vento freddo e buono che aiiuta a ridimensionare le situazioni.

Il vento freddo ed il cielo azzurro che tentano di riportare la normalità.

RACCOGLIERE

Raccogliersi, raccogliere.

Le idee, i pensieri, le situazioni, le parole.

Quando il quotidiano si snoda senza difficoltà, senza scossoni, ti sei adattata alla nuova situazione, accettando, vivendo i giorni negli ordinati binari della banalità.

Tutto sembra regolare, ordinato, i giorni di nebbia e pioggia del passato, li hai messi alle spalle e ti dici che è tutto nella norma, ti stai costruendo una vita che ti permetta di essere il più serena possibile.

Poi succede qualcosa, ricevi una telefonata, ascolti delle parole,rimani attonita, perchè sai che si ricomincia, rimani sorpresa perchè non è quello che volevi e che immaginavi.

Ti fermi perchè senti rumore di qualcosa che si rompe e guardi i cocci che hai davanti, capisci che sono tuoi, che sono la tua sicurezza, il tuo andare avanti, la tua tranquillità che si frantunata, li guardi e ti chiedi se sono veramente i cocci del tuo mondo.

E continui a guardarli attonita, allunghi una mano e dall’altra parte trovi una mano che ti sorregge, che tenta di tenerti a galla, perchè l’altra mano sa che che devi rimanere a galla.

E allora, assieme, raccogliamo i cocci e guardiamoli per capire come rimetterli assieme.

RITIRARSI

In buon ordine, in silenzio.

Lasciare andare tutto ed ascoltare le parole, le emozioni e le sensazioni.

Riprendere la buone abitudini in solitaria, per andare avanti.

Doccia, capelli e tanta crema, come allora, per lavare via gli odori e le sensazioni, per lavare via la paura e l’angoscia.

Sentire di nuovo le spalle forti, sentire di nuovo che va tutto per il verso giusto, lasciarsi guidare, ascoltare e imparare.

Dentro tutta l’aria, fuori tutta l’aria. Tutto a posto.

LA LEGGE DI MURPHY

E’ sempre in agguato, anche se la mia amica delle superiori, venerdì mattina, mi ha detto di non dirlo e di non pensarlo, perchè al peggio non c’è mai fine.

Giovedì è stata una giornata fantastica, con la neve per terra, ma un cielo azzurro ed un sole splendido, la giornta dei mille e mille passi, la giornata delle mille e mille chacchiere, delle mille e mille risate

Ma poi, da venerdì tutto ha preso un’altra piega, la lavatrice ha cominciato a fare le bizze, pensavo di averla sfangata, ma poi alla fine mi sono dovuta arrendere, chiamare il tecnico, che, per fortuna, è un amico ed abita in paese, è accorso subito al mio gido di dolore e tutto sembrava risolto.

Sabato mattina, sembravo il davolo della Tasmania, indiavolta di nuovo con la lavatrice…e da lì è stato tutto in discesa fino a ieri sera.

Pioggia a catinelle, l’improvviso innalzamento della temperatura che ha provocato lo scioglimento veloce della neve caduta in montagna, l’apertura dei bacini e tutta questa acqua che si è precipitata a valle, inaspettata, le casse di esondazione che hanno retto il giusto, l’alluvione, l’ansia e la paura per le conseguenze.

Il pensiero per Mia 

Il pensiero per Mamigà

Tutta una serie di messaggi e telefonate che avrebbero tagliato le gambe a chiunque.

La legge di Murphy questa volta a colpito duro.

 

 

 

 

12509

Il numero dei passi fatti oggi.

Il numero dei passi fatti con la vecchia amica delle superiori.

Abitiamo agli antipodi della provincia, abbiamo famiglie da seguire, nipoti da accudire, un percorso di crescita e e di vita completamente diversi, ma sono circa 47 anni che ci conosciamo, ma, nonostante il tanto tempo, quacosa da raccontarci o da dirci abbiamo sempre.

Un pao di giorni fa ci siamo organzzate, oggi era un giorno in cui nessuna delle due aveva impegni con i nipoti ed abbiamo deciso di ritagliarci una mattinata asieme.

E così è stato, abbiamo sfidato la neve ed il ghiaccio e ci siamo ritrovate in centro a Bologna, e pianino pianino, da brave vecchiette, ci siamo prese sottobraccio, abbiamo bevuto tè per scaldarci, e,fitto fitto, abbiamo cominciato ad aggiornarci sulle ultime vicssitudini, ci siamo perse in chiacchiere, non abbiamo avuto tempo di guardare vetrine, ci siamo perse in libreria, ognuna di noi guardando i libri che le interessavano, ma ben consapevoli della presenza l’una dell’altra.

E così abbiamo fatto tutti quei passi, ci siamo parlate, ci siamo rasserenate a vicenda,sostenute e riso ora, come allora

QUANDO

Ti senti sopraffata da una botta di tristezza.

Quando ti senti stanca e le spalle pesanti.

Quando pensi che sei al limite, che di gocce dentro al vaso non ce ne stanno più.

Quando non hai voglia di sorridere a tua figlia che scende dal treno e sa che ti troverà lì ad aspettarla.

Quando non vedi l’ora che venga sera per andare a letto.

Quando spegni la luce e tiri un sospiro di sollievo perchè sai che la giornata è finita.

Quando questo mese di gennaio ti sembra lungo  eterno e non debba finire mai.

E’ ora di voltare pagina, di darsi un scrollata e lasciare andare qualche pensiero e qualche zavorra.

Non mi posso caricare sulle spalle tutti i problemi, veri o immaginari, del mondo.