DI TUTTO UN PO’

E’ stato molto caldo, quel caldo che ti toglie tutte le energie e che ti deprime.

Quel caldo che ti fa desiderare l’inverno.

E’ stato un tempo impegnativo sul fronte parole da trovare, alcune le ho trovate, altre le sto ancora cercando.

L’aria e le temperature, finalmente, si sono mitigate e l’umore è migliorato.

Poi all’improvviso, una notte dormita male, e non si sa nemmeno il perchè, incrina un po’ questo benessere.

E allora ti rifugi dentro ai tuoi pensieri, ricominci ad usare l’uncinetto come se non ci fosse un domani, i colori si mischiano, formano nuovi accostamenti e la mente sembra alleggerirsi.

Poi all’improvviso arriva una giornata piena di vento, quel vento teso, che pulisce l’aria, che rende tutto più luminoso, meno volgare, come può essere volgare il sole in questi ultimi giorni di luglio, caldi, umidi e appiccicosi, ma poi scompiglia i capelli e i pensieri, ti rifugi nel silenzio, aspettando che tutto si risistemi.

E la Tata che riporta un po’ di normalità con la sua risata, le sue chiacchiere di ragazzina e la sua presenza, a volte ingombrante, ma sempre presenza leggera e solare.

Annunci

ILLUSIONE

Mi ero illusa, mi sentivo forte.

Ero convinta che con il passare degli anni avrei messo assieme quel distacco che mi avrebbe permesso di ripercorrere la strada di 14 anni fa, con distacco e con maggior cinismo.

Ecco, mi ero illusa.

Ma oggi mi è bastato entrare in un reparto di oncologia, rivedere piantane, flebo avvolte nella stagnola, sentir parlare di perdita di capelli, di formicolii, di astenia, di nausea e vomito, per ripiombare in un girone di ansia, sudorazione e smarrimento.

Ed ero solamente lì in visita, per sostenere la mia Compagna di Chemio del 2003.

Probabilmente finchè ne parlo dal di fuori, finchè ne parlo come esperienza mia passata, va tutto bene, il difficile viene quando debbo trovare le parole giuste da dire a chi in quel momento si appoggia a me.

E per lei è stato un salto indietro di 14 anni, tutto da capo, tutto da ricominciare, sapendo bene a quale percorso sta andando in contro ed ogni tanto cogliere lo sguardo si smarrimento nei suoi occhi, fa male, tanto male.

E tutto è fermo con il fiato sospeso.

OSSIGENO PER LA MENTE

Sono i pensieri leggeri che prendono il sopravvento.

Sono i programmi a lunga scadenza, le date che hai già in mente da qui a fine anno.

Sono i messaggi scambiati fra cugini e zie per organizzare l’imminente ritrovo di metà anno, con il sorriso che si allarga e il cuore che si alleggerisce.

Sono i tanti libri belli letti ultimamente, e quelli futuri.

Sono il lasciare andare e non sentirsi in colpa per qualche no detto, i no fanno crescere, i no aiutano ad andare avanti.

Sono i passi indietro fatti tempo fa, che adesso cominciano a dare i loro frutti, una maggiore serernità.

E’ questo vento che ha spazzato via tutte le nuvole e reso terso il cielo e la mente.

30 giugno, 12 agosto, 27 dicembre , ma qualche altra data fra luglio e settembre ci salterà fuori.

 

RICAPITOLIAMO

Ho pensato, ho riflettuto, ho ragionato fra me e me.

Ho parlato da sola facendomi le domande e dandomi le risposte, mi sono immedesimata nei panni degli altri, ho cercato di capire, ho ricominciato a parlare da sola facendomi l’avvocato del diavolo.

Ho ceduto le armi, mi sono ritirata, ho fatto un passo indietro e mezzo passo avanti, mi sono adirata, ma poi mi è passata.

Ho fatto il silenzio stampa, per poi tornare sui miei passi, con il minimo sindacale, giusto per lasciare uno spiraglio aperto, non si sa mai, per poi dirmi che tanto niente più sarà come prima.

Sono stata molto triste, sono ancora molto triste, pensavo di avere elaborato, metabilizzato, ma non è così, ci vorrà acora un po’ di tempo.

Ho riso, ho camminato e cenato in piacevole compagnia con il Ferrari e alcuni amici storici, ho passato delle ore serene.

La normalità per ora è ancora un po’ lontana, la Tata si è fatta male, per l’ennesima volta, ed ha ancora le stampelle, ma da domani tutto dovrebbe rientrare, ci aspetta solamente un controllo venerdì, poi, si spera, tutto torni a girare al ritmo della banalità.

Il mio umore è ballerino, solamente con pochissime persone riesco ad essere quella di sempre (il Ferrari, la famiglia e gli amici quelli belli).

Mancano ancora alcune tessere per riprendere sui soliti binari.

QUELLO CHE HO DENTRO

E’ rabbia, è tristezza.

Vedere buttare via, vedere sciupare una vita in questa maniera mi fa rabbia, mi fa tristezza e l’impotenza acutizza ancora di più questi sentimenti dentro di me.

A 46 anni mi sono ammalata di cancro e, per farmi muovere, mi hanno impaurita, mi hanno detto che se volevo arrivare a compiere i 47 di anni, dovevo mettere tutto in secondo piano e muovermi.

Avevo compiuto 46 anni solamente 3 mesi prima.

Adesso ho 60 anni, ne sono passati 14 da allora, ma non sono stati anni facili, vissuti tutti in pianura ed in poltrona, sono stati anni difficili sia sul piano della salute fisica che sul piano della salute mentale.

Ma mi sono rimboccata le maniche, ho tirato fuori i denti e ho lottato, con le mie forze e con le forze che gli altri mi hanno messo a disposizione. Ho grattato il fondo del barile, ma mi sono dovuta scrollare perhè non c’era nessuno che lo poteva fare per me, non c’era nessuno che lo poteva fare al posto mio.

Non so ce l’ho fatta, o almeno, mettiamola così, non so se sono diventata la persona perfetta che tutti vorremmo essere , ma sono diventata una persona con un certo equilibrio.

E adesso vedere persone che buttano via i loro 46 anni così, perchè non riescono a prendere il coraggio a due mani per tirare fuori i loro problemi, mi fa rabbia, mi fa tristezza.

A 46 anni hai ancora tanta vita davanti, ormai hai i figli grandicelli, dovresti cominciare ad assaporare la calma e la tranquillità che hai per le mani, non buttare via così il tutto perchè non vuoi tirare fuori i problemi, i “non detti”.

Ci vuole tanta forza e tanto coraggio, ma bisogna averlo personalmente, non aspettare che arrivi qualcuno con la bacchetta magica a tirarti fuori dalla melma.

 

RIFACCIAMO

Un passo indietro e rimaniamo in attesa.

Torniamo ognuno al proprio posto, in attesa.

Senza forzare la mano, senza pretendere nulla, in attesa.

Intanto facciamo tutti un passo indietro.

Niente e nessuno potrà cancellare i bei momenti, ma al momento è opportuno che  ognuno torni al proprio al proprio mondo.

Le mie energie attualmente debbono prendere un’altra direzione, al mio fianco ci sono persone che hanno bisogno di tutta la mia grinta e le mie forze.

Ed io ho bisogno di ricaricare le batterie, sono senza energie

IN ATTESA

Sono ancora in attesa di quell’esito, di quel pezzo di carta che manca.

Si fa lo screening, eccome che si fa, la Regione lo promuove e noi brave donnine lo facciamo, perchè la Regione, che lo promuove e lo sovvenziona, va incentivata su queste faccende, però….

ecco il però…non possiamo rimanere in attesa dell’esito due mesi e mezzo, se io seguivo il mio tran tran, facevo la mia bella mammografia presso un ospedale qualsiasi della provincia e uscivo direttamente da lì con il mio bell’esito in mano.

Invece no, mi sono fatta ammaliare dalle canto delle sirene, dallo screening Regionale…e accidenti a me quando mi sono fatta ammaliare.

Debbo prendere appuntamento con l’oncologa per la visita, mi piace andare a farmi rassicurare da lei, lei è la mia riva, lei è il mio salvagente, ma senza quel pezzo di carta mi sembra superfluo contattarla, mi fossi rotta un ginocchio potrei anche capire andare senza esito mammografia, ma 13 anni e mezzo fa fui operata di un cancro al seno, quindi capite bene che l’esito della mammografia sia basilare ed importante.

Aspetterò fino a lunedì prossimo, in assenza del pezzo di carta, lunedì scatenerò l’inferno, perchè tutto ha un limite.