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MA POI PASSA

Sta diventando il mantra degli ultimi giorni.

Non abbiamo ancora visto l’esito della pet di controllo effettuata venerdì, l’ansia sale, lo scormento pure, la paura si insinua lentmente.

E domattina dobbiamo andare alla visita di controllo , ma ci andiamo senza sapere cos’ha detto la pet, ci andiamo con i mille dubbi insinuati dal fisiatra per alleviare i mille dolori che la Bomba Atomica ha scatenato

Il positivismo a volte vacilla, le lacrime ogni tanto provano ad uscire, ma poi c’è sempre qualcosa o qualcuno per le quali vanno ricacciate indietro.

Ci si sente fragili ,in balia degli eventi e co la pura di non riuscire a dominarli o a tenerli sotto controllo.

Ma poi passa.

FINO A QUANTO….

…si può tirare una corda prima che si spezzi?

Fino a quando si può continuare ad accumulare pesi sulle spalle?

Tutto diventa faticoso e difficile se ti appoggi completmente alle spalle di chi ti sta a fianco in questa lotta quotidiana.

Ma diventa difficile e faticoso per tutti e due-

Per il malato che è in prima linea è difficile vedere al  là del momento, è difficile fare e prevedere a lungo termine.

Per chi gli sta a fianco in questa lotta, battaglia, percorso diventa difficile quando si scontra con la ritrosia, con le domande che poni, domande alle quali il malato fatica a rispondere.

Ma io non  sono una indovina, una che legge nel pensiero, io ho bisogno di parole chiare e semplici che poi dovrò riportare.

Non puoi pensare che io tutti i giorni mi carichi sulle spalle le tue pene, i tuoi dubbi e i tuoi dolori…un momento… lo faccio e lo faccio volentieri, ma tu devi collaborare un minimo, io 6 mesi fa, prima che scoppiasse tutto di nuovo ti avevo accompagnato dal medico e avevo anche insistito per una visita ortopedica, ma tu hai fatto spallucce, mi hai bonariamente mandata a spendere, mentre oggi mi sono dovuta mettere lì, perchè oltre agli effetti collaterali del nuovo farmaco, è rispuntanto un vecchio problema ortopedico che tu hai bellamente ignorato,perchè…perchè….a  vai a sapere il perchè.

Ho bisogno che tu mi aiuti ad aiutarti

SALA D’ASPETTO

Entrare nella sala d’aspetto di un ambulatorio medico non è mai una grande esperienza.

Entrare nella sala d’aspetto di oncologia lo è ancora meno.

Stamattina sono entrata con il Ferrari nella sala d’aspetto dell’oncologia medica, Padiglione 8 con la sguardo fisso, vuoto.

Sono entrata a testa alta di fianco a lui,portantdo tutto quello che c’era da portare e rispettando il suo silenzio.

Sono entrata con lo sguardo fermo ,immobile, senza guardarmi attorno, fissando un punto indefinito sul muro che avevo di fronte, un punto fermo e fisso in un orizzonte che vedevo solo io.

Io stamattina non ero pronta, non volevo vedere e sentire nulla.

Sono entrata, ci siamo trovati due posti appartati, in un angolo , e abbiamo messo subito il naso dentro ai tablet, non volevamo vedere e sentire nulla, ne avevamo abbastanza del nostro.

La stanchezza si sta facendo sentire, intanto abbiamo scollinato il primo scalino, adesso non ci resta che aspettare il 14 e vedere cosa dice la pet di controllo, continuando a sperare che il nuovo farmaco, la Bomba Atomica come sarà chiamto da ora in poi, svolga il suo lavoro al meglio.

Abbiamo reso alla DottoressaDaiCapelliRossi la scatola di vecchio medicinale che avevamo in casa, ci hanno rifornito di altre creme e soluzioni per gli effetti collaterali che stanno avanzando a grandi passi, ci hanno consegnato altre due confezioni della Bomba Atomica e con un grande e caldo sorriso, ci hanno salutati incoraggiandoci ad andare avanti sempre con fiducia.

Ma io sono stanca, vorrei solamente addormentarmi e svegliarmi quando tutto sarà finito.

LE GIORNATE LUNGHE

Non tutti i giorni sono uguali.

Ci sono i giorni leggeri ed i giorni pesanti.

I giorni leggeri servono per fare scorta di energia e ottimismo.

I giorni no sono giornate lunghe e pesanti.

I giorni no sono quelli in cui sai solamente quello che sta succedendo e non è una bella situazione.

Sono i giorni in cui la più spietata delle consapevolezze ti salta addosso e non molla, sai che non hanno molte armi in mano e temi, temi, temi che qualcosa possa andare storto.

Sono i giorni in cui non vedi oltre le 24 ore, sono i giorni delle attese.

Sono i giorni in cui sai che devi tirare fuori la grinta, ma la stanchezza la fa da padrona e non sai più da che parte andare a cercare energie.

Sono i giorni in cui non si riceve.

VOGLIO

Lo so che non si dice, che sarebbe più corretto dire “vorrei”, ma in questo momento Voglio è il termine più esatto.

In questo momento particolare esigo diventare ignorante.

Ma non quell’ignoranza dovuta al non aver potuto studiare,  quella è una ignoranza buona, perchè conoscendo i tuoi limiti, questa conoscenza ti spinge a leggere, a documentarti, ad ascoltare, ad elaborare domande ed a cercare risposte.

Io voglio diventare ignorante, di quell’ignorantitudine becera, quella che non ti fa sorgere nessun dubbio, di conseguenza non ti spinge a porti domande ed a trovare risposte.

Quell’ignoranza che ti mette al centro del mondo, che ti convince che il mondo ruoti attorno a te, quell’ignoranza che ti fa credere che basti indossare un pao di occiali con le lenti rosa, perchè improvisamente la vita sia meravigliosa.

Quell’ignorantitudine che non ti tiene sveglia di notte, che ti fa andare avanti continuando a diri “Ma tu sei forte”.

Che io sia forte non significa che io non senta il peso di tutta la situazione, io voglio essere debole, appoggiarmi sempre a qualcun altro e delegare ad altri i miei pensieri.

OGGI C’e’ IL SOLE

Ma io vorrei averer la mente sgombra da nuvole.

Di bello c’è che tutta la pesantezza della giornata non si riflette nei sogni notturni.

Sogno neutro, sogno situazioni che non hanno nulla a che vedere con quello che stiamo vivendo a passando ora.

Ed è un bene, almeno durante quelle ore la mente stacca, si concede un po’ di  buon sano relax, tanto il giorno dopo, appena apro gl occhi, qualcosa di nuovo è sempre in agguato.

E’ cominciata la nuova terapia orale, ben più pesante rispetto alla precedente.

E’ cominciata l’attesa dei primi esami del angue da effettuare, è cominciata l’attesa della prima visita di contollo fra circa 20 giorni, è cominciata l’attesa dell’appuntamento per la  pet di controllo.

Insomma è cominciato quel periodo di stress da attese che logora, consuma, rende gli occhi spiritati ed i nervi a fior di pelle.

Intanto si naviga a vista

ALLA RICERCA

Ed io adesso dove la trovo l’energia, anzi le energie per sostenere tutto il baraccone?

Debbo tornare a vestire i panni di quella che ascolta, che sostiene, che telefona, che sdrammatizza.

Qui si deve ricominciare alla grande, in pompa mgna a combattere, qui si deve ricominciare a vedere un obiettivo, un futuro, un domani, quando tutto rema contro.

Qui si sta ridimensionando il tutto, si sta riprogrammando tutte le giornate a venire, cercando di trovare una quadra, una normalità che è stata all’improvviso buttata a mare.

E le attese si fanno lunghe e pesanti.

Ma le energie si debbono trovare, non la si deve dare per vinta al cancro.