MUSICA E SILENZIO

Mozart piano piano,silenzio che si fa presenza.
Un dialogo immaginario fra me e me.
Me la canto, me la suono, me la rido.
Momenti unici e rari.
Di silenzio, di passione, di meraviglia.
Rari come le perle vere in fondo al mare, rari perchè la vita moderna non apprezza il silenzio, la lentezza e il fermarsi.
Fermarsi per capirsi, per amarsi, per farsi un regalo.
Un regalo di silenzio e Mozart.

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A PICCOLE DOSI

Promemoria:
-cup
-farmacia
-posta.
ecco 3 impegni che vanno diluiti nel tempo, vanno presi a piccole dosi, impegni che non puoi sbrigare tutti in un giorno, ne va della tua sanità mentale.
specialmente quando ti devi scontrare con file e code che hanno dell’incredibile, quando devi ascoltare le chiacchiere insulse di chi ti circonda, perchè non sanno cosa voglia dire chiacchierare e dispensare le loro perle di saggezza a bassa voce, quando a te, che sei loro vicina, non interessa assolutamente nulla dei loro malanni, delle loro preferenze in campo calcistico.
specialmente quando senti persone anziane ribadire che loro sono anziane e noi “giovani” dovremmo riservare una corsia preferenziale a loro, lasciarli passare, perchè debbono andare a casa a preparare il pranzo per il nipote che arriva alle 14…guardi l’orologio e vedi che sono le 10, li guardi e ti chiedi cosa avranno mai da preparare in 4 ore.
specialmente quando devi per forza ascoltare tutti i loro malanni, fin nei minimi particolari, di quante volte hanno dato di stomaco e di quanto gli scoccia rimanere in casa quando hanno la febbre, ma loro escono lo stesso, in barba ai consigli del medico, “…perchè all’aria aperta si guarisce prima”, che poi aria aperta non è, in quanto si chiudono dentro ad un bar o circolo anziani, dove tutti sono nelle stesse condizioni, dove tutti tossiscono, starnutiscono in barba alle più normali norme di igiene.
E allora, quando tutto attorno comincia a girare, perchè senti che ti sta per partire la rispostaccia, smetti di leggere e ti concentri sul solitario che ti piace tanto.
e domani Cup, poi, forse, se ne avrò la forza, farmacia

IL SENSO DI LIBERAZIONE

Lo sto provando in questi giorni di lavori, di sgombero.
il senso di liberaziome che si prova nel buttare un’infinità di cianfrusaglie.
ero partita con l’idea di alleggerire alcuni mobili, facendo in maniera che fosse più agevoli spostarli, ma poi il sacro fuoco si è impadronito di me ed è una settimana che apro armadi, cassetti, stanze e metodicamente guardo, analizzo con occhio critico e butto, butto senza soluzione di continuità e senza rimpianti.
e così si fa spazio nel cassetto, nel mobile, nell’armadio e nella stanza e tutto sembra più equilibrato.
e durante questo lavoro, faticoso fisicamente, trovo anche il tempo di pensare a me, di liberarmi di fardelli inutili, di pensieri grigi e tetri che finiscono definitivamente nell’immondizia e il senso di liberazione mi rende più leggera, niente mi pesa e niente mi turba.
mi basta guardarmi attorno e capire che niente e nulla è definitivo, che le cose, le situazioni e le persone che mi distrubano si possono eliminare, basta fare un piccolo sforzo e cestinare, buttare, fare spazio per persone e situazioni a venire che saranno portatrici di benessere fisico e mentale.
senza fretta un domani, a sgombero finito, potrò pensare con cosa e con chi riempire gli spazi vuoti.

LA VITA LENTA

Che bella questa vita lenta, questa vita che è già programmata sulla fase “autunno”.
L’autunno è la stagione della lentezza, dopo la frenesia dell’estate, l’autunno è la stagione della riflessione, della presa di coscienza che correre non serve a nulla.
e i colori si attenuano, il giallo diventa più brillante, ma non chiassoso, il rosso diventa arancio e tutto si stempera, si diluisce, niente è più sguaiato come durate l’estate, dove anche i rumori sonon più chiassosi.
Avanti con questo stato di grazia.

IL PIACERE DI…..

… una passeggiata sotto il sole e in silenzio;
… una lunga fila per prendere il gelato alla Tata sabato pomeriggio in centro;
… essere circondata da estranei che non si interessano a me;
… un fine settimana in casa guardando fuori dalla finestra il vento e la pioggia;
… la telefonata pomeridiana domenicale di un’amica prima del teà
… un improvviso ritorno dell’inverno che rallenta i ritmi;
… un po’ più di energia;
… riprendere a cucinare;
… una quasi ritrovata indipendenza.

NON NE VALE LA PENA

arrabbiarsi, farsi prendere dallo sconforto per le parole che vengono dette.
non ne vale la pena che io sia corrucciata e con profonde rughe in mezzo alla fronte solamente perchè ho ascoltato parole inutili.

non ne vale la pena per chi mi sta accanto, per chi in questi due mesi mi ha supportata, sopportata e aiutata.

e guardo il Ferrari con la coda dell’occhio e capisco che bisogna buttare tutto dietro alle spalle, valutare da quale bocca sono uscite quelle parole che mi hanno fatto male, che mi hanno innervosita, che mi hanno fatto sfiorare le lacrime, che mi hanno fatto sentire…che mi hanno quasi portata a dover giustificare la mia decisione per la ricostruzione

EH SI’….

…oggi va così.
è una giornata strana, vissuta in sordina, in silenzio, con la fronte corrugata.
uncinettando, bevendo teà ed isolando il mondo fuori da questo guscio che mi sono creata attorno.
una giornata che segue, forse, l’andamento del tempo fuori, variabile, con una preponderanza di nuvole.
una giornata in cui tutto e tutti danno fastidio, una giornata così.

“….. è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare!” (Jep Gamabardella “La grande bellezza”)