BISCOTTI

Vale sempre la pena fare i biscotti.

Impastare, mettere le mani in pasta, sminuzzare, amalgamare.

Aspettare il tempo necessario perchè la frolla solidifichi un po’.

E intanto pensare, cercare di capire il perchè del malumore, per poi, alla fine, arrabbiarsi,

E allora si sfornano biscotti, sperando che il tempo, le attese stemperino un po’ l’ansia, l’arrabbiatura e il malumore,

Manca un esito, manca la conferma scritta che va tutto bene, manca un foglio per poter definitivamente chiudere il cerchio del 2016, ma quel foglio serve, mi serve per prendere l’appuntamento con la Mia Oncologa, mi serve per sentirmi dire che va tutto bene, che è tutto a posto, che ne riparliamo alla fine di quest’anno.

Senza quel foglio, mi sento persa, senza quel foglio sono di malumore.

Intanto i biscotti cuociono in forno.

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RESET

Cancelliamo tutto, riavvolgiamo il nastro e ricominciamo da capo.
liberiamo la mente, spostiamo la data dal 13 al 27.
e ricominciamo con pazienza a tenere a bada quel leggero senso di frustrazione che ci attanaglia.
non è nulla di importante, ma è l’intervento che mi occorre per chiudere il cerchio, per chiudere la parentesi “cancro al seno”.
ho avuto la pazienza di aspettare che i tempi fossero maturi, il plastico ha scelto il tempismo migliore, che miglire di così non poteva essere, peccato che non avesse considerato che nel giro di 3 anni la mia situazione ricostruzione potesse essere cambiata.
e allora stamattina assieme abbiamo preso in considerazione un altro tipo di intervento, essendo il lipofilling assolutamente inutile nel mio caso.
peccato, però, che a questo punto si sia dovuto ribaltare tutto il programma fatto, che l’intervento sia più “importante” e con degenza e convalescenza più lunga.
peccato che tutto questo cambiamento abbia coinvolto anche LaFiglia, la Tata e IlCompagno, dovendo far ribaltare tutto il loro programma ferie.
ed è questo che mi crea quel leggero senso di frustrazione, il dvoer ripianificare tutto, il dover coinvolgere e sconquassare la vita lavorativa degli altri.
e non sapere esattamente come sarà il risultato, il dover cambiare atteggiamento ed idea sul come verrà chiuso il capitolo “cancro”, sentire che non rieco a dominare questa nuova situazione che si è creata, mi fa sentire ancora più frustrata.
ora come ora mi servirebbe rifugiarmi in cima ad una montagna, ora come ora mi dovrebbe venire una voglia di cucinoterapia, potrebbe essere la soluzione.
io frustrata.

A CHE ORA E’ LA FINE DEL MONDO

Vorrei saperlo, almeno per non farmi trovare impreparata e con le mutande pulite.

Stamattina la sveglia ha suonato inesorabilmente all’alba, tutto si è svolto nella più consueta routine.

Alle 11,11, ora deputata per il botto finale, ero al super per la solita spesa, ma questa volta un po’ più consistente, visto i giorni che ci aspettano.

Intanto il più è fatto, i vari menù sono già stati stilati, non mi rimane che cominciare a cucinare, lasciando che l’atmosfera e il silenzio del Natale, mi facciano diventare più buona.

Intanto ho smaltito, mi sono ripresa, ho rifatto colazione con le amiche, poche ma buone.

Intanto mi sono mancate tanto le colazioni letterarie.

Intanto vi lascio gli auguri, sperando di riuscire a passare nei prossimi giorni, che si preannunciano tranquilli, fra casa, marito e Tata.

Intanto ha smesso di nevicare.

SENZA FINE

la produzione di ciambelle e sughi, non ha fine.

la tensione degli esami, delle prossime visite si accumula e la cucina è invasa da teglie, tegami e bilance.

e da oggi alle scorte si sono aggiunti anche gli ortaggi cucinati e manipolati in varie maniere e da domani si aggiungeranno anche i legumi.

e i contenitori si riempiono e si accumulano in frigo e in freezer.

forse alla fine della giostra troverò un po’ di pace, ma per ora è ancora lontana

 

INSEGUENDO

Una parola, un gesto, un profumo e un ricordo.

e finchè non si rimette tutto in fila, è un continuo cucinare, il portare la mente a seguire altri pensieri, altre attenzioni.

attenzioni per l’impasto, per la torta, per il forno e per tutto quello che nella tua testa deve essere ancora assemblato.

e finchè non si rimette tutto in fila, ci si destreggia fra schemi e punti all’uncinetto, cercando quella pace che occorre per ridimensionare tutto, per metabolizzare.

e finalmente, quando quando hai riacciuffato il ricordo, la parole e il profumo, tutto torna alla normalità, tutto torna piatto e banale.

piatto e banale come vuoi che sia la tua vita, senza tanti scossoni, perchè di scossoni ne hai già avuti abbastanza e per ora basta.

VALUTARE

Soppersare, guardare con occhio critico.

Basteranno 3 patate? Mah, mi sembrano piccole, meglio 4.

Pelare, affettare, rimanere concentrata su questi gesti, antichi e sicuri, sereni e tranquilli.

Valutare, cercare il tegame adatto alla cottura, coccio o ceramica? Coccio, meglio coccio, le zuppe vengono meglio, acquistano un maggior sapore di famiglia.

Salare, pepare, assaggiare e aggiustare il tutto.

Coprire, aspettare il bollore, rimescolare e poi abbassare la fiamma, perchè possa bollire, lentamente come una volta.

Guardarsi attorno e vedere il piano di lavoro ingombro di teglie, tegami e coltelli, scoprire che in questo momento il piano di lavoro è piccolo, vorrebbe più grande, più ampio, che il piano cottura è piccolo per tutto quello che vuoi far bollire in pentola.

Valutare tutte le possibilità, i tempi di cottura.

Valutare i pensieri e gli impegni, lasciare scorrere tutto nel lento bollire di un tegame di coccio e sapere che alla fine ci sarà una zuppa che scalderà il cuore.

E ,comunque vada, sarà un successo e niente potrà rovinare la cena di domani con la Tata.

Ehi, dico a te piccolo mostro che dormi dentro di me, vedi di continuare a dormire e non permetterti di venire a scalfire la mia serenità e la tranquillità della mia famiglia. E comunque vada, sappi che non potrai mai sopraffarci.

DOPING

Non ricordavo più cosa volesse dire essere pieni di cortisone.

Mi sento andare a mille, stanotte alle 3 ero sveglia e stavo scrivendo il programma per oggi, da cosa cominciare a cucinare per  la cena di sabato, volevo cominciare a preparare la Brownies, ma non era il caso di mettersi a tritare le noci del macinino, erano le 4 di mattina.

Volevo cominicare a pestare il prezzemolo con l’aglio per cucinare i cardi e i pomodori gratinati, ma forse il vicinato non avrebbe apprezzato il rumore di coltello sul legno.

Ho già tagliato, tritato e assemblato tutto, ho cominciato a cuocere tutto quello che posso anche solo scaldare all’arrivo degli ospiti.

E sto cercando di inventarmi qualcosa da fare per quando tutto sarà finito….

Ho già preparato la tovaglia, le posate, i bicchieri, i piatti…quasi quasi ci può scappare una cena anche questa sera.

Meglio di no, stasera ho la Tata e mi sa che prepareremo l’albero di Natale.

Doping permettendo.