DA ORA IN POI

…e adesso che ti abbiamo salutato dobbiamo cercare un po’ di serenità in noi e per noi.

tutto tornerà a ruotare attorno al sole come se niente fosse successo, anche se non è vero, qualcosa è successo.

E stamattina sono state piante calde lacrime, tante e abbondanti, pensando a te, a tutta la tua sofferenza ed al calvario che hai dovuto affrontare.

Tu che, come tantissimi altri, non ti saresti mai meritato una fine così, divorato dal cancro, tu che avevi sempre il sorriso della bontà negli occhi.

E stamattina ci siamo sentiti un po’ più soli, ci siamo guardati e tutti abbiamo visto la vita passata, i bei momenti passati, ad essere onesti abbiamo anche ricordato alcune litigate memorabili, ma tutto fa parte del gioco, tutto fa parte del percorso di vita che ognuno di noi ha affrontato, tutto fa parte di quel mondo che ci siamo lasciati alle spalle, mondo che adesso ha perso un pezzetto, un pezzetto per me molto importante.

Vogliamo illuderci che presto tutto questo dolore verrà lenito dai tanti ricordi che arriveranno, perchè noi sappiamo che continueranno ad arrivare.

MOMENTI

Momenti alti e momenti bassi.

Le persone vanno e vengono, i sentimenti e i ricordi rimangono.

Si fatica a metabolizzare la perdita di un vecchio Amico, che poi vecchio, almeno anagraficamente, non era.

Le persone arrivano, si insediano nella nostra vita, con le persone si passano dei momenti belli, gioiosi, allegri, ci sono a tendere una mano e ad offire una spalla.

Le persone vanno, ma quelle risate, i momenti belli e le spalle rimangono.

Le persone si spera tornino, prima o poi, anche se si sa bene, che, forse, non tutto tornerà come prima.

I sentimenti di affetto profondo e i grandi ricordi dell’Amico scomparso, sono tanti e profondi, ma non bastano a lenire il senso di dolore, perdita e smarrimento.

Le persone vanno, gli Amici rimangono in fondo al cuore, in un angolo dell’anima.

LE OTTO MONTAGNE

Ho letto questo libro di Paolo Cognetti in questi giorni di profonda tristezza.

E’ un libro che parla di amicizia, di quella amicizia vera e profonda che regge alla distanza, alla diversità di carattere delle persone e che fa respirare.

Avevo bisogno di respirare, di sapere che l’amicizia che supera e travalica il tempo e le distanze, esiste, avevo bisogno di questo libro per sentirmi confortata.

E il conforto l’ho trovato, negli spazi aperti di cui parla l’autore, dell’aria fresca e pulita che sembra di respirare girando ogni pagina.

Ho trovato conforto e con il passare dei giorni, ripensando a questo libro, troverò anche la serenità che ora mi manca, riprenderò a pensare all’amico perso senza che gli occhi mi si inumidiscano, senza il magone e senza il tuffo al cuore che provo ogni volta.

Gli spazi aperti in cui lasciar vagare la mente e i ricordi

TUTTO COME ALLORA

Non è cambiato nulla da 16 anni a questa parte.

E’ tutto come allora, stesso caldo, stesso senso di oppressione, stesso senso di vuoto e di perdita.

E il dolore non si attenua, i ricordi spingono e stringono prepotentemente il cuore e la mente.

Da 10 ani a questa parte c’è pure una bambina che non ti ha mai conosciuto, ma ti ama e allora il dolore si fa ancora più cocente, il rimpianto di quello che avrebbe potuto esser e non è stato, è ancora più prepotente.

Ci manchi sempre tanto.

NON SI RICEVE

Un’amica raccontava che suo nonno, quando era un giorno no, scendeva in cucina e diceva “Oggi non si riceve”.

A me è piaciuta tanto la frase e da oggi sarà la mia frase.

Oggi non si riceve, oggi ho deciso di preservare le mie energie per fare famiglia, rimboccandomi le maniche per l’ennesima volta, per sorreggere per quello che sono le mie capacità, perchè le persone sono importanti, ma le persone debbo anche imparare a guadagnarsi l’affetto, le persone debbono imparare a misurare i gesti e le parole.

Oggi non si riceve, le mie energie debbono essere indirizzate a chi se le merita.

IO NON SO

Io non so se c’è un dopo, io non so dove sei, o meglio, se sei in un’altra dimensione.
Io non lo so, ma ho bisogno di illudermi che eei in un luogo, in alto, dal quale mi vedi, mi controlli e mi aiuti.
Sì, mi controlli e mi aiuti, perché io ho ancora tanto bisogno di te,di sapere che la tua mano è sempre lì, pronta ad afferrarmi durante il mio cammino, casomai dovessi inciampare o scivolare.
Ho bisogno di credere in tutto questo, per cullarmi, consolarmi quando lo sconforto più profondo mi prende.
Ho bisogno di credere in tutto questo quando rido con la Tata, pensando, immaginando come sarebbe stato il vostro rapporto.
Ho bisogno di credere in tutto questo per non pensare a tutte quelle parole che non ti ho detto, a tutti quei gesti d’affetto che non ti ho dato e che rimpiango di non averti donato.
Non è vero che il tempo lenisce il dolore, è ancora tutto come allora, triste, malinconico e con il senso i vuoto che attanaglia e toglie il fiato.
Papà sono 15 anni che ci hai lasciate, ma è ancora tutto immensamente doloroso come allora.