SCAVARE

Scavare nel passato per provare a rendere più leggero e comprensibile il presente ed il futuro.

Scavare è faticoso, ma serve, bisogna farlo per ridimensionare il peso sulle spalle.

Scavare, a volte, è doloroo, ma serve per andare avanti con più serenità e capire.

Scavare è mettersi in gioco, spogliarsi di tutte le sovrastrutture che ci siamo messi addosso in tutti questi anni per continuare a vivere la nostra vita, che ci sembrava perfetta e felice.

Scavare significa, appunto, mettere in discussione la nostra visa che non è la vita della famiglia del Mulino Bianco, ma la vita di persone normali, con tutti i loro problemi e pensieri, senza però toglire nulla alla felicità e serenità che abbiamo vissuto, perchè la felicità forse è sempre fatta di piccole cose e di attimi che non sappiamo cogliere, attimi che ci rendiamo conto di aver vissuto, quando ci sentiamo arrivare addosso mazzate da tutte le parti.

Ma questa è la vita reale, e scavare serve per accettare questa vita con il sorriso, pensando che domani è un altro giorno, tutti i giorni.

Scavare per crescere.

A NATALE PUOI

Essere allegra e triste al tempo stesso, in una altalena di emozioni e sentimenti.

A Natale puoi barcamenarti fra ansie e picchi di serenità, come sopra ad un ottovolante.

A Natale puoi essere grata di ogni piccola cosa e di ogni grande persona che incotri e che ti scalda il cuore.

A Natale potresti cominciare a tirare le somme dell’ennesimo anno difficile, ma hai solamente voglia di continuare a sorridere per le piccole gioie che ti sono state donate in questi ultimi giorni.

A Natale puoi…..

PARLARE PER APRIRSI

Il potere della parola,della confessione.

Trovare il coraggio, sentirsi pronta per confessare una difficoltà

Ammettere e trovare il coraggio di confidare un momento buio e la lotta per superarlo.

E dopo sentirsi più leggere, più forti.

E da lì ricominciare, sapendo che adesso hai una ragione in più per andare avanti a testa alta, nessuno è perfetto, non c’è nulla di male ad ammettere di essere in difficoltà ed avere tenuto nascosta la situazione, pesava sulla ripresa.

Sempre avanti, sapendo di avere al fianco chi è continuamente pronto a sorreggerti e pronto ad aiutarti a saltare gli ostacoli.

Non mollare mai, piegarsi ma non spezzarsi.

FINE DI UNA ESTATE STRANA.

Una estate strana che ricorderemo per ancora molto tempo, ieri si è chiusa.

Una estate passata a spizzichi e smozzichi.

Una estate passata in montagna grazie agli Storici del Cadore, con i quali abbiamo passato anche un fine settimana a Cervia.

Una estate conclusa ieri nel migliore dei modi, con LaMiaMetà e la vicinanza dalla Famiglia, regalataci da LaFiglia e IlCompagno, che ci hanno fatto conoscere un albergo dove ti senti veramente a casa, accudito, preso e tenuto per mano durante tutta la permanenza.

LAFiglia e IlCompagno ci hanno coccolato, si sono mostrati premurosi nei nostri confronti, quasi al limite da farmi sentire più anziana di quello che sono.

LaFiglia e IlCompagno temevano che non ci trovassimo bene, ma per noi già averli lì tutti, Lafiglia, Compagno, Tata, AmicadellaTata e laCocca, è stato un regalo immenso.

In più ci aggiungiamo la temperatura ideale ed il silenzio del mare a settembre…oplà.il miracolo è fatto: ho ritrovato con loro, grazie a loro la mia dimensione.

Grazie persone care e affettuose.

LE BELLE PERSONE

Son tante, e ognuna di loro, riesce ad infonderci quella forza e quel coraggio per  stringere i denti, per andare avanti, nonostante tutte le avversità.

Abbiamo una famiglia alle spalle,LaFiglia, La Tata, il Compagno, LaMiaSorella, IlSuoMarito, LaMiaMamma, tutti lì a trovare sempre parole buone e pazienti nei momenti più bui di questa settimana. Addirittura LaMiaMamma sta già pensando a cosa cucinargli per quando uscira dall’ospedale, in maniera che si riprenda al meglio.

Abbiano una serie di Amici sempre presenti con parole, gesti e fatti che ti lasciano senza fiato.

Poi, oggi abbiamo avuto Marina e Alberto che si sono presi dal Cadore, hanno fatto un sacco di chilometri per stare due ore con noi, per alleggerire il peso che, negli ultimi due gorni, ci stava schiacciando e opprimendo.

LaMiaMetà non sapeva di questa sorpresa ed io sono stata molto brava nel tenerglielo nascosto, stavamo tranquillamente parlando in quello che viene definito “soggiorno”, non ricordo cosa stessimo dicendo, quando, con la coda dell’occhio ho visto passare la Bionsa e suo marito, mi sono alzata senza dire nulla, lasciandolo lì a metà di una frase, per recuperrli lungo il corridoio, la sorpresa che si è dipinta sul suo volto è stato il più bel regalo che potessi ricevere, si è commosso, si è lasciato abbracciare e baciare dalla Bionda. ha parlato con voce sicura ad Alberto, ha passeggiato lungo il corridoio con loro, stimandosi, come un galletto nel pollaio, dispiegando tutte le piume.

CaraLaMiaGioiaGrande, vederlo così felice, per così poco, dicono loro, vederlo sereno e rilassato, non ha avuto prezzo, mi ha ripagato di tutte le fatiche, le ansie patite in questi giorni lunghi e lugubri. Gesti piccoli, per voi insignificanti, ma per noi di una umanità e immensità impagabile,Le chiamate ricevute, le conversazioni e gli incitamenti fatti via social e via chat per me, ma specialmante per lui, LaMiaMetà, sono state impagabili, vedere e sentire tutto il vostro affetto, è stato una carezza per i nostri cuori e le nosre anime ammaccate, da una prova che non ricordavamo più essere così dura.

Qundi ad ognuno di voi, che avete perso minuti e tempo per dedicarci un pensiero, un pa-pat sulla palla, una battuta, un orecchio per ascoltare le mie paure e a volte i miei pianti (LaMiaMamma e LaMiasorella), grazie per averci accompagnati fin ui, sostenendoci e abbracciandoci con calore e affetto.

Ciurma bella, buonanotte.

LA PAURA CHE NON TI ASPETTI

E’ quella che ho provato la settimana scorsa quando LaMiaMamma è stata male.

Mi sono spaventata, ci siamo spaventate io e LaMiaSorella.

Così a mente fredda, allora, nessuna reazione emotiva, solo la freddezza del capire quello che dicevano i medici, la freddezza e il calore per sostenerla, per coccolarla, per non farla sentire a disagio, per alleviare le sue sofferenze e paure.

Ma adesso, non più a mente fredda, la paura che mi sono presa, è stata tanta, il senso di smarrimento, il non riuscire a concepire che poteva essere un malore fatale. il non essre pronte a quello che sarà.

Non siamo pronte, diamo per scontato che lei sarà sempre al nostro fianco, a sostenerci, ad incoraggiarci, ad ascoltarci, con il suo modo dolce di tutte le mamme.

Il magone e le lacrime stanno spingendo.

 

-14

Mancano 14 giorni alla fine di questo anno orribile.

Un anno che non ci ha risparmiato niente, anzi, quando ha potuto, ci ha messo tanti carichi da 11.

E oggi, dopo l’ennesima mattinata passata in ospedale, questa volta accompagnado LaFiglia, spero che per gli ultimi 14 giorni si dia una calmata.

Finalmente, dopo un anno di visite, controvisite, esami e parole di incoraggiamento, siamo arrivati alla fine dell’odissea ciste, ma l’ultima parola ce la darà istologico, però dobbimo essere positivi, dobbiamo pensare che, questo anno orribile, non abbia più nulla in serbo per noi.

Mi sento stanca, svuotata, sfinita, senza più forze ed energie.

PIANO PIANO

Piano piano, lentamente, ma non tanto, un anno è passato.

E così il 17 dicembre 2019 è arrivato.

Sembava tanto lontano, un anno fa, un anno fa era lontano, ma inesorabilmente ci siamo arrivati.

e così martedì prossimo La Figlia toglie quella ciste fastidiosa al seno, è una ciste, me lo ripeto in contiuazione, non c’è nulla di allarmante, ma ogni tanto lo sconforto prende il sopravvento.

Se in queto lungo percorso non fossimo state accomagnate da persone delle quali ci fidiamo ciecamente, non so se saremmo arrivate a questo punto con questo distacco.

Distacco, ci vuole distacco, ci vuole un minimo di ottimismo.

Ed anche un pizzco di incoscienza.

STA CRESCENDO

…ed io non sono pronta.

La vedo crescere di giorno in giorno, nei gesti che compie, gesti che fino a ieri non erano nelle sue abitudini, tipo, per esempio, prendere al volo le chiavi di casa quando usciamo al mattino.

La sento crescere nei discorsi e nelle parole che pronuncia, nei progetti che fa, tipo, per esempio, come gestire il venerdì sera fra di noi da settembre in poi, quando comincerà la scuola superiorie:

“Sai nonna, ho pensato, che io verrò da te il venerdì sera a cena e rimarrò a farti compagnia fino verso le 22, poi, o tu mi riaccompagni a casa o chiedo alla mamma o papà se mi vengono a prendere”.

“Ma Tata, il bus che ti porterà a scuola ferma anche vicino a casa della nonna!!!”

Cercavo una soluzione, le sue parole mi avevano spalancato davanti agli occhi la sua crescita.

Io non sono pronta.

SCOSSA

Scossa,scombussolata, turbata.

Frastornata da uno spettacolo e da una situazione che coinvolge la nostra Tata.

La Tata ha dimostrato, in una situazione, alla fine di un progetto contro il bullismo e il cyberbullismo, di aver sviluppato una empatia, di aver recepito tutto il lavoro fatto dagli organizzatori del progetto, progetto durato tre anni, percorso iniziato in  prima media ed evoluto fino alla fine, con uno spettacolo organizzato da Mi fido di te?.

La Tata ha scosso e turbato la nonna, la nonna sta pensando a cosa potrà riservare il futuro a questa ragazza, così sensibile e che, sembra, abbia capito bene il messaggio lanciato d tutte queste persone coinvolte.

Una scorza ruvida che racchiude un cuore morbido.