TUTTI ASSIEME

E’ successo domenica.

tutti assieme appassionatamente.

Una reunion fra cugini, cugine e tutte le zie.

Abbiamo passato la domenica assieme, come da tanto non facevamo. abbiamo riassaporato quel clima di quando eravamo tutte piccole, quando ci si trovava tutte dai nonni la domenica pomeriggio.

Cugine e cugini, con i relativi figli, addirittura chi con il fidanzatino della figlia, io addirittura con la nipote al seguito.

E tutti siamo stati bene, ci siamo scaldati al legame che ci ha sempre uniti, anche se gli anni sono passati e le strade sono una diversa dall’altra, ma ci siamo riscaldati al calore dell’affetto che ci ha sempre unite.

E il bello di raccontare ai piccolini tutto quello che noi da piccole, perchè siamo state piccole anche noi, combinavamo, di certo non arrivavamo a loro, ma per i tempi che erano anche noi abbiamo dato il nostro da fare.

Abbiamo mangiato, riso, raccontato, riso di nuovo fino alle lacrime, ma poi come tutte le cose belle, è finita, siamo rientrati ognuno di noi nella nostra vita, ma continuiamo ad essere felici guardando tuttel e foto scattate, ripromettendoci di rifarlo al più presto, magari con la bella stagione, in maniera che i bambini possano giocare fuori nell’ampio cortile.

Una bellissimissima giornata, come avrebbe detto Anna-Wide

GLI ANNI

La mia mamma ieri ha compiuto 83 anni, una bellissima età. Un’età in cui è giusto che tutti le si stringano attorno per festeggiare.

Noi abbiamo festeggiato tutti assieme domenica pomeriggio.

Tutti, ma proprio tutti. Io e il Ferrari, LaMiasorella con IlMarito, LaFiglia con la Tata e, sorpresa sorpresa, Marina e Alberto, gli amici storici del Cadore.

E’ successo tutto all’improvviso, da una mia idea balzana buttata lì a metà settembre.

“Dai a novembre festeggiate 40 anni di matrimonio, noi li abbiamo festeggiati a giugno, facciamo una bella cosa, venite a passare un fine settimana a Bologna, magari diciamo qualcosa anche a Rosie e Vecchio Fred, così ricompattiamo la combriccola del mare”.

Ma poi la cosa, per un impegno o per l’altro, è caduta nel dimenticatoio, finchè veneerdì mattina Marina ha telefonato annunciando la loro calata domenica per una toccata e fuga.

Benissimo, felicissima.

Così domenica mattina sono arrivati, una passeggiata in centro a Bologna, un pranzo rilassato e pieno di risate in un ristorante del centro, poi via di nuovo a passeggiare per il Quadrilatero.

Ed infine appuntamento con tutti gli altri a casa de LaMiaMamma per farle gli auguri, senza dirle, naturalmente, che noi c’erano anche Marina e Alberto.

Sorpresa riuscitissima, loro felici per aver visto LaMiaMamma, io felice perche ero riuscita a riunire tutti i miei affetti e LaMiaMamma felice per l’improvvisata.

Abbiamo passato un pomeriggio piacevole, fatto di risate e ricordi, finchè ci hanno salutati per rientrare nel loro bellissimo Cadore, con la promessa di rivederci al più presto.

Intanto noi abbiamo consegnato il regalo alla mamma sprinti e che sta diventando sempre più tecnologica, lo scoros anno le abbiamo regalato lo smartphone, quest’anno il tablet per darle la possibilità di leggere i giornali online, per poter leggere libri e la possibilità di vedere tutte le foto che scarichiamo su Dropbox (gliel’ho collegato direttamente al mio Dropbox).

LaMiaMamma ha compiuto 83 anni e stamattina sono passata per potermela abbracciare e coccolare alla mia maniera.

Auguri mamma in gamba che ci fai sentire sempre le tue figlie amate e coccolate.

IL SOLE

Oggi, dopo una settimana di nebbia e grigio, è spuntato il sole.

Un bel sole di novembre, caldo e non invasivo, quasi dolce.

Un sole che ha aiutato a portare i passi, fattisi di nuovo leggeri, fuori casa.

Il sole che mi ha dato la forza di tentare a portare fuori di casa un’amica in difficoltà.

Il sole che ha aggiustato il tiro sulla profonda tristezza che provo quando penso a mia figlia, al dolore che ho provato la settimana scorsa quando l’ho vista stanca e stremata da una situazione lavorativa, in questo momento, un po’ pesante.

Questa figlia a cui vorrei regalare la serenità che la possa sostenere sempre nell’educazione della Tata.

Questa figlia che si dà sempre da fare per tutto e per tutti, questa figlia che vorrei sempre difendere dalle paure e dai problemi del mondo, questa figlia per la quale vorrei un po’ di calma e tranquillità.

Questa figlia che si merita solo cose belle, sorrisi, serenità e tranquillità

 

 

 

UN POMERIGGIO UN RICORDO

Una domenica mattina, la prima domenica mattina autunale, è freddo, dai andiamo a Mantova.

Sì, ma ci andiamo per la strada normale, non facciamo l’autostrada, così almeno vediamo qualcosa di diverso dal piattume della pianura padana.

Partiamo io e il Ferrari, spensierati e contenti di passare una giornata senza nessun pensiero, soli , io e lui, parlando quando ne abbiamo voglia, stando in silenzio quando il silenzio è prezioso.

si parte..Crevalcore, Stuffione, Camposanto…

“Sai Ferrari, questa è la strada che facevamo allora, in auto, quando dall’Alto Adige venivamo a far vacanza a Bologna. Passavamo per questi paesi, i nomi sono indimenticabili, poi a Camposanto ci abitavano i parenti di ******. allora l’autostrada del Brennero era ancora un sogno di là a venire e noi quattro, venivamo giù con il 500…papà guidava, la mamma al suo fianco faceva tutto il viaggio tesa…attento Sergio c’è una curva…attento Sergio c’è un camion che ci sta venendo contro , e , dietro, io e mia sorella. Ma il bello fu quella volta che portavamo sul portapacchi del 500 il televisore da portare  alla casa della nonna come regalo, ricordo che a tutte le buche che si prendeva, ed allora delle buche ce ne era parecchie, la mamma sbiancava, con il terrore che il televisore potesse soffrire.

Sai era uno di quei televisori a valvole, mica quegli ultra piatti di adesso, era uno scatolone enorme, oddio a me sembrava enorme, caricato sul porta-pacchi del 500…prova ad immaginare la scena”.

Silenzio, il Ferrari tace, non dice nulla, forse sta cercando di immaginare la scena, poi sorride…ecco ha immaginato la scena, non si sganascia dalle risate per non offendermi, ma io, dentro di me, sto ridendo crepapelle.

Sono passati 50 anni, allora era così….

Intanto proseguiamo verso Mantova, ognuno di noi immerso nel suo mondo, ma  vicini

DI ABBRACCI….

…con LaMiaMamma.

LaMiaMamma a fine anno compirà 83 anni.

LaMiaMamma usa lo smartphone, per tenersi in contatto con noi usa Whatsapp, con il quale le inviamo le foto quando siamo in giro o in vacanza.

Con LaMiaMamma una volta a settimana faccio colazione.

E io mi riempio di queste mattine, di questi momenti felici e sereni, dove io parlo e lei mi ascolta, dove lei parla e io la ascolto, facendo tesoro delle sue parole.

E alla fine, quando la riporto a casa, ci abbracciamo e ci baciamo.

E a me questi baci e questi abbracci fanno bene, mi rincuorano, mi risollevano l’anima e mi mettono di buon umore.

LaMiaMamma è la spalla a cui appoggiare la testa nei momenti di stanchezza.

ALLA STAZIONE

Alla stazione a prendere La Figlia di rientro dal lavoro.
Con il sole, il cielo azzurro e tanto tanto freddo.
E’ la stazione del paese, distante da casa alcuni chilometri.
E mentre io arrivo e parcheggio lei spunta dal binario assieme agli altri passeggeri.
Ma io vedo solo lei, i miei occhi si riempiono di questa donna che è mia figlia, che, con passo sicuro, mi sta raggiungendo.
E mi commuovo, le sorrido, perchè lei si merita ogni sorriso che le posso regalare, lei si merita solo sorrisi.

DA RICORDARE

Il luogo, le persone e le parole di stamattina.
Il luogo, il Centro Protesico, dove si vede di tutto e di pi, è come fare un giro dentro ad un reparto oncologico, adulti, bambini, giovani e anziani, tutti lì, con il loro carico di paure, di futuri a metà, di speranze da inseguire.
Tutti accomunati dal desiderio di imparare una nuova vita, di continuare come meglio si può in una nuova situazione fisica.
Le persone, calde, calorose, che sorridono sempre e comunque, che sono tutte lì, dal primo all’ultimo, a sorreggerti, a sostenerti, a spronarti in questo nuovo cammino.
Le parole, di speranza, di incitamento,di comprensione.
L’incontro con il chirurgo che a Modena il giorno dell’infortunio ci disse le prime brusche parole, ma con tanta umanità e con una luce calda negli occhi, che stamattina ci ha riconosciuti ed ha raccontato lui la tua storia clinica al fisiatra e al tecnico delle protesi. Il chirurgo che stamattina ha detto:
“La mano è come una famiglia, quando un membro soffre, tutti gli altri membri soffrono, ma tutti si adoperano per sostituire il membro mancante o malato. Vedrà che con il passare del tempo imparerà ad amare questa sua mano mutilata. Anche se manca un membro piccolo, e all’apparenza poco importante, la sua mancanza si sente e dovrà imparare a convivere con questa mancanza”.
La psicologa e l’assistente sociale che ci hanno accolti con garbo e tenerezza. Le parole della psicologa:
“Una mutilazione è come un lutto, va elaborato, e come un lutto, viene a destabilizzare le nostre abitudini e le nostre certezze. Ma siete due belle persone, assieme ce la farete, ma sappiate che, se doveste avere bisogno, noi siamo sempre qui, anche più avanti nel tempo.”
Il tecnico della protesi di protezione, che ci ha spiegato come funziona, cosa avrebbe fatto per il calco:
“In un futuro si può pensare anche ad una protesi estetica. Non si recluda a questa possibilità, lasci decantare la situazione, elabori la mancanza del mignolo, si dia del tempo e, se vuole, in futuro, prendiamo in esame anche questa possibilità, anche fra degli anni, ma non la metta per forza nel dimenticatoi.”
tutte parole e persone importanti che ci hanno preso a braccetto e ci stanno accompgnando in questo percorso.