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LE BELLE PERSONE

Son tante, e ognuna di loro, riesce ad infonderci quella forza e quel coraggio per  stringere i denti, per andare avanti, nonostante tutte le avversità.

Abbiamo una famiglia alle spalle,LaFiglia, La Tata, il Compagno, LaMiaSorella, IlSuoMarito, LaMiaMamma, tutti lì a trovare sempre parole buone e pazienti nei momenti più bui di questa settimana. Addirittura LaMiaMamma sta già pensando a cosa cucinargli per quando uscira dall’ospedale, in maniera che si riprenda al meglio.

Abbiano una serie di Amici sempre presenti con parole, gesti e fatti che ti lasciano senza fiato.

Poi, oggi abbiamo avuto Marina e Alberto che si sono presi dal Cadore, hanno fatto un sacco di chilometri per stare due ore con noi, per alleggerire il peso che, negli ultimi due gorni, ci stava schiacciando e opprimendo.

LaMiaMetà non sapeva di questa sorpresa ed io sono stata molto brava nel tenerglielo nascosto, stavamo tranquillamente parlando in quello che viene definito “soggiorno”, non ricordo cosa stessimo dicendo, quando, con la coda dell’occhio ho visto passare la Bionsa e suo marito, mi sono alzata senza dire nulla, lasciandolo lì a metà di una frase, per recuperrli lungo il corridoio, la sorpresa che si è dipinta sul suo volto è stato il più bel regalo che potessi ricevere, si è commosso, si è lasciato abbracciare e baciare dalla Bionda. ha parlato con voce sicura ad Alberto, ha passeggiato lungo il corridoio con loro, stimandosi, come un galletto nel pollaio, dispiegando tutte le piume.

CaraLaMiaGioiaGrande, vederlo così felice, per così poco, dicono loro, vederlo sereno e rilassato, non ha avuto prezzo, mi ha ripagato di tutte le fatiche, le ansie patite in questi giorni lunghi e lugubri. Gesti piccoli, per voi insignificanti, ma per noi di una umanità e immensità impagabile,Le chiamate ricevute, le conversazioni e gli incitamenti fatti via social e via chat per me, ma specialmante per lui, LaMiaMetà, sono state impagabili, vedere e sentire tutto il vostro affetto, è stato una carezza per i nostri cuori e le nosre anime ammaccate, da una prova che non ricordavamo più essere così dura.

Qundi ad ognuno di voi, che avete perso minuti e tempo per dedicarci un pensiero, un pa-pat sulla palla, una battuta, un orecchio per ascoltare le mie paure e a volte i miei pianti (LaMiaMamma e LaMiasorella), grazie per averci accompagnati fin ui, sostenendoci e abbracciandoci con calore e affetto.

Ciurma bella, buonanotte.

LA PAURA CHE NON TI ASPETTI

E’ quella che ho provato la settimana scorsa quando LaMiaMamma è stata male.

Mi sono spaventata, ci siamo spaventate io e LaMiaSorella.

Così a mente fredda, allora, nessuna reazione emotiva, solo la freddezza del capire quello che dicevano i medici, la freddezza e il calore per sostenerla, per coccolarla, per non farla sentire a disagio, per alleviare le sue sofferenze e paure.

Ma adesso, non più a mente fredda, la paura che mi sono presa, è stata tanta, il senso di smarrimento, il non riuscire a concepire che poteva essere un malore fatale. il non essre pronte a quello che sarà.

Non siamo pronte, diamo per scontato che lei sarà sempre al nostro fianco, a sostenerci, ad incoraggiarci, ad ascoltarci, con il suo modo dolce di tutte le mamme.

Il magone e le lacrime stanno spingendo.

 

-14

Mancano 14 giorni alla fine di questo anno orribile.

Un anno che non ci ha risparmiato niente, anzi, quando ha potuto, ci ha messo tanti carichi da 11.

E oggi, dopo l’ennesima mattinata passata in ospedale, questa volta accompagnado LaFiglia, spero che per gli ultimi 14 giorni si dia una calmata.

Finalmente, dopo un anno di visite, controvisite, esami e parole di incoraggiamento, siamo arrivati alla fine dell’odissea ciste, ma l’ultima parola ce la darà istologico, però dobbimo essere positivi, dobbiamo pensare che, questo anno orribile, non abbia più nulla in serbo per noi.

Mi sento stanca, svuotata, sfinita, senza più forze ed energie.

PIANO PIANO

Piano piano, lentamente, ma non tanto, un anno è passato.

E così il 17 dicembre 2019 è arrivato.

Sembava tanto lontano, un anno fa, un anno fa era lontano, ma inesorabilmente ci siamo arrivati.

e così martedì prossimo La Figlia toglie quella ciste fastidiosa al seno, è una ciste, me lo ripeto in contiuazione, non c’è nulla di allarmante, ma ogni tanto lo sconforto prende il sopravvento.

Se in queto lungo percorso non fossimo state accomagnate da persone delle quali ci fidiamo ciecamente, non so se saremmo arrivate a questo punto con questo distacco.

Distacco, ci vuole distacco, ci vuole un minimo di ottimismo.

Ed anche un pizzco di incoscienza.

STA CRESCENDO

…ed io non sono pronta.

La vedo crescere di giorno in giorno, nei gesti che compie, gesti che fino a ieri non erano nelle sue abitudini, tipo, per esempio, prendere al volo le chiavi di casa quando usciamo al mattino.

La sento crescere nei discorsi e nelle parole che pronuncia, nei progetti che fa, tipo, per esempio, come gestire il venerdì sera fra di noi da settembre in poi, quando comincerà la scuola superiorie:

“Sai nonna, ho pensato, che io verrò da te il venerdì sera a cena e rimarrò a farti compagnia fino verso le 22, poi, o tu mi riaccompagni a casa o chiedo alla mamma o papà se mi vengono a prendere”.

“Ma Tata, il bus che ti porterà a scuola ferma anche vicino a casa della nonna!!!”

Cercavo una soluzione, le sue parole mi avevano spalancato davanti agli occhi la sua crescita.

Io non sono pronta.

SCOSSA

Scossa,scombussolata, turbata.

Frastornata da uno spettacolo e da una situazione che coinvolge la nostra Tata.

La Tata ha dimostrato, in una situazione, alla fine di un progetto contro il bullismo e il cyberbullismo, di aver sviluppato una empatia, di aver recepito tutto il lavoro fatto dagli organizzatori del progetto, progetto durato tre anni, percorso iniziato in  prima media ed evoluto fino alla fine, con uno spettacolo organizzato da Mi fido di te?.

La Tata ha scosso e turbato la nonna, la nonna sta pensando a cosa potrà riservare il futuro a questa ragazza, così sensibile e che, sembra, abbia capito bene il messaggio lanciato d tutte queste persone coinvolte.

Una scorza ruvida che racchiude un cuore morbido.

 

QUELLA FOTO….

…che mi manca.

E’ la foto tua assieme alla Tata.

E’ il cruccio che tutte le volte che ti penso mi assale.

E stamattina ne parlavo con LaMiaMamma davanti ad un lapide, davanti alla tua foto, dopo aver cambiato i fiori per il tuo compleanno.

Quella e tante altre foto mi mancano, ci mancano.

Ci manca tutto il tempo che ci è stato strappato, ci manca il non aver potuto vederti invecchiare, ci manca il non averti potuto farti vedere quello che siamo diventate, facendo del nostro meglio per renderti fiero di noi, ci manca tutto e tanto di te.

Auguri papà, oggi sarebbero stati 88.

A PARTI INVERTITE

Succede con il passare  degli anni che le parti si invertano.

Tu da figlio diventi genitore e il genitore diventa figlio.

Ma tu figlio non sei pronto a diventare genitore del tuo genitore.

Non ne hai le capacità, perchè tu sei figlio, non ne hai le capacità.

La tua mente non riesce ad invertire le parti e tutto si complica.

Tu sei genitore dei tuoi figli, non del tuo genitore.

Non riesci a trovare le parole giuste, i giusti tempi ed i giusti ritmi.

Non sai, non hai mai preso in considerazione questa eventualità, non hai avuto il tempo di preparati, ti è capitato il ruolo dall’oggi al domani, e non sai cosa fare, cosa dire.

Ti senti frustrato, vorresti dare il meglio, vorresti fare il meglio per questa persona che a te ha dato tanto, tempo,dedizione e amore.

Ti rendi conto che per tanti anni hai ricevuto, hai preso tutto quello che ti veniva dato, senza sapere che un domani avresti dovuto rendere.

E ti rendi conto che non hai accumulato esperienza, non ricordi nulla, ti senti impotente, devi navigare a vista.

Navighi a vista, pensi, cerchi, sperando di fare, dire e dare sempre il meglio.

Ma poi guardi negli occhi il tuo genitore/bambino e capisci che l’impresa sta riuscendo, sei orgoglioso di te stesso ed in silenzio ringrazi il genitore che è stato, che è riuscito a trasmettere qualcosa.

Si naviga a vista

 

DUE CHIACCHIERE CON LA MIA MAMMA

Al telefono, come quasi tutte le mattine.

Come stai, come non stai, hai caldo?, esci?

E ci ascoltiamo a vicenda, lei che mi racconta le sue avventure di 83enne, io che le racconto le mie paturnie di 60enne.

Stamattina siamo giunte alla conclusione che i figli saranno sempre figli anche quando avranno 90 anni.

Per noi saranno sempre i nostri piccolini.

Ci siamo salutate con il sorriso sulle labbra, io chiamandola “mamma” e lei chiamandomi con il nomignolo che i porto dietro da 55 anni

E il sorriso di queste due chiacchiere è ancora nei miei occhi 

OGGI I RICORDI….

… fanno male.

Oggi i ricordi arrivano all’improvviso , durante una sessione di stiratura, ma fanno male, riempiono gli occhi di lacrime e si inghiotte un magone talmente grosso che fatica a passare.

Si avvicina un mese intenso, il mese che, da 17 anni a questa parte, fa male.

E questo particolare, di questa maglietta che tu indossavi, ha fatto riaffiorare prepotentemente questi ricordi, questo senso di vuoto e di mancanza.

Oggi ho sentito la tua mancanza in maniera molto forte, mi ha tolto il fiato per un momento.

Eh papà, è sempre dura.