RITROVARSI

E’ successo giovedì.

Io e il Ferrari in una puntata veloce per andare a cena a Cervia con Marina e Alberto.

Ritrovarsi a ridere, a tavola, solo noi 4, senza bambini attorno,  come ai bei tempi d’oro. prendendo 4 quattro piatti diversi per fare gli scambi, dare giudizi. far giare i piatti per poi, alla fine, non ricordare più cosa aveva ordinato chi….e ridere, ridere di gusto, con le lacrime agli occhi.

Dopo cena ritrovarsi per festeggiare il compleanno di uno dei “nostri” bimbi di allora.

E allora ritrovarsi a parlare con gli amici di Cervia come se non fossero passati tanti anni, riprendere il discorso e riannodare i fili.

Come se… il festeggiato non stesse festeggiando 34 anni, non fosse già sposato con una dolcissima ragazza.

Come se…Ilaria, Ivan e Daniele non avessero 34, 36 e 38 anni, praticamente degli adulti ma per noi ancora i bimbi di allora, che giocavano sulla spiaggia con i nostri figli, che facevano il bagno assieme (ragazzi…le mani ben in vista), come se non avessimo diramato tante liti fra di loro per poi ritrovarli dietro alle cabine a pomiciare.

Come se…nel frattempo non mi ritrovassi a parlare di cancro al seno con Stefania, operata 4 anni fa, ma piena di vita e sempre allegra come allora.

Come se…Sabrina non fosse una splendida mamma di due pargoli, Sabrina alla quale chiedere con la risata negli occhi e nella voce, se i suoi bimbi si sono già resi conto di che mamma hanno….

Come se il tempo si fosse fermato al mitico bagno Anna 188, che ormai non c’è più.

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IL TEMPO DONATO

il tempo donato è quello che mi regalo, che mi dono per la lettura.

la lettura di un libro, in silenzio, in un ambiente caldo e silenzioso.

può essere il divano, un bar, una panchina o una sala di lettura.

è un tempo prezioso, ineguagliabile.

è un tempo che rimette assieme i brandelli della giornata, che a volte comincia molto presto e finisce tardi.

è un tempo che gratifica.

EMOZIONE

E’ quella che sento, che provo quando sento la Tata leggere i miti epici.

Ascoltare quelle favole, che riportano alla memoria miti già letti, miti che hanno emozionato, miti antichi letti a scuola, che hanno portato alla voglia di leggerne altri, al di fuori di quelli “imposti” dai professori.

L’emzione di ricordi che si risevgliano, collegamenti che vengono fatti fra le varie culture e religioni.

L’emozione di ascolare la sua voce che legge una favola, un  mito e si emoziona.

Emozionarsi per i ricordi, sperando che un giorno anche lei possa vivere le stesse sensazioni.

QUELLE PICCOLE COSE

che sono piccole, magari cominciate contro voglia, ma poi hanno cominciato ad essere importanti, a prendere il loro spazio.

quelle piccole cose, insignificanti, ma che alla fine occupano un posto importante nella tua giornata e aspetti che arrivi il momento per metterle in atto.

una di queste piccole cose, udite udite, è la sessione quotidiana di stiro, io che fino ad un paio di anni fa rifuggivo l’incombenza come una malattia.

una di queste piccole cose è la sessione quotidiana di uncinetto, che mi rilassa, mi riempie di soddisfazioni e mi aiuta a sviscerare i momenti di tensione e di ansia che mi assalgono.

una di queste piccole cose, è la passeggiata serale con il Ferrari, cominciata poco più di quattro mesi fa ed ora è diventata indispensabile per il mio equilibrio e per il mio benessere fisico. una piccola cosa che ci unisce, che facciamo con piacere assieme e che ci immerge nella quotidiana seralità del silenzio che circonda il paese, illuminato dalle luci arancio che fanno parte del nostro essere, dell’attraversare i parchi e giardini silenziosi e te li fanno apprezzare ancora di più.

una di queste piccole cose è il libro a letto prima di addormentarmi, che  aiuta a trascorrere momenti di pura felicità ,tirando le somme di una giornata passata e mettendo in fila gli impegni della giornata successiva, sapendo che, al mattino ,al mio risveglio, il libro sarà lì ad aspettarmi per darmi il buon giorno, nel silenzio della casa durante la colazione solitaria.

quelle piccole cose che rendono piena una giornata.

DIARIO DI OGGI

Poteva essere una settimana all’insegna della tranquillità, la Tata è al mare con mamma e papà e io potevo trastullarmi nelle mie cose fino allo sfinimento, letture, uncinetto, colazioni, merende, chiacchiere.
Invece è stata una settimana all’insegna di corse in ospedali, per visite,nuovi medici che si aggiungono a quelli già conosciuti per darci un maggior benessere e una vita più consapevole, di ritiro ricette per nuovi esami da affrontare per avere una vita migliore e tenere sotto controllo tutte quelle piccole pecche che con l’età stanno avanzando.
Insomma poteva essere una settimana demmerda….
Invece oggi, questa settimana, ha dato il colpo di coda e ha ribaltato tutto: sono riuscita ad andare da tutti i medici e ritirare le ricette e richieste, uno dalla parte opposta della città rispetto all’altro; sono riuscita a consegnare alcune cose a casa da LaFiglia, che domani rientra dal mare con tutta la tribù, sono riuscita ad andare in centro con i mezzi pubblici per comperare il cotone per fare le presine all’Amica del Cadore ed infine sono riuscita a fare colazione da Altro? al Mercato delle Erbe e lì, proprio lì, con il teà davanti e l’ereader in mano, ho capito che oggi sono felice.
di quella felicità sana, che rende il passo leggero per tornare verso la fermata del bus, che mi avrebbe riportata a casa.
La felicità in un bar, una teiera e un libro, piccole cose, ma grandi gioie se accettate, se non pretese e arrivate all’improvviso.

ADOTTATE

Siamo rimaste sole a Cervia.
I tempi e i ritmi si dilatano.
La spiaggia ci vede più presenti, mentre l’appartamento diventa solamente un punto per dormire.
Siamo state “adottate” dai vicini, un’allegra famiglia romagnola, molto nelle nostre corde.
Semplici e simpatici.
E va a finire che si accende il fuoco, si preparata la carbonella e la carne comincia a grigliare.
Comincia una magnifica serata attorno ad un tavolo in compagnia di persone che, fino a poco tempo fa, erano sconosciute, ma ora la loro compagnia è preziosa, rilassante e fatta di chiacchiere intelligenti, stimolanti e anche leggere. cariche di risate.
E alla fine ci sentiamo tutti più ricchi.

MI PIACE

questa nuova dimensione in cui mi trovo, una dimensione fatta di semplicità, normalità, banalità e tranquillità.
camminare lentamente, guardando le solite vetrine e salutando le solite persone, tanto al mattino siamo sempre i soliti in giro per il paese.
pedalare sotto la pioggia sulla nuova pista ciclabile del paese.
pensare, fare programmi a breve e lunga distanza.
fare la lista della spesa mentalmente, mettere in ordine ed in fila i vari impegni, senza sentirmi mancare il fiato, programmandoli uno al giorno in maniera che non mi diano ansia.
leggere in un angolo durante la colazione al Kandinskij , e leggere fino a perdere la cognizione del tempo.
rientrare a casa con un sorriso sulle labbra.