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UN ATTIMO DI TREGUA

Un attino di tregua, è quella che mi sono concessa nel pomerggio.

Rivedere LaMiaMetà riprendere la sua attività in maniera soft, rivedere LaMiaMetà ricominciare a scherzare e a ridere mentre pranziamo, mi ha alleggerito il cuore e la mente.

Riprendere una parvenza di normalità, che giorno dopo giorno sta prendendo il sopravvento, mi ha aiutata a staccare un po’ la mente.

Oggi pomeriggio mi sono presa un paio d’ore per me: parrucchiera.

La mia chioma richiedeva a gran voce una sistemata, un taglio per farmi riprendere un’aria da persona normale.

Domani non potevo presentarmi alla visita con LaMiaMetà e una testa di capelli indomiti, selvaggi e anarchici.

Avere un attimo di tregua, un paio di ore di leggerezza dalla parrucchiera mi ha solamente fatto bene.

Un attimo di tregua con relativo abbiocco durante il lavaggio della testa e lo svuotamento da ogni pensiero durante il taglio dei capelli.

Anche un luogo, un ambiente che ho sempre frquentato di corsa ed in fretta, in questi momenti, può compiere  un  piccolo miracolo: rilassarmi.

Frequentare i saloni dei parruccieri non è mai stato il mio forte, il mio passatempo preferito, ho trovato una parrucchiera qui in paese che è aperta i lunedì ed è abbastanza veloce, il mio ideale.

Di solito, sono sempre andata, chiedendo  taglio e asciugatura veloce, di solito in un’ora al massimo, ho sempre fatto tutto.

Oggi pomeriggio no, mi sono sduta ed ho spiegato quello che volevo, un taglio che mi lasciasse scoperto il viso, perchè ho voglia di viso scoperto, ho voglia di viso che possa essere toccato dal vento e dal sole, ho spiegato, mi hanno passato un giornale, mi hanno ascoltata, consigliata, mi sono lasciata guidare,ho liberato la mente da tutto, finchè non  sono rimasta solo io con i miei capelli da sistemare.

Un paio d’ore dal parrucchiere, hanno compiuto un mezzo miracolo.

 

SEMPLICITA’

E’ quella provata e trovata sabato ad un matrimonio organizzato in due mesi.

La semplicità delle persone buone ritrovate, la semplicità che ti fa capire che, ci ti ha invitato, l’ha fatto per il puro piacere di averti vicino in un momento di gioia.

La semplicità di voler condividere la gioia e l’allegria di un momento intimo, ma al tempo stesso di festa.

Una festa semplice, ma tanto calorosa ed emozionante.

CI SONO GIORNI

Giorni così, giorni sì e giorni no.

Ma ultimamente i giorni no sembrano prevalere.

Che, poi, alla fine non  sono nemmeno giorni no, sono solamente giorni pieni di rogne, di grane che si affastellano le une alle altre, incovenienti che si sommano a quelli già accumulati.

Giorni in cui frequenti tre ospedali diversi uno dietro l’altro, uno al giorno, giusto per non perdere le buone abitudini.

giorni in cui entri in luoghi in cui ti senti addosso tutto il peso della morte incombente, ma vai lo stesso, un’amica ha bisogno di una boccata d’aria, di ossigeno, un’amica ha bisogno di una sciroccata che dica castronerie e le porti un cabaret di pasticcini, che, si sa, non fanno bene alla linea e nemmeno al colesterolo, ma fanno tanto bene all’anima e al cuore.

Poi, all’improvviso, arriva la telefonata che svolta la giornata, che fa apparire bella anche la nebbia e la pioggia al di là dei vetri “Arriviamo venerdì 1 novembre e ci fermiamo fino a sabato sera, ci trovate da dormire?”.

Ma io, pur di avervi qui, dormo per terra e vi cedo il mio letto.

Peccato solamente non possano raggiungerci gli altri due amici lontani, altrimenti sarebbe un fine settimana perfetto.

Ma si sa, la perfezione non esiste, non fa parte di queto mondo.

SI È ALZATO IL VENTO

Si è alzato un vento freddo, ma non quel vento freddo che penetra nelle ossa e raffredda l’anima.

Un vento freddo bello, pulito.

Un vento freddo su cielo azzurro che si sta, forse, rannuvolando.

Un vento freddo he sposta le foglie, le fa volare tutte attorno, un vento freddo che mi costringe a spingere sui pedali della bicicletta, ma l’esercizio fisico fa bene alla mente, alleggerisce i pensieri e rimette in ordine le priorità.

Sto leggendo un libro ambientato a Firenze, un bel libro, in silenzio, in pace, si sente solo il vento che sistema le situazioni.

Mentre sto leggendo il libro ambientato a Firenze, un libro che parla della diversità di due sorelle, in sottofondo, passa una canzone di Ivan Graziani

LA NEVE BELLA

Ieri sera verso le 19,30 ha cominciato a nevicare.

Era molto freddo, la temperatura era di molti gradi sottozero, in più c’era anche un forte vento gelido.

Ma nevicava.

Quella neve bella, leggera, sottile, che vorticava, si posava gentile sulle cose.

Ha continuato a nevicare per parecchie ore, sempre leggera, vorticosa e gentile.

Stamattina c’era un sottile strato bianco ghiacciato, che sbrillucciava alle prime luci dell’alba, che si presentava chiara e rosata.

Sulle auto c’era un velo di neve leggera che al primo colpo di tergicristallo volava via e luccicava come la polvere  delle fate.

Come tutto il paesaggio incantato dalla neve bella e gentile.

ABBASSIAMO IL SIPARIO

Spegniamo le lucine, sia quelle garbate che quelle sguaiate.

Riponiamo tutti i teatrini in soffitta o in cantina assieme agli addobbi.

Lasciamo tutto lì a raccogliere la polvere fino  al prossimo Natale.

Rimangono i sorrisi, le mani strette e le parole degli storici, della famiglia e dei pochi e selezionati amici.

Sorrisi, parole e strette di mano che scaldano e danno la carica fino al prossimo Natale.

Da domani possiamo tornare ad essere tutti presi dal nostro orticello. a guardare non più in là del nostro naso.

Abbassiamo il sipario, Natale è finito.

RITROVARSI

E’ successo giovedì.

Io e il Ferrari in una puntata veloce per andare a cena a Cervia con Marina e Alberto.

Ritrovarsi a ridere, a tavola, solo noi 4, senza bambini attorno,  come ai bei tempi d’oro. prendendo 4 quattro piatti diversi per fare gli scambi, dare giudizi. far giare i piatti per poi, alla fine, non ricordare più cosa aveva ordinato chi….e ridere, ridere di gusto, con le lacrime agli occhi.

Dopo cena ritrovarsi per festeggiare il compleanno di uno dei “nostri” bimbi di allora.

E allora ritrovarsi a parlare con gli amici di Cervia come se non fossero passati tanti anni, riprendere il discorso e riannodare i fili.

Come se… il festeggiato non stesse festeggiando 34 anni, non fosse già sposato con una dolcissima ragazza.

Come se…Ilaria, Ivan e Daniele non avessero 34, 36 e 38 anni, praticamente degli adulti ma per noi ancora i bimbi di allora, che giocavano sulla spiaggia con i nostri figli, che facevano il bagno assieme (ragazzi…le mani ben in vista), come se non avessimo diramato tante liti fra di loro per poi ritrovarli dietro alle cabine a pomiciare.

Come se…nel frattempo non mi ritrovassi a parlare di cancro al seno con Stefania, operata 4 anni fa, ma piena di vita e sempre allegra come allora.

Come se…Sabrina non fosse una splendida mamma di due pargoli, Sabrina alla quale chiedere con la risata negli occhi e nella voce, se i suoi bimbi si sono già resi conto di che mamma hanno….

Come se il tempo si fosse fermato al mitico bagno Anna 188, che ormai non c’è più.

EMOZIONE

E’ quella che sento, che provo quando sento la Tata leggere i miti epici.

Ascoltare quelle favole, che riportano alla memoria miti già letti, miti che hanno emozionato, miti antichi letti a scuola, che hanno portato alla voglia di leggerne altri, al di fuori di quelli “imposti” dai professori.

L’emzione di ricordi che si risevgliano, collegamenti che vengono fatti fra le varie culture e religioni.

L’emozione di ascolare la sua voce che legge una favola, un  mito e si emoziona.

Emozionarsi per i ricordi, sperando che un giorno anche lei possa vivere le stesse sensazioni.

QUELLE PICCOLE COSE

che sono piccole, magari cominciate contro voglia, ma poi hanno cominciato ad essere importanti, a prendere il loro spazio.

quelle piccole cose, insignificanti, ma che alla fine occupano un posto importante nella tua giornata e aspetti che arrivi il momento per metterle in atto.

una di queste piccole cose, udite udite, è la sessione quotidiana di stiro, io che fino ad un paio di anni fa rifuggivo l’incombenza come una malattia.

una di queste piccole cose è la sessione quotidiana di uncinetto, che mi rilassa, mi riempie di soddisfazioni e mi aiuta a sviscerare i momenti di tensione e di ansia che mi assalgono.

una di queste piccole cose, è la passeggiata serale con il Ferrari, cominciata poco più di quattro mesi fa ed ora è diventata indispensabile per il mio equilibrio e per il mio benessere fisico. una piccola cosa che ci unisce, che facciamo con piacere assieme e che ci immerge nella quotidiana seralità del silenzio che circonda il paese, illuminato dalle luci arancio che fanno parte del nostro essere, dell’attraversare i parchi e giardini silenziosi e te li fanno apprezzare ancora di più.

una di queste piccole cose è il libro a letto prima di addormentarmi, che  aiuta a trascorrere momenti di pura felicità ,tirando le somme di una giornata passata e mettendo in fila gli impegni della giornata successiva, sapendo che, al mattino ,al mio risveglio, il libro sarà lì ad aspettarmi per darmi il buon giorno, nel silenzio della casa durante la colazione solitaria.

quelle piccole cose che rendono piena una giornata.