Archivi categoria: giorni sereni

SI È ALZATO IL VENTO

Si è alzato un vento freddo, ma non quel vento freddo che penetra nelle ossa e raffredda l’anima.

Un vento freddo bello, pulito.

Un vento freddo su cielo azzurro che si sta, forse, rannuvolando.

Un vento freddo he sposta le foglie, le fa volare tutte attorno, un vento freddo che mi costringe a spingere sui pedali della bicicletta, ma l’esercizio fisico fa bene alla mente, alleggerisce i pensieri e rimette in ordine le priorità.

Sto leggendo un libro ambientato a Firenze, un bel libro, in silenzio, in pace, si sente solo il vento che sistema le situazioni.

Mentre sto leggendo il libro ambientato a Firenze, un libro che parla della diversità di due sorelle, in sottofondo, passa una canzone di Ivan Graziani

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E ALLA FINE SONO ARRIVATI GLI AMICI

Sono arrivati hanno portato sorrisi, abbracci e tante risate.

Sono arrivati Marina e Alberto dal Cadore e con la Tata siamo partiti per Roma.

A parte il viaggio di andata un po’ travagliato, siamo arrivati a Roma con più di un’ora di ritardo, ma alla fine siamo riusciti lo stesso a visitare la Basilica di San Pietro.

Forse il forte ritardo del treno ci ha agevolato, le file erano sparite, siamo passati attraverso i serrati controlli, poi via dentro, a riempirci gli occhi di tanta bellezza.

E di fronte  tanta grazia la tensione si è allentata, il caldo, la fatica e lo stress sono stati dimenticati, lì ho capito che ero in vacanza, che tutto il fascino che mi circondava, mi stava dando il benvenuto e di godermi questa splendida città.

Come solito, come ormai da tanti anni, il giorno successivo l’abbiamo passato in compagnia di Rosie e Fred, che sono una garanzia di risate, di chiacchiere intelligenti, di momenti indimenticabili, di scorci di Roma mai immaginati e finalmente quet’anno sono riuscita a pranzare a Trastevere.

Erano anni che scalpitavo, che fremevo, curavo il mio desiderio, sapendo che prima o poi l’avrei realizzato e quest’anno…finalmente Trastevere.

Trastevere in un ristorante dove non potevo che sentirmi bene, un ristorante con relativo cameriere che non poteva che farmi sentire a casa.

Trastevere, un ristorante e le risate fatte che risuonano ancora nelle orecchie, strappandomi, a volte, un sorriso all’improvviso.

Ma poi le cose belle finiscono, ma se sono belle, lasciano dentro una grande carica, la voglia di andare ancora avanti con allegria.

Ho portato a casa questo ricordo e la promessa di rivederci fra 42 giorni…un battito di ciglia

 

I GIORNI A VENIRE

Dovranno essere giorni leggeri, caldi, solari, senza nubi.

I giorni a venire dovranno essere improntati sulla calma, sulla spensieratezza.

I giorni a venire dovranno essere vissuti alla giornata, senza programmi e scanditi da abitudini piccole e regolari.

I giorni a venire ndranno organizzati di giorno in giorno, con pochi punti fermi e tanta improvvisazione.

Nei giorni a venire posso pensare a mente leggera e libera.

Nei giorni a venire nulla, niente e nessuno dovrà farmi perdere la calma.

I giorni a venire saranno giorni zen

 

SI PUÒ FARE

Passare vacanze natalizie lontano da teatrini di ipocrisia, si possono passare vacanze di Natale senza dover per forza ricambiare auguri non sentiti.

Si sopravvive e anche bene.

Basta solamente avere la fortuna di circondarsi delle persone che frequenti e senti solamente durante l’anno, tutto il resto deve rimanere fuori, lontano, per non sciupare nessun momento.

E allora può capitare di trascorrere il Natale serenamente, mangiando il giusto, ridendo tanto.

E allora può capitare di passare l’ultimo giorno dell’anno con gli storici, ridendo tanto, sentire un certo languore e calore dentro, che appaga e fa sorridere gli occhi.

E allora può capitare di passare il primo giorno dell’anno a zonzo con la Tata, ascoltandola ridere e parlare con gioia e finire per cenare  a Cesenatico con gli amici di Cesena e da lì capire che potrebbe essere un buon anno questo 2018 che si è appena affacciato.

E allora tutto può succedere.

L’IMMENSITÀ

L’immensità di queste giornate di autunno inoltrato.

Giornate di silenzio, dove l’unico rumore che si sente è, appunto, il rumore del silenzio, dove nulla viene a turbare un equilibrio fatto di circostanze che si sussegono una dietro l’altra senza scossoni.

L’immensità della consapevolezza che ci può essere una malinconia serena, che non turba e non scalfisce la tranquillità e i traguardi ragginti.

Traguardi raggiunti lavorando e guardandosi dentro, cercando di non farsi ferire dagli imprevisti e da quello che si vede, che non sempre è piacevole.

L’immensità dell’aver capito che bisogna muoversi a piccoli passi, gioiendo dei piccoli traguardi raggiunti, cercando di guardare avanti senza rimpianti e senza invidie, tanto chi ci sembra più fortunato di noi, a volte sta attraversando delle battaglie che noi non abbiamo nè voglia e nemmeno le energie per combatterle.

L’immensità della tranquillità

 

CI SIAMO

Siamo tutti in vacanza, respiriamo aria di mare e leggerezza che la Tata  ci elargisce a piene mani.

Ridiamo, ma non prendiamo tanto sole, siamo troppo impegnati a farci compagnia e a guastare in pieno le presenze.

Ci piace questo ritmo lento e sempre allegro, ci siamo buttati alle spalle i pensieri e viviamo questi giorni con il massimo della leggerezza e serenità possibile.

Ogni tanto le lacrime spingono, ogni tanto escono,  ma poi tutto rientra e si continua sulla strada della serenità.

TRANQUILLITÀ EFFIMERA

E’ quella che aleggia qui in casa per questa sttimana ormai agli sgoccioli.

Una settimana senza Tata, al mare con mamma e papà, e senza la Cocca pelosa quadrupede.

Una settimana fatta di tranquillità, senza nessun patema, senza dover correre da lei alle 10 sperando di trovarla già alzata, possibilmente già vestita e colazionata, senza grandi imbronciature dovute all’età.

Una settimana senza i baci bavosi della Cocca pelosa quadrupede, anche lei al mare al seguito di tutta la famiglia.

Ma questa settimana è volata, è già agli sgoccioli, passata fra lavatrici e assi da stiro, fra riportare a casa loro la biancheria già lavata e stirata, ricordarsi di passare anche da loro a mettere fuori la raccolta indifferenziata e la plastica, perchè il mercoledì mattina passano a ritirarla, ricordarsi di passare da loro il mercoledì sera per ritirare il bidone dell’indifferenziata e portare giù la carta, che verrà ritirata il giovedì mattina,

Una settimana passata a guardare le foto della tata e la Cocca pelosa la mare, sull’altra sponda dell’Adriatico, la bipede sempre in acqua e la quadrupede recalcitrante al bagno, per poi decretare che lei ama la sabbia e la spiaggia.

Una settimana di pranzi e cene solamente io e il Ferrari, che fra l’altro si è infortunato, mettendo male un piede se l’è storto ed ha preso una grossa contrattura alla schiena, ma anche questo infortumio, come la settimana di tranquillità effimera, è agli sgoccioli.

E da mercoledì in poi tutto tornerà come prima, divisa fra due case, fra la Tata e la Cocca.