DENTRO E FUORI

Dalla bolla che mi sono creata quando debbo andare in un qualsiasi ospedale per me o come accompagnatrice del Ferrari.

Dentro alla bolla di cui mi rivesto per non farmi prendere dall’ansia, dentro a questa bolla nella quale mi rifugio per convinvermi che andrà sempre tutto bene.

Dentro alla bolla con la quale mi corazzo, sapendo che il diavolo è sempre lì pronto per metterci lo zampino, è ancora troppo vivo il ricordo di 9 anni fa con il Ferrari, quando una banale ecografia, si è trasformata nel peggiore degli incubi.

Per poi finalmente uscirne, respirare di nuovo, sorridere e cominciare a chiacchierare a ruota libera.

Se poi quando esci dalla bolla incontri anche LaDottoressaBella che segue il Ferrari, allora sì che il mondo ricominciare a girare per il verso giusto.

Mattinata proficua, visita andata e chiacchierata proficua, che ancora una volta ha dissipato i timori.

QUESTO LO DEBBO RICORDARE

La scorsa settimana ho fatto una visita dermatologica.

Niente di preoccupante, però….

Tempo fa mi accorsi di avere come una crosticina sul seno sinistro. Campanello d’allarme, noooo…… e adesso? Cosa sarà? E’ il seno sano, non dirmi che qualche accidente mi sta venendo pure lì.

Di corsa, in prima battuta, visita da LaMiaMedicA, la quale mi tranquillizza, ma ancora meglio mi spedisce dal dermatologo.

Mai parole sue furono più veritiere: non è assolutamente nulla, è solamente una cheratosi dovuta all’età, e non viene nemmeno asportato, tanto non sono pericolosi.

E finalmente, nella Sanità Pubblica, ho incontrato un medico che ha capito le mie paure, le mie ansie.

Guardandomi negli occhi, stringendomi una spalla per rassicurarmi, ha detto che con il passato che ho sulle spalle, è normale, è naturale che io abbia paura di tutto quello che non conosco, di tutto quello che io non riconosco come banale influenza, di tutto quello che trasforma il mio, la mia è una sana paura, di una sana persona normale che sul suo percorso di vita ha incrociato il cancro.

Sospiro di sollievo, esistono ancora medici che riescono a calarsi nei panni dei pazienti

E POI SUCCEDE CHE…..

…una sera, alla fine di una giornata post operatoria e un po’ stancante leggi un referto, lo leggi e lo accantoni; ma poi qualcosa continua a ronzarti in testa.
Decidi di leggere quello precedente e il ronzio si tramuta in uno spasmo di paura: l’ultima riga è diversa da quello precedente.
E da lì in poi è tutta una discesa nella paura più infinita, ti dici che questo giro di giostra è cominciato male e sta finendo male, che non può essere che, nell’anno in cui ti senti veramente rinata, tutto cambi così all’improvviso rotta; non può essere che nell’anno in cui hai affrontato i controlli così a cuor leggero, tutto si riveli così pesante e storto.
Poi sucede che…. ci dormi sopra, ma la mattina segue comincia male, molto male, con un senso di oppressione addosso e di paura sempre più latente, succede che guardi la Tata e ti viene da piangere, ma poi lei, con la sua ingenuità e pre-adolescenza ti scuota, e ti dici che in qualche maniera una pezza ce la si può mettere.
Poi succede che…. durante una passeggiata mattutina, quando fuori è ancora buio, alzi gli occhi e vedi un’alba rosata così, tutto non può che andare bene, e il cuore si alleggerisce un po’.

E DAI

Ci stavamo riprendendo.

Stavamo quasi tornando normali.

Ci pensavamo il giusto.

Si sentiva quasi niente.

L’ultima scossa forte domenica ad orario di cena.

Stamattina ore 9….. panico, paura allo stato puro.

La terra ha ricominciato a tremare.

E trema costantemente e fortemente.

i telefoni non funzionano, o se funzionano vanno a singhizzo.

Brutta la sensazione di essere isolati con la paura addosso.

Valigie pronte con generi di primo conforto.

Stamattina sono caduti i libri e i cd.

Brutto segno per noi che abitiamo al primo piano.

Paura, tanta paura.

 

 

 

 

PAURA

Tanta. Buio. Rumore, tanto rumore.

Paura subdola, che paralizza.

Il terremoto.

D’improvviso ti trovi nel cuore della notte con la paura, a pensare a LaFiglia, la Tata, Compagno, mamma e la mia sorella.

tutti a posto.

Poi gli amici.

E si susseguono una serie di telelfonate nel cuore della notte, che sta già passando a giorno.

anche loro tutto a posto.

E così ci si ritrova a far colazione alla Rotonda, circondati da una varia umanità con la tua stessa paura negli occhi.

E’ passata.

 

VOGLIO

Una vita……. dove una telefonata non faccia sudare dalla paura.

Una vita……. dove alcuni esami con esiti non brillanti non facciano pensare ai medici che qualcosa sta andando storto.

Una vita…….. dove non sentire più parlare di morte per cancro.

Una vita……… dove, se sento parlare di morte per cancro, non mi si attorciglino le budelle.

Una vita……… dove tutte le mattine la Tata mi faccia ridere, sorridere e stare bene.

Una vita……… dove tutte le   mattine la Tata mi baci e mi abbracci prima di entrare  a scuola.

Una vita…….. dove in questo preciso istante non mi venga da piangere e non mi pizzichino gli occhi.

 

SI PARTE

Ho fatto la telefonata, mi richiamano.
Come si stanno complicando le cose.
Era tutto troppo bello fino ad un anno fa.
Adesso mi richiamano per fissare lìappuntamento

Intanto l’attesa e il “leggero” nervosismo aumentano. Sono sempre lì latenti, sono sempre lì, pronta a scattare e ad azzannare alla giugulare chi in quel momento mi sta facendo arrabbiare.
Le vampate non accennano a diminuire e, finchè persiste questo caldo anomalo, non si quietano, anzi adesso, quando arrivano, sono associate a pensieri tristi, lugubri e a ricordi pesanti,. così l’effetto caldo-sudore-testa-che-scoppia è maggiore. Al malessere non c’è mai fine.

Mi dto leggendo tutto quello che riguarda le nuove norme di sicurezza per i voli diretti negli States.
Negli ultimi 4 anni le cose sono molto peggiorate, ma ce la potremo fare.
Praticamente nel bagaglio a mano posso portare solo i fazzoletti di carta e il libro.

Quel poco che mi porterò lo stiperò nella valigia e quello che riguarda i vari docciaschiuma, profumi e trucchi, faccio prima a comperare tutto in loco.

Non ho mai visto Wellesley in autunno, ma poi per loro sarà autunno inoltrato o sarà quasi inverno?
Mi hanno sempre parlato del grande freddo che arriva a novembre. Speriamo solamente che non piova, almeno quello.

Fra poco più di un mese si parte.

E questo post fa parte di tutti quei post sconclusionati, dove tanti pensieri spingono per avere il sopravvento.
La blogterapia è anche questo, mettere giù pensieri sconclusionati, sperando che dall’altra parte ci sia chi riesce a dipanare la matassa.