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STRANO DUE

Eccoti qua a fare i conti con i tuoi fantasmi, che poi fantasmi non sono, sono solo fantasmi che ti sei creata, che ti fanno paura, ma non esisto.

Fantasmi che pensi ti perseguitino, ma non pensi che possono essere fantasmi che tutti gli essere umani hanno e con i quali combattono tutti i giorni.

E’ normale, è umano, sei umana pure tu, non puoi continuare a credere di essere onnipresente e di non cedere mai, anche il cedere è umano, anche il chiedere aiuto è umano e te ne devi fare una ragione, anche tu, come tutti gli umani hai bisogno di aiuto e di una mano.

 Sei umana…con tutte le tue paure e le tue dolcezze

STRANO

Hai tanto rotto le scatole con la tua paura di non riuscire ad affrontare il brutto tempo che sarebbe arrivato, hai tanto detto e fatto in previsione dell’autunno che era alle porte, ti sei tanto immalinconita pensando alle lunghe ore da passare in casa, sei andata tanto in crisi al pensiero che il buio arriverà sempre prima, e poi?

E poi eccoti qua, dopo una settimana di maltempo, di buio e di nebbia, in casa, a gestire il tuo tempo e a lamentarti che il tempo non ti basta mai.

Eccito qua a pensare che in fondo in fondo non ti dispiace nemmeno questo tempo autunnale, che potrebbe immalinconire, però ti lascia anche tanto spazio per pensare, che è silenzioso come piace a te, che ti permette di avere altri ritmi, più lenti, più umani, senza aver sempre bisogno di fare tutto e in fretta

RESOCONTO

Splinder non mi lascia postare all’indietro, ma continuo il racconto:

Ieri sera siamo andati alla visita dal chirurgo, e questa volta mi sono fatta accompagnare dal Ferrari, visto l’esperienza della mammo, meglio non rischiare.
Siamo andati con la moto nuova. Ho notato che quando siamo fermi ai semafori tutti ci segnano a dito, è un po’ imbarazzante, ti senti un po’ guardata come un marziano, come se tu fossi a bordo di un’astronave. Eh sì, questa “bestia” tutta azzurra e cromata fa un po’ impressione, non ce ne sono tante in giro di questa stazza. Poi diciamolo, sinceramente, è un bel vedere e un bel viaggiare, impossibile stancarsi su di lei, tutta un’altra cosa rispetto alla precedente, anche se, debbo dire, questa è più lenta  era molto più grintosa, era poi un’altra cosa, quella addirittura era tutta nera con la selleria rossa…uno sballo!
Il chirurgo…santo uomo! Santo subito! Quanta pazienza, quanta calma nello spiegare tutto, nel raccontare come procederà l’intervento, cosa farà, a cosa servrà quello che lui fa, sperando di fermarsi al solo intervento di rimozione del tumore (che brrrrrrrutta parola) e all’istologico del linfonodo sentinella.
quante parole strane, incomprensibili: linfonodo sentinella, estemporanea, quadrantectomia, mastectomia…tutte parole che fanno paura una più dell’altra.
Quanta pazienza nello spiegare, nel rassicurarci, quanta comprensione nel suo sguardo.
Quanta paura nei miei occhi, quante domande, quante domande sciocche e stupide, ma io debbo capire, debbo riuscire a digerire tutto questo, quanta paura nel formulare i pensieri e le domande.
Tanta paura di sentirsi dire che non cìè nulla da fare, che rimane poco tempo, quanta paura di sentire nominare “chemioterapia”..pfuuuuuuuuu!!!!!!!!!
“Signora tranquilla, vedrà che, essendo arrivati così per tempo, dovrà fare solo un po di radioterapia a settembre, giusto per essere più tranquilli, per non lasciare nulla in giro, lei è tanto giovane, dobbiamo mettercela tutta per sconfiggere ogni più piccola cellula”.
“Certo dottore, io voglio arrivare ad avere gli anni per la pensione, io debbo togliermi la soddisfazione di vedermi arrivare dei soldi dall’INPS”. Che pensiero stupido il mio, figurati se le altre persone in un frangente del genere stanno a pensare alla pensione, ma la mia testa in quel momento mi diceva così.
E adesso aspettiamo con ansia e pazienza la telefonata per il ricovero, sperando che il tempo che mi separa dalla fine di questo incubo, che spero sempre stia succedendo ad un’altra persona, passi in fretta e finisca tutto in fretta.
Io davanti ho un futuro di viaggi in moto da realizzare.