UN SOGNO

un sogno.

il suono della fisarmonica e la voglia di prendere un treno e girare l’Italia, guardando il paesaggio che passa lento o veloce, senza pensare a nulla, lasciando che che il rumore delle rotaie porti via tutte le brutture dell’ultimo mese.

un sogno che è bello sognare.

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SENSAZIONI DI VIAGGIO

In viaggio con lo sguardo che spazia fuori dal finestrino, a volte oltre il paesaggio che scorre veloce. Si punta verso le montagne, lontane, coperte di neve.

E ti viene voglia di mettere gli sci ai piedi, di attraversare boschi, discese lente silenziose.

Ma poi pensi alla fatica di tutto questo, al fiatone dovuto alla mancanza di allenamento e decidi di lasciare gli sci appoggiati al muro.

Ma poi pensi alla felicità alla fine di una lunga discesa, al viso freddo, alle guance e alla punta del naso rese rosse dall’aria fredda, dal sole e dalle emozioni.

E allora pensi che, forse, ne vale la pena togliere gli sci dal muro, affrontare la discesa, sapendo che alla fine ci sarà una baita, una pasticceria con una bevanda calda e una fetta di torta ad aspettarti.

E poi pensi che quella fetta di torta non ti farà male, perchè sarà il premio ad una scrollata di spalle, il premio per una difficoltà superata, un premio per la paura e la tristezza lasciate alla spale.

Ne vale la pena togliere gli sci dal muro.

SILENZIO

Tutto attorno.

Niente lo disturba, niente lo interrompe.

Tutto è fermo e cristallizzato in questo silenzio.

Sole che entra attraverso le tende bianche ad illuminare le stanze.

Una vecchia passione che riprende forma e spazio.

Vecchi gesti che sembravano dimenticati riaffiorano.

E la magia di uno schema davanti agli occhi, superare i primi ostacoli, le prime indecisioni, poi tutto fluisce serenamente, mentre da una stanza vicina arriva lieve  la musica.

Silenzio…ho ripreso la passione per i lavori all’uncinetto.

CHI L’AVREBBE DETTO?

Chi l’avrebbe mai detto che a maggio quando arrivò il primo annuncio del matrimonio saremmo andati?
Dicemmo solo che ci sarebbe piaciuto partecipare, ma poi la cosa si fermò lì, con una speranza, la speranza di poter realizzare il sogno.
Chi l’avrebbe mai detto che quattro anni fa quando ci salutammo e ci chiesero “Quando tornate?” e io, con le lacrime agli occhi, risposi “Nel 2011, veniamo a festeggiare i nostri 35 anni di matrimonio”…chi l’avrebbe mai detto che il sogno si sarebbe realizzato?
E’ cominciato il conto alla rovescio per il viaggio a Boston, diciamo per il week-end lungo a Boston, è cominciata la maratona delle valigie per rispettare i pesi.

 E io continuavo a guardare le valigie, dicendomi che quella che io avevo battezzatto come mia, era piccola, ma non mi decidevo a provare.
Stamattina ho affrontato la grande impresa, ho messo la valigia sul tavolo e con pazienza e tanto amore ho piegato il cappotto, la giacca, i pantaloni, il piagiama, i jeans di ricambio, un’altro paio di pantaloni…e alla fine la guardavo e mi ero già rassegnata a scendere in cantina per prenere l’altra valigia media rossa, perchè mancavano ancora un paio di camicie, le maglie di lana e la valigia straripava già…..poi un lampo…son corsa nella cameretta a guardare l’altra valigia che era a fianco di quella….una grassa risata mi è uscita dalla gola…avevo riempito il trolley…..

E passato un mese dalla morte di ANNA LISA .

APRIRE GLI OCCHI

E’ stata dura questa mattina aprirli e metter a fuoco la realtà.
Ma poi tutto si è risolto,ho ripensato alle parole del dottor ZA, alla sua fiducia e mi sono detta che, se proprio proprio ci fosse da ricominciare a litigare con un cancro, questa volta sono preparata, pronta a prenderlo a male parole e non sono sola.
Se proprio proprio fosse, gli stronchiamo la carriera ancora prima di nascere.
LUI non ha idea di con chi ha a che fare.

E queste mi riflessioni, questi miei pensieri mi aiutano a ritrovare il sorriso, a non pensarci e a godermi la frenesia della preparazione delle valigie, il giro incentro ieri, l’ora e più passata in Sala Borsa e tutte quelle piccole grandi cose che rendono la vita normale e speciale.
So che a fine gennaio dovrò fare un’altra eco di controllo, so che è già tutto programmato nel caso ci sia da dichiarare guerra e siamo tutti pronti con le armi e i denti affilati.

SABATO

Speravo una bella giornata di sole, ci tenevo.
Avevo voglia di uscire con il Ferrari, di stare all’aria aperta, di godermi un po’ di compagnia in una bella giornata.
Invece…invece piove, è la classica giornata di gennaio, buia, cupa, tetra e umida.
Mi sarebbe piaciuto andare in giro come il primo giorno dell’anno, ci speravo, visto che da noi si dice che quello che fai il primo giorno dell’anno, lo fai tutto l’anno, il primo mi sono veramente rilassata, ho goduto appieno di quel sole e della compagnia.
Il primo dell’anno qui c’era il sole e non era freddo e, visto che ci piace festeggiarlo in maniera insolita, quest’anno abbiamo pensato di prendere fuori la moto e di concederci un giro in moto nei dintorni visto la temperatura piacevole.
Detto fatt, ci siamo bardati, tutti coperti e via…che bella sensazione sentire il calore salire dalle selle riscaldate, il calore che si diffondeva per tutto il corpo e facevacontrasto con l’aria fredda che ti arrivava addosso, un piacevole contrasto.
Abbiamo gironzolato per il centro quasi deserto, facendo colazione da Zanarini, in mezzo ad un silenzio irreale, abbiamo pregustato tutto il centro di Bologna sotto il sole e senza gente, una magnificenza.
Abbiamo ripreso la nostra moto e ci siamo diretti verso il mare, ci siamo fermati a pranzo in una trattoria e poi piano, piano, visto che ormai erano quasi le 15, siamo tornati verso il centro d Bologna, per fare un’ultima puntati in qualche bar a bere un thè per scaldarci e tornare verso casa.
Mi sarebbe piaciuto rifare tutto questo oggi, ma il tempo mi è nemico….