SGUARDI

Questi giorni d’agosto, di caldo, di ricordi tristi che hanno rannuvolato un po’ le giornate, sono stati giorni di viaggi, di giri con LaMiaMetà e con la Tata.

Sono state giornate dove gli sguardi hanno spaziato dalla Bassa, ai monti ed al mare.

Gli sguardi della Montagna sono stati i più gratificanti, i più belli, i più caldi ed i più sereni.

Arrivi ad un punto, esci da una galleria, ed il panorama cambia improvvisamente, tutto ad un tratto sei circondato da queste montagne imponenti che sembra vogliano schiacciarti sotto la loro imponenza, ma, invece, ti guardano, vedono i tuoi occhi illuminarsi e loro ti abbracciano, ti accolgono, riconoscendoti per l’amore che hai sempre saputo dare loro, hanno riconosciuto la tua gratitudine a loro, per gli spazi aperti, per le magnifiche sfumature di verde che riesci sempre a cogliere.

Domegge, Misurina, Pieve di Cadore, Dobbiaco, Bressanone, Cortina, ma il luogo del cuore per eccellenza, Fortezza.

Fortezza, la mia infanzia, i miei primi ricordi di bambina, le prime amicizie al di fuori della famiglia, i primi giochi in cortile.

Una estate diversa, una estate di montagne ancora negli occhi.

CATAPULTA

Ed eccoci, improvvisamente, arrivati ad agosto.

Catapultati avanti nel tempo, senza esserci abituati lentamente al pensiero delle ferie, delle vacanze.

Fino a ieri eravamo fermi, con il tempo, al 15 marzo, improvvisamente una mattina ci siamo svegliati ed era già finito luglio, con la fatidica data del 1° agosto, data canonica dell’inizio delle ferie, delle vacanze, delle partenze per il mare o per la montagna.

Catapultati in un tempo che sembrava lontano, che sembrava non sarebbe mai arrivato, un tempo che non ci aspettavamo.

Ed, improvvisamente, dobbiamo resettare i mesi passati, dobbiamo calibrare la mente ed il fisico al caldo, all’estate, senza essere passati dalla primavera, dalla pasqua, dai vari ponti, che ci avrebbero avvicinato a questa data senza traumi.

Ora dobbiamo pensare a goderci questo nuovo tempo, questi momenti di leggerezza, ma senza abbassare la guardia, dobbiamo, solamente, fare un piccolo sforzo con la testa per tornare a gustarci i piccoli passi che stiamo tentando di fare, verso una vacanza che vorremo uguale a quelle passate, ma che, purtroppo, non lo è, è una vacanza, un posto da vivere sì in leggerezza, ma usando la testa, ridendo come gli anni passati, ma con un po’ di sale in  zucca, si può rdere anche senza stare appiccicati l’uno all’altro.

E’ una vacanza sospesa, un partire verso mondi e modi diversi, per tentare di ritrovare una vita precedente, ma più ricca di emozioni, di ricordi e di Amici cari.

E’ un reinventarsi, è un trovare altre strade, più calme, più umane per ricaricare le batterie, molto provate da mesi di chiusura, di mesi in cui si faceva fatica a guardare più avanti delle 24 ore successive.

Ma questo nuovo tempo, questo nuovo approccio alla spensieratezza ci deve far riflettere sul cosa era sbagliato prima, questi mesi di clausura avrebbero dovuto insegnarci a far un buon uso del nostro tempo.

Queste nuove vacanze dovrebbero essere all’insegna della qualità, piuttosto che alla quantità, queste nuove vacanze dovrebbero essere “sentite” e vissute per rigenerare il corpo e la mente.

Facciamo tesoro del passato, usiamo bene il presente, guardando al futuro con ottimismo.

Lasciamo andare la mente, ma usando il buonsenso.

STELLE SORRISI E COLORI

Le stelle delle notti al mare, a Cervia.

Le stelle ed i sorrisi di Marina, Alberto e Zoe.

Le cene e le serate assieme.

Ossigeno per la mente e per l’anima.

I colori ripresi in mano per colorare mandala e rilassare la mente ed i muscoli.

Mente e muscoli sottoposti ad un lungo periodo di stress e che ora urlano tutta la loro contrattura e allora si cerca riposo e pace in esercizi fisici e nei colori.

Una normalità che fatica a tornare.

Un caldo ancora soffocante che fatica ad andarsene.

E tutto questo non fa bene all’umore.

DICIAMO COSì

Agosto non è stato il massimo come mese, le situazioni sfortunate si soo susseguite con un certo accanimento.

Ma non è stato tutto così, onestamente  un paio di momenti di risate grasse e felici ci sono state, che hanno ripagato tutti i magoni e le situazioni spiacevoli che si avvicendavano.

La prima è stata a Canazei, in una stradina abbastanza traffiata del centro storico di questa bellissima perla delle Dolomiti. La Tata, nostra fedele compagna di viaggio, ha trovato un filo d’erba, bello ,verde, lungo:

“Nonna, mi fai vedere come si suona un filo d’erba, che non lo ricordo più?”

Detto fatto, prendo questo bellissimo filo d’erba, lo posiziono perfettamente fra i pollici, metto la mani a conca, prendo un bel respiro e…soffio. incurante di tutte le persone ch stavano passando, alcune si fermavano ad osservarmi.

Un suono alto e squillante si alza dal filo d’erba suonato.

E’ partito l’applauso degli astanti, tutti i più anziani a complimentarsi, i più giovani a chiedere,e lìla mia cialtroneria è esplosa:

“Ma voi che infanzia avete avuto che non sapete suonare i fili d’erba? Ma dove l’avete passata l’infanzia?”.

Da lì, supportata dai passanti più anziani è comiciao il gioco dei modi per divertirci ai nostri tempi ed eravamo tutti allegri, felici e ci siamo fatti delle grasse risate.

il teatrino di me che continuavo a suonare fili d’erba è durato circa un’ora, con tanto di pubblico, battute, risate e lezioni di posizionamento filo e suonatura.

A Canazei si stanno ancora chiedendo da dove fosse spuntata quella sciroccata che suonava i fili d’erba e rideva con i suoi coetnei sconosciuti, della meraviglia dei giovani che passavano e rimanevano interdetti, per poi aggregarsi pure loro allo spettacolo gratuito.

Canazie mon amour

SENTO LA MANCANZA

Sarà un’ estate diversa.

Abbiamo dovuto fare cambiamenti repentini in corso d’opera.

Fino ad un paio di mesi fa, eravamo lì che programmavamo un viaggetto con la Tata ad inizio settembre, poi gli sviluppi da aprile in poi ci hanno costretti a cambiare radicalmente programma.

E il 26 aprile abbiamo preso una decisione: vacanze sì, perchè abbimo bisogno di staccare un po’ la spina, abbiamo la necessità di cambiare muri e allegerire la testa e allora prenotiamo una settimana a Cervia.

Detto, fatto, nel giro di 3 giorni ho contattato l’albergo dello scorso anno, preventivo per una permanenza con la Tata, dato conferma, inviato caparra e problema vacanze risolto.

Abbbiamo necesità di rimanere vicino a casa, abbiamo necessità di essere ad un’ora da casa, perchè i controlli sono ancora molto serrati e non sappimo come possa evolvere la situazione, di conseguenza dobbiamo rimanere in zona per qualsiasi evenienza.

Certamente è una buona soluzione, ma quest’anno sarà un po’ diversa, purtroppo la compagnia di Cervia quest’anno ha perso alcuni pezzi lungo la strada, alcuni non potranno essere dei nostri.

Gli amici di Roma non potranno essere dei nostri, ci saranno Marina e Alberto, gli storici del cadore, ma non gli storici di Roma.

E la cosa mi destabilizza, sento già la mancanza delle risate fatte a crepelle con loro, sento già la mancanza dei discorsi seri, perchè ogni tanto siamo seri pure noi, sento tanto la mancanza del tormentone estivo da condividere con loro, da spiazzare, sento la mancanza dell’allegria mai becera della loro immensa compagnia, sento già la mancanza dell’ora accademica fatta durante i pasti in albergo, sento la mancanza della cena di Ferragosto con loro e gli storici del Cadore.

Sento la mancanza del tran-tran agostiano degli ultimi anni

E LA CHIAMANO ESTATE

E’ stata una estate strana, in bilico, non caldacome quella dello scoros anno, ma comunque calda parecchio anche questa, con ancora più umidità.

E tutto quto caldo, questa umidità ha influito sull’umore.

E’ stata una estate scandita da grandi disastri.

L’incendio di Borgo Panigale, mi ha prostrata tanto nel morale, abitavamo lì 30 anni fa, conosco bene la zona, bastava solamente che scoppiasse 100 metri più avanti e faceva una strage, 100 metri più avanti la tangenziale passa a pochi metri dalle case, dalla casa che noi abitavamo 30 anni fa.

Il crollo del ponte a Genova, mi ha dato il colpo di grazia, il mio umore e il mio morale sono defintivamente crollati.

Mi sono resa conto che durante la settimana a Cervia con Marina e Alberto (gli storici del Cadore), Rosie e Fred non ho scattato una sola foto, che i giorni sono volati, che il tempo mi è scivolato fra le dita senza che me ne rendessi conto.

Ecco debbo dire, per essere onesta, che durante quella settimana delle risate ne sono state fatte tante, sia risate scatenate da discorsi seri, sia da cose molto più sceme, che a me vengono tanto bene.

Il tormentone di questa estate è stato “Gattone e gattona”

RIASSUNTO

Non so bene come potrò riassumere i sette giorni passati  a Cervia in compagnia di Rosie, il di lei marito, gli storici del Cadore (Marina e Alberto) e la Tata.

Sette giorni passati a ridere, ma ridere di gusto, con le lacrime agli occhi, a tentare di essere seri, almeno per quei poveri cristi che si sono trovati in albergo con noi.

Sette giorni passati a ridere con il nuovo tormentone dell’estate 2017 “Ti graffio”, che è il degno seguito di “Muori preda” e “Waves”.

Non ci siamo minimamente interessati alla nostra immagine pubblica, a quello che potevano pensare i benpensanti delle nostre risate a tutte le ore, per noi l’importante era ridere, scherzare rilassarci.

Ma ci sono stati anche momenti seri, tipo “L’ora accademica” tutte le mattine a colazione dalle 08,45 alle 09,00, si palrava di libri e di cinema, chiedendo consiglio ai nostri relativi mariti, noti lettori ossessivi e compulsivi.

Non parlerò delle lacrime di gioia e di dolore che ho versato a cavallo di Ferragosto, non le ho ancora elaborate e parlarne per me sarebbe un riacutizzare il dolore.

Ed intanto mi guardo attorno alla ricerca di spunti per l’estate 2018

STAMATTINA IERI E PASQUA

Sono stati giorni impegnativi, ma al tempo stesso sono riuscita a ritagliarmi tanti momenti allegri e sereni.

Prima di Pasqua ho avuto un piccolo problema agli occhi che mi ha tenuta impegnata con colliri e medicazioni in ospedale fino al mattino del Lunedì di Pasqua.

Ma ciò non ci ha impedito di vedere amici, di andare al mare, di mangiare e ridere in compagnia.

Abbiamo passato una magnifica giornata di Pasqua a Cervia con gli storici del Cadore, Marina ed Alberto, facendo passeggiate e merenda, raggiunti da LaMiaSorella e SuoMarito.

Un pomeriggio perfetto, come poche volte si riesce ad avere, un pomeriggio di sole, di chiacchiere e di leggerezza, quel pomeriggio che ti rimette in pace con il mondo.

E’ arrivata sera in un attimo e noi siamo rientrati a casa, ma con l’allegria addosso, perchè il giorno dopo ci saremmo rivisti con Marina e Alberto, per avere ancora la possibilità di godere della reciproca compagnia, per parlare dei fine settimana futuri che vorremmo passare assieme, delle vacanze di agosto che passeremo assieme.

E’ stato con dispiacere che alla fine ci siamo salutati, ma loro dovevano rientrare nel loro Cadore e, per quanto si volesse ancora stare assieme, non era più possibile, l’ora era già tarda e gli impegni di Alberto non potevano più essere rimandati.

Ci siamo consolati andando verso Ferrara, dagli storici Claudia e Mauro, ed anche con loro ci siamo rilassati, godendo appieno della reciproca compagnia, parlando dei miei occhi, della nuova vita da pensionata di Claudia, facendo programmi, parlando di libri.

Ma poi si sa, le cose belle durano sempre troppo poco, e il dopo cena è arrivato, ancora saluti, ancora tanti caldi abbracci e ancora la promessa di riveerci presto, poi via verso casa.

Ma stamattina finalmente è arrivato il top di queste vacanze: il mini shopping con la Tata.

La ragazza a fine maggio parteciperà alla festa della scuola e quest’anno hanno organizzato “Il Ballo”, una serata danzante sulla falsa riga dei college americani.

La Tata aveva espresso il desiderio di partecipare indossando un abito, e stamattina io e lei siamo partite alla caccia del mitico abito per il ballo della scuola.

Mai avrei pensato di passare dei momenti così sereni e allegri con un’adolescente alla caccia del primo abito per la prima serata danzante.

E così’ anche questi giorni hanno portato serenità.

UN FILINO…..

…di ansia sta cominciando a salire, al pensiero delle valigie da preparare, dei pesi da rispettare e dalla paura di dimenticare qualcosa di importante.

Le guardo, sono già lì aperte, nella cameretta, pronte per essere riempite, ho cominciato ad appendere i pantaloni, i bermuda, ho cominciato ad impilare le magliette, ho già approntato anche tutte le buste di plastica che dovranno contenere i vari shampoo, docciaschiuma e altri ammenicoli.

Un filino di ansia sale al pensiero di tante ore in aereo con la Tata, che non ha mai affrontato un viaggio così lungo in uno spazio tanto ristretto, come può essere la cabina di un aereo, che non sa ancora nulla della destinazione finale, è una sorpresa che le verrà svelata durante il primo scalo, prima dell’imbarco sul volo intercontinentale.

Abbiamo dovuto prepararla all’evenienza che si potrebbe annoiare, ma sempre senza dirle quale sarà la destinazione, ci siamo armati anche di disegni da colorare, settimana enigmistica e crucipuzzle da farle fare in aereo, ma il filino di ansia è ancora lì, latente.

Un filino di ansia sale al pensiero dello sbarco sulla terra del grande Levitano, di tutta la prassi per il passaggio della dogana, ilcontrollo dei documenti…debbo smettere di guardare “airport security”.

…E comunque vada sarà un successo

DI RITORNO

siamo rientrati oggi, da poche ore, dopo 7 giorni passati a Cervia.

La mia Cervia, il mio luogo del cuore, il luogo dove rifugiarmi per ricaricare le batterie.

Ci siamo divertiti. Io, il Ferrari, la Tata (che guai non ci fosse), Rosie, Fred, Marina e Alberto (gli amici storici del Cadore).

Sono stati 7 giorni carichi di risate, ma tante, veramente tante.

Risate fatte di cuore e di pancia, risate che sono risultate anche migliori perchè inaspettate, che scaturivano dalle situazioni più normali e banali, ma dalle quali sono, siamo sempre riusciti a trovare il lato comico.

La Tata si è rivelata una presenza simpatica, arguta e dolce, anche se ogni tanto faceva scappare la pazienza, ormai se non passo un po’ di tempo con lei a Cervia, non mi sembrano nemmeno vacanze.

Ho avuto tutti, e dico tutti, attorno a farmi da spalla nella mia cretineria, a supportarmi nelle mie tante imbecillità, ma mi sono tanto tanto divertita.

Ho scoperto che quando non sono sotto pressione, quando le persone che mi circondano sono intelligenti, riesco a rilassarmi e a dare il meglio di me stessa, non sono quell’asociale che potrei sembrare, sono come il dottor Jekyll e mister Hide, riesco a trasformarmi in una persona socievole, leggera e riesco a fare dormire sonni profondi all’ignorante che alberga dentro di me.

anche quest’anno si ricorderanno di me, da oggi in poi in albergo sarà tutto più triste