RIASSUNTO

Non so bene come potrò riassumere i sette giorni passati  a Cervia in compagnia di Rosie, il di lei marito, gli storici del Cadore (Marina e Alberto) e la Tata.

Sette giorni passati a ridere, ma ridere di gusto, con le lacrime agli occhi, a tentare di essere seri, almeno per quei poveri cristi che si sono trovati in albergo con noi.

Sette giorni passati a ridere con il nuovo tormentone dell’estate 2017 “Ti graffio”, che è il degno seguito di “Muori preda” e “Waves”.

Non ci siamo minimamente interessati alla nostra immagine pubblica, a quello che potevano pensare i benpensanti delle nostre risate a tutte le ore, per noi l’importante era ridere, scherzare rilassarci.

Ma ci sono stati anche momenti seri, tipo “L’ora accademica” tutte le mattine a colazione dalle 08,45 alle 09,00, si palrava di libri e di cinema, chiedendo consiglio ai nostri relativi mariti, noti lettori ossessivi e compulsivi.

Non parlerò delle lacrime di gioia e di dolore che ho versato a cavallo di Ferragosto, non le ho ancora elaborate e parlarne per me sarebbe un riacutizzare il dolore.

Ed intanto mi guardo attorno alla ricerca di spunti per l’estate 2018

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STAMATTINA IERI E PASQUA

Sono stati giorni impegnativi, ma al tempo stesso sono riuscita a ritagliarmi tanti momenti allegri e sereni.

Prima di Pasqua ho avuto un piccolo problema agli occhi che mi ha tenuta impegnata con colliri e medicazioni in ospedale fino al mattino del Lunedì di Pasqua.

Ma ciò non ci ha impedito di vedere amici, di andare al mare, di mangiare e ridere in compagnia.

Abbiamo passato una magnifica giornata di Pasqua a Cervia con gli storici del Cadore, Marina ed Alberto, facendo passeggiate e merenda, raggiunti da LaMiaSorella e SuoMarito.

Un pomeriggio perfetto, come poche volte si riesce ad avere, un pomeriggio di sole, di chiacchiere e di leggerezza, quel pomeriggio che ti rimette in pace con il mondo.

E’ arrivata sera in un attimo e noi siamo rientrati a casa, ma con l’allegria addosso, perchè il giorno dopo ci saremmo rivisti con Marina e Alberto, per avere ancora la possibilità di godere della reciproca compagnia, per parlare dei fine settimana futuri che vorremmo passare assieme, delle vacanze di agosto che passeremo assieme.

E’ stato con dispiacere che alla fine ci siamo salutati, ma loro dovevano rientrare nel loro Cadore e, per quanto si volesse ancora stare assieme, non era più possibile, l’ora era già tarda e gli impegni di Alberto non potevano più essere rimandati.

Ci siamo consolati andando verso Ferrara, dagli storici Claudia e Mauro, ed anche con loro ci siamo rilassati, godendo appieno della reciproca compagnia, parlando dei miei occhi, della nuova vita da pensionata di Claudia, facendo programmi, parlando di libri.

Ma poi si sa, le cose belle durano sempre troppo poco, e il dopo cena è arrivato, ancora saluti, ancora tanti caldi abbracci e ancora la promessa di riveerci presto, poi via verso casa.

Ma stamattina finalmente è arrivato il top di queste vacanze: il mini shopping con la Tata.

La ragazza a fine maggio parteciperà alla festa della scuola e quest’anno hanno organizzato “Il Ballo”, una serata danzante sulla falsa riga dei college americani.

La Tata aveva espresso il desiderio di partecipare indossando un abito, e stamattina io e lei siamo partite alla caccia del mitico abito per il ballo della scuola.

Mai avrei pensato di passare dei momenti così sereni e allegri con un’adolescente alla caccia del primo abito per la prima serata danzante.

E così’ anche questi giorni hanno portato serenità.

UN FILINO…..

…di ansia sta cominciando a salire, al pensiero delle valigie da preparare, dei pesi da rispettare e dalla paura di dimenticare qualcosa di importante.

Le guardo, sono già lì aperte, nella cameretta, pronte per essere riempite, ho cominciato ad appendere i pantaloni, i bermuda, ho cominciato ad impilare le magliette, ho già approntato anche tutte le buste di plastica che dovranno contenere i vari shampoo, docciaschiuma e altri ammenicoli.

Un filino di ansia sale al pensiero di tante ore in aereo con la Tata, che non ha mai affrontato un viaggio così lungo in uno spazio tanto ristretto, come può essere la cabina di un aereo, che non sa ancora nulla della destinazione finale, è una sorpresa che le verrà svelata durante il primo scalo, prima dell’imbarco sul volo intercontinentale.

Abbiamo dovuto prepararla all’evenienza che si potrebbe annoiare, ma sempre senza dirle quale sarà la destinazione, ci siamo armati anche di disegni da colorare, settimana enigmistica e crucipuzzle da farle fare in aereo, ma il filino di ansia è ancora lì, latente.

Un filino di ansia sale al pensiero dello sbarco sulla terra del grande Levitano, di tutta la prassi per il passaggio della dogana, ilcontrollo dei documenti…debbo smettere di guardare “airport security”.

…E comunque vada sarà un successo

DI RITORNO

siamo rientrati oggi, da poche ore, dopo 7 giorni passati a Cervia.

La mia Cervia, il mio luogo del cuore, il luogo dove rifugiarmi per ricaricare le batterie.

Ci siamo divertiti. Io, il Ferrari, la Tata (che guai non ci fosse), Rosie, Fred, Marina e Alberto (gli amici storici del Cadore).

Sono stati 7 giorni carichi di risate, ma tante, veramente tante.

Risate fatte di cuore e di pancia, risate che sono risultate anche migliori perchè inaspettate, che scaturivano dalle situazioni più normali e banali, ma dalle quali sono, siamo sempre riusciti a trovare il lato comico.

La Tata si è rivelata una presenza simpatica, arguta e dolce, anche se ogni tanto faceva scappare la pazienza, ormai se non passo un po’ di tempo con lei a Cervia, non mi sembrano nemmeno vacanze.

Ho avuto tutti, e dico tutti, attorno a farmi da spalla nella mia cretineria, a supportarmi nelle mie tante imbecillità, ma mi sono tanto tanto divertita.

Ho scoperto che quando non sono sotto pressione, quando le persone che mi circondano sono intelligenti, riesco a rilassarmi e a dare il meglio di me stessa, non sono quell’asociale che potrei sembrare, sono come il dottor Jekyll e mister Hide, riesco a trasformarmi in una persona socievole, leggera e riesco a fare dormire sonni profondi all’ignorante che alberga dentro di me.

anche quest’anno si ricorderanno di me, da oggi in poi in albergo sarà tutto più triste

 

PILLOLE DI ROMA

Per descrivere il fine settimana passato a Roma dovrei scrivere la divina commedia.

Sono state tante le emozioni provate, come sono state tante le risate, quelle belle risate di pancia, quelle risate che a sera hanno fatto dire alla Tata “Adesso basta, perchè io ho male alle ganasse (guancie)”.

E d’altronde non poteva essere diversamente, perchè dopo tanti anni ci siamo ritrovati a fare i turisti con Marina e Alberto, gli amici storici del Cadore, naturalmente noi eravamo accompagnati anche dalla Tata, quella ormai è un’appendice nostra, senza ci sentiamo persi.

Abbiamo vissuto Roma da turisti, girando a piedi nei classici luoghi turistici, facendoci spennare come turisti nipponici nelle trattorie vicine a fontana di Trevi, ma va bene così, perchè Roma ha il suo fascino e la fontana restaurata e pulita è un vero gioiello da ammirare.

Abbiamo incontrato amici che ci hanno fatto compagnia e fatto ridere di gusto,l’amica Rosie e consorte che si sono sobbarcati dell’onere di accompagnarci a intrattenerci, che si sono sobbarcati dell’onere di trovare un posto dove cenare la sera, dal quale si riuscisse pure a seguire la partita, sia mai che i nostri uomini perdessero un colpo, l’amica Giorgia e marito ci hanno raggiunti dopo pranzo in piazza del Popolo, ma ci hanno salutato quasi subito, in quanto la loro figliola maturanda, li ha richiamati all’ordine, avevano dei compiti da eseguire, e quando i figli chiamano, i genitori rispondo.

La domenica mattina era già ora di rifare le valigie ed organizzarci per il rientro pomeridiano, ma non senza aver prima salutato Romina e consorte con la seguito la pargola, che è un vero spettacolo e che si è fatta spupazzare dalla Tata, a suo perfetto agio nei panni di sorella/cugina.

E quando finalmente, noi barbari del nord, abbiamo lasciato l’Urbe, eravamo perfettamente consapevoli della carica ricevuta da tutte queste persone incontrate sul nostro cammino, persone conosciute grazie al cancro, che a questo punto, forse, così brutto non è, se ti fa dei regali del genere.

La fatica più grande è stata quella di dover salutare Rosie, Giorgia, Romina, Marina e Alberto per lasciarli rientrare nella loro quotidianità.

BALLI DI GRUPPO

Non c’è albergo sulla Riviera romagnola che non organizzi unaqualche festa per gli ospiti.

Specialmente durante la settimana a cavallo di Ferragosto.

Fino a qualche anno fa io e la Tata ci facevamo tutti gli alberghi della zona alla caccia degli sciucaren, una cosa….che voi umani non avete mai visto!

E questa tradizione viene rispettata tutt’ora in parecchi alberghi della Riviera.

Poi ci sono gli alberghi che organizzano la serata liscio…e lì vai di valzer, mazurke e polke.

Noi quest’anno abbiamo soggiornato una settimana in un albergo che orgaizzava le serate con l’ANIMATORE.

Figura mitica e un po’ inqietante che tenta di coinvolgere gli astanti sudati e accaldati di ritorno dalla spaiggia,con giochi e battute varie.

Ma il pezzo forte dell’ANMATORE sono i balli di gruppo.

Gruppo di solito composto da donne dai 50 anni in poi, che si scatenano in passi tutti uguali, agitando fianchi, bttendo le mani e buttando le braccia al cielo.

Quest’anno, forte della compagnia dei soliti amici, abbiamo stilato una classifica dei balli di gruppo storici.

il tutto sul Lungomare di Cervia, cantando e ridendo a crepapelle.

Io, che non mi tiro mai indietro, io che li so tutti, ho dato il meglio di me stessa, arrivando fino al mitico “Ballo di Simone”.

Chi non ricorda “Il ballo di Simone”?

Forza, avanti, non siate timidi….butta in aria le mani….e poi falle girar….se fai come Simone non puoi certo sbagliar….

Chi non ricorda “Mambo number five”? E “Macarena”?

Chi non le  ha ballate? Chi non si è dimenato al loro ritmo?

Suvvia, non siate timidi, qui lo potete confessare,giuro che non lo dirò a nessuno.

 

 

 

BARCELLONA

20150818_171447Barcellona è una bella città, bellissima,affascinante e viva.

Soprattutto viva,allegra e calda.

come è caldo il popolo spagnolo.

Barcellona ci ha stregati con la Sagrada Familia e con i colori di Gaudì.

Barcellona è anche la città delle grandi piazze con le fontane.

Bella, grande, imponente, chiassosa e piena di gente Piazza Catalunya, ma la più bella è piazza di Spagna, con il MACC (Museo arte contemporanea catalana) che la domina dallal’to, con le cascate che scendono fino ai piedi della piazza.

Barcellona mi ha colpito per i giochi d’acqua, acqua presente dappertutto come nelle città del sud della Spagna, città che hanno risentito della dominazione araba.

Barcellona per capire l’amore che ti cattura biogna visitarla, guardarla con gli occhi stupiti e il cuore dei bambini, meravigiandosi di tutto.

Però Barcellona ci ha fatto pure un brutto regalo: l’ennesimo furto con destrezza ai danni dei turisti.

Ed è un peccato, perchè Barcellona rischia di perdere tutto il suo fascino, di essere abbandonata dal turismo proprio per questi spiacevoli episodi.

Abbiamo perso una giornata intera per la denuncia e la riparazione della gomma bucata dai mariuoli (notato la finezza?).

Ma abbiamo toccato con mano a gentilezza della polizia spagnola, l’efficenza, mandando subito una pattuglia sul posto dopo la nostra chiamata, la disponibilità dell’interprete e di chi ha raccolto la nostra denuncia e ci ha supportato in quei momenti di tensione, rabbia e scoramento.

Vi posso dire che in Plaza d’Espagna 1 c’è il commissariato centrale e in carrer Taragona 101 c’èil gommista, aperto 24 ore su 24.

Ma vi posso anche dire che park Guell è magnifico, che Maremagnun è commerciale e la Rambla affascinante, che il monumento a Cristoforo Colombo mi è rimasto nel cuore, che Sabadell è una bellissima città a 20 km.  da Barcellona, dove c’e Parc du Catalunya con i cigni che girano sui prati e fra la gente.