IN VIAGGIO

Quando in autostrada, nei pressi di Conegliano, cominci avedere le montagne, anche se le cime sono coperte da nubi, capisci di essere vicina alla pace e alla serenità, capisci che ti stai avvicinando a quella casa ed a quelle persone che fanno calore e coccolano l’anima.

quando in viaggio verso il Cadore riesci a fare l’ora accademica con la Compagna di Letture, capisci che il mondo, quando vuole, può girare nel modo giusto.

L’abbraccio delle montagne all’uscita di una galleria, prima erano in lontananza, ora sono tutte attorno e, man mano che entriamo ed usciamo dalle gallerie, loro si avvicinano sempre più, il loro abbraccio è sempre più consolatorio e appagante, all’uscita dal Ponte Cadore, improvvisamente alla tua destra, hai il panorama di Pieve di Cadore in tutta la sua bellezza. e allora capisci di essere arrivata dove sai che troverai le persone giuste per fare il pieno di serenità e leggerezza.

Ed un sorriso ti illumina.

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UN RESPIRO PROFONDO

Un respiro profondo e Roma è magicamente arrivata.

Dopo tanto penare, finalmente siamo riusciti ad organizzare il week-end a Roma.

Ci voleva, ne avevo voglia, sentivo il bisogno di girare la chiave, di non pensare a nulla, di non dover rifare letti, cucinare pranzi e cene, di stare fuori tutto il giorno in giro, con il naso all’aria, in compagnia, ridendo e senza pensare a nulla.

I soliti: noi con al seguito la Tata, Marina e Alberto, gli storici del Cadore, e Rosie e Fred che ci hanno raggiunti il sabato.

Ma già dal venerdi al nostro arrivo, i buoni presupposti per giornate serene si sono presentati subito.

Colosseo all’interno con la Tata, era tanto che lo desiderava e quest’anno siamo riusciti ad accontentarla.

L’interno del Colosseo è un’emozione unica, da togliere il fiato, è maestoso, imponente e dà idea di quello che dovevano provare i gladiatori che scendevano nella sua arena, circondati da tutte queste persone urlanti, festanti, che li incitavano, il sapere che stavano andando incontro a morte certa, ma con l’adrenalina del tifo sfrenato (scusate il paragone calcistico, ma ci sta tutto).

La passeggiata all’interno dei fori e del Palatino, da togliere il fiato, in tutti i sensi, sia per la fatica che per le emozioni.

La sosta in un bar per una merenda, la passeggiata fino Fontana di Trevi, anche quella un monumento che lascia senza fiato, incantevole nei suoi marmi bianchi e l’acqua azzurra che si riflette sopra alle statue, che sembra prendano vita con i guizzi di luce che si rifrange dentro all’acqua.

Roma è un largo respiro, è la mente leggera delle passeggiate, delle cene a base di specialità romane.

E’ piazza del Quirinale che mi incanta, è l’incontro con Rosie e Fred a piazza di Spagna, con la sua maestosa scalinata, bellissima, imponente, restaurata e pulita.

E’ via Condotti che i suoi negozi presi d’assalto dai turisti giapponesi che spendono a piene mani, senza spaventarsi davanti a prezzi che, a volte, hanno 3 zeri finali.

E’ il Vaticano di sera con i suoi marmi bianchi illuminati che sovrastano la piazza che, stranamente vuota, è ancora più magica.

E’ una rapida passeggiata a Campo de’ Fiori, incanta davanti a tutte e bancarelle di frutta e verdura, è l’ennesima visita a piazza Navona che mi lascia senpre senza parole, tanto mi piace, tanto mi intriga.

La magia di Roma anche quest’anno si è compiuta, ho riso, mi sono divertita, mi sono rilassata, ho parlato, ho ascoltato, ha diradato tutte le nuvole di stanchezza che si erano annidate dentro di me.

A Roma abbiamo imbastito un “abito”, leggasi week-end settembrino, che ad agosto finiremo di cucire per poi indossare a settembre, tutti assieme: io, il Ferrari, la Tata, Marina, Alberto, Rosie e Vecchio Fred.

Unico cruccio, non aver potuto salutare Giorgia e Ste, erano via per un week.end lungo, e Romina, Claudia e Nicola, ma la gravidanza avanzata le ha tarpato le ali.

Intanto Vasco cantava a Modena

NEWPORT

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Avete presente la Costa Smeralda con tutti i suoi nababbi? Avete presente Bel Air con tutte le sue mega ville?

Ebbene unitele ed otterrete Newport, nel Rhode Island, lo stato più piccolo degli States.

A Newport tutto parla di ricchezza che affonda le radici nella storia.

Newport è famosa per la sue case storiche, tutte ormai adibite a musei o università. Sono quasi tutte posizionate lungo la Cliff Walk, da dove passeggiando si ammira l’oceano Atlantico e queste case con viste mozzafiato direttamente sull’oceano.

Newport è famosa per la ville dislocate lungo la costa, ville da nababbi appunto , ville che credevo esistessero solamente nei film, invece…

Newport è famosa per il matrimonio di JFK, lì si sposò e lì si respira ancora l’aria dei Kennedy, basta guardare la baia con tutte le barche a vela ormeggiate.

Newport è stata un’esperienza magnifica, nonostante il tempo autunnale che ci ha accompagnati per quasi tutta la giornata.

Newport è vacanza al mare e lentezza.

UN VIAGGIO DI FELICITÀ E RISATE

Ebbene sì, alla fine è sparita l’ansia ed è rimasta la voglia di partire.

E’ stato un viaggio di felicità e risate.

La felicità che abbiamo letto negli occhi della Tata quando, a Madrid, ha scoperto che saremmo volati fino a Boston.

La felicità dopo un lungo volo nello sbarcare a Boston e accorgerci che alla dogana avevano fretta, erano atterrati altri 7 aerei contemporaneamente a noi, e non hanno guardato tanto nel sottile, quindi la mia ansia pre-partenza era del tutto ingiustificata.

La felicità è stata uscire e trovare ad attenderci i cugini e ricevere un caldo abbraccio da loro, che ci ha ripagato della levataccia e del volo freddissimo (Iberia tiene aria condizionata in cabina a tutta manetta, la Tata ha viaggiato coperta da due panni).

Le risate sono state quelle fatte al terminal 4S di Madrid, quando presa dalla stanchezza, ho ordinato un croissant e un tè…non ho avuto il coraggio di chiedere il limone, perchè già avevano sgranato gli occhi alla richiesta del tè.

Le risate sono state grasse e di pancia quando, al controllo dei documenti in terra americana, hanno insistito perchè il Ferrari mostrasse tutte le 4 dita della mano destra, ma quando lui, diligentemente, ha alzato la mano senza il dito mignolo, il funzionario, di chiare origini irlandesi, è diventato rosso paonazzo e si è profuso in una infinità di “sorry, sorry, sorry” finchè , tutti e tre, non abbiamo sfoderato un sorriso a 64 denti e ci ha riconsegnato i documenti, continunado a scusarsi.

Grazie Boston per la sempre bella accoglienza

 

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NON TUTTO IL MALE VIENE PER NUOCERE

Ed è vero, una sacrosanta verità.
Tutto il trambusto creato dal caos mare a Cervia, tutto il malessere che mi ha portato, ci ha aiutato a riprogrammare il tutto ,cercando, prima di tutto, di salvaguardare la Tata, lei a Cervia ha le sue amiche e per lei , quando ha saputo che il mese era saltato, è stato un colpo , ha pianto ed era disperata, ma la mamma, papà, il nonno e la nonna si sono dati da fare, per lei.
E allora dal nostro cappello magico è uscita una settimana a Cervia con lei, così potrà stare un po’con la Fre e la Chi, poi un rientro veloce a casa, cambio di valigie e poi via con l’auto, lei, Marina e Alberto, via verso la Costa Azzurra direzione Barcellona
Abbiamo rivoluzionato il nostro tran tran ed è stato un bene, era ora che riprendessimo un po’la nostra passione:viaggiare.

TUNISIA

Gli ultimi fatti successi in Tunisia, mi ha resa fragile.
andammo in Tunisia nel 2006, ma non la Tunisia turistica, ma nella Tunisia del sud, la Tunisia delle oasi del deserto e delle montagne.
Tunisia Capodanno 2006 077
La Tunisia di Douz e Toseur.
Tunisia Capodanno 2006 073
La Tunisia di Matmata e delle escursioni nel deserto.
Tunisia Capodanno 2006 041
Una Tunisia affascinante, al di fuori dei normali circuiti turistici, una Tunisia affascinante, di tramonti sul Lago Salato
Tunisia Capodanno 2006 055
Ebbene l’assalto al Museo del Bardo mi hanno messa in uno stato di ansia, di lacrima facile.
Nel guardare le immagini che passano, le immagini dei tuisti che fuggono, le coppie che scappano tenendosi per mano, aspettandosi l’un l’altra, mi hanno resa fragile, con la lacrima facile.
E, pensando a color che sono rientrati dentro ad una cassa di zinco, al dolore che può provare chi è rimasto, sono rimasta affranta, ma affranta in modo tale da formulare il pensiero che, se dovesse capitare a me, vorrei morire per non dover affrontare il dolore della perdita, lo strazio del distacco.
Tunisia Capodanno 2006 122
Tunisia Capodanno 2006 004

ERA TANTO TEMPO……

…che il Ferrari non si faceva male. Venerdì è successo anche questo, si è schiacciato un dito, in maniera abbastanza importante, e abbiamo passato la mattinata al pronto soccorso.
Era tanto tempo che non succedeva e avevo perso l’abittudine all’angustia che ti prende in quei momenti, quando hai paura che svenga, quando temi che possa succedere qualcosa di brutto, quando vedi che il sangue non si ferma, quando lo vedi bianco, invecchiato e dolorante e tu non sai cosa fare per alleviare tutte queste sofferenze.
Era tanto tempo che non partivamo all’improvviso per il Cadore.
E sabato mattina l’abbiamo fatto, abbiamo imboccato quell’autostrada che a me piace tanto, perchè mi porta da Marina e alberto, ci porta in Cadore,mi porta dove mi sento a casa e dove mi riempio gli occhi di montagne e cieli azzurri.
E quando alle 11,30 siamo spuntati dal ponte Cadore e sulla destra ho Visto Pieve di Cadore, ho sorriso, mi sono rilassata e le lacrime sono tornate indietro.
E da lì in poi tutto ha preso un’altro ritmo, più lento, più rilassato.
e allora, vai di chiacciere di risate, con Marina, a farle i complimenti per la ristrutturazione, per la bella cucina, e pranzare assieme gustando tutti i cibi da lei preparati, guardando dalle finestre le montagne attorno e il sole che illuminava i fiori a cascata dalle finestre circostanti.
E camminare in mezzo ai boschi, costeggiando il lago fino a Pieve, fare i conti dei chilometri percorsi e sentirli tutti nelle gambe, ma non fa niente, li abbiamo percrosi ridendo a crepapelle, parlando raccontando, e ricordando.
E a cena con anche Alberto, abbiamo parlato tanto, ma tato da non accorgeci nemmeno che i piatti sono vuoti, e non aver voglia di andare a dormire tanto la giornata è stata intensa e piacevole, ma poi ti addormenti sapendo che ti rimane ancora un giorno da passare con loro.
Ci siamo lasciati la domenica pomeriggio e mi sono promessa di fare un altro fine settimana, magari fra un mese ,quando il larice cambia i colori e tutta la vallata si tinge di giallo, arancio e rosso, il famoso “Rosso Tiziano”