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FRECCIAROSSA9548

Un treno, la tristezza della goirnata piovosa, la stanchezza che comincia a farsi sentire, la malinconia del sapere che fra un paio di ore gli storici del Cadore torneranno fra le loro montgne e noi ci sentiremo un po’ più soli.

Già ci mancano, già i pensieri ricominciano a farsi pesanti e tetri.

Tutto quello che il venerdì avevo lasciato a casa, mi si rimette sulle spalle.

Con lo sguardo perso fisso il finestrino ed intanto il treno si muove lentamente in direzione Bologna.

Accendo il tablet e mi appresto a leggere, cercando di distrarmi dai tristi pensieri che mi stanno assalendo,sto cercando di alleviare la tristezza pensando che per due ore e 5 minuti potrò leggere e sarò capita.

Ogni tanto lo sguardo si alza, quando percepisco qualche movimento attorno a me, la prima volta alzo lo suardo al passaggio di una persona, guardo les palle e la schiena di questa persona, cercando di capire se anche lei, perchè si tratta di una donna, prova la stessa mia tristezza, cercando di capire se il suo è un viaggio di andata o di ritorno.

La guardo finchè non sparisce dalla mia visuale, poi ricomincio a leggere.

Dopo un po’ di tempo, avverto di nuovo un mvimento, alzo gli occhi e rivedo la stessa persona che sta tornando indietro, per un attimo i miei occhi la vedono…un lampo, un fulmine, un sorriso, la conosco, eccome che la conosco.

Guardo il Ferrari che ho a fianco, la Tata si accorge del mio cambiamento e mi guarda con occhi incuriositi, intanto io sporgo la testa dal sedile e fisso di nuovo le spalle e la schiena di questa donna, ed ho la conferma, la conosco, eccome che la conosco, la conosco molto bene.

Guardo di nuovo il Ferrari e la Tata, li guardo e sandisco “E’ la Cecilia”

Non finisco la frase, che mi alzo in piedi di scatto, con un sorriso che va da orecchio a orecchio e mi metto all’inseguimento, ad un certo punto non la vedo più davanti a me, capisco che da qualche parte si è seduta e comincio a scrutare le persone sedute, tutte occupate, chi a leggere, chi a guardare il paesaggio piovoso fuori dai finestrini, chi a chiacchierare con le persone vicine, finchè la vedo, è lei, mi illumino, mi fermo, la guardo e le chiedo cosa ci sta facendo sullo stesso treno che mi sta riporando a casa.

E’ un attimo, la gioia mi sopraffà, mi abbasso e la abbraccio, la stringo, sento il calore del suo abbraccio sciogliere il nodo di tristezza infinita che mi stava attanagliando.

Un abbraccio, due chiacchiere e, come solito, mi rassicura, mi scalda, le sue parole mi confortano, mi abbraccia ancora ed io mi sento meglio.

Ci salutiamo ,io torno ai miei compgni di viaggio, lei torna alle chiacchiere con le sue amiche.

Io mi sento confortata e il rientro mi sembra meno triste.

Un abbraccio è il luogo più rassicurante in cui rifugiarsi.

UN RESPIRO

Un respiro lungo e profondo era quello di cui avevamo bisogno.

Avevamo bisogno di staccare un po’ i pensieri, sentivamo la necessità urgente ed impellente di cambiare aria, di un respiro diverso.

Abbiamo la fortuna di avere amici preziosi per questi momenti ed al nostro appello hanno risposto Marina e Alberto.

Marina. Alberto, Zoe, io, il Ferrari, la Tata e Roma.

E’ bastata una telefonata, alcune parole chiare “Abbiamo bisogno di girare la chiave, di cambiare aria” e loro hanno risposto che andava bene, di prenotare e sarebbero partiti con noi per alleggerire i pensieri e sostenerci in questo tortuoso cammino, fatto di novità ed attese snervanti.

E alla fine Roma è stata.

Roma con le sue piazze, i suoi monumenti, Roma che ormai è casa, Roma nella quale le chiacchiere e le risate sono sempre leggere, rinfrancanti e cariche di energie.

Roma che ci ha fatto scoprire che le persone oneste esistono ancora, Roma che ci ha scaldati e rallegrati.

Roma che ha fatto scorrere velocemente, forse troppo velocemente, il tempo leggero e spensierato.

Roma magica.

 

IN VIAGGIO

Quando in autostrada, nei pressi di Conegliano, cominci avedere le montagne, anche se le cime sono coperte da nubi, capisci di essere vicina alla pace e alla serenità, capisci che ti stai avvicinando a quella casa ed a quelle persone che fanno calore e coccolano l’anima.

quando in viaggio verso il Cadore riesci a fare l’ora accademica con la Compagna di Letture, capisci che il mondo, quando vuole, può girare nel modo giusto.

L’abbraccio delle montagne all’uscita di una galleria, prima erano in lontananza, ora sono tutte attorno e, man mano che entriamo ed usciamo dalle gallerie, loro si avvicinano sempre più, il loro abbraccio è sempre più consolatorio e appagante, all’uscita dal Ponte Cadore, improvvisamente alla tua destra, hai il panorama di Pieve di Cadore in tutta la sua bellezza. e allora capisci di essere arrivata dove sai che troverai le persone giuste per fare il pieno di serenità e leggerezza.

Ed un sorriso ti illumina.

UN RESPIRO PROFONDO

Un respiro profondo e Roma è magicamente arrivata.

Dopo tanto penare, finalmente siamo riusciti ad organizzare il week-end a Roma.

Ci voleva, ne avevo voglia, sentivo il bisogno di girare la chiave, di non pensare a nulla, di non dover rifare letti, cucinare pranzi e cene, di stare fuori tutto il giorno in giro, con il naso all’aria, in compagnia, ridendo e senza pensare a nulla.

I soliti: noi con al seguito la Tata, Marina e Alberto, gli storici del Cadore, e Rosie e Fred che ci hanno raggiunti il sabato.

Ma già dal venerdi al nostro arrivo, i buoni presupposti per giornate serene si sono presentati subito.

Colosseo all’interno con la Tata, era tanto che lo desiderava e quest’anno siamo riusciti ad accontentarla.

L’interno del Colosseo è un’emozione unica, da togliere il fiato, è maestoso, imponente e dà idea di quello che dovevano provare i gladiatori che scendevano nella sua arena, circondati da tutte queste persone urlanti, festanti, che li incitavano, il sapere che stavano andando incontro a morte certa, ma con l’adrenalina del tifo sfrenato (scusate il paragone calcistico, ma ci sta tutto).

La passeggiata all’interno dei fori e del Palatino, da togliere il fiato, in tutti i sensi, sia per la fatica che per le emozioni.

La sosta in un bar per una merenda, la passeggiata fino Fontana di Trevi, anche quella un monumento che lascia senza fiato, incantevole nei suoi marmi bianchi e l’acqua azzurra che si riflette sopra alle statue, che sembra prendano vita con i guizzi di luce che si rifrange dentro all’acqua.

Roma è un largo respiro, è la mente leggera delle passeggiate, delle cene a base di specialità romane.

E’ piazza del Quirinale che mi incanta, è l’incontro con Rosie e Fred a piazza di Spagna, con la sua maestosa scalinata, bellissima, imponente, restaurata e pulita.

E’ via Condotti che i suoi negozi presi d’assalto dai turisti giapponesi che spendono a piene mani, senza spaventarsi davanti a prezzi che, a volte, hanno 3 zeri finali.

E’ il Vaticano di sera con i suoi marmi bianchi illuminati che sovrastano la piazza che, stranamente vuota, è ancora più magica.

E’ una rapida passeggiata a Campo de’ Fiori, incanta davanti a tutte e bancarelle di frutta e verdura, è l’ennesima visita a piazza Navona che mi lascia senpre senza parole, tanto mi piace, tanto mi intriga.

La magia di Roma anche quest’anno si è compiuta, ho riso, mi sono divertita, mi sono rilassata, ho parlato, ho ascoltato, ha diradato tutte le nuvole di stanchezza che si erano annidate dentro di me.

A Roma abbiamo imbastito un “abito”, leggasi week-end settembrino, che ad agosto finiremo di cucire per poi indossare a settembre, tutti assieme: io, il Ferrari, la Tata, Marina, Alberto, Rosie e Vecchio Fred.

Unico cruccio, non aver potuto salutare Giorgia e Ste, erano via per un week.end lungo, e Romina, Claudia e Nicola, ma la gravidanza avanzata le ha tarpato le ali.

Intanto Vasco cantava a Modena

NEWPORT

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Avete presente la Costa Smeralda con tutti i suoi nababbi? Avete presente Bel Air con tutte le sue mega ville?

Ebbene unitele ed otterrete Newport, nel Rhode Island, lo stato più piccolo degli States.

A Newport tutto parla di ricchezza che affonda le radici nella storia.

Newport è famosa per la sue case storiche, tutte ormai adibite a musei o università. Sono quasi tutte posizionate lungo la Cliff Walk, da dove passeggiando si ammira l’oceano Atlantico e queste case con viste mozzafiato direttamente sull’oceano.

Newport è famosa per la ville dislocate lungo la costa, ville da nababbi appunto , ville che credevo esistessero solamente nei film, invece…

Newport è famosa per il matrimonio di JFK, lì si sposò e lì si respira ancora l’aria dei Kennedy, basta guardare la baia con tutte le barche a vela ormeggiate.

Newport è stata un’esperienza magnifica, nonostante il tempo autunnale che ci ha accompagnati per quasi tutta la giornata.

Newport è vacanza al mare e lentezza.

UN VIAGGIO DI FELICITÀ E RISATE

Ebbene sì, alla fine è sparita l’ansia ed è rimasta la voglia di partire.

E’ stato un viaggio di felicità e risate.

La felicità che abbiamo letto negli occhi della Tata quando, a Madrid, ha scoperto che saremmo volati fino a Boston.

La felicità dopo un lungo volo nello sbarcare a Boston e accorgerci che alla dogana avevano fretta, erano atterrati altri 7 aerei contemporaneamente a noi, e non hanno guardato tanto nel sottile, quindi la mia ansia pre-partenza era del tutto ingiustificata.

La felicità è stata uscire e trovare ad attenderci i cugini e ricevere un caldo abbraccio da loro, che ci ha ripagato della levataccia e del volo freddissimo (Iberia tiene aria condizionata in cabina a tutta manetta, la Tata ha viaggiato coperta da due panni).

Le risate sono state quelle fatte al terminal 4S di Madrid, quando presa dalla stanchezza, ho ordinato un croissant e un tè…non ho avuto il coraggio di chiedere il limone, perchè già avevano sgranato gli occhi alla richiesta del tè.

Le risate sono state grasse e di pancia quando, al controllo dei documenti in terra americana, hanno insistito perchè il Ferrari mostrasse tutte le 4 dita della mano destra, ma quando lui, diligentemente, ha alzato la mano senza il dito mignolo, il funzionario, di chiare origini irlandesi, è diventato rosso paonazzo e si è profuso in una infinità di “sorry, sorry, sorry” finchè , tutti e tre, non abbiamo sfoderato un sorriso a 64 denti e ci ha riconsegnato i documenti, continunado a scusarsi.

Grazie Boston per la sempre bella accoglienza

 

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NON TUTTO IL MALE VIENE PER NUOCERE

Ed è vero, una sacrosanta verità.
Tutto il trambusto creato dal caos mare a Cervia, tutto il malessere che mi ha portato, ci ha aiutato a riprogrammare il tutto ,cercando, prima di tutto, di salvaguardare la Tata, lei a Cervia ha le sue amiche e per lei , quando ha saputo che il mese era saltato, è stato un colpo , ha pianto ed era disperata, ma la mamma, papà, il nonno e la nonna si sono dati da fare, per lei.
E allora dal nostro cappello magico è uscita una settimana a Cervia con lei, così potrà stare un po’con la Fre e la Chi, poi un rientro veloce a casa, cambio di valigie e poi via con l’auto, lei, Marina e Alberto, via verso la Costa Azzurra direzione Barcellona
Abbiamo rivoluzionato il nostro tran tran ed è stato un bene, era ora che riprendessimo un po’la nostra passione:viaggiare.