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WEEK END CON LA TATA

E anche quest’anno ci siamo concessi un viaggio con la Tata.
quest’anno l’abbiamo portata a Roma.
Quest’anno ci siamo divertiti un sacco con lei, io era tanto che aspettavo questo viaggio per potermela spupazzare un po’ senza l’assillo della casa, dei pasti e di tutto quello che quotidianamente mi aspetta.
E’ stato un fine settimana speciale, passato sì a roma con lei, ma anche in compagnia di Rosie, l’amico di Roma, Giorgia, la sua metà che è spassosissimo, nato per fare la guida turistica e per far divertire la gente e, a cena, Romina, Maschio Alfa e la Piccola Alfa.
Sono arrivata a Roma con il sorriso sulle labbra e ne sono ripartita sempre con il sorriso sulle labbra.
con queste persone, che non sono solo amici, ma sono persone speciali, ho, abbiamo passato un fine settimana incantevole, fatto di calda amicizia, abbracci, sorrisi e tante chiacchiere leggere, anche se ogni tanto si arrivava a parlare di cancro, ma se ne parlava sempre con serenità, accettando tutto il passato, ma guardando al futuro con la luce negli occhi.
La Tata è stata meravigliosa, si è fatta conoscere per quello che è, senza essere artefatta o sciocca per farsi accettare, le avevamo tanto parlato di Rosie, dell’amico di Roma, di Giorgia e della sua metà, di Romina e Maschio Alfa, che per lei è stato come essere assieme a vecchi amici che conoscesse da sempre.
La Piccola Alfa ha stregato tutti, tanto che io avevo le farfalle nello stomaco, quando si guardava in giro con quegli occhioni belli, grandi e sgranati, era una carezza per l’anima.
Roma è una città bellissima che incanta con i suoi colori e le sue luci, i colori delle pietre antiche che spiccano sul verde dei pini marittimi, che riempiono ogni angolo verde della citta,il colore del cielo azzurro dove, a volte, passano nubi bianche che incorniciano le cupole delle meravigliose chiese che punteggiano lo skyline.
Roma è una città che cattura e che affascina, Roma si insinua nel cuore, te lo avvolge in nostalgia alla partenza,Rroma è una città che ti fa promettere di tornare ancora, ancora e ancora.

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SAI ANNA…..

…che fra poco sbarchiamo a Roma?
quando venimmo a Roma quel tristissimo 20 novembre io e il Ferrari ci siamo guardati attorno e, mentre raggiungevamo a piedi L’Aranciera di San Sisto,ci siamo riempiti gli occhi di quella città che tu tanto amavi.
E in quel posto meraviglioso nel quale ti abbiamo dato l’ultimo saluto, un’idea è maturata in noi: portare la Tata a Roma.
Roma alla Tata piacerà tanto, la Tata che porta il nome di una delle tue Nane, la Tata che quando passa vicino al pc e vede la tua foto, ti saluta dicendo ” Ciao amica della mia nonna”, la Tata a cui piace scarpinare, visitare chiese e vedere città nuove.
Sai Anna, ho sempre in mente quel giorno del luglio 2010, quando entrai in casa tua assieme alle altre ragazze, fu talmente tanta l’emozione di essere lì che dimenticai la giacca, al telefono ti dissi di non spedirla, così avrei avuto una buona scusa pertornare a Roma…ma a Roma non ci sono più tornata, sono tornata a Roma solamente per il tuo funerale.
Ma ora è arrivato il momento di visitare questa città,dove ascoltando le perone parlare mi sembrerà di averti accanto.
Sai Anna….Roma mi aspetta e so già che passerò dei giorni magnifici con Rosie e l’amico di Roma, sperando poter Salutare anche Giorgia e Romina

FROM BOLOGNA TO PARIS

La scorsa settimana siamo partiti per Parigi io, il Ferrari, la Tata e altre 4 persone, diretti a Parigi
Praticamente sembravamo l’armata Brancaleone.
La scusa ufficiale era “Portiamo la Tata ad eurodisney”, la scusa ufficiosa “…siamo stanchi, abbiamo bisogno di staccare e di cambiare aria”.
Sono stati 6 giorni intensi, meravigliosi e faticosi, peccato il tempo non abbia aiutato, da mercoledì in poi ogni 2 ore pioveva, ma pioveva di brutto, una cosa mai vista.
Eurodisney è stata una magnifica sorpresa, mi è piaciuto, mi sono divertita, non mi sono stancata e non mi sono annoiata, è tutto a misura di bambino e di adulti, tanto che ogni bambino presente era accompagnato come minimo da 3 adulti, i quali si divertivano anche di più dei pargoli.
E’ un mondo veramente incantato e fatato.
Ma il bello con la Tata doveva ancora venire.
Va bene Eurodisney, va bene l’acquisto delle scarpette di Biancaneve, va bene le foto con Tigro e altri personaggi, ma il suo fine era visitare Parigi.
E Parigi gliela abbiamo fatta visitare, macinando chilometri su chilometri a piedi, su e giù dalle scale della metropolitana, facendo file.
E allora l’abbiamo portata a vedere la Tour Eiffile di sera, illuminata,abbiamo aspettato le 23 per ammirare il gioco di luci e di led.
L’abbiamo portata a visitare Montmartre e la chiesa del Sacro Cuore, dove si è dilungata ad ammirare il magnifico altare e il dipinto del Cristo con il cuore, dove non si è stancata a girare all’interno del quartiere fra bancarelle e ha ammirato con un sorriso felice i pittori e caricaturisti.
Ha voluto visitare la chiesa di Notre Dame, dove è rimasta incanta di fronte alle vetrate colorate e alle colonne che sembrano susseguirsi all’infito.
Siamo saliti sulla Tour eiffel, al secondo piano, da dove ha ammirato tutta Parigi, peccato il cielo nuvoloso,e si è fatta spiegare tutte le cose che vedeva, dai campi di marte all’arco di trionfo.
Ha girato il Louvre in lungo e in largo, ammirando i grandi quadri dei pittori italiani e rimanendo un po’ delusa davanti alla Gioconda, lo credeva più grande come quadro, ha fotografato fino allo sfinimento tutta l’ala egizia, facendosi raccontare un po’ da me e un po’ dal Ferrari tutte le meraviglie e asserendo che lei, il prossimo anno, vorrebbe andare a fare la crociera sul Nilo, proprio come il nonna e la nonna (la ragazza ci ha preso gusto a viaggiare sponsorizzata e senza genitori al seguito).
Ed infine la crociera sulla Senna, l’Arco di Trionfo e tutti i Campi Elisi, a piedi, ammirando i negozi, la fiamma perpetua al monumento del milite ignoto e dicendo che lei i 282 scalini a piedi per salire in cima all’Arco di Trionfo, non li voleva fare e la nonna si è aggregata dandole ragione.
E’ rimasta incantata dentro al Pantheon, davanti alla tomba di Dumas, padre de “I tre moschettier”, che lei conosce in versione cartone animato. Ha voluto fotografare i pavimenti del Pantheon, perchè le sono piaciuti e un pavimento così lo vorrebbe anche a casina sua.
Le abbiamo fatto vivere una serata parigina, mangiando raclette al Quartiere Latino, ascoltando musica in tutti gli spazi e in tutti gli angoli durante il Festival della Musica, per poi portarla a tarda sera a Montparnasse per la classica crepes bretone farcita con la nutella.
E così questi 6 giorni in terra francese con lei, sono volati, fra visite ai monumenti, pranzi con Sissi, che lei ammira tanto perchè vive da sola a Parigi, senza la sua mamma; pranzo con El Mejor, che le ha conquistato il cuore, perchè parla francese, ci ha dato tutte le dritte per arrivare in albergo la nostro arrivo all’aeroporto e le ha detto che è una bella bimba….
Io felice del viaggio

HO IMPARATO

a viaggiare con i bambini e viaggiare con i bambini è istruttivo.
mi sono messa alla loro altezza e ho guardato tutto con i loro occhi, con le loro emozioni e tutto è più bello.
ho imparato a lasciarmi andare e a lasciarmi trascinare dall’emozione di Eurodisney, spogliandomi di tutti i preconcetti che avevo, e mi sono divertita.
ho imparato che l’amicizia è grande anche se le persone sono lontane e non le chiami tutti i giorni al telefono e mi sono commossa ed emozionata con loro.
ho imparato dall’amica Sissi, che a Parigi in un tavolo tondo diametro cm 105 ci mangiano in otto persone, cosa per noi impensabile, a noi piace lo spazio.
ho imparato dall’amico El Mejor quanto è grande il regalo che ci ha fatto AnnastaccatoLisa facendoci conoscere.
ho imparato ad essere leggera nei giorni in cui la leggerezza è importante.

RESPIRANDO

Dentro tutta l’aria, fuori tutta l’aria.
alla ricerca di nuove energie, che ultimamente latitano.
Dentro tutta l’aria, fuori tutta l’aria.
gli ultimi avvenimenti mi hanno svuotata del tutto e fatico a riprendermi.
dentro tutta l’aria, fuori tutta l’aria.
e fra 14 giorni a quest’ora non sarò qui, ma con tutta l’armata Brancaleone, formata da 5 adulti e 2 bambine, sarò qui.
Dentro tutta l’aria, fuori tutta l’aria. e serve perchè andremo anche qui, anche se i parchi tematici non sono il mio forte, anzi…
Dentro tutta l’aria, fuori tutta l’aria.
Vab ene così, la Tata alleggeirrà tutto.

TRENO

“Ci sono persone che passano la vita intera sedute in attesa di un treno, per poi scoprire di non essere arrivate neanche alla stazione” (J. Harris)

A volte ho preso il treno merci, quel treno che passa sempre in secondo piano ai passaggi a livello.

Quasi sempre ho preso treni regionali, quei treni che fermano ad ogni stazione, anche la più piccola di campagna. Da questi spesso sono scesa, guardandomi attorno, cercando di capire se la stazione che avevo raggiunto era quella di arrivo.

Solamente una volta ho preso un treno che mi ha portata dove non volevo andare, non avevo sbagliato, ma lui mi aveva caricata a bordo senza che io me ne accorgessi, senza il mio consenso. Da quel treno, da quella corsa folle, sono scesa dopo un lungo viaggio, che mi ha portata a scoprire mondi che non credevo di poter raggiungere, un treno troppo scomodo, tanto che cerco sempre, in tutte le maniere, di non riprendere.

Un treno dal quale sono scesa, per poi risalire su di un altro che mi ha portata in un mondo fatto di buio, dolore, di rabbia, un treno dal quale ho faticato a scendere, ma dal quale sono riuscita a scappare.

E ora sono sopra ad un treno lento, che a volte torna nelle stazioni già passate, ma è un treno che da qualche parte, in qualche mondo sereno mi sta portando.