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LE PAROLE

 

Le parole possono scatenare reazioni, a volte belle a volte brutte.

In questi giorni le parole, soprattutto ascoltate, generano fastidio, insofferenza, tedio.

E le parole ascoltate questa mattina in attesa del prelievo, mi hanno fatto accantonare un libro, mi hanno fatto chiudere il tablet e cancellare il libro che avevo appena cominciato a leggere.

Sono seccata, sono snervata da tutte queste persone che fanno a gara per essere le più malate, che fanno sempre la gara a chi è più ammalato.

Ma ponetevi la domanda ” se tutte queste persone sono qui per eseguire un prelievo, quale problema possono mai avere?”

Non ci siete solamente voi sulla faccia di questa terra ed io vi ascolto, e mi urto, mi innervosisco nel sentire le vostre lamentele, di persone ultraottantenni con gli stessi acciacchi che ho io a 60 anni e come me tante altre persone.

Mi sorge spontanea la domanda “cosa farò alla loro età se sono già messa così adesso?”.

Niente da fare, non riesco a riprendere la lettura, le loro voci, i loro lamenti sono sempre più insistenti e molesti, prego qualsiasi dio che arrivi in fretta il mio turno per poter scappare via da questo girone infernale, fatto di parole e di chiacchiere inutili, fatto di egoismo e di inutili ribalte.

Intanto le temperature sono diventate accettabili.

ENERGIE E PRIMAVERA

Si parla, si ascolta.
E la voglia di girare le spalle al mondo è forte, la voglia di far scivolare via le ansie e le angoscie di chi ti circonda è forte.
hai voglia di far capire, ma le energie ti mancano e allora lasci perdere.
pensi che un’esperienza vissuta di riflesso o accanto è una cosa, la stessa esperienza vissuta in prima persona, sulla propria pelle è un’altra cosa ancora.
hai solamente voglia di trattenre per te le energie per affrontare la primavera che sembra, finalmente, in arrivo.
e lo sappiamo tutti che la primavera è una stagione difficile da scavalcare

BENVENUTO

Al sole.
Ci vuole la banda, una parata con le majorette.
Ora che è arrivato, va accolto con tutti gli onori, altrimenti si offende e ci lascia.
Dopo un fine settimana novembrino, finalmente si è deciso ad apparire anche a noi poveri mortali della Bassa.
E tutto assume un’altra luce, tutto sembra meno grigio e più leggero.
Anche i pensieri si fanno luminosi, mettendo in soffitta le ansie e le angosce degli ultimi tempi.
Benvenuto sole, spero che tu ci possa accompagnare per un po’ di tempo, perchè tu ci sei mancanto tanto e noi tutti abbiamo bisogno del tuo calore, del tuo colore per ricominciare a sorridere un po’ alla vita.

LA NEVE AL TEMPO DELLE ELEZIONI

sembrava di essere ad una sagra paesana.

tutti in fila e sorridenti.

felici di essere tutti assieme, a passeggio, diretti ai seggi o al bar per un caffè dopo ilvoto.

sotto un cielo azzurro ed un sole splendente, chissà se presagio di una buona riuscita e di una svolta.

La bufera di neve di ieri ha unito noi paesani della bassa nella voglia di cambiamento.

REINSERIMENTO

Ho ricominciato a portare la Tata a scuola la mattina.

E questo mi mancava tanto, mi mancava il suo sorriso e il suo essere bambina dolce e riposata al mattino.

Mi costa fatica fermarmi a parlare con le altre mamme, il dover sorridere e il dovermi interessare ai loro discorsi.

Il reinserimento in società è difficoltoso, ho apprezzato il mio muovermi da sola degli ultimi 15 giorni, senza orari senza obblighi nei confronti di nessuno, tranne che me stessa.

Io mi faccio compagnia anche da sola.

Giusto per non parlare sempre e solo del terremoto.

NEVE E GELO

Questo maltempo sta imperversando.

Ha cominciato a nevicare martedì mattina alle 11,30 e sembra ci stia dando un po’ di tregua ora.

Non si esce, sto assumendo un colore grigiastro, un color topo che fa tanto Pina Fantozzi.

Da ieri pomeriggio ore 17,30 gli spartineve si sono dimenticati di noi, delle strade interne del paese e non ci rimane altro che guardare scendere la neve stando dietro ai vetri.

Abbiamo tentato un sortita nel primo pomeriggio di oggi, con immensa felicità della Tata, ma è talmente freddo e sotto al primo strato di neve c’è il ghiaccio, quindi l’equilibrio è sempre precario.

 

Stiamo aspettando con pazienza che arrivi lo spartineve a torgliere quei 50/60 cm. ,all’incirca, dal cortile così da poter avere accesso ai garage e tentare di prendere fuori le auto, ma se non passano con un minimo di sale, dubito si riusciranno ad usare senza catene, il ghiaccio e la neve pressata sono ostacoli duri.

Stamattina io e la Tata guardavamo dalle finestre le fatiche di Sisifo dei dirimpettai, che inesorabili stavano sbadilando neve dal davanti dei loro garage, ma poi tutto finiva lì, perchè la strada da sgomebrare per arrivare alla strada è lunga e l’ultimo spartineve passato ieri pomeriggio, ha eretto un muro di neve davanti ai passi carrai, finchè non potranno venire per fare un lavorino un po’ di fino, è tutta fatica sprecata.

Poi è inutile sbadilare, scende talmente copiosa che dopo un paio di ore è tutto come prima.

Queste sono le ultime note dal fronte neve, speriamo di poter ruscire al più presto per scrollarci di dosso quell’apatia e quel freddo che penetra le ossa guardando fuori dalle finestre.