QUELLA TELEFONATA IN QUEL MOMENTO

“Ciao Cri, sono due mesi che non ci vediamo al Borgo tutti assieme, che ne dici per domani? Ahhhh… non puoi hai due esami da fare? Non ti preoccupare, lo spostiamo a lunedì o martedì, così puoi esserci anche tu, avviso io gli altri, grazie per esserci sempre per noi”

Una telefonata così ti risolleva l’animo, ti rimette in pace, capisci che gli anni sono passati, e ne sono passati tanti, ma l’amicizia che ci ha uniti durante l’adolescenza, è rimasta.

E ti scalda, in questo mattino con il sole e il cielo azzuro, ti distoglie dal pensiero, anzi dai pensieri.

E tutto si incanala per il verso giusto, tutto prende una piega migliore.

Dobbiamo rifare scorta di energie, di quelle buone per trovare il bello anche dove non ti sembra che possa esserci.

Dobbiamo

 

 

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LA NEVE BELLA

Ieri sera verso le 19,30 ha cominciato a nevicare.

Era molto freddo, la temperatura era di molti gradi sottozero, in più c’era anche un forte vento gelido.

Ma nevicava.

Quella neve bella, leggera, sottile, che vorticava, si posava gentile sulle cose.

Ha continuato a nevicare per parecchie ore, sempre leggera, vorticosa e gentile.

Stamattina c’era un sottile strato bianco ghiacciato, che sbrillucciava alle prime luci dell’alba, che si presentava chiara e rosata.

Sulle auto c’era un velo di neve leggera che al primo colpo di tergicristallo volava via e luccicava come la polvere  delle fate.

Come tutto il paesaggio incantato dalla neve bella e gentile.

DI ANNO IN ANNO

Il tempo passa.

Un altro anno è passato e siamo arrivati ad un altro compleanno dispari, un compleanno che lascia indifferenti.

Un anno è volato, quest’anno è volato via, non mi sono accorta che il tempo è passato.

Forse perchè è stato un anno tranquillo e banale? Un anno passato nella normalità, era tanto tempo che non succedeva.

Un anno che ha lasciato un segno: le risate, i bei momenti, i momenti sereni, i momenti felici passati assieme, io e il Ferrari, noi e gli amici storici, noi e gli amici più recenti.

Un anno, forse, cominciato in salita cercando di aiutare un’amica ad uscire da una situazione irta di difficoltà in preda alla depressione, riuscendoci? non lo so, io ci ho messo del mio e lei del suo.

Un anno passato fra me e me, riuscendo, forse, a costruire quel mondo in cui mi trovo bene, sto bene e nel quale mi ricarico, un mondo, il mondo nel quale mi piace muovermi.

Un anno passato a modo mio.

AMICA MIA

Sono passati 10 anni da quella mattina all’alba.

E stamattina il tuo ricordo ha colpito violentemente.

Ci manci, la malinconia per la tua perdita fa ancora capolino.

Gli anni sono passati, ma il vuoto che hai lasciato si fa ancora sentire.

Il tuo Ste e le tue ragazze sono molto bravi, sono andati avanti, le ragazze si sono sposate, Ste si è rialzato da solo, ma il tuo ricordo e la tua presenza continua ad accompagnarli.

Pensa che la tua Sara si è sposata il giorno del tuo compleanno.

Secondo te, cosa può voler dire? Che sei ncora una presenza molto importante nella loro vita, che sarai sempre nei loro ricordi, e niente e nessuno riuscirà a lenire la sofferenza per la tua mancanza.

Amica cara, mi manchi e non so più come scriverlo

UP AND DOWN

In altalena, con una corda lunga, così l’oscillazione è maggiore, il raggio è più ampio.

Su e giù come su una zattera in mezzo al mare in tempesta.

Ragioni, tante e nessuna.

Il tempo? La nebbia? Il tentativo di neve?

Una oscillazione lunga, che lascia spazio a pensieri, a tuffi nel cuore, che a volte arriva in gola e sembra voglia uscire.

Poi, quando torni verso il basso, il respiro manca, la testa gira, e non si capisce cosa stia succedendo.

Up and down.

Corda lunga, oscillazione maggiore, come un pendolo,  su e giù senza una ragione precisa.

Oppure la ragione, o le ragioni, ci sono, ma non hai voglia di chiederti, di darti spiegazioni, di trovare gli strumenti per ammortizzare queste oscillazioni.

Insofferenza, voglia di lasciare andare tutto alla deriva, non pensare, non mettesi nessun pensiero, vivere alla giornata.

Ma poi passa.

A PARTI INVERTITE

Succede con il passare  degli anni che le parti si invertano.

Tu da figlio diventi genitore e il genitore diventa figlio.

Ma tu figlio non sei pronto a diventare genitore del tuo genitore.

Non ne hai le capacità, perchè tu sei figlio, non ne hai le capacità.

La tua mente non riesce ad invertire le parti e tutto si complica.

Tu sei genitore dei tuoi figli, non del tuo genitore.

Non riesci a trovare le parole giuste, i giusti tempi ed i giusti ritmi.

Non sai, non hai mai preso in considerazione questa eventualità, non hai avuto il tempo di preparati, ti è capitato il ruolo dall’oggi al domani, e non sai cosa fare, cosa dire.

Ti senti frustrato, vorresti dare il meglio, vorresti fare il meglio per questa persona che a te ha dato tanto, tempo,dedizione e amore.

Ti rendi conto che per tanti anni hai ricevuto, hai preso tutto quello che ti veniva dato, senza sapere che un domani avresti dovuto rendere.

E ti rendi conto che non hai accumulato esperienza, non ricordi nulla, ti senti impotente, devi navigare a vista.

Navighi a vista, pensi, cerchi, sperando di fare, dire e dare sempre il meglio.

Ma poi guardi negli occhi il tuo genitore/bambino e capisci che l’impresa sta riuscendo, sei orgoglioso di te stesso ed in silenzio ringrazi il genitore che è stato, che è riuscito a trasmettere qualcosa.

Si naviga a vista

 

TRA SOGNO E REALTÀ

E’ un posto molto bello in cui si sta bene.

Ho sognato una persona, un amico con la quale sono sempre stata bene, un amico d’infanzia.

In questo sogno, con questo Amico ho rivissuto le belle situazioni di allora, i bei momenti che hanno segnato l’adolescenza e poi la vita di adulti.

In questo sogno ho ritrovato le chiacchiere, le risate e la felicità di allora. Ero felice.

Mi sono svegliata felice, con il sorriso sulle labbra.

In quel limbo fra sogno e realtà ero serena.

Mi ha fatto bene sognare questo amico.

Poi la realtà ha preso il sopravvento, non c’eri e non ci sarai più.

Ho nostalgia, il magone e tanta tristezza dentro, fra poco meno di due mesi, sarà un anno che ci hai lasciati.

Ancora e sempre nei pensieri di tante persone.