RIAVVOLGIAMO, RICOMINCIAMO

Riavvolgiamo il nastro, andiamo indietro di 47 anni.

Ricominciamo con il ritrovarci ed il capirci come allora.

Ricominciamo da quei favolosi 14 anni che avevamo e da lì riandiamo avanti.

Ci capivamo allora, ci  capiamo ora, che siamo adulte e “sagge”.

Teniamo buoni tutti i ricordi belli che abbiamo (e sono tanti, tantissimi), ci buttiamo alle spalle i litigi, le incomprensioni ed i brutti momenti, lasciamo andare gli anni della lontananza.

Ricominciamo tenendoci per mano, a braccetto, raccontandoci il nostro essere madri di fglie già adulte, il nostro mondo di nonne, il bello ed il brutto del vivere in coppia (tu hai sofferto un po’ più di me e la cosa mi fa male).

Siamo due persone adulte che sono andate oltre reincontrandoci e abbracciandoci con calore e tanto affetto.

Quell’affetto che ci ha tenute vicine, poi la lontananza per decisioni che oguna di noi ha preso, ma che alla fine ci ha fatte ritrovare.

Come sentirsi completa con al fianco una amica di adolescenza, con la quale si sono mossi i primi passi nel mondo degli adulti.

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RIANNODARE I FILI

Abbiamo riannodato i fili.

Abbiamo ripreso tanti discorsi non finiti, tante parole non dette.

Ci siamo ritrovate come se non ci fossimo lasciate, come se non fossero passati 20 senza vederci di persona, ma sempre in sintonia.

Gi anni passati agli opposti della provincia, ma quello che ci univa allora, ci unisce anche adesso.

Le vicissitudini personali che abbiamo vissuto tenendoci aggiornate tramite i social.

Non si è perso nulla in questi 47 anni di conoscenza, di supporto, di ascolto.

Le idee sono ancora quelle, le parole sono ancora quelle, gli occhi che ci brillano sono ancora quelli.

Anche i silenzi sono ancora quelli, intensi, pieni di comprensione, pieni di tanto e di tutto.

E LA CHIAMANO ESTATE

E’ stata una estate strana, in bilico, non caldacome quella dello scoros anno, ma comunque calda parecchio anche questa, con ancora più umidità.

E tutto quto caldo, questa umidità ha influito sull’umore.

E’ stata una estate scandita da grandi disastri.

L’incendio di Borgo Panigale, mi ha prostrata tanto nel morale, abitavamo lì 30 anni fa, conosco bene la zona, bastava solamente che scoppiasse 100 metri più avanti e faceva una strage, 100 metri più avanti la tangenziale passa a pochi metri dalle case, dalla casa che noi abitavamo 30 anni fa.

Il crollo del ponte a Genova, mi ha dato il colpo di grazia, il mio umore e il mio morale sono defintivamente crollati.

Mi sono resa conto che durante la settimana a Cervia con Marina e Alberto (gli storici del Cadore), Rosie e Fred non ho scattato una sola foto, che i giorni sono volati, che il tempo mi è scivolato fra le dita senza che me ne rendessi conto.

Ecco debbo dire, per essere onesta, che durante quella settimana delle risate ne sono state fatte tante, sia risate scatenate da discorsi seri, sia da cose molto più sceme, che a me vengono tanto bene.

Il tormentone di questa estate è stato “Gattone e gattona”

CI SI ABITUA

Ci si abitua alla lontananza.

Quando sai che la persona lontana sta bene, si diverte ed è serena, ci si abitua e si sta bene.

Si ritrova la serenità, la tranquillità e ci si immerge in un silenzio gentile e garbato.

Si sorride, si fanno progetti, proposte, ci si promette tante cose.

Si guarda avanti, sapendo che prima o poi tornerà.

Ma nulla sarà più come prima.

GUARDANDO

Seduta, al solito bar, guardando quella finestra.

Cercare sempre il posto migliore per poter guardare quella finestra.

Nulla è cambiato da allora, anche ora, se avessi 7/8 anni, troverei più comodo e più “figo” entrare in casa arrampicandomi dal terrazzo, come facevo, come facevamo allora.

Guardando quella finestra si torna indietro di quasi mezzo secolo.

Dove sono seduta ora, non c’era la piazzetta, non c’era il monumento, non c’era il bar, c’era solamente un campo di grano, dove il contadino arava e dissodava la terra ancora con il bue.

Le zie sposate, allora, erano poche, le zie bambine con le quali giocare ancora tante.

Il nonno e la nonna erano ancora lì a sorvegliare quella masnada di bambini e adolescenti che giocavano tutti assieme.

Ieri una tapparella era sollevata, era quella della stanza che allora, era la camera da letto dei nonni.

Oggi il tendone è abbassato per ombreggiare il terrazzo.

Chissà chi ci sarà ora a vivere in quella casa?

Guardando quella finestra.

I GIORNI DELLA LONTANANZA.

E siamo arrivati alla viglia della partenza della Tata.

La Tata quest’anno fa una vacanza studio di 15 giorni in Irlanda.

Da sola,senza nessuno di noi, con tanti altri adolescenti e pre adolescenti come lei.

Per la nonna è una trauma.

Ha GIÀ 12 anni.

Ha SOLO 12 anni.

Saranno giorni lunghi, giorni di domande, sarà l’occasione per rodare i distacchi futuri che fra poco arriveranno.

E io non sono pronta