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ALLA FINESTRA

Stiamo alla finestra, in tutti i sensi.

Aspettiamo l’evoluzione di questa quarantena, aspettiamo.

Ma, soprattutto, stiamo alla finestra, riscopriamo il gusto, perso tantissimo tempo fa, di guardare fuori dalle finestre di casa, ma senza la morbosità di allora.

Guardiamo quello che ci circonda, che fino a 20 giorni fa non sapevamo nemmeno che piante avessimo nei giardini.

Guardiamo fuori dalla finestra la campagna silenziosa e in piena fioritura.

Riscopriamo la bellezza che ci circonda, ammantata di un silenzio che, sul momento, è surreale e fa quasi male, ma poi si scoprono le bellezze del silenzio, della lentezza, della solitudine, delle strade sgombre.

fino a 20 giorni fa niente e nessuno si rendeva conto della bellezza che ci circondava, ma stando alle finestra mentre ci diamo un po’ di crema idrante alle mani, guardando con occhi nuovi il paesaggio che ci circonda, si può fare scorta di tranquillità e serenità.

Guardando fuori dalla finestra, vedendo che il mondo va avanti, nonostante la quarantena, che anche noi possiamo benissimo andare avanti, anche senza uscire tutti i giorni per socializzare, sappiamo che prima o poi finirà e tutto tornerà come prima.

tutto tornerà come prima? Ci vorrà tempo e forse, come prima, non ci sarà più nulla, avremmo riveduto tutte le nostre priorità ed esigenze.

Guardiamo fuori dalla finestra, riscopriamo un rito antico, il saluto con il dirimpettaio.

ADESSO SILENZIO

Adesso silenzio, è quello di cui abbiamo bisogno, è quello di cui ho bisogno.

Quel silenzio buono, caldo e che culla, quel silenzio che mette tranquillià.

Adesso silenzio, lasciamo lavorare i farmaci e spegniamo i pensieri, cominciamo, debbo cominciare, ad essere più sereni, rispettare i tempi che ci sono tati dati.

Adesso silenzio, che proviamo a ricominciare a vivere normalmnte e piattamente.

Quel silenzio che cura tutte le ferite, quel silenzio che aiuta a dimenticare i momenti brutti passati.

Quel silenzio che serve per tornare all’anonimato di una vita tranquilla di due persone di oltre 60 anni, che vogliono assaporare il presente e tanto futuro assieme.

Silenzio che ogni attimo è prezioso.

 

GLI AUGURI BELLI

Sono stati tanti, tantissimi, tutti calorosi e carichi di affetto.

Gli auguri ricevuti da due Amiche speciali, mi hanno commossa, perchè fatti con tanto sentimento e sono giunti inaspettati.

Gli auguri ricevuti da una carissima Amica dei tempi delle superiori, anche quelli carichi di affetto e calore.

Gli auguri e gli abbracci degli Amici storici con i quali abbiamo passato le ore a cavallo fra i due anni.

Circondata dal loro calore e affetto il 2020 mi fa meno paura.

SEMPLICITA’

E’ quella provata e trovata sabato ad un matrimonio organizzato in due mesi.

La semplicità delle persone buone ritrovate, la semplicità che ti fa capire che, ci ti ha invitato, l’ha fatto per il puro piacere di averti vicino in un momento di gioia.

La semplicità di voler condividere la gioia e l’allegria di un momento intimo, ma al tempo stesso di festa.

Una festa semplice, ma tanto calorosa ed emozionante.

AMICHE CHE TI PENSANO

E più ci si sente inadeguati.

In questo mondo dove tutti urlano, dove vince l’arroganza e la maleducazione, è sempre più difficoltoso passare una paio d’ore a chiaccierare serenamente con persone affini, le posso contare sulla punta delle dita di una mano.

E non conta nemmeno ripetersi, come un mantra, debbo smettere di leggere, debbo smettere di pormi delle domande, debbo smettere di ascoltare.

Non serve a nulla

RACCOGLIERE

Raccogliersi, raccogliere.

Le idee, i pensieri, le situazioni, le parole.

Quando il quotidiano si snoda senza difficoltà, senza scossoni, ti sei adattata alla nuova situazione, accettando, vivendo i giorni negli ordinati binari della banalità.

Tutto sembra regolare, ordinato, i giorni di nebbia e pioggia del passato, li hai messi alle spalle e ti dici che è tutto nella norma, ti stai costruendo una vita che ti permetta di essere il più serena possibile.

Poi succede qualcosa, ricevi una telefonata, ascolti delle parole,rimani attonita, perchè sai che si ricomincia, rimani sorpresa perchè non è quello che volevi e che immaginavi.

Ti fermi perchè senti rumore di qualcosa che si rompe e guardi i cocci che hai davanti, capisci che sono tuoi, che sono la tua sicurezza, il tuo andare avanti, la tua tranquillità che si frantunata, li guardi e ti chiedi se sono veramente i cocci del tuo mondo.

E continui a guardarli attonita, allunghi una mano e dall’altra parte trovi una mano che ti sorregge, che tenta di tenerti a galla, perchè l’altra mano sa che che devi rimanere a galla.

E allora, assieme, raccogliamo i cocci e guardiamoli per capire come rimetterli assieme.

FACCIAMO DUE CHIACCHIERE

Io posso capire le tue paure, la tua depressione, ti comprendo, perchè in fondo sono una ansiosa e drepressa pure io.

Ci sono passata, ho provato il malessere fisico e mentale della depressione, mi sono abbruttita in un maniera che, pensandoci ora, mi fa rabbrividire, ma mi sono dovuta muovere, mi sono dovuta guardare dentro e chiedere aiuto, senza vergogna.

mi sono rivolta a medici e psicoterapeuti, a persone che sapevano di cosa stessi parlando e che sapevano cosa fare, cosa dire, quali strumenti darmi che gestire le mie ansie e le mie paure.

Naturalemente a fianco avevo anche persone normali, quali mio marito, mia madre, mia sorella, alcune valide amiche e la Figlia, che mi hanno sopportata e supportata, spronata ma il lavoro grosso l’hanno fatto i medici.

adesso tu, che sei nella stessa situazione mia di undici anni fa, non mi puoi venire ad urlare contro “…che non guarirai mai dalla tua depressione finchè io ti tratto così, finchè io ti rispondo male o non ti ascolto”.

Facciamo chiarezza…io ti ascolto, posso provare a dirti come vedo io le cose, posso provare a fare l’avvocato del diavolo, ma io non sono un medico, io non ho le spalle tanto robuste da sorreggere anche il tuo peso, io non voglio essere investita di un ruolo che non mi appartiene, che non è il mio, che io NON VOGLIO.

Io ti posso sorreggere, sopportare supportare, ma il lavoro grosso lo devi fare tu, ti devi affidare a medici competenti, medici che sappiano cosa dire, cosa fare, eventualmente quali medicinali farti assumere per darti l’aiuto chimico che, un domani superata la fase più critica, puoi sempre abbandonare, ma prima di tutto devi cominciare ad acquisire gli strumenti che servono per fronteggiare tutti gli ostacoli che ti si parano davanti, che creano ansia e che ti portano  ad una depressione.

Io sono una amica, non un medico, io non ho le capacità che tu mi chiedi

RIAVVOLGIAMO, RICOMINCIAMO

Riavvolgiamo il nastro, andiamo indietro di 47 anni.

Ricominciamo con il ritrovarci ed il capirci come allora.

Ricominciamo da quei favolosi 14 anni che avevamo e da lì riandiamo avanti.

Ci capivamo allora, ci  capiamo ora, che siamo adulte e “sagge”.

Teniamo buoni tutti i ricordi belli che abbiamo (e sono tanti, tantissimi), ci buttiamo alle spalle i litigi, le incomprensioni ed i brutti momenti, lasciamo andare gli anni della lontananza.

Ricominciamo tenendoci per mano, a braccetto, raccontandoci il nostro essere madri di fglie già adulte, il nostro mondo di nonne, il bello ed il brutto del vivere in coppia (tu hai sofferto un po’ più di me e la cosa mi fa male).

Siamo due persone adulte che sono andate oltre reincontrandoci e abbracciandoci con calore e tanto affetto.

Quell’affetto che ci ha tenute vicine, poi la lontananza per decisioni che oguna di noi ha preso, ma che alla fine ci ha fatte ritrovare.

Come sentirsi completa con al fianco una amica di adolescenza, con la quale si sono mossi i primi passi nel mondo degli adulti.

TIRAGLI LA PALLA

“Ciao Tata, ben ritrovata. Com’è andata la tua giornata scolastica?”

“Uhmmm…solito, sempre così”

“Così come? Banale? Noiosa? E i rapporti con i vostri compagni di classe maschi, come procedono?”

“Nonna, lascia stare, sono degli ebeti!”

“Ma dai, Tata, bisogna che anche voi ragazze, però, veniate a più miti consigli, non potete continuare a trattarli dall’alto al basso!”

“Nonna, sono degli ebeti, girali come vuoi, rimangono ebeti! Con loro bisogna comportarsi some con i cani! Hai presente Emma, detta la Cocca? Nonna…uguale…se tu gli tiri una palla loro sono contenti, corrono, la rincorrono, la vanno a prendere ,poi te la riportano, con un gran sorriso stampato sulle labbra, felici, in attesa che tu gliela ri-tiri…così loro possono rincorrerla e riprenderla felici….Sono ebeti!”

Nulla da ribattere, è troppo lapidaria!

BASTA POCO

Basta poco per far girare male una giornata, basta un inghippo all’automobile.

Basta una notte semi in bianco, causa digestione complessa e pensiero sul come risolvere il problema automobile.

Ma poi basta poco per svoltare la giornata , da giornata nefasta in giornata normale e luccicosa.

Basta una telefonata ad un Amico, chiedendo aiuto, e questo amico accorre, anzi arriva in bicicletta, controlla, va a prendere la sua auto e mi accompagna dove troverò la maniera di risolvere il problema, ma ancora di più, mi risolve il problema, mi legge negli occhi l’angoscia, l’ansia per il piccolo granello che ha inceppato l’ingranaggio della mia normalità.

Si rimbocca le maniche e nel giro di mezz’ora è tutto risolto, lui ha fatto il miracolo.

Amico storico di Calderara, grazie.