LE PAROLE DI UNA AMICA

Le parole di un’amica che fanno riflettere, che accendono un po’ di nostalgia.

Stamattina appena svegliata ho letto le parole di Giorgia , e mi è salita una botta incredibile di nostaglia, subito dopo surclassata dall’emozione.

Le sue parole hanno colpito, perchè hanno evocato un mondo che non c’è più, il mondo di Splinder, poi di Wordpres quando Splinder chiuse, che fece il miracolo di farci incontrare, di farci conoscere persone con le quali si è instaurato un rapporto di amicizia e di supporto, anche se tutte lontane geogrficamente, ma sempre vicine con la mente, con il cuore e con le parole, sempre pronte a sostenerci nei momenti difficili che abbiamo dovuto affrontare tutte in tutti questi anni, anni che hanno, forse, cementato una unione di anme e di spiriti, di caratteri anche molto differenti, ma forse per questo, pronte a metterci in gioco l’una con le altre.

I tempi sono cambiati, i blog non sono più quel mondo che erano anni fa, ma ciò non toglie che quello nato allora, è sopravvissuto e ci sta aiutando ancora a distanza di tempo e di chilometri.

Viva i blog.

GUARDARE AVANTI

Guardare avanti, al tempo a venire, ai giorni futuri.

Guardare, pensare, tenendo sotto controllo, esercitando la mente a non farsi travolgere dai pensieri, dalle paure e dalle ansie.

Guardare avanti serve per affrontare un giorno dopo l’altro senza sentirsi travolti.

Un passo alla volta, uno sguardo dopo l’altro e si risalirà il fondo.

Guardare avanti per uscire dal tunnel con l’aiuto di tante ersone che sono lì, pronte a tendere una mano per sorreggere.

Guardare avanti per riprendere in mano le giornate.

PARLARE PER APRIRSI

Il potere della parola,della confessione.

Trovare il coraggio, sentirsi pronta per confessare una difficoltà

Ammettere e trovare il coraggio di confidare un momento buio e la lotta per superarlo.

E dopo sentirsi più leggere, più forti.

E da lì ricominciare, sapendo che adesso hai una ragione in più per andare avanti a testa alta, nessuno è perfetto, non c’è nulla di male ad ammettere di essere in difficoltà ed avere tenuto nascosta la situazione, pesava sulla ripresa.

Sempre avanti, sapendo di avere al fianco chi è continuamente pronto a sorreggerti e pronto ad aiutarti a saltare gli ostacoli.

Non mollare mai, piegarsi ma non spezzarsi.

CARBURARE

E’ da un paio di giorni che fatico a mettermi in moto al mattino, fatico a carburare, fatico a non farmi sopraffare

Debbo lottare con il malumore, la malmostosità.

Sto accusando, forse, tutto quello retto negli ultimi due anni?

Probabile, ma bisogna reagire, farsi passare la malinconia, la tristezza, l’essere dispari già di prima mattina, altrimenti arrivare a sera, diventa dura.

Probabilmente anche colpa del tempo atmosferico, ma non debbo assolutmente indulgere in queste scusanti, debbo trovare la risposta, e questa risposta la conosco e la debbo accettare.

Debbo solamente mettere in pratica i consigli ricevuti un paio di mesi fa dalla MiaDottoressa, ancora di salvezza: Non sovraccaricarti di impegni e di pensieri, prenditi il tuo tempo, i tuoi ritmi, non sentirti in colpa, metti un pizzico di leggerezza nella tua giornata.

Tante situazioi nuove, tanti imprevisti tutti in una volta. mettere in fila le situazioni, non farsi schiacciare, mantenere un minimo di distacco.

Più facile a dirsi che a farsi, ma da qualche parte debbo cominciare per non affondare nella malmostosità.

A volte mi sento come un motore diesel.

LEGGEREZZA

E’ quella che so provando in questo momento.

La leggerezza per aver raggiunto un obiettivo da tanto tempo sognato: la vaccinazione.

Non voglio urtare nessuno, non mi interessano le dichiarazioni e le opinioni dei no vax, io rispeto le loro idee, ma loro sono pregati di rispettare le mie.

Conosco persone no vax, ci rispettiamo a vicenda, ci parliamo rispettandoci a vicenda, ma io questo vaccino me lo sognavo anche di notte.

E adesso che ho fatto la prima dose, mi sento più tranquilla, per me, almeno adesso non ho più paura di infettarmi pesantemente, abbiamo avuto parecchi amici e conoscenti che si sono infettti in maniera più o meno lieve, ma tutti ne parlano come di una batosta non indifferente, alcuni di loro, purtroppo, non ce l’hanno fatta e la loro perdita ha pesato parecchio nelle mie decisioni e sul morale degli ultimi mesi.

Poi, detta onestamente fuori dai denti, sono riuscita a scavallare un cancro, per il quale, purtroppo, non esiste nessun vaccino, non vedo perchè mi debba mettere di nuovo a rischio per un virus del quale, bene o male, si è trovato un rimedio.

Questo vaccino funzionerà? Modificherà il mio DNA? sarà una manipolazione? Sarà un ennesino complotto per controllare le masse?

Beh, a me va bene, farmi manipolare, perchè io su questa terra ci sto bene, con tutte le mie contraddizioni, con tutti i miei problemi, ma io qui ci sto bene, lottando tutti i giorni con il mio carattere, con le mie paturnie, ma io qui ci sto bene.

Ci sto bene, ho una cerchia familiare che adoro, per la quale sono disposta a fare sacrifici, ho LaMiaMetà, LaMiaMamma, LaMiaSorella, la Tata, la Figlia, CompagnoDellaFiglia, il Piccolo (che ormai non è più Piccolo) e il SuoPapà, tanti Amici Storici con i quali continuare a ridere e viaggiare.

Per tutte queste persone e per tutte quelle altre che adoro avere attorno, mi sono vaccinata, per poterli vedere e riabbracciare al più presto, senza paura di infettarli o, se proprio al massimo della sfortuna dovesse succedere, questa volta sarebbe da considerare poco più di una influenza, senza il rischio di finire in ospedale, senza sapere se dall’ospedale ne usciranno e come ne usciranno.

Adesso torta di mele.

PENSIERI DA ZONA ROSSA

La zona rossa prosegue fra alti e bassi.

Si segue con trepidazione chi è stato colpto dal virus, ci si dà da fare alla ricerca di risposte per la vaccinazione dei Fragili.

Tante parole, per il momento, ma pochi fatti, ma vogliamo metterci tranquilli ed aspettiamo.

Discorsi e chiacchiere via whatsapp, dubbi e pensieri che vengono condvisi e si trova anche una spalla su cui appoggiarsi.

Alle tac di controllo ed alle successive visite non ci si abitua mai, esatto Orsalè, sono passati anni dalla prima diagnosi, un anno dall’ultimo intervento, ma non ci si abitua.

Stella bella, mi ha detto una cara Amica, per chi sta vicino ad un malato è molto più difficile del malato stesso.

E allora oggi è un giorno di chiusura, di pensieri che vanno e vengono, che vagano come gli occhi su un cielo grigio chiaro, che non è nè sereno e nemmeno scuro.

Oggi si aspetta che passi.

DI NOTTE TUTTI I GATTI SONO BIGI

Quando qualcosa si rompe dentro fa tanto male.

Non fa rumore, ma il dolore è tanto.

Quando dentro si rompe l’equilibrio tutto diventa buio, tutto sparisce, rimane solo il dolore e l’impotenza che ti attanaglia.

Quando si rompe qualcosa crolla il mondo, tutto quello costruito in tanto tempo, va in frantumi e non si ha più nessun punto di riferimento stabile e che dia conforto.

Quando si rompe qualcosa dentro, di notte, sembra non arrivare mai giorno ,il tempo si dilata e le ore si allungano, diventano eterne.

Ma poi arriva il giorno, i contorni tornano al loro posto, le spalle su cui puoi contare sono lì e piano piano si torna a respirare.

Di notte tutti gatti sono bigi.

 

 

GESTI QUOTIDIANI

Gesti ripetitivi, quotidiani, sempre quelli, quasi noiosi.

Gesti che servono per mantenere un equilibrio in questo lungo periodo, ormai un anno, di incertezze, di montagne russe, di up e down dell’umore.

Sono gesti che tranquillizzano, azioni che ripetute mentalmente quietano i pensieri che si affollano, che cercano di scavallarsi l’uno con l’altro per essere sempre i primi, con l’unico risultsto di creare confusione nella mente e di accelerare il respiro.

Gesti che alla fine sono l’enneima ancora di salvezza in questi momenti tribolati, incerti e dei quali, in determinai momenti, non ne vedi la fine.

Gesti quotidiani.

QUELLO CHE CI MANCA, QUELLO CHE MI MANCA


“Le parole diventano superflue: un abbraccio mai”

Di parole in questo periodo, o per meglio dire, in questo anno ne sono state dette parecchie, cominciando dalle parole che mi sono state dette durante il periodo ospedaliero, per il mio compleanno, ma le parole non riempiono il vuoto degli abbracci mancati, gli abbracci che scaldano.

Gli abbracci a LaMiaFiglia, gli abbracci a CompagnoFiglia per sentirmi rassicurata, gli abbracci de LaMiaMamma che hanno il potere di tranquillizzarmi, gli abbracci de LaMiaSorella che sono caldi e calorosi, gli abbracci alla Tata ce sanno di conforto e allegria, gli abbracci delle amiche che in qualsiasi maniera sono sempre state presenti e rassicuranti.

Gli abbracci persi in questo lungo anno, sarebbero stati tanto consolatorii, ma sono mancati, sostituiti dalle parole,sempre calde, affettuose, piene di calore e sostegno.

Quadno tutto sarà passato, abbraccerò tutti quelli che in un anno mi hanno sostenuta e spronta a non mollare, a non cedere.

Abbraccio l’obettivo da raggiungere nel 2021.