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FACCIAMO DUE CHIACCHIERE

Io posso capire le tue paure, la tua depressione, ti comprendo, perchè in fondo sono una ansiosa e drepressa pure io.

Ci sono passata, ho provato il malessere fisico e mentale della depressione, mi sono abbruttita in un maniera che, pensandoci ora, mi fa rabbrividire, ma mi sono dovuta muovere, mi sono dovuta guardare dentro e chiedere aiuto, senza vergogna.

mi sono rivolta a medici e psicoterapeuti, a persone che sapevano di cosa stessi parlando e che sapevano cosa fare, cosa dire, quali strumenti darmi che gestire le mie ansie e le mie paure.

Naturalemente a fianco avevo anche persone normali, quali mio marito, mia madre, mia sorella, alcune valide amiche e la Figlia, che mi hanno sopportata e supportata, spronata ma il lavoro grosso l’hanno fatto i medici.

adesso tu, che sei nella stessa situazione mia di undici anni fa, non mi puoi venire ad urlare contro “…che non guarirai mai dalla tua depressione finchè io ti tratto così, finchè io ti rispondo male o non ti ascolto”.

Facciamo chiarezza…io ti ascolto, posso provare a dirti come vedo io le cose, posso provare a fare l’avvocato del diavolo, ma io non sono un medico, io non ho le spalle tanto robuste da sorreggere anche il tuo peso, io non voglio essere investita di un ruolo che non mi appartiene, che non è il mio, che io NON VOGLIO.

Io ti posso sorreggere, sopportare supportare, ma il lavoro grosso lo devi fare tu, ti devi affidare a medici competenti, medici che sappiano cosa dire, cosa fare, eventualmente quali medicinali farti assumere per darti l’aiuto chimico che, un domani superata la fase più critica, puoi sempre abbandonare, ma prima di tutto devi cominciare ad acquisire gli strumenti che servono per fronteggiare tutti gli ostacoli che ti si parano davanti, che creano ansia e che ti portano  ad una depressione.

Io sono una amica, non un medico, io non ho le capacità che tu mi chiedi

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QUELLO CHE HO DENTRO

E’ rabbia, è tristezza.

Vedere buttare via, vedere sciupare una vita in questa maniera mi fa rabbia, mi fa tristezza e l’impotenza acutizza ancora di più questi sentimenti dentro di me.

A 46 anni mi sono ammalata di cancro e, per farmi muovere, mi hanno impaurita, mi hanno detto che se volevo arrivare a compiere i 47 di anni, dovevo mettere tutto in secondo piano e muovermi.

Avevo compiuto 46 anni solamente 3 mesi prima.

Adesso ho 60 anni, ne sono passati 14 da allora, ma non sono stati anni facili, vissuti tutti in pianura ed in poltrona, sono stati anni difficili sia sul piano della salute fisica che sul piano della salute mentale.

Ma mi sono rimboccata le maniche, ho tirato fuori i denti e ho lottato, con le mie forze e con le forze che gli altri mi hanno messo a disposizione. Ho grattato il fondo del barile, ma mi sono dovuta scrollare perhè non c’era nessuno che lo poteva fare per me, non c’era nessuno che lo poteva fare al posto mio.

Non so ce l’ho fatta, o almeno, mettiamola così, non so se sono diventata la persona perfetta che tutti vorremmo essere , ma sono diventata una persona con un certo equilibrio.

E adesso vedere persone che buttano via i loro 46 anni così, perchè non riescono a prendere il coraggio a due mani per tirare fuori i loro problemi, mi fa rabbia, mi fa tristezza.

A 46 anni hai ancora tanta vita davanti, ormai hai i figli grandicelli, dovresti cominciare ad assaporare la calma e la tranquillità che hai per le mani, non buttare via così il tutto perchè non vuoi tirare fuori i problemi, i “non detti”.

Ci vuole tanta forza e tanto coraggio, ma bisogna averlo personalmente, non aspettare che arrivi qualcuno con la bacchetta magica a tirarti fuori dalla melma.

 

PERCORSI

Percorsi che si chiudono e altri che si aprono.

L’avventura Vigorso si è conclusa lunedì ed oggi è definitivamente conclusa. Adesso basta solamente aspettare il responso INAIL sulla percentuale di inabilità. In questi lunghi mesi abbiamo imparato che, se 10 dita abbiamo, è perchè 10 servono. Che il dito mignolo è importante come tutti gli altri. Che abbiamo la scorza e la buccia per non farci abbattere da nulla, che assieme siamo una forza della natura, scolliniamo di tutto e di più. Che non bisogna mai arrendersi, che bisogna faticare per raggiungere degli obiettivi. che niente ti viene regalato, ma, soprattutto, che tutto quello che ottiene con le tue forze è importante e duraturo.

E questo percorso, per il momento, è chiuso.

Da ieri, invece, si è aperto un nuovo percroso per me. Percorso cominciato un mese fa, facendo visita alla miadottoressa di base. I dolori alle mani e alle caviglie si erano fatti insopportabili, quindi dovevo per forza correre ai ripari, non potevo più rimandare, se volevo essere utile per il percorso del Ferrari,. non dovevo farmi fermare dai dolori. Erano mesi, ma mesi fitti, che lamentavo queti dolori, ma per una scusa o per l’altra, avevo sempre rimandato.

il percorso in reumatologia è cominciato con una visita, poi una serie di prelievi, radiografie ed ecografie. Ieri la visita conclusiva alla luce degli esiti.

Niente di grave? Certamente, ma non so ancora valutare la portata della diagnosi, posso solamente dire che nelle ultime settimane, i dolori si erano accentuati.

Però adesso una diagnosi c’è ed aiuta ad affrontare il tutto al meglio, intanto si comuncia una terapia, poi fra 6 mesi si tirano le prime somme.

L’unico inconveniente è stato l’accavallarsi di una visita ad un esame, ma prontamente spostato facendo una telefonata.

Sono un filino stressata per questa nuova situazione, ma da adesso in poi riuscirò a gestire il tutto al meglio.

QUESTI GIORNI

Secondo giorno di primavera

E in quest’anno bisesto, ha anticipato di un giorno, di conseguenza sarà anticipiata di 1 giorno anche l’estate?

Oggi pomeriggio Sissi discuterà una tesi sulla blogterapia, detta in parole semplici. In bocca al lupo alla nostra cancer blogger d’oltralpe.

Oggi,probabilmente, sarà l’ultimo giorno di questa terza tranche di terapie a Vigorso.

E’ un giorno sospeso, un giorno che non offre una vista su cosa potrà succedere dopo, esattamente da mercoledì in poi.

Un giorno di attesa, un giorno in cui ho toccato la consapevolezza che quando tutto sarà finito, queste mattine “zingare” mi mancheranno, come mi mancheranno le colazioni silenziose con il Ferrari da Garani o da Crema e Gusto.

Una mattinata in cui ho messo a fuoco che domani sarà un giorno in ospedale per me, che mercoledì sarà una mattinata INAIL, dentro a quel brutto posto dove non entra luce naturale, che giovedì e venerdì saranno giorni di vacanze pasquali con la Tata a casa da scuola.

DI NUOVO

Ed eccomi di nuovo qui.
Qui a Vigorso, al bar dopo aver accompagnato il Ferrari a firmare.
Di nuovo qui con davanti un tè, il pass da accompagnatore, il cellulare ed un taccuino.
I soliti baristi, un saluto, un sorriso, un saluto ed un sorriso a tutti gli altri ospiti,vecchi e nuovi, tutti con le loro aspettative.
Ed eccoci di nuovo qua, tutti assieme appassionatamente

LE MANI OCCUPATE.

Le mani occupate sono mani felici.
Le mani occupate significano una mente impegnata a seguire quello che fanno le mani.
Una mente impegnata a seguire quello che fanno le mani significa scacciare quel sottile brivido di paura che tenta di prendere il sopravvento.
Le mani occupate significano cucina e uncinetto.
La mente occupata nella cucina si concentra sul cibo, sugli impasti e sul lavoro delle mani, non ha tempo e voglia di occuparsi di pensieri molesti e quel sottile brivido di paura viene messo a tacere.
La mente occupata sull’uncinetto significa concentrarsi per seguire uno schema, pensare alla futura coperta e allo schema da costruire per i colori, significa trovare una soluzione per una difficoltà improvvisa.
Le mani occupate sono mani felici, di una mente felice, di una persona che cerca serenità.

AL LAVORO

rimbocchiamoci le maniche, si parte, qualcuno da qualche parte ha chiesto aiuto.

si debbono trovare di nuovo le parole giuste da dire, si debbono trovare le pause e i silenzi giusti.

al lavoro in una situazione nuova, dall’altra parte della barricata, con una persona importante davanti che si aspetta una mano tesa.

al lavoro…senza esitazioni, mettendo tutte le ansie e le paure da parte, ciu vuole lucidità, le priorità sono cambiate.