CARBURARE

E’ da un paio di giorni che fatico a mettermi in moto al mattino, fatico a carburare, fatico a non farmi sopraffare

Debbo lottare con il malumore, la malmostosità.

Sto accusando, forse, tutto quello retto negli ultimi due anni?

Probabile, ma bisogna reagire, farsi passare la malinconia, la tristezza, l’essere dispari già di prima mattina, altrimenti arrivare a sera, diventa dura.

Probabilmente anche colpa del tempo atmosferico, ma non debbo assolutmente indulgere in queste scusanti, debbo trovare la risposta, e questa risposta la conosco e la debbo accettare.

Debbo solamente mettere in pratica i consigli ricevuti un paio di mesi fa dalla MiaDottoressa, ancora di salvezza: Non sovraccaricarti di impegni e di pensieri, prenditi il tuo tempo, i tuoi ritmi, non sentirti in colpa, metti un pizzico di leggerezza nella tua giornata.

Tante situazioi nuove, tanti imprevisti tutti in una volta. mettere in fila le situazioni, non farsi schiacciare, mantenere un minimo di distacco.

Più facile a dirsi che a farsi, ma da qualche parte debbo cominciare per non affondare nella malmostosità.

A volte mi sento come un motore diesel.

LEGGEREZZA

E’ quella che so provando in questo momento.

La leggerezza per aver raggiunto un obiettivo da tanto tempo sognato: la vaccinazione.

Non voglio urtare nessuno, non mi interessano le dichiarazioni e le opinioni dei no vax, io rispeto le loro idee, ma loro sono pregati di rispettare le mie.

Conosco persone no vax, ci rispettiamo a vicenda, ci parliamo rispettandoci a vicenda, ma io questo vaccino me lo sognavo anche di notte.

E adesso che ho fatto la prima dose, mi sento più tranquilla, per me, almeno adesso non ho più paura di infettarmi pesantemente, abbiamo avuto parecchi amici e conoscenti che si sono infettti in maniera più o meno lieve, ma tutti ne parlano come di una batosta non indifferente, alcuni di loro, purtroppo, non ce l’hanno fatta e la loro perdita ha pesato parecchio nelle mie decisioni e sul morale degli ultimi mesi.

Poi, detta onestamente fuori dai denti, sono riuscita a scavallare un cancro, per il quale, purtroppo, non esiste nessun vaccino, non vedo perchè mi debba mettere di nuovo a rischio per un virus del quale, bene o male, si è trovato un rimedio.

Questo vaccino funzionerà? Modificherà il mio DNA? sarà una manipolazione? Sarà un ennesino complotto per controllare le masse?

Beh, a me va bene, farmi manipolare, perchè io su questa terra ci sto bene, con tutte le mie contraddizioni, con tutti i miei problemi, ma io qui ci sto bene, lottando tutti i giorni con il mio carattere, con le mie paturnie, ma io qui ci sto bene.

Ci sto bene, ho una cerchia familiare che adoro, per la quale sono disposta a fare sacrifici, ho LaMiaMetà, LaMiaMamma, LaMiaSorella, la Tata, la Figlia, CompagnoDellaFiglia, il Piccolo (che ormai non è più Piccolo) e il SuoPapà, tanti Amici Storici con i quali continuare a ridere e viaggiare.

Per tutte queste persone e per tutte quelle altre che adoro avere attorno, mi sono vaccinata, per poterli vedere e riabbracciare al più presto, senza paura di infettarli o, se proprio al massimo della sfortuna dovesse succedere, questa volta sarebbe da considerare poco più di una influenza, senza il rischio di finire in ospedale, senza sapere se dall’ospedale ne usciranno e come ne usciranno.

Adesso torta di mele.

PENSIERI DA ZONA ROSSA

La zona rossa prosegue fra alti e bassi.

Si segue con trepidazione chi è stato colpto dal virus, ci si dà da fare alla ricerca di risposte per la vaccinazione dei Fragili.

Tante parole, per il momento, ma pochi fatti, ma vogliamo metterci tranquilli ed aspettiamo.

Discorsi e chiacchiere via whatsapp, dubbi e pensieri che vengono condvisi e si trova anche una spalla su cui appoggiarsi.

Alle tac di controllo ed alle successive visite non ci si abitua mai, esatto Orsalè, sono passati anni dalla prima diagnosi, un anno dall’ultimo intervento, ma non ci si abitua.

Stella bella, mi ha detto una cara Amica, per chi sta vicino ad un malato è molto più difficile del malato stesso.

E allora oggi è un giorno di chiusura, di pensieri che vanno e vengono, che vagano come gli occhi su un cielo grigio chiaro, che non è nè sereno e nemmeno scuro.

Oggi si aspetta che passi.

DI NOTTE TUTTI I GATTI SONO BIGI

Quando qualcosa si rompe dentro fa tanto male.

Non fa rumore, ma il dolore è tanto.

Quando dentro si rompe l’equilibrio tutto diventa buio, tutto sparisce, rimane solo il dolore e l’impotenza che ti attanaglia.

Quando si rompe qualcosa crolla il mondo, tutto quello costruito in tanto tempo, va in frantumi e non si ha più nessun punto di riferimento stabile e che dia conforto.

Quando si rompe qualcosa dentro, di notte, sembra non arrivare mai giorno ,il tempo si dilata e le ore si allungano, diventano eterne.

Ma poi arriva il giorno, i contorni tornano al loro posto, le spalle su cui puoi contare sono lì e piano piano si torna a respirare.

Di notte tutti gatti sono bigi.

 

 

GESTI QUOTIDIANI

Gesti ripetitivi, quotidiani, sempre quelli, quasi noiosi.

Gesti che servono per mantenere un equilibrio in questo lungo periodo, ormai un anno, di incertezze, di montagne russe, di up e down dell’umore.

Sono gesti che tranquillizzano, azioni che ripetute mentalmente quietano i pensieri che si affollano, che cercano di scavallarsi l’uno con l’altro per essere sempre i primi, con l’unico risultsto di creare confusione nella mente e di accelerare il respiro.

Gesti che alla fine sono l’enneima ancora di salvezza in questi momenti tribolati, incerti e dei quali, in determinai momenti, non ne vedi la fine.

Gesti quotidiani.

QUELLO CHE CI MANCA, QUELLO CHE MI MANCA


“Le parole diventano superflue: un abbraccio mai”

Di parole in questo periodo, o per meglio dire, in questo anno ne sono state dette parecchie, cominciando dalle parole che mi sono state dette durante il periodo ospedaliero, per il mio compleanno, ma le parole non riempiono il vuoto degli abbracci mancati, gli abbracci che scaldano.

Gli abbracci a LaMiaFiglia, gli abbracci a CompagnoFiglia per sentirmi rassicurata, gli abbracci de LaMiaMamma che hanno il potere di tranquillizzarmi, gli abbracci de LaMiaSorella che sono caldi e calorosi, gli abbracci alla Tata ce sanno di conforto e allegria, gli abbracci delle amiche che in qualsiasi maniera sono sempre state presenti e rassicuranti.

Gli abbracci persi in questo lungo anno, sarebbero stati tanto consolatorii, ma sono mancati, sostituiti dalle parole,sempre calde, affettuose, piene di calore e sostegno.

Quadno tutto sarà passato, abbraccerò tutti quelli che in un anno mi hanno sostenuta e spronta a non mollare, a non cedere.

Abbraccio l’obettivo da raggiungere nel 2021.

E CHE DICEMBRE SIA

E’ cominciato il mese più rutrilante dell’anno, ma quest’anno di rutilante avrà ben poco.

Siamo alle prese con una pandemia che non ci da tregua da 10 mesi a questa parte.

Siamo alle prese con tante incertezze che a lungo andare ci stanno lentamente logorando.

Siamo alle prese con un cambiamento delle nostre vite che mai avremmo pensato di dover affrontare.

Siamo alle prese con la nostra personale maniera di reggere l’urto, alle prese con le nostre paure ed insicurezze che questo anno ci ha messo davanti.

Siamo alle prese con tati cambiamenti difficili da gestire, da metabolizzare, per adattarli al nostro carattere, al nostro sentire, al nostro equilibrio psicofisico.

Siamo alle prese con noi stessi, con le nostre solitudini e paure messe a nudo.

DOMANDE

Non è banale chiederlo.

Non è stupido rispondere sinceramente.

Sono qui.

E sono pronta ad ascoltare, anche i tuoi silenzi”

E’ quasi una domanda d’obbligo in questi tempi, lunghi, sospesi ed incerti.

Ed è sempre più difficile rispondere, per non generare anie in chi decide di porti la domanda.

Ed è sempre più difficile interpretare le risposte.

Anche se di solito viene da rispodere, o ci si sente rispondere, “Bene, sto bene”.

La più grande bugia della storia dell’umanità.

RESPIRARE ARIA DI CASA

Andare via da casa un fine settimana, per respirsre aria di casa, dove casa non hai.

Abbandonare la bassa con la sua canicola per dirigersi verso il Cadore, per respirare aria fresca, aria di amicizia, quell’aria che ritempara lo spirito.

Il primo fine settimana fuori casa da 6 mesi a qesta parte, il primo fine settiana fuori, lontano dalle solite mura che tanto ci hanno protetto, per ritrovre un po’ di calma e di normalità dopo un periodo pesante e duro affrontato con ansia, paure ed incertezze.

Finalmente, dopo quasi un anno, il Cadore.

Il  Cadore dove ci sono Amici che hanno una vista laser per comprendere e capire che siamo arrivati alla canna del gas ed abbiamo bisogno di loro per recuperare, per ripartire.

Il Cadore dove Marina e Alberto ci sono sempre, con la loro semplicità, franchezza, accoglienza, il calore delle loro braccia e delle loro parole, Marina e Alberto una presenza, una àncora di salavataggio sempre e senza mai tirarsi indietro.

E quando comincio ad intravedere le prime cime, le prime montagne, mi sento leggera, il respiro si allarga, tutti i nodi dentro di me spariscono.

Il Cadore e la Carnia, le mie, le nostre seconde case, dove rifugiarsi per ritrovare equilibrio e serenità.

Il Cadore e la Carnia dove veniamo sempre accolti con sorrisi e gioia. Dove gli occhi, finalmente, si riempino di verdi e di azzuri che, noi della Bassa, non possiamo immaginare.

Il Cadore e a Carnia, dove tutto è più lento e più a misura d’uomo.

Il Cadore la Carnia, rifugi sicuri.

Buon compleanno Luca, non ti abbiamo portato nulla, ma tu hai dato tanto a noi all’interno del tuo rifugio, sfamandoci, riempiendoci lo stomaco di buon cibo e il cuore del calore che solo tu e la tua famiglia, ci sapete donare incondiziotamente.

Il Cadore e la Carnia che amiamo.

SEMBRA POCO

Sembra poco, invece è tanto, tanta roba.

Avere attorno una rete di supporto in questi momenti è tanta roba.

Sembra poco, ma avere già un pensiero dovuto all’attesa di un esame istologico è un peso, in più ci aggiungi il problema coronavirus, è un mix esplosivo.

Occorrono nervi saldi, cosa che non sempre è possible mantenere, a volte è più facile lasciarsi andare allo sconforto che combattere ragionevolmente,  a volte le energie vengono proprio a mancare nel momento in cui ce ne sarebbe più bisogno.

Sembra poco, ma la rete di supporto che ci è attorno è di grande aiuto.

Parenti, pochi, ma quei pochi veramente validi, amici, quelli che ci ono sempre stati e che ci saranno sempre, ognuno di loro fa la sua parte, supportandoci, sopportandoci, ascoltandoci, facendoci ridere, raccontandoci di loro.

Bellissimo ascoltare un amico, LaFiglia, IlCompagno, la Tata, LaMiaSorella e LaMiaMamma raccontare quello che fanno, le loro parole di incoraggiamento, i loro resoconti giornalieri, i loro pensieri.

Bellissimo scambiare con loro due chiacchiere quotidiane, bellissimo confrontare idee e pensieri.

Bellissime le chiacchiere via chat con gli amici lontani ma sempre presenti e pronti a sostenere.

Bellissimi gli scambi via messenger o via Facebook dove si cerca di scherzare e di strappare qualche risata.

Bellissima la vicinanza, le parole preziose ed il sostego degli amici più recenti, che sono stati vicini e hanno fatto la loro parte.

Bellissime le telefonate ricevute, specialmente quelle inaspettate,  le telefonate delle amiche di vecchissima data che sanno sempre arrivare al momento giusto.

Sembra poco, ma la rete di sostegno in questo momento è importante

Grazie a tutti i componenti della rete di sostegno.