DA ORA IN POI

…e adesso che ti abbiamo salutato dobbiamo cercare un po’ di serenità in noi e per noi.

tutto tornerà a ruotare attorno al sole come se niente fosse successo, anche se non è vero, qualcosa è successo.

E stamattina sono state piante calde lacrime, tante e abbondanti, pensando a te, a tutta la tua sofferenza ed al calvario che hai dovuto affrontare.

Tu che, come tantissimi altri, non ti saresti mai meritato una fine così, divorato dal cancro, tu che avevi sempre il sorriso della bontà negli occhi.

E stamattina ci siamo sentiti un po’ più soli, ci siamo guardati e tutti abbiamo visto la vita passata, i bei momenti passati, ad essere onesti abbiamo anche ricordato alcune litigate memorabili, ma tutto fa parte del gioco, tutto fa parte del percorso di vita che ognuno di noi ha affrontato, tutto fa parte di quel mondo che ci siamo lasciati alle spalle, mondo che adesso ha perso un pezzetto, un pezzetto per me molto importante.

Vogliamo illuderci che presto tutto questo dolore verrà lenito dai tanti ricordi che arriveranno, perchè noi sappiamo che continueranno ad arrivare.

RICAPITOLIAMO

Ho pensato, ho riflettuto, ho ragionato fra me e me.

Ho parlato da sola facendomi le domande e dandomi le risposte, mi sono immedesimata nei panni degli altri, ho cercato di capire, ho ricominciato a parlare da sola facendomi l’avvocato del diavolo.

Ho ceduto le armi, mi sono ritirata, ho fatto un passo indietro e mezzo passo avanti, mi sono adirata, ma poi mi è passata.

Ho fatto il silenzio stampa, per poi tornare sui miei passi, con il minimo sindacale, giusto per lasciare uno spiraglio aperto, non si sa mai, per poi dirmi che tanto niente più sarà come prima.

Sono stata molto triste, sono ancora molto triste, pensavo di avere elaborato, metabilizzato, ma non è così, ci vorrà acora un po’ di tempo.

Ho riso, ho camminato e cenato in piacevole compagnia con il Ferrari e alcuni amici storici, ho passato delle ore serene.

La normalità per ora è ancora un po’ lontana, la Tata si è fatta male, per l’ennesima volta, ed ha ancora le stampelle, ma da domani tutto dovrebbe rientrare, ci aspetta solamente un controllo venerdì, poi, si spera, tutto torni a girare al ritmo della banalità.

Il mio umore è ballerino, solamente con pochissime persone riesco ad essere quella di sempre (il Ferrari, la famiglia e gli amici quelli belli).

Mancano ancora alcune tessere per riprendere sui soliti binari.

MOMENTI

Momenti alti e momenti bassi.

Le persone vanno e vengono, i sentimenti e i ricordi rimangono.

Si fatica a metabolizzare la perdita di un vecchio Amico, che poi vecchio, almeno anagraficamente, non era.

Le persone arrivano, si insediano nella nostra vita, con le persone si passano dei momenti belli, gioiosi, allegri, ci sono a tendere una mano e ad offire una spalla.

Le persone vanno, ma quelle risate, i momenti belli e le spalle rimangono.

Le persone si spera tornino, prima o poi, anche se si sa bene, che, forse, non tutto tornerà come prima.

I sentimenti di affetto profondo e i grandi ricordi dell’Amico scomparso, sono tanti e profondi, ma non bastano a lenire il senso di dolore, perdita e smarrimento.

Le persone vanno, gli Amici rimangono in fondo al cuore, in un angolo dell’anima.

RICORDI CHE ARRIVANO

E da ieri i ricordi  di te stanno arrivando come un fiume in piena.

I ricordi snocciolati.

Ricordi che portano altri ricordi, che si rincorrono l’un l’altro.

I più belli  quelli delle sere d’estate passate nei cinema all’aperto a seguire tutti i film di Dracula interpretati da Christopher Lee.

Finite le serie di Darcula non ci arrendavamo, si cominciava con le serie dei gladiatori e degli antichi romani,ci divertivamo con poco, eravamo soli o in compagnia con tutti gli altri e qualcuno che facesse una battura becera, che strappava la risata, c’era sempre.

I pomeriggi autunnali ed invernali li passavamo ad ascoltare musica, fare i compiti e tentare di studiare, ma il più delle volte si finiva per discutere di Pink Floyd, ELP, Banco del Mutuo Soccorso o qualsiasi altro cantante o gruppo musicale di allora.

I pomeriggi domenicali invernali li passavamo o al cinema o a casa da qualcuno che avesse l’impiato stereo per ascoltare l’ennesima musica, quando proprio volevamo strafare si andava a mangiare la pizza.

Mentre i pomeriggi domenicali estivi li passavamo a Villa Spada, a noi non piacevano i giardini Margherita, da soli o in compagnia, a mangiare gelato, per poi  scendere verso porta Saragozza e fermarci alla baracchina che c’era sul viale, a mangiare una fetta di cocomero.

E tutte queste “avventure” passate assieme si sono ripetute sempre uguali, per tanti anni, uno via l’altro

Poi gli anni sono passati, io ho lasciato Borgo Panigale, tu eri anche un po’ offeso, ma si sa anche fra amici amici, a volte nascono delle incomprensioni.

Poi si cresce ed ognuno di noi si è fatto la sua vita, ma ogni tanto ci si incrociava, ci si vedeva, e tutto tornava come allora, tutto tornava come anni fa, si rideva, si riprendeva a parlare di musica, ci si sedava magari in un bar a prendere un caffè, eravamo già grandi, già adulti, quindi potevamo bere caffè.

eri rimasto molto colpito dalla mia malattia, lì sono stati anni bui, anni in cui proprio ci siamo evitati, io ero arrabbiata con te e tu non avevi il coraggio, forse, di trovare le parole giuste.

Ma poi, ci siamo risfiorati, ci siamo riavvicinati, complice tua moglie e la vicinanza dei due paesi, dove finalmente avevamo trovato il nostro equilibrio, con le nostre rispettive famiglie.

E da ora, questi ricordi saranno miei, mi faranno compagnia quando sentirò la tua mancanza, quando mi sembrerà di vederti alla coop, ma mi renderò conto che tu non ci sei più.

I ricordi di un’amcizia che dall’adolescenza è arrivata fino quasi alla vecchiaia.

A TE

A te che mi facesti conoscere gli Emerson Lake & Palmer, a te che conoscevo dall’età di 12 anni.

e adesso, nel silenzio della casa, stanno affiorando i tanti ricordi di quegli anni vissuti a Borgo Panigale.

Dei pomeriggi passati tutti assieme a non fare nulla, per poi salutarci, i compiti chiamavano, delle tante risate fatte tutti assieme, le risate stupide degli adolescenti.

E di tutta quella musica di cui era infarcita la tua vita, degli appuntamenti al mattino in autobus per andare a scuola, tu alle Aldini io all’Itis.

E di tutte le volte che ci siamo ascoltati a vicenda, la nostra era un’amcizia prfonda, tanto profonda che a qualcuno, a volte,  dava fastidio e ci prendeva in giro, ma noi non lo abbiamo mai considerato.

E quella volta che mi accompagnasti al mare con la Lambretta, le risate lì si sono sprecate, pensa, eri ben voluto anche dai miei genitori, anche loro avevano capito che eri un amico sincero, che eri un bravo ragazzo.

a te, che ci hai lasciati sgomenti e increduli, con gli occhi pieni di lacrime, dimmi..si può piangere singhiozzando alla nostra età?

Per te si può piangere disperati anche alla nostra età….Ciao Mario

27 DICEMBRE

Una giornata indimenticabile, che ha fatto da giusto coronamento ad altre giornate indimenticabili.

Giornate speciali passate con gli affetti più cari, con LaMiaMamma, la Tata, LaFiglia, le zie e gli amici.

Una giornata di primavera passata a Milano con Rosie, il suo consorte e la Mamma del suo consorte.

una calda giornata di fine dicembre, ma con temperature da aprile.

una calda giornata passata con amici, che hanno scaldato il cuore, riempito gli occhi di tanta bellezza e lo spirito di tante risate.

Chi mai avrebbe pensato che da una frase buttata lì nemmeno una settimana fa, sarebbe poi scaturito un ennesimo incontro?

D’altronde si sa, le cose non programmate, le cose buttate lì così, tanto per parlare, alla fine si rivelano esser le meglio riuscite.

La sorpesa più sorpresa, però, è avvenuta nel pomeriggio.

Ci era stato annunciato un ospite a sorpesa, ma mai avrei pensato di trovarmi fra le braccia di 4P e il suo consorte.

I due nuovi amici hanno una carica di simpatia e allegria che contagia chiunque, una voglia di far ridere e rendere allegre le ore che non li eguaglia nessuno.

Per fortuna  mi trovavo in una città dove non ho rischiato di incontrare persone che mi conoscono in maniera molto diversa, io ho una reputazione da difendere e quello che ho fatto ieri, non combacia con l’immagine che qualche persona ha di me, anche se dubito fortemente che qualcuno possa avere un’idea diversa di me, al peggio del mio meglio non c’è mai fine.

Mi sono divertita, ho fatto il pieno di risate, di felicità e serenità

IL TEMPO PASSA

3 anni sono passati, ma Anna è ancora qui con noi, con tutti noi.

In questo giorno nebbioso, freddo e uggioso , il nostro pensiero vola fino a lei, per tenerla ancora qui con noi, la sua voce risuona ancora nei ricordi luminosi di lei.

A tre anni di distanza ripenso ancora alle nostre telefonate, alle risate che mi sono fatta ascoltando il suo accento romano, e a 3 anni di distanza sono sempre più “innamorata” di Paola Cortellesi, che nel mio immaginario, è Anna, con la sua mimica facciale, la sua simpatia e il suo accento romano.

E in questo freddo giorno di novembre si stanno aspettando gli amici del Cadore per festeggiare assieme i loro 40 anni di matrimonio.

Anna sempre qui con noi