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FUGA

Via verso il Cadore, dove Marina e Alberto, con la loro amicizia, con il loro calore e i loro abbracci, riescono sempre a lenire i dolori e le angustie.

La settimana appena passata è stata pesante, io una settimana così non la voglio più passare, specialmente il martedì e il giovedì, mi hanno tagliato le gambe.

Già lunedì sera cominciavo a pensare a Mia, poi martedì mattina alcuni messaggi con Renato, ma sempre in attesa e con il fiato sospeso.

Dopo il primo messaggio di Renato, è arrivata la mazzata, il messaggio di una Compagna di Merende, che ci diceva che era morto di un ragazzino, compagno di classe della Tata, un ragazzino di 13 anni non può e non deve fare scherzi del genere a noi adulti.

Ansia e angoscia che si sono sommate, hanno creato un mix micidiale di dolore, per poi culminare giovedì al funerale.

Ma non era ancora finita, la ciliegina sulla torta, telefonata dell’oncologia del Ferrari con TAC fissata per sabato mattina.

Il vaso è tracimato.

Il telefono, il numero di cellulare di Marina fatto in maniera compulsiva “Sabato Fabio deve fare tac di controllo, siamo in ansia, questa settimana è successo di tutto, ma noi sabato mattina, dpo la  tac, partiamo e arriviamo”

“Vi aspettiamo ho visto e ti ho seguita su Facebook in questi giorni, non ti ho chiesto nulla, perchè sapendo che sareste arrivati, preferivo domandare  cos’era successo alla Tata, guardandoti negli occhi”.

E sabato alle 11 siamo partiti, con i nervi tesi e sembrava che tutto remasse contro, un piccolo ritardo nella chiamata dell’operatore, una messa a punto dei macchinari, l’esame che è stato un po’ più approfondito, tutti i semafori rossi per raggiungere l’entrata dell’autostrada, ma alla fine quando, dopo la galleria di Conegliano, ho cominciato a vedere le Dolomti, ho ricominciato a respirare, la mente si è alleggerita e il peso sulle spalle si è allentato.

Casa, mi sono sentita a casa, fra le loro calde braccia, ascoltando le loro parole, mentre mangiavamo pane e salame, visto l’orario, ma è stato il pane salame più buono che ho mangiato negli ultimi tempi.

E la passeggiate con loro, sotto un  cielo plumbeo, ma il parlare, ascoltare le loro parole, ha messo tutto in secondo piano, ero a casa, ero fra amici e il loro calore ha sciolto un po’ il  nodo.

Io sono già anziana, ho già una certa età e una giornata come martedì e una come giovedì non le voglio più passare.

La prossima volta non  so come ne potrei uscire.

STELLE SORRISI E COLORI

Le stelle delle notti al mare, a Cervia.

Le stelle ed i sorrisi di Marina, Alberto e Zoe.

Le cene e le serate assieme.

Ossigeno per la mente e per l’anima.

I colori ripresi in mano per colorare mandala e rilassare la mente ed i muscoli.

Mente e muscoli sottoposti ad un lungo periodo di stress e che ora urlano tutta la loro contrattura e allora si cerca riposo e pace in esercizi fisici e nei colori.

Una normalità che fatica a tornare.

Un caldo ancora soffocante che fatica ad andarsene.

E tutto questo non fa bene all’umore.

SENTO LA MANCANZA

Sarà un’ estate diversa.

Abbiamo dovuto fare cambiamenti repentini in corso d’opera.

Fino ad un paio di mesi fa, eravamo lì che programmavamo un viaggetto con la Tata ad inizio settembre, poi gli sviluppi da aprile in poi ci hanno costretti a cambiare radicalmente programma.

E il 26 aprile abbiamo preso una decisione: vacanze sì, perchè abbimo bisogno di staccare un po’ la spina, abbiamo la necessità di cambiare muri e allegerire la testa e allora prenotiamo una settimana a Cervia.

Detto, fatto, nel giro di 3 giorni ho contattato l’albergo dello scorso anno, preventivo per una permanenza con la Tata, dato conferma, inviato caparra e problema vacanze risolto.

Abbbiamo necesità di rimanere vicino a casa, abbiamo necessità di essere ad un’ora da casa, perchè i controlli sono ancora molto serrati e non sappimo come possa evolvere la situazione, di conseguenza dobbiamo rimanere in zona per qualsiasi evenienza.

Certamente è una buona soluzione, ma quest’anno sarà un po’ diversa, purtroppo la compagnia di Cervia quest’anno ha perso alcuni pezzi lungo la strada, alcuni non potranno essere dei nostri.

Gli amici di Roma non potranno essere dei nostri, ci saranno Marina e Alberto, gli storici del cadore, ma non gli storici di Roma.

E la cosa mi destabilizza, sento già la mancanza delle risate fatte a crepelle con loro, sento già la mancanza dei discorsi seri, perchè ogni tanto siamo seri pure noi, sento tanto la mancanza del tormentone estivo da condividere con loro, da spiazzare, sento la mancanza dell’allegria mai becera della loro immensa compagnia, sento già la mancanza dell’ora accademica fatta durante i pasti in albergo, sento la mancanza della cena di Ferragosto con loro e gli storici del Cadore.

Sento la mancanza del tran-tran agostiano degli ultimi anni

UN RESPIRO

Un respiro lungo e profondo era quello di cui avevamo bisogno.

Avevamo bisogno di staccare un po’ i pensieri, sentivamo la necessità urgente ed impellente di cambiare aria, di un respiro diverso.

Abbiamo la fortuna di avere amici preziosi per questi momenti ed al nostro appello hanno risposto Marina e Alberto.

Marina. Alberto, Zoe, io, il Ferrari, la Tata e Roma.

E’ bastata una telefonata, alcune parole chiare “Abbiamo bisogno di girare la chiave, di cambiare aria” e loro hanno risposto che andava bene, di prenotare e sarebbero partiti con noi per alleggerire i pensieri e sostenerci in questo tortuoso cammino, fatto di novità ed attese snervanti.

E alla fine Roma è stata.

Roma con le sue piazze, i suoi monumenti, Roma che ormai è casa, Roma nella quale le chiacchiere e le risate sono sempre leggere, rinfrancanti e cariche di energie.

Roma che ci ha fatto scoprire che le persone oneste esistono ancora, Roma che ci ha scaldati e rallegrati.

Roma che ha fatto scorrere velocemente, forse troppo velocemente, il tempo leggero e spensierato.

Roma magica.

 

SUCCEDE

Succede che ti svegli una mattina e ti rendi conto che la tua età anagrafica coincida con l’età mentale.

Da lì capisci che in mano non hai nulla, nulla attorno, il vuoto e la solitudine la fanno da padrona.

L’ansia sale e la paura comicia  a serpeggiare, perchè la solitudine ad una certa età fa paura.

Ti rendi conto che non puoi resettare quello che hai fatto negli anni addietro, quando avresti potuto costruire qualcosa per gli anni che sarebbero arrivati, gli anni in cui la solitudine fa paura.

Ma qualcosa puoi ancora fare, buttare il passato alle spalle, lasciarlo andare, tanto ormai quello che è fatto è fatto, e da lì ricominciare a lavorare su di te. accettando  la situazione e trovare il buono anche in questa condizione.

Il  buono c’è in tutti i contesti, basta volerlo cercare e guardare,senza paura, dentro di sè, perchè quello che avevi sempre cercato fuori, l’avevi a portata di mano dentro di te.

Ce la puoi fare caro amico, ma è dura capire che la vita non è sempre e solo Carnevale di Rio.

Stringi i denti e tirati su, avanti a testa alta e muso duro

UN NUOVO ANNO

Fra poco meno di 4 giorni la Tata riprenderà la scuola.

Quest’anno è l’ultimo anno di medie, sarà il primo vero anno che la porterà verso l’adolescenza, verso strade a lei sconosciute, strade che a noi, o almeno a me, fanno paura, ma si sa, i bambini crescono, diventano ragazzi e prima  o poi il distacco avviene,

Sono giorni intensi, fatti di momenti allegri e momenti di arrabbiatura.

Sono giorni alle prese con un compito che mi è stato affidato, che sul momento mi ha tolto il fiato e messo un po’ ansia, ma poi, come tutte le cose, se mi impegno, se comincio a ragionare ed a mettere in fila le idee e le parole,  qualcosa di bello, spero, di riuscire a tirare fuori.

Lo debbo fare, debbo riuscirci e con l’aiuto delle persone giuste, ce la posso fare.

Anche solo per ricordare in un futuro vicino e poi lontano, una persona garbata e gentile che, a modo nostro, tutti stiamo salutando.

E LA CHIAMANO ESTATE

E’ stata una estate strana, in bilico, non caldacome quella dello scoros anno, ma comunque calda parecchio anche questa, con ancora più umidità.

E tutto quto caldo, questa umidità ha influito sull’umore.

E’ stata una estate scandita da grandi disastri.

L’incendio di Borgo Panigale, mi ha prostrata tanto nel morale, abitavamo lì 30 anni fa, conosco bene la zona, bastava solamente che scoppiasse 100 metri più avanti e faceva una strage, 100 metri più avanti la tangenziale passa a pochi metri dalle case, dalla casa che noi abitavamo 30 anni fa.

Il crollo del ponte a Genova, mi ha dato il colpo di grazia, il mio umore e il mio morale sono defintivamente crollati.

Mi sono resa conto che durante la settimana a Cervia con Marina e Alberto (gli storici del Cadore), Rosie e Fred non ho scattato una sola foto, che i giorni sono volati, che il tempo mi è scivolato fra le dita senza che me ne rendessi conto.

Ecco debbo dire, per essere onesta, che durante quella settimana delle risate ne sono state fatte tante, sia risate scatenate da discorsi seri, sia da cose molto più sceme, che a me vengono tanto bene.

Il tormentone di questa estate è stato “Gattone e gattona”