CI SIAMO

Siamo tutti in vacanza, respiriamo aria di mare e leggerezza che la Tata  ci elargisce a piene mani.

Ridiamo, ma non prendiamo tanto sole, siamo troppo impegnati a farci compagnia e a guastare in pieno le presenze.

Ci piace questo ritmo lento e sempre allegro, ci siamo buttati alle spalle i pensieri e viviamo questi giorni con il massimo della leggerezza e serenità possibile.

Ogni tanto le lacrime spingono, ogni tanto escono,  ma poi tutto rientra e si continua sulla strada della serenità.

BASTA POCO

Basta poco per far girare male una giornata, basta un inghippo all’automobile.

Basta una notte semi in bianco, causa digestione complessa e pensiero sul come risolvere il problema automobile.

Ma poi basta poco per svoltare la giornata , da giornata nefasta in giornata normale e luccicosa.

Basta una telefonata ad un Amico, chiedendo aiuto, e questo amico accorre, anzi arriva in bicicletta, controlla, va a prendere la sua auto e mi accompagna dove troverò la maniera di risolvere il problema, ma ancora di più, mi risolve il problema, mi legge negli occhi l’angoscia, l’ansia per il piccolo granello che ha inceppato l’ingranaggio della mia normalità.

Si rimbocca le maniche e nel giro di mezz’ora è tutto risolto, lui ha fatto il miracolo.

Amico storico di Calderara, grazie.

 

 

UN RESPIRO PROFONDO

Un respiro profondo e Roma è magicamente arrivata.

Dopo tanto penare, finalmente siamo riusciti ad organizzare il week-end a Roma.

Ci voleva, ne avevo voglia, sentivo il bisogno di girare la chiave, di non pensare a nulla, di non dover rifare letti, cucinare pranzi e cene, di stare fuori tutto il giorno in giro, con il naso all’aria, in compagnia, ridendo e senza pensare a nulla.

I soliti: noi con al seguito la Tata, Marina e Alberto, gli storici del Cadore, e Rosie e Fred che ci hanno raggiunti il sabato.

Ma già dal venerdi al nostro arrivo, i buoni presupposti per giornate serene si sono presentati subito.

Colosseo all’interno con la Tata, era tanto che lo desiderava e quest’anno siamo riusciti ad accontentarla.

L’interno del Colosseo è un’emozione unica, da togliere il fiato, è maestoso, imponente e dà idea di quello che dovevano provare i gladiatori che scendevano nella sua arena, circondati da tutte queste persone urlanti, festanti, che li incitavano, il sapere che stavano andando incontro a morte certa, ma con l’adrenalina del tifo sfrenato (scusate il paragone calcistico, ma ci sta tutto).

La passeggiata all’interno dei fori e del Palatino, da togliere il fiato, in tutti i sensi, sia per la fatica che per le emozioni.

La sosta in un bar per una merenda, la passeggiata fino Fontana di Trevi, anche quella un monumento che lascia senza fiato, incantevole nei suoi marmi bianchi e l’acqua azzurra che si riflette sopra alle statue, che sembra prendano vita con i guizzi di luce che si rifrange dentro all’acqua.

Roma è un largo respiro, è la mente leggera delle passeggiate, delle cene a base di specialità romane.

E’ piazza del Quirinale che mi incanta, è l’incontro con Rosie e Fred a piazza di Spagna, con la sua maestosa scalinata, bellissima, imponente, restaurata e pulita.

E’ via Condotti che i suoi negozi presi d’assalto dai turisti giapponesi che spendono a piene mani, senza spaventarsi davanti a prezzi che, a volte, hanno 3 zeri finali.

E’ il Vaticano di sera con i suoi marmi bianchi illuminati che sovrastano la piazza che, stranamente vuota, è ancora più magica.

E’ una rapida passeggiata a Campo de’ Fiori, incanta davanti a tutte e bancarelle di frutta e verdura, è l’ennesima visita a piazza Navona che mi lascia senpre senza parole, tanto mi piace, tanto mi intriga.

La magia di Roma anche quest’anno si è compiuta, ho riso, mi sono divertita, mi sono rilassata, ho parlato, ho ascoltato, ha diradato tutte le nuvole di stanchezza che si erano annidate dentro di me.

A Roma abbiamo imbastito un “abito”, leggasi week-end settembrino, che ad agosto finiremo di cucire per poi indossare a settembre, tutti assieme: io, il Ferrari, la Tata, Marina, Alberto, Rosie e Vecchio Fred.

Unico cruccio, non aver potuto salutare Giorgia e Ste, erano via per un week.end lungo, e Romina, Claudia e Nicola, ma la gravidanza avanzata le ha tarpato le ali.

Intanto Vasco cantava a Modena

LA SERENITÀ

“Cri oggi a pranzo, per favore, non cucinare la pasta, solo verdura, grazie”

“Stai poco bene?”

“No, sono ancora pieno da ieri e da ieri l’altro”.

Facciamo alcuni passi indietro.

Sabato sera avevamo a cena i ragazzi, con la Tata e la Cocca, sono rientrati dalle vacanze in Croazia, vuoi non prenderli a cena per farsi racocntare un po’? Vuoi non averli a cena per godersi un po’ la loro compagnia?

E allora che cena sia…..ma leggera, spaghetti al pomodoro, prosciutto e melone, bresaola con gorgonzola e frutta.

Ma poi si sa, in compagnia si mangia meglio e, sempre, un peletto in più.

Ieri  era il grande giorno, dopo un anno, avremmo rivisto Mia e Nato.

Naturalmente essendo loro persone gioviali e che non disdegnano il buon desinare, li abbiamo portati a mangiare crescentine e tigelle. E lì nessuno si è tirato indietro, abbiamo fatto onore a tutto quello che ci è stato servito in tavola, vuoi mai che poi la cuoca si offendesse, non sia mai detto.

Al rientro a casa, ci siano apprestati  far passare il pomeriggio, chiacchierando piacevolmente, ma ridendo anche tanto, lì, nel mio ambiente, si è svegliato il pagliaccio che alberga in me, raccontando le serate e nottate umarelliche a guardare la posa del ponte del People Mover.

Vuoi non raccontare le avventure umarelliche con gli anziani del Centro Anziani che abbiamo dietro casa? Vuoi non raccontare loro, con mimica allegata, il passaggio degli umarells durante i lavori  per tappare le falle del sistema idrico paesano?

Il Clou è avventuo quando, verso le 18, sono arrivati Claudia e Mauro, gli amici storici di Ferrara.

Dopo le dovute presentazioni, ho ripreso il mio spettacolo teatrale, raccontando  loro il mitico “Muoriiii predaaaa”, del quale hanno sempre sentito parlare, ma non avevano mai visto in diretta.

Credo che boato che è esplso in casa alla fine della scena, l’abbiano sentito fino al paese qui a fianco.

Naturalmente Mia e Renato ad un certo punto ci hanno salutati, con grande rammarico ho dovuto lasciarli partire, ma io li avrei tenuti qui anche a cena.

Oggi Claudia compie gli anni e noi abbiamo festeggiato in anticipo andando a mangiare una pizza, onestamente io ero ancora piena dal pranzo e dalla merenda, ma una pizzata per festeggiare non si rifiuta mai.

E anche lì tante chiacchiere e tante risate, tipo:

“Cri ma LaFiglia quanti anni ha già? Sai che io me la ricordo ancora piccolissima, appena nata?”

“Mauro, tranquillo LaFiglia ha 40 anni”

Mauro è sbiancato, ha rischiato di cadere dalla sedia , ci siamo guardati tutti in faccia e ci siamo detti:

“Come siamo già vecchi”.

Morale, oggi a pranzo solo verdura.

MOMENTI MAGICI

Sono magici i momenti che si passano assieme ad amici che riescono solamente a farti ridere.

Abbiamo passato una giornata assieme a Rosie e all’Amico di Roma,

Quasi inutile dire che le risate ed i momenti sereni si sono sprecati, sono stati tanti e molteplici.

Anche quando abbiamo affrontato argomenti seri, la tranquillità non ci ha mai abbandonati.

Tanti anni di amicizia, tanti anni di convivenza con il cancro ci ha formati, tanti momenti di sconforti ci hanno uniti, ma anche tanti momenti di leggerezza e allegria in quasti anni ci hanno legati.

Uno per tutti “Muoriii predaaaa” davanti ad una tazza di tè.

E allora ben vengano queste giornata, magari un po’ frenetiche, dove vorresti concentrare tutto il dire e il fare, dove il tempo scivola via veloce e, quando arriva il momento dei saluti, lo sguardo si sgrana, gli occhi si inumidiscono un po’, ma sai di avere fatto una notevola scorta di leggerezza, che ti aiuterà ad affrontare il tempo a venire.

Ci si saluta, ci si abbraccia  con la promessa di rivederci da qui a poco più di un mese.

E intanto è cominciato il conto alla rovescia.

DA ORA IN POI

…e adesso che ti abbiamo salutato dobbiamo cercare un po’ di serenità in noi e per noi.

tutto tornerà a ruotare attorno al sole come se niente fosse successo, anche se non è vero, qualcosa è successo.

E stamattina sono state piante calde lacrime, tante e abbondanti, pensando a te, a tutta la tua sofferenza ed al calvario che hai dovuto affrontare.

Tu che, come tantissimi altri, non ti saresti mai meritato una fine così, divorato dal cancro, tu che avevi sempre il sorriso della bontà negli occhi.

E stamattina ci siamo sentiti un po’ più soli, ci siamo guardati e tutti abbiamo visto la vita passata, i bei momenti passati, ad essere onesti abbiamo anche ricordato alcune litigate memorabili, ma tutto fa parte del gioco, tutto fa parte del percorso di vita che ognuno di noi ha affrontato, tutto fa parte di quel mondo che ci siamo lasciati alle spalle, mondo che adesso ha perso un pezzetto, un pezzetto per me molto importante.

Vogliamo illuderci che presto tutto questo dolore verrà lenito dai tanti ricordi che arriveranno, perchè noi sappiamo che continueranno ad arrivare.

RICAPITOLIAMO

Ho pensato, ho riflettuto, ho ragionato fra me e me.

Ho parlato da sola facendomi le domande e dandomi le risposte, mi sono immedesimata nei panni degli altri, ho cercato di capire, ho ricominciato a parlare da sola facendomi l’avvocato del diavolo.

Ho ceduto le armi, mi sono ritirata, ho fatto un passo indietro e mezzo passo avanti, mi sono adirata, ma poi mi è passata.

Ho fatto il silenzio stampa, per poi tornare sui miei passi, con il minimo sindacale, giusto per lasciare uno spiraglio aperto, non si sa mai, per poi dirmi che tanto niente più sarà come prima.

Sono stata molto triste, sono ancora molto triste, pensavo di avere elaborato, metabilizzato, ma non è così, ci vorrà acora un po’ di tempo.

Ho riso, ho camminato e cenato in piacevole compagnia con il Ferrari e alcuni amici storici, ho passato delle ore serene.

La normalità per ora è ancora un po’ lontana, la Tata si è fatta male, per l’ennesima volta, ed ha ancora le stampelle, ma da domani tutto dovrebbe rientrare, ci aspetta solamente un controllo venerdì, poi, si spera, tutto torni a girare al ritmo della banalità.

Il mio umore è ballerino, solamente con pochissime persone riesco ad essere quella di sempre (il Ferrari, la famiglia e gli amici quelli belli).

Mancano ancora alcune tessere per riprendere sui soliti binari.