LE OTTO MONTAGNE

Ho letto questo libro di Paolo Cognetti in questi giorni di profonda tristezza.

E’ un libro che parla di amicizia, di quella amicizia vera e profonda che regge alla distanza, alla diversità di carattere delle persone e che fa respirare.

Avevo bisogno di respirare, di sapere che l’amicizia che supera e travalica il tempo e le distanze, esiste, avevo bisogno di questo libro per sentirmi confortata.

E il conforto l’ho trovato, negli spazi aperti di cui parla l’autore, dell’aria fresca e pulita che sembra di respirare girando ogni pagina.

Ho trovato conforto e con il passare dei giorni, ripensando a questo libro, troverò anche la serenità che ora mi manca, riprenderò a pensare all’amico perso senza che gli occhi mi si inumidiscano, senza il magone e senza il tuffo al cuore che provo ogni volta.

Gli spazi aperti in cui lasciar vagare la mente e i ricordi

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RIFLETTIAMO

La vita va avanti, tutti assieme.

Durante la nostra vita incontriamo tantissime persone, con alcune il cammino è pianificato, con altre accidentato e con altre ancora procede fra alti e bassi.

Ci sono persone che conosci in un momento della tua vita e con le quali cammini assieme, cresci assieme, evolvi assieme e, sempre assieme, si instaura quel rapporto di amicizia che fa superare tutte le difficoltà e si cementa diventando una amicizia storica.

Nello stesso periodo incontri altre persone, con le quali instauri un altro rapporto di amicizia, e anche con queste si comincia a camminare assieme, ma poi, la vita cambia, tu cambi, loro cambiano e le strade si dividono, per poi magari reincontrasi in altri momenti, si ricomincia a frequentarsi, si riprendono in mano i vecchi discorsi e si scopre che quello che ci univa allora, per noi, non è poi così importante, ma ci piace la loro compagnia e, anche se non si cresce assieme, ci si continua a vedere, magari non con una gran frequenza, ma si rimane sul piano dell’amicizia cortese.

Esistono persone che conosci e ammiri, con le quali instauri un legame di amicizia, quell’amicizia che ti fa preoccupare quando questa persona non sta bene, quando vedi che ci sono delle difficoltà e diventa difficile superarle, persone che tenti di aiutare, ma alla fine ti rendi conto che sarà sempre un amicizia che si protrarrà nel tempo, basta che tu impari a corazzarti.

E poi ci sono le persone che incontri sulla tua strada e con le quali devi sempre dosare le parole, le opinioni e le situazioni, a quel punto meglio lasciar perdere, non ne vale la pena perdere tempo.

E’ il normale percorso di vita e di amicizia.

 

 

 

 

DI RITORNO

siamo rientrati oggi, da poche ore, dopo 7 giorni passati a Cervia.

La mia Cervia, il mio luogo del cuore, il luogo dove rifugiarmi per ricaricare le batterie.

Ci siamo divertiti. Io, il Ferrari, la Tata (che guai non ci fosse), Rosie, Fred, Marina e Alberto (gli amici storici del Cadore).

Sono stati 7 giorni carichi di risate, ma tante, veramente tante.

Risate fatte di cuore e di pancia, risate che sono risultate anche migliori perchè inaspettate, che scaturivano dalle situazioni più normali e banali, ma dalle quali sono, siamo sempre riusciti a trovare il lato comico.

La Tata si è rivelata una presenza simpatica, arguta e dolce, anche se ogni tanto faceva scappare la pazienza, ormai se non passo un po’ di tempo con lei a Cervia, non mi sembrano nemmeno vacanze.

Ho avuto tutti, e dico tutti, attorno a farmi da spalla nella mia cretineria, a supportarmi nelle mie tante imbecillità, ma mi sono tanto tanto divertita.

Ho scoperto che quando non sono sotto pressione, quando le persone che mi circondano sono intelligenti, riesco a rilassarmi e a dare il meglio di me stessa, non sono quell’asociale che potrei sembrare, sono come il dottor Jekyll e mister Hide, riesco a trasformarmi in una persona socievole, leggera e riesco a fare dormire sonni profondi all’ignorante che alberga dentro di me.

anche quest’anno si ricorderanno di me, da oggi in poi in albergo sarà tutto più triste

 

CARA AMICA

Cara amica ti scrivo, così ti distraggo un po’.

E’ un momento difficile per te, un momento in cui ti stai preparando per accompagnare una persona a te cara, verso il finale.

io posso dirti di capire il tuo malessere, la tua paura, posso comprendere tutti i tuoi stati d’animo, ma il tuo sentire, il tuo vivere questi momenti, il tuo vivere questa sofferenza è solamente tuo, perchè ogni sentire è nostro, personale, il mio sentire e provare dolore, smarrimento, è diverso dal tuo, differente da quello di qualsiasi altra persona, ha in comune solo il grande dolore per l’imminente distacco, ha in comune lo sconforto per l’impotenza davanti al dolore fisico che non sappiamo come alleviare.

Cara amica ti scrivo per dirti che, quando ti apparirò dura, insensibile e cinica,lo sarò unicamente perchè ti voglio bene e sto tentando di scrollarti, di non farti affondare nel malessere fisico e mentale.

Cara amica ti scrivo per dirti che se ogni tanto sarò “jamaicana”, non è per menefreghismo, ma a volte, fa bene avere al fianco qualcuno che si comporti come “il matto di mezzo” e sdrammatizzi.

Cara amica, stringi i denti e vai avanti, che la forza ce l’hai

DAVANTI AD UNA TAZZA DI TÈ

Un momento di pausa dopo la lettura del messagio di un’amica.

Un freddo al cuore, una mano di ghiaccio che toglie il fiato.

E si torna indietro nel tempo, alla durezza di quel pensiero 15 anni fa, quando fra le lacrime attivammo l’assistenza domiciliare per papà.

Alla rabbia che mi sentii urlare dentro, a come mi sentii cattiva allora.

Non volevo, non volevamo, ma fummo costrette, la situazione era diventata insostenibile, mamma non ce la faceva più, noi lavoravamo tutti, lui peggiorava di giorno in giorno.

Per noi fu arrendersi alla malattia, cedemmo le armi al cancro che lo stava divorando.

Ma restammo sempre unite, per noi, per lui,per accumulare dentro di noi tutti i ricordi e i momenti possibili di papà.

E quei momenti, belli e brutti, ora ci accompagnano tutti i giorni, tutti i momenti in cui la nostra mente corre a lui.

ESISTONO PERSONE

che hanno il potere di rendere bella una giornata.
esistono persone che non sapevi esistessero, ma che speravi fossero da qualche parte in attesa di palesarsi a te.
e tu queste persone le hai sempre cercate.
persone con le quali passare tante ore assieme e non essere mai stanca della loro presenza.
esistono persone che appena saluti hai già la voglia di rivederle, senti già la loro mancanza fisicamente.
e queste persone sono le socie e i soci di Vivere Senza Stomaco si può e che, sabato erano tuti a Bologna per la Terza camminata
mi hanno dato tanto e questo tanto me o porto ancora nella mente e nel cuore.
persone che quando le abbracci per salutarle vorresti tenerle strette strette per non farl partire, ma poi sai che fisicamente non ci sono accanto a te, ma con il cuore sono sempre lì che ti sostengono a ti sorridono
Sono persone che danno tanto senza chiedere nula in cambio, ma vorresti dare tanto a loro, anche se tutto quello che dai è solamente 1/3 di quello che loro danno a te.

ERA TANTO TEMPO……

…che il Ferrari non si faceva male. Venerdì è successo anche questo, si è schiacciato un dito, in maniera abbastanza importante, e abbiamo passato la mattinata al pronto soccorso.
Era tanto tempo che non succedeva e avevo perso l’abittudine all’angustia che ti prende in quei momenti, quando hai paura che svenga, quando temi che possa succedere qualcosa di brutto, quando vedi che il sangue non si ferma, quando lo vedi bianco, invecchiato e dolorante e tu non sai cosa fare per alleviare tutte queste sofferenze.
Era tanto tempo che non partivamo all’improvviso per il Cadore.
E sabato mattina l’abbiamo fatto, abbiamo imboccato quell’autostrada che a me piace tanto, perchè mi porta da Marina e alberto, ci porta in Cadore,mi porta dove mi sento a casa e dove mi riempio gli occhi di montagne e cieli azzurri.
E quando alle 11,30 siamo spuntati dal ponte Cadore e sulla destra ho Visto Pieve di Cadore, ho sorriso, mi sono rilassata e le lacrime sono tornate indietro.
E da lì in poi tutto ha preso un’altro ritmo, più lento, più rilassato.
e allora, vai di chiacciere di risate, con Marina, a farle i complimenti per la ristrutturazione, per la bella cucina, e pranzare assieme gustando tutti i cibi da lei preparati, guardando dalle finestre le montagne attorno e il sole che illuminava i fiori a cascata dalle finestre circostanti.
E camminare in mezzo ai boschi, costeggiando il lago fino a Pieve, fare i conti dei chilometri percorsi e sentirli tutti nelle gambe, ma non fa niente, li abbiamo percrosi ridendo a crepapelle, parlando raccontando, e ricordando.
E a cena con anche Alberto, abbiamo parlato tanto, ma tato da non accorgeci nemmeno che i piatti sono vuoti, e non aver voglia di andare a dormire tanto la giornata è stata intensa e piacevole, ma poi ti addormenti sapendo che ti rimane ancora un giorno da passare con loro.
Ci siamo lasciati la domenica pomeriggio e mi sono promessa di fare un altro fine settimana, magari fra un mese ,quando il larice cambia i colori e tutta la vallata si tinge di giallo, arancio e rosso, il famoso “Rosso Tiziano”