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BASTA POCO

E a volte quel poco è importante e salvifico.

Una visita di controllo da fare, un bel libro appena iniziato, la prospettiva di fare il tragitto con i mezzi pubblici per avere, appunto, il tempo di leggere.

Poi una ricerca di nuovi bar in centro per colazioni di passaggio fra la discesa dal mezzo pubblico e l’arrivo in ospedale per la visita.

Serve anche quello, bisogna far decantare l’ansia, che ultimamente la fa da padrona, la poca voglia di andare, il sapere che è sì una visita in reumatologia, ma negli ultimi 15/20 giorni i dolori sono aumentati e sai che la prospettiva è quella di fare raggi X ed ecografie per vedere andamento artriti e reumatismi ed un eventuale aumento ed aggiustamento delle terapie.

La prospettiva non ti alletta per niente, ma sa da fare, devi essere in forma, adesso hai altre “battaglie” da combattere, devi essere un valido sostegno per chi ha più bisgoo ed è impegnato più seriamente sul fronte oncologico.

Alla fine ho trovto il mio anolo di paradiso Dandy Caffè letterario.

E la giornata assume un altro colore. Un po’ intimorita entri, ti guardi attorno, ma le persone dietro a quel banco ti mettono a tuo agio, sono carezzevoli, premurose e calorose nell’accoglienza.

Ti accomodi in un girdino esterno ombreggiato e fresco, lontano dalla postazione bar, circondata dal silenzio, da altre persone che, come te, hanno trovato il loro angolo di paradiso, praticamente un bar- biblioteca, silenzioso, tranquillo e dove la calma riesce a distendere un po’i nervi troppo tesi ultimamente.

Basta poco, ma quel poco è prezioso come l’acqua nel deserto

NON MOLLARE MAI

A volte le forze ci lasciano, le energie si volatilizzano.

Ma non bisogna mollare mai.

E ci sono le volte in cui un banale raffreddore fa traboccre il vaso.

Ma non mollare mai.

A volte la fatica è tanta, la montagna sembra sempre più ripida.

A volte la strada da percorrere sembra senza fine.

Ma non mollare mai.

Poi bisogna fermarsi, soffiare il naso, il raffreddore non molla, la tosse la fa da padrona e ti viene la tentazione di rannicchiarti su te stessa e aspettare che tutto passi.

Che tutto passi, che scivoli via, che anche il raffreddore sembri una montagna inscalabile, quando di inscalabile non c’è assolutamente nulla.

Non mollare mai.

Occorre soltanto lasciare decantare le parole, allontanare dalla mente le parole lasciate cadere con saccenteria da una persona sgradevole, mettere in fila tutto e ritrovare l’equilibrio che sembrava perduto.

Mollare mai.

P:S = il raffreddore questa volta si è preso delle colpe che non ha.

LA LEGGE DI MURPHY

E’ sempre in agguato, anche se la mia amica delle superiori, venerdì mattina, mi ha detto di non dirlo e di non pensarlo, perchè al peggio non c’è mai fine.

Giovedì è stata una giornata fantastica, con la neve per terra, ma un cielo azzurro ed un sole splendido, la giornta dei mille e mille passi, la giornata delle mille e mille chacchiere, delle mille e mille risate

Ma poi, da venerdì tutto ha preso un’altra piega, la lavatrice ha cominciato a fare le bizze, pensavo di averla sfangata, ma poi alla fine mi sono dovuta arrendere, chiamare il tecnico, che, per fortuna, è un amico ed abita in paese, è accorso subito al mio gido di dolore e tutto sembrava risolto.

Sabato mattina, sembravo il davolo della Tasmania, indiavolta di nuovo con la lavatrice…e da lì è stato tutto in discesa fino a ieri sera.

Pioggia a catinelle, l’improvviso innalzamento della temperatura che ha provocato lo scioglimento veloce della neve caduta in montagna, l’apertura dei bacini e tutta questa acqua che si è precipitata a valle, inaspettata, le casse di esondazione che hanno retto il giusto, l’alluvione, l’ansia e la paura per le conseguenze.

Il pensiero per Mia 

Il pensiero per Mamigà

Tutta una serie di messaggi e telefonate che avrebbero tagliato le gambe a chiunque.

La legge di Murphy questa volta a colpito duro.

 

 

 

 

LE DUE BRIOCHES

Le due brioches sono quelle che si alternano durante le colazioni mattutine con le amiche ogni tanto

Ma soprattutto sono  quelle che si alternano durante le soste mattutine per rimettermi assieme, quando ho bisogno di quell’attimo, quel momento solo mio, quel momento in cui chiudo fuori tutto e tutti per leggere e bere un tè.

C’è la brioche della leggerezza, della serenità, di quei giorni che scorrono lisci, è il rotolino di crema con sopra le scagliette di mandorle, una bontà, una dolcezza che rassicura, che ti fa capire che il mondo gira come deve girare, che la giornata non subirà nessun scossone, che tutto filerà al meglio.

Poi c’è la treccina con gocce di cioccolato fondente, quella è la brioche dei giorni che hanno bisogno di essere raddrizzati, il cioccolato fondente per il nichel è quasi un veleno, ma quando ci sono quei giorni che girano storti, che niente va come deve andare, che tutto si capovolge, che tutto quello che hai in mano ti cade per terra, ecco quello è il classico giorno della treccina con le gocce di cioccolato fondente, mi rimette in pace, la mangio con il sogghigno di chi se ne frega, di chi sa che domani pagherà scotto per la disgressione, ma oggi va bene così, perchè quell’oggi lì ha bisogno di essere strigliato, per fargli capire che non può sempre andare tutto storto e il cioccolato è un ottimo toccasana, riesce a rimettere tutto in riga e, se non dovesse riuscirci, con una scrollat di spalle tutto passa.

Le due brioches, le ancore di salvezza.

 

I GIORNI DELLA LONTANANZA.

E siamo arrivati alla viglia della partenza della Tata.

La Tata quest’anno fa una vacanza studio di 15 giorni in Irlanda.

Da sola,senza nessuno di noi, con tanti altri adolescenti e pre adolescenti come lei.

Per la nonna è una trauma.

Ha GIÀ 12 anni.

Ha SOLO 12 anni.

Saranno giorni lunghi, giorni di domande, sarà l’occasione per rodare i distacchi futuri che fra poco arriveranno.

E io non sono pronta

ETERNA INDECISA

Quando debbo decidere anche per gli altri.

Divento indecisa, perdo tutta la mia sicurezza, ho timore di non rispettare gli spazi altrui, temo di non rispettare le esigenze altrui.

Divento indecisa e mi sale l’ansia.

La sento salire dallo stomaco, che si stringe, si attorciglia, si arrovella e perdo tutto l’appetito.

La sento arrivare, cambio umore, divento buia e scontrosa, una profonda ruga mi taglia metà la fronte.

La sento arrivare e comincio a sospirare, a tirare profondi respiri, cercando di tranquillizzarmi, ma aumenta ancora di più il senso di disagio dovuto a questa ansia che sale.

Ma poi passa.

 

 

LE GIORNATE HANNO 24 ORE

Punto. Nessuna in più e non se ne possono aggiungere. Non servirebbe a nulla, te la sentiresti sempre stretta.

Devi organizzarti in queste 24 ore che hai a disposizione.

Togline circa 8 per dormire, te ne rimangono circa 16.

Ecco, in queste ore devi concentrare tutto quello che è normalità e tutto quello che arriva a mettersi di traverso.

Inutile farsi prendere dall’ansia, il tempo è quello ed in quel tempo si fa quello che si può, come meglio si può.

Perchè tutti i giorni c’è sempre qualcosa che si mette di traverso, e normalmente sono cose sempre banali che si intraversano ad interrompere il lento sgranarsi di tutti i giorni.

E per fortuna che sono sempre banalità.

Le giornate sono fatte di 24 ore e basta.