RICAPITOLIAMO

Ho pensato, ho riflettuto, ho ragionato fra me e me.

Ho parlato da sola facendomi le domande e dandomi le risposte, mi sono immedesimata nei panni degli altri, ho cercato di capire, ho ricominciato a parlare da sola facendomi l’avvocato del diavolo.

Ho ceduto le armi, mi sono ritirata, ho fatto un passo indietro e mezzo passo avanti, mi sono adirata, ma poi mi è passata.

Ho fatto il silenzio stampa, per poi tornare sui miei passi, con il minimo sindacale, giusto per lasciare uno spiraglio aperto, non si sa mai, per poi dirmi che tanto niente più sarà come prima.

Sono stata molto triste, sono ancora molto triste, pensavo di avere elaborato, metabilizzato, ma non è così, ci vorrà acora un po’ di tempo.

Ho riso, ho camminato e cenato in piacevole compagnia con il Ferrari e alcuni amici storici, ho passato delle ore serene.

La normalità per ora è ancora un po’ lontana, la Tata si è fatta male, per l’ennesima volta, ed ha ancora le stampelle, ma da domani tutto dovrebbe rientrare, ci aspetta solamente un controllo venerdì, poi, si spera, tutto torni a girare al ritmo della banalità.

Il mio umore è ballerino, solamente con pochissime persone riesco ad essere quella di sempre (il Ferrari, la famiglia e gli amici quelli belli).

Mancano ancora alcune tessere per riprendere sui soliti binari.

MOMENTI

Momenti alti e momenti bassi.

Le persone vanno e vengono, i sentimenti e i ricordi rimangono.

Si fatica a metabolizzare la perdita di un vecchio Amico, che poi vecchio, almeno anagraficamente, non era.

Le persone arrivano, si insediano nella nostra vita, con le persone si passano dei momenti belli, gioiosi, allegri, ci sono a tendere una mano e ad offire una spalla.

Le persone vanno, ma quelle risate, i momenti belli e le spalle rimangono.

Le persone si spera tornino, prima o poi, anche se si sa bene, che, forse, non tutto tornerà come prima.

I sentimenti di affetto profondo e i grandi ricordi dell’Amico scomparso, sono tanti e profondi, ma non bastano a lenire il senso di dolore, perdita e smarrimento.

Le persone vanno, gli Amici rimangono in fondo al cuore, in un angolo dell’anima.

RIFACCIAMO

Un passo indietro e rimaniamo in attesa.

Torniamo ognuno al proprio posto, in attesa.

Senza forzare la mano, senza pretendere nulla, in attesa.

Intanto facciamo tutti un passo indietro.

Niente e nessuno potrà cancellare i bei momenti, ma al momento è opportuno che  ognuno torni al proprio al proprio mondo.

Le mie energie attualmente debbono prendere un’altra direzione, al mio fianco ci sono persone che hanno bisogno di tutta la mia grinta e le mie forze.

Ed io ho bisogno di ricaricare le batterie, sono senza energie

IN ATTESA

Sono ancora in attesa di quell’esito, di quel pezzo di carta che manca.

Si fa lo screening, eccome che si fa, la Regione lo promuove e noi brave donnine lo facciamo, perchè la Regione, che lo promuove e lo sovvenziona, va incentivata su queste faccende, però….

ecco il però…non possiamo rimanere in attesa dell’esito due mesi e mezzo, se io seguivo il mio tran tran, facevo la mia bella mammografia presso un ospedale qualsiasi della provincia e uscivo direttamente da lì con il mio bell’esito in mano.

Invece no, mi sono fatta ammaliare dalle canto delle sirene, dallo screening Regionale…e accidenti a me quando mi sono fatta ammaliare.

Debbo prendere appuntamento con l’oncologa per la visita, mi piace andare a farmi rassicurare da lei, lei è la mia riva, lei è il mio salvagente, ma senza quel pezzo di carta mi sembra superfluo contattarla, mi fossi rotta un ginocchio potrei anche capire andare senza esito mammografia, ma 13 anni e mezzo fa fui operata di un cancro al seno, quindi capite bene che l’esito della mammografia sia basilare ed importante.

Aspetterò fino a lunedì prossimo, in assenza del pezzo di carta, lunedì scatenerò l’inferno, perchè tutto ha un limite.

C’È BISOGNO

Di linearità, di normalità e di tran tran.

Ci sarebbe bisogno.

Non c’è bisogno di scossoni o granelli in mezzo agli ingranaggi, tutto dovrebbe funzionare senza sussulti e ben oliato.

“Dovrebbe”, “sarebbe” tutti verbi al condizionale.

Perchè qui ogni tanto si inciampa, si traballa, si vacilla, ma non si molla.

Tentando di ritrovare l’ottimismo e la fiducia.

DOMANI

Domani sarà il lunedì più lunedì dell’anno.

Ho già preparato le sveglie delle 5, ho già preparato i vestiti.

Si torna alla normalità fatta di buio fuori dalle finestre, di freddo fuori dalle finestre, e di silenzio dentro casa e fuori casa, quel silenzio che aiuta a mettere assieme le persone che stanno affrontando il freddo che c ‘è fuori da quelle finestre.

Io per prepararmi aldomani, oggi pomeriggio ho fatto merenda da Ca’ Pelletti

Domani tutto nella norma

CAMBIO AGENDA

Un anno è finito ed un altro è cominciato.

Ho tolto l’agenda del 2016 dalla borsa ed ho inserito quella del 2017.

Agenda già con alcuni appuntamenti segnati, esami e visite, non di certo appuntamenti galanti.

Ho sfogliato l’agenda del 2016 per controllare avessi qualche appunto da riportare nell’agenda nuova.

Ed ho sfogliato un anno faticoso e, a volte, doloroso, però è passato, abbiamo scollinato anche questo.

Ed ora cominciamo il 2017 sperando abbia tanti appuntamenti sereni e felici in programma per noi.

Magari noi possiamo provare a metterci un po’ del nostro, creando motivi banali per sorridere, per incontrare amici vicini e lontani.

Ho capito che dobbiamo essere noi a dare una spinta, una svolta a questo nuovo anno.

Ho capito che dobbiamo essere noi a fare in maniera che sia un Buon Anno.