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MA POI PASSA

Sta diventando il mantra degli ultimi giorni.

Non abbiamo ancora visto l’esito della pet di controllo effettuata venerdì, l’ansia sale, lo scormento pure, la paura si insinua lentmente.

E domattina dobbiamo andare alla visita di controllo , ma ci andiamo senza sapere cos’ha detto la pet, ci andiamo con i mille dubbi insinuati dal fisiatra per alleviare i mille dolori che la Bomba Atomica ha scatenato

Il positivismo a volte vacilla, le lacrime ogni tanto provano ad uscire, ma poi c’è sempre qualcosa o qualcuno per le quali vanno ricacciate indietro.

Ci si sente fragili ,in balia degli eventi e co la pura di non riuscire a dominarli o a tenerli sotto controllo.

Ma poi passa.

UN PASSO AVANTI

E’ così, c’è poco da dire, per quanto noi umani si lavori sulla ricerca per la lotta al cancro, lui è sempre un passo avanti.

Ci impiega del tempo, ma alla fine riesce sempre ad aggirare gli ostacoli che noi umani gli mettiamo fra le ruote.

Lo dimostra il fatto che in 7 mesi si è formata una massa di 11 cm e che gli esami del sangue, eseguiti a distanza di 3 mesi dai precedenti, fossero in linea, che tutti i campanelli che fino ad allora ci dicevano che la terapia funzionava, si sono rimessi in linea, ci hanno fatto capire che si stava festeggiando bevendo Glivec come se fossimo ad un apericena fra amici.

Però noi umani siamo caparbi, cocciuti e testardi, abbiamo sempre un’arma di riserva per contrastarlo, lui si ota avanti, ma anche noi non siamo da meno.

Oggi si deve far passare il tempo ed, a volte, la testa veleggia vero lidi di profondo sconforto.

IL VENTO FREDDO

Due giorni di luce, di sole, di cielo azzurro, sgombero da nebbia e nubi.

Un sogno.

Un vento freddo che spira forte, ma che pulisce l’aria e i pensieri.

Un vento freddo ed una luce chiara che invitano ad uscire, a camminare fra parchi, giardini, campi e lasciare andare i pensieri e tutto quello che va dietro ai pensieri.

Il vento teso e freddo che èulische e schiarisce le idee.

il vento freddo e buono che aiiuta a ridimensionare le situazioni.

Il vento freddo ed il cielo azzurro che tentano di riportare la normalità.

RITIRARSI

In buon ordine, in silenzio.

Lasciare andare tutto ed ascoltare le parole, le emozioni e le sensazioni.

Riprendere la buone abitudini in solitaria, per andare avanti.

Doccia, capelli e tanta crema, come allora, per lavare via gli odori e le sensazioni, per lavare via la paura e l’angoscia.

Sentire di nuovo le spalle forti, sentire di nuovo che va tutto per il verso giusto, lasciarsi guidare, ascoltare e imparare.

Dentro tutta l’aria, fuori tutta l’aria. Tutto a posto.

RESTARE, USCIRE

Non esco, non ne ho voglia, tristezza tanta.

Meglio restare in casa, fra queste quattro mura, in un angolo, sul divano, in attesa, a macerare, ad aspettare che passi.

Uscire, di scrollarmi di dosso la tristezza, le lacrime che spingono, la malmostosità.

Stare nell’angolo non fa bene, non serve a nulla. questo dice la ragione, la razionalità.

Stai nell’angolo, la malinconia si cura così, in silenzio, quasi al buio, con lo sguardo fisso e le pareti che proteggono. Questo dice lo sconforto.

Uno sforzo, un messaggio e sei uscita, sei rientrata, non ancora curata completamente, ma un passo avanti è stato fatto.

Le pareti adesso hanno un altro colore, un altro odore.

“Ma l’irrequieto vento del Nord non era ancora soddisfatto” (Chocolate)

 

IN ATTESA DI UN RITORNO

Di un ritorno che porterà un libro.

In attesa di un racconto di viaggio.

Paolo Cognetti è partito per un viaggio che, immancabilmente, alla fine diventerà un libro, un diario di viaggio.

Un libro che parlerà di montagna, di aria libera, di cieli e orizzonti immensi, di giornate azzurre e giornate grigie, di emozioni, di lunghi respiri, di grandi e immensi silenzi.

In attesa di poter leggere di sconfinate distese, di tranquillità e serenità, ci incontriamo, ci vediamo e parliamo di libri bevendo tè.

Senza mai arrivare in cima.

GLI ANGOLI

Sono la mia passione, sono le zone che preferisco nei luoghi pubblici ed in casa.

Negli angoli mi “nascondo” per poter leggere in pace, senza il rischio di essere interrotta.

Negli angoli in casa mi rintano per uncinettare e leggere in queste giornate grigie e piovose.

Gli angoli mi proteggono, mi accolgono e mi scaldano.

Sono riuscita a crearmi l’angolo dell’uncinetto anche sul divano di casa, nonostante sia un divano angolare da 11 posti a sedere, io mi sono ritagiata l’angolo nella parte più corta, delimitandolo con i gomitoli ed il lavoro, quello è il mio angolo, è la mia zona ben delimitata, che nessuno deve invadere, quello è il mio angolo dove mi rintano quando debbo pensare, riflettere e smaltire l’ansia.

E domani una cara amica sarà sotto i ferri del chirurgo che considero mio da 14 anni a questa parte, stiamo tranqulli è in buone mani.