E’ TEMPO

…di sentir risuonare in casa tante risate.

risate di bambine/ragazzine che giocano assieme serenamente e ridono, ridono a crepapelle, portando tanta allegria.

Era passato troppo tempo dall’ultima volta in cui avevo avuto bambine/ragazzine in giro per casa.

E in questo caldo pomeriggio di giugno averle qui, strappa un sorriso e anche un po’ di repulsione per quello che mangiano e gli accostamenti che ardiscono fare.

Accostamenti che farebbero la felicità degli chef stellati: prosciutto e melone , e fin qui ci siamo, ma quando ho sentito cocomero e melone…il mio stomaco ha fatto una capriola, ma a loro è piaciuto e si sono divertite.

Beata innocenza.

 

SI CHIUDE UN CICLO

I bimbi delle due quinte del comprensorio scolastico del paese, hanno messo in piedi lo spettacolo teatrale di fine anno.

 

Hanno portato in scena “Il giornalino di Gianburrasca”.

E sono stati bravissimi, a prescindere che fossero i nostri bimbi.

Sono stati bravi a mettersi in gioco, a sfidare  le loro paure e le loro incertezze.

Ognuno di loro ha dovuto confrontarsi con gli altri, vedendo negli altri quello che loro, ai loro occhi, non sono, ma sono stati TUTTI bravi, hanno superato i loro “problemi”, c’erano fra di loro bambini dislessici ch sono riusciti ad imparare a memoria (e a ricordare) le loro battue, bambini “refrattari” alla disciplina e alle regole, ma anche questi hanno imparato a tenere a freno la loro irruenza, a cantare e ballare assieme agli altri, rispettando i tempi, c’erano bambini timidi e insicuri che hanno imparato a  superare le loro paure e a non nascondersi, c’erano bambini che li vedi tanto sicuri, ma poi durante le prove hanno messo a nudo tutto il loro impaccio e smarrimento.

Tutti assieme hanno dato vita ad uno spettacolo ben curato, piacevole, fresco e divertente.

I nostri bimbi stanno crescendo, fra poco si chiude un altro cerchio, quello della scuola elementare, cominceranno un nuovo viaggio che li porterà ancora più lontani da noi.

Bimbi buon viaggio verso le scuole medie.

NUMERO DOPPIO

Ciao Tata, oggi è un giorno importante,
10 anni sono passati da quella notte fredda e piovosa.
10 anni che tu ci hai donato e reso ricchi.
10 anni da bimbetta,bambina ed ora sulla strada per diventare ragazzina.
10 anni per me indimenticabili.
10 anni che spero siano stati indimenticabili anche per te.
Auguri Tata,grazie per avermi scelta come tua nonna.

IO E LEI SUL DIVANO

“Nonna il libro che mi hai dato è bellissimo, poi mi piace perchè l’hai letto tu quando eri piccola come me. Il mito babilonese è bello, spiegato meglio di quello che ho sul libro di storia a scuola, mi è piaciuto.”
” Bene Tata, sono contenta che ti piaccia, adesso hai tutto il tempo che vuoi per leggerlo, l’ho letto io, la tua mamma, la zia Laura al tuo cuginetto quando era piccolo, adesso tocca a te”.
“Nonna tu cosa stia leggendo ora?”
“Sto leggendo un libro bellissimo, che parla di un sacerdote che voleva e ha fatto tanto per i bimbi, sai questo parroco voleva che tutti i bimbi avessero un posto dove giocare, una scuola nella quale poter studiare, perchè così i cattivi, la Mafia, non avrebbero trovato terreno facile alle loro conquiste”.
“Nonna, ma cos’è la mafia?” (Forse era più semplice se mi chiedeva come nascevano i bambini)
“E’ una brutta cosa, è un ritrovo di tante persone cattive, che picchiano, no anzi fanno picchiare e uccidere chi non sta con loro, e la mafia gira per i quartieri dove i bimbi non vanno a scuola e si annoiano, li prende con loro, gli compera i gelati, i giochi e quando sono più grandi gli dà dei soldi, purchè questi bimbi, vadano a picchiare o uccidere le persone che lavorano e non fanno male a nessuno. Tata la mafia è una brutta cosa, che si fa forza dell’ignoranza e della povertà, per quello la nonna ti dice sempre di studiare, perchè se tu studi, avrai la mente aperta e non ti farai mai condizionare da queste brutte persone”
“Ma nonna come si chiama questo parroco? Io lo onosco?”
“No Tata non lo conosci, è un parrco di un paese lontano da qui, sempre in Italia, ma tanto lontano. Si chiamava Padre Pino Puglisi. Sai lui era anche un insegnate di religione alle scuole medie e i suoi alunni lo chiamavano “Prof. 3P”.”
“Perchè? Ahhhh….adesso ho capito, 3p perchè Padre Pino Puglisi. Che bello, ma poi è riuscito a fare tutto per far giocare i bimbi come me?”
“No amore, non ce l’ha fatta, perchè i signori della mafia, quelli cattivi, lo hanno fatto uccidere, loro pensavano di fermare le sue idee, ma i suoi ragazzi, quelli che lo hanno sempre aiutato, hanno portato avanti le sue idee e i suoi sogni, così almeno non è morto inutilmente”.
“Nonna, mi dispiace tanto che sia morto, era un buon parroco e un buon prof di religione. Nonna io non voglio diventare una bimba cattiva che uccide la gente”.
“Certo cara, tu non lo diventerai, almeno ci spero, la nonna, la mamma, papà e tutti noi ci mettiamo tutto il nostro impegno perchè tu ti mantenga una brava bimba”.
“Grazie nonna”

UNA CANZONE……

…e un pensiero, fra una pulita, una sistemazione.
Una radio in una qualche stanza suona, passano canzoni ed, all’improvviso, l’attenzione è catturata da una canzone, una canzone che riporta alla mente una sera d’estate, di fine estate.
Il ricordo di una serata allegra, in compagnia di belle persone.
Il ricordo di una Mamma e della sua Bimba.
Una Bimba, bellissima, bionda, con immensi occhi verdi, ma chiusa dentro ad un mondo tutto suo, un mondo nel quale si riesce ad entrare solo con dolcezza, un mondo fatto di silenzi, di sguardi persi, di domande senza risposta.
Una Mamma dolcissima con la sua Bimba, con al fianco un Papà presente e dolce con la sua Bimba e la sua Mamma.
E questa canzone riporta il senso di impotenza nel guardare i sorrisi stentati che arrivano da questa Bimba, bellissima, bionda e con gli occhi verdi.
E questa canzone ti fa venire voglia di mandare un sms alla Mamma, perchè dia un bacio a questa Bimba, tutte e due attaccate alla speranza che un ospedale di Bologna sta tentando di dare a questa Mamma e alla sua Bimba, loro che arrivano da una provincia vicina, ma per loro non ha nessuna importanza abbandonare per un po’ la loro casa, le loro cose, per trovare il rimedio per questa Bimba, per dare una speranza di un futuro a questa Bimba bellissima, bionda e con immensi occhi verdi.

15 SETTEMBRE

E da oggi si ricomincia.
E’ come se cominciasse un nuovo anno.
La scuola è ricominciata, mettiamo in archivio una strana estate, ma vissuta allegramente,estate dalla quale abbiamo tratto tante energie, estate fatta di belle giornate passate tutti assieme, giornate passate solo in 3, giornate dalle quali io e il Ferrari siamo usciti con il sorriso sulle labbra.
E per me oggi ricomincia la normalità, fatta di sveglie all’alba, di passeggiate solitarie e di giorni senza la Tata.
La Tata, grande bimba, che ha illuminato questa estate, è cresciuta, ed è stato spassoso passare con lei tutto quewto tempo.
3 mesi comunque sono lunghi, arrivano al punto che si stancano, si annoiano e si appoggiano a noi cercando aiuto e, a volte, anche noi cediamo, anche noi fatichiamo.