LETTERA APERTA ALLE AMICHE

Carissime ragazze, io a volte mi sento un po’ la vostra mamma, forse per via dell’età.

quando voi siete nate io ero giò alle superiori, di conseguenza ora vi guardo sempre con occho benevolo.

Ma voi, carissime ragazze, non dovete farmi preoccupare, perchè io, come mamma, sto molto in ansia per voi, il pensiero dei vostri problemi, a volte, si fa pesante.

E a Mia in questi giorni il pensiero corre abbastanza spesso, anche se lei è una roccia, o fa la roccia, io come mamma virtuale mi preoccupo e tento sempre di pensare positivo, per sostenerla ed incoraggiarla. Lei la sento molto affine a me, senza tanti fronzoli, diretta e senza tanti giri di parole.

Ma penso anche a Romina che sta attraversando un periodo duro e difficoltoso, penso a lei e a quell’abbraccio che ci siamo scambiate domenica scorsa a Termini, mentre ci salutavamo, e quel parlare fitto fitto per sostenerla, per farle capire che qui ci sarà sempre un orecchio e una spalla pronte.

E sabato una compagna di merende si è sentita male, ha passato tutta la giornata in un pronto soccorso, facendo esami su esami e io qui a casa a pensare, a tentare di essere serena, ma poi, nel tardo pomeriggio di rientro dalla spesa, chiedere al Ferrai se mi accompagnava all’ospedale per vederla, perchè volevo essere io a vedere come stava, volevo controllare io con i miei occhi, per poi continuare a subissarla di messaggi per spronarla a rimettersi in sesto, a volersi bene, a dirle che deve mangiare, che si deve tirare fuori dal pantano nel quale è caduta.

Ma oggi pomeriggio una cara amica, compagna fedele di letture, mi ha dato una bella notizia, una notizia nella quale non speravo più, una notizia sulla quale non avevo insistito, perchè per aprire un blog, bisogna essere pronti, bisogna essere convinti, e quindi oggi pomeriggio finalmente ce l’ha fatta.

Alla fine di tutto questo lungo discorso, forse un po’ sconclusionato, volevo dire alle care ragazze, di non farmi preoccupare, di avere un po’ di rspetto per la mia età, di fare le bravine, perchè tanto la mamma è sempre la mamma e per me, voi, sarete sempre le mie bimbe anche quando avrete 90 e passa anni.

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BLOG E FACEBOOK

Il blog è uno scrigno, una scatola, un luogo nel quale mi rifugio, un luogo nel quale metto a nudo le emozioni e i pensieri.
il blog è un luogo di incontri importanti, dove le persone che conosi e che ti conoscono trovano il lato più umano e vero di me stessa e di loro stessi.
a lungo andare sul blog non puoi essere quello che non sei ,non riesci a portare avanti una finzione e i veri sentimenti vengono prima o poi messi a nudo, nel bene e nel male.
il blog è uno scrigno nel quale rinchiudere tutte le emozioni, i pianti e le risa, uno scrigno prezioso per tutte le paure che in esso vi sono rinchiuse.
il blog è una scatola nella quale poter chiudere le paure e i risentimenti con un coperchio e aspettare che passi la tempesta.
Facebook è la rabbia del momento che viene messa fuori nelle peggiori condizioni.
Facebook è la cretineria che quotidianamente esce, facebook è il luogo dove non si sviscerano i sentimenti e i pensieri.
Facebook è il lato oscuro del blog.

TIRIAMO LE SOMME

tiriamo le somme di un anno pesante, sempre in salita e con poche discese.
un anno cominciato con la ripresa del tumore del Ferrari, proseguiti con controlli a ritmo serrato e con poche notizie confortanti, un anno tutto con il fiato sempre sospeso ad ogni controllo e con un sospirone di sollievo che continua a mancare.
un anno pesante segnato anche dalla perdita di Anna, perdita che ha intristito ancora di più un anno triste e pesante per le perdite di persone care come quella di Matteo che ha pesato tanto, talmente tanto da farmi rientrare una settimana prima dalle vacanze.
un anno triste e pesante anche per la Cara Amica di Letture, che mi ha tenuta con il fiato sospeso per tantissimi giorni e mi ha fatta sentire impotente.
Un anno in cui la situazione politica e sociale del paese hanno contribuito tanto ad appesnatire ancora di più il fardello che a volte mi sento sulle spalle.
un anno in cui le belle notizie o le belle situazioni sono state minime fra cui il viaggio a Parigi con la Tata e la notizia riservata a me di inizio dicembre.
Ecco tutto questo è stato il 2013, spero, mi auguro di avere un 2014 con meno scossoni e più tranquillità.

LEGGERA

“giornata piena” disse ziacris

“giornata ganza” rispose ElMejor

“eh sì….come una manza” ribattè ziacris

un’occhiata fra i due e una grassa risata è scoppiata.

e così si è conclusa la mia giornata a Montecatini.

E’ stata una giornata impegnativa sia fisicamente che emotivamente.

siamo partite ognuna con i nostri mezzi da tutte le parti d’italia per non mancare a questo appuntamento.

Rosie era un anno esatto che non la vedevo, Mia e Giorgia le avevo sentite il giorno prima al telefono e ci eravamo scambiate la nostra voglia di vederci, con Milva ci eravamo scambiate sms e telefonate fino a sera tarda, poi la prospettiva di conoscere Ale, Wolkerina ed Elisa….. l’adrenalina a mille.

e finalmente il grande giorno è arrivato, io e il Ferrari siamo arrivati e da lì cominciano gli scambi di telefonate per ritrovarci e l’ansia sale, sale, c’è il grande incontro con il comitato medico, l’ansia del dover essere all’altezza della situazione, di tutte queste persone, che in fondo in fondo mi intimoriscono, ma dalla mia parte ho il Ferrari e il suo amico di Roma, dalla mia parte ho la mia grande faccia tosta.

Intanto  i minuti passano e cresce l’ansia per i futuri incontri, crescono i dubbi sul come comportarmi con le nuove ragazze che da lì a poco andrò a conoscere, ma…miracolosamente man mano che arrivano e che ci presentiamo tutto sparisce: l’ansia, i timori, tutto in fondo, tutto viene spazzato via dalla gioia e dalla consapevolezza che è tutto come quando siamo dietro allo schermo del pc, ci conosciamo, ci conosciamo a fondo tutte quante e nessuna di noi ha segreti per l’altra, è come ritrovare vecchie compagne di scuola al raduno annuale.

Ed infine viene la sera, io e il ferrari a malincuore salutiamo tutta l’allegra compagnia, io stringo, bacio e abbraccio ElMejor ed IrenA, con quest’ultima rimaango d’accordo che al più presto lei arriverà a Bologna e ci coccoleremo tutto il santo giorno in giro per negozi e facendo colazione da Bianca, a ElMejor strappo la promessa che in una sua prossima puntata a Bologna per lavoro, si farà vivo e anche con lui scorrazzerò per il centro ridendo delle più grandi cretinate.

E durante il viaggio di ritorno sono insolitamente silenziosa, mi lascio cullare da tutti i ricordi e i pensieri di questa magnifica e proficua giornata, cercando di imprimere bene nella memoria tutto quello  che è successo, ho promesso a Claudia che sarei andata a raccontarle tutto quello che è successo in quella sala.

PAZIENZA

Mi sento come svuotata.

Stanca, affranta, noiosa, ho perennemente la nausea.

E’ dura  ricominciare a  dover dipendere dagli altri, per tutto, anche le cose minime.

Giro per casa con le stampelle e sembro Remì, derelitta.

Giro con queste stampelle con attaccato un sacchettino di juta dentro la quale tengo il cellulare, il cordless, il libro e un pacchetto di fazzoletti di carta.

Passo il tempo fra il divano, il letto, il libro e l’uncinetto, mentre fuori dalle finestre c’è il sole e la primavera che sta esplodendo.

Martedì arriverà, faremo la lastra di controllo e poi da lì si riparte.

Ritireò gli esiti della TAC e da lì si riparte.

Fate i bravi, vi leggo e spizzichi e smozzichi, io ce la metto tutta.

 

 

ASSESTAMENTO

E’ quello che stiamo cercando di fare un po’ tutti quanti.

Dopo la grande migrazione da Splinder, per alcuni di noi ancora in corso, stiamo cercando un nuovo assestamento per i blog e per i post a venire.

La cosa più importante è che si sia riusciti a trasportare qua il blog di Anna Lisa.

Intanto noi migranti forzati, ci stiamo cercando e rincorrendo, stiamo cercando di ritessere le fila precedenti, con i blog amici e spaziando anche verso altri blog che ora sentiamo un po’ più vicini, per via delle note vicende della rete.

Ci stringiamo un po’ gli uni agli altri, un po’ smarriti in quelle terre di mezzo che non sentiamo ancora come nostre, in attesa di trovare la terra, l’angolo in cui piantare definitivamente le tende.

Incoraggiandoci gli uni con gli altri, accolti da chi su questa piattaforna aveva già da tempo costruito un pezzo di mondo, come i migranti che, all’inizio del secolo scorso  con la valigia di cartone, sbarcavano in terre lontane e sconosciute.

E mentre ci assestiamo, aspettiamo con pazienza che anche gli ultimi amici si facciano vivi, per non perdere d’occhio conoscenze reali e virtuali costruite in anni di blog.

Di ritorno.
Stanca morta.
Siamo svegli da ieri mattina alle 9.
193 mail da leggere, ma intanto comincerò con fare un po’ di pulizia nei messaggi spam e nelle newslettere, gli altri un po’ alla volta li leggerò.
il blog da salvare, è stata la priam notizia avuta al rientro.
E’ andato tutto bene, è stato tutto “americano”, ci siamo divertiti.