DATE

E’ caldo, tanto, troppo caldo per essere giugno. E’ da troppo tempo che fa così caldo, portando alla memoria altri giorni così caldi tanti anni fa.

Era maggio-giugno 2003, stessi giorni, stesso caldo, la paura che si faceva avanti inesorasbile.

Da quei giorni, da quel caldo, tutto sarebbe cambiato, nulla più sarebbe più stato uguale al giorno prima.

E’ caldo e da allora il caldo non mi piace, troppo pesante e faticoso reggere il peso dei ricordi.

Intanto gli anni sono passati e le date non si dimenticano, ma ne scriviamo e li rimettiamo nel posto da dove arrivano.

Caldo e ricordi.

SUL FILO

In bilico, in equilibrio sopra ad una fune, sul filo del rasoio, ma sempre in equilibrio cercando la maniera di rimanere a galla, tentando di sbrogliare i mille pensieri che frullano in testa, che non stanno mai fermi e silenti, pensieri che spingono per uscire, per poi alla fine creare solo ansia e confusione.

In bilico, in equilibrio precario, ma almeno c’è, a volte si fa vedere, ed è un bel vedere, una bella sensazione, un’emozione forte che fa sorridere e fa brillare lo sguardo.

In equilibrio mettendo a frutto le parole di chi mi sta aiutando, mettendo a frutto le parole dette da un’ Amica medico che m ha parlato come Amica e non come medico, riascoltando nella mente le parole di Marina, de LaMiaMamma, de LaMiaSorella, di chi mi sta accanto ogni giorno e fa di tutto per sorreggermi, nonostante abbia problemi più grandi dei miei.

In bilico, ondeggiando e facendo tesoro dei momenti belli.

Sono stai giorni altalenanti, di ansia, di buio, giorni dei quali non ne vedevo la fine, giorni faticosi.

Giorni in bilico, in equilibrio, ma tentando sempre di guardare avanti.

FEDEZ SINISA VIALLI

Tre uomini che dalla vita hanno avuto tanto, tre uomni che quel tanto che hanno avuto se lo sono guadagnato.

Tre uomini insospettabili, felici, sempre sotto le luci della ribalta con le loro vite sfavillanti.

Tre uomini che all’improvvso si sono scontrati con il brutto della vita, con la situazione che ti fa ribaltare tutte le tue priorità: il cancro.

Tre uomini che non hanno avuto paura di mettere in piazza la loro malattia, le loro paure, il loro voler condividere il percorso che hanno intrapreso e che dovranno affrontare.

Noi questo lungo percorso fatto di paura, l’abbiamo affrontato più di dieci anni fa,noi allora sulla piattaforma di Splinder, mettemmo in piazza tutte le nostra angosce, le nostre paure, i nostri percorsi personali, aiutandoci l’una con l’attra, supportandoci e sopportandoci, e da allora è ancora così.

Noi allora, facemmo quello dhe ora, questi tre uomini hanno fatto davanti a tutti coloro che li seguono sui social o nei programmi sportivi.

Noi, allora, eravamo delle pioniere, orgoglise che questo nostro percorso, possa avere ispirato questi tre uomini, e tante altre persone, a parlare, a condividere il bene ed il male della vita,sapendo che dall’altra parte, ci sarà semre qualcuno pronto a sostenere.

Avanti con forza, il cancro si può battere, crederci sempre

LE PAROLE DI UNA AMICA

Le parole di un’amica che fanno riflettere, che accendono un po’ di nostalgia.

Stamattina appena svegliata ho letto le parole di Giorgia , e mi è salita una botta incredibile di nostaglia, subito dopo surclassata dall’emozione.

Le sue parole hanno colpito, perchè hanno evocato un mondo che non c’è più, il mondo di Splinder, poi di Wordpres quando Splinder chiuse, che fece il miracolo di farci incontrare, di farci conoscere persone con le quali si è instaurato un rapporto di amicizia e di supporto, anche se tutte lontane geogrficamente, ma sempre vicine con la mente, con il cuore e con le parole, sempre pronte a sostenerci nei momenti difficili che abbiamo dovuto affrontare tutte in tutti questi anni, anni che hanno, forse, cementato una unione di anme e di spiriti, di caratteri anche molto differenti, ma forse per questo, pronte a metterci in gioco l’una con le altre.

I tempi sono cambiati, i blog non sono più quel mondo che erano anni fa, ma ciò non toglie che quello nato allora, è sopravvissuto e ci sta aiutando ancora a distanza di tempo e di chilometri.

Viva i blog.

GIORNO QUATTRO

Giornata all’insegna della lentezza, facciamo con calma.

Giorno quattro, è domenica, facciamo come in tempi non sospetti, in epoca pre.covid, con calma e lentezza…tanto del tempo davanti ne abbiamo, dobbiamo fare venire sera nel miglior modo possibile.

Giorno quattro, la giornata è bella, classica giornata di primavera, proprio come un anno fa, quando ancora eravamo “ignoranti” su quello che sarebbe stato, quando ancora credavamo che 15 giorni avrebbero sistemato tutto.

Giorno quattro, sole, cielo azzuro, una cartolina, i fiori gialli della siepe improvvisamente sono tutti esplosi e allora usciamo, facciamo quei famosi 500 metri attorno a casa, prendiamo una boccata d’aria, in silenzio, ognuno di noi alle prese con le proprie emozioni,si fa un giretto praticamente attorno a casa, nei campi limitrofi, poi si rientra, ma intanto un po’ di sole l’abbimo preso.

Giorno quattro, domenica

DOMANDE

Non è banale chiederlo.

Non è stupido rispondere sinceramente.

Sono qui.

E sono pronta ad ascoltare, anche i tuoi silenzi”

E’ quasi una domanda d’obbligo in questi tempi, lunghi, sospesi ed incerti.

Ed è sempre più difficile rispondere, per non generare anie in chi decide di porti la domanda.

Ed è sempre più difficile interpretare le risposte.

Anche se di solito viene da rispodere, o ci si sente rispondere, “Bene, sto bene”.

La più grande bugia della storia dell’umanità.

QUELLE CHE…. -5-

…nonostante i pensieri si godono la vita, chi a Favignana, chi in giro per mostre e arte,  chi in Umbria, chi in Cadore e chi accogliendo nuovi felini;

…sanno che per qualsiasi aiuto da qualche parte qualcuna risponde;

…non si arrendono mai, nonostante le stangate che questo 2020 sta assestando a tutte, perchè i pensieri e le angustie di una, sono i pensieri e le angustie di tutte, ma condividendo i pensieri e le angustie, tutto sembra più leggero;

…sanno sempre di essere nel cuore delle altre;

…nonostante le tante perdite di questi anni, non hanno mai smesso di tenersi per mano;

… portano sempre nel cuore Anna Lisa, Alessio, Gabriele, Sara e Anna-Wide;

… hanno pensato a Oltreilcancro.

10 anni di Oltreilcancro e le sue ragazze.

MACEDONIA

Questo periodo, è come una macedonia.

Una macedonia di frutta che mangio a tutte le ore, con tutta la frutta che è possibile trovare e mischiare assieme.

Questo momento è una macedonia, di frutta, di emozioni, di pensieri, di alti e bassi.

Macedonia di emozioni e di paure, per il presente e per il dopo. Come sarà il dopo quarantena, con quali paure ricominceremo ad uscire e, timidamente, ad incontrarci? quanto tempo dovrà passare prima di riuscire a sentirci di nuovo sicuri e tranqulli. Quanto tempo dovrà passare prima che le brutte emozioni e le paure di questa quarantena si attenuino?

Macedonia di pensieri per come potrebbe essere il futuro, il pensiero che più spesso si affaccia, è quello di ridimensionare lo stile di vita personale, perchè questa quarantena una cosa me l’ha fatta capire, che si vive benissimo anche rallentando,correndo un po’ meno e mettere davanti a tutto le persone, l’essere umani e vicini sostenendoci gli uni agli altri.

Macedonia di alti e bassi, fra uno sguardo fiducioso al domani ed uno invece impaurito per il futuro più lontano, quello che va oltre al “liberi tutti”.

Liberi tutti, ma cosa e da chi?

QUANDO…

..hai mille pensieri per la testa, mille situazioni che creano pensieri e stress, mal di testa da venerdì scorso.

Quando in mezzo a tutto questo marasma si infilano gli esami per il tuo follow-up annuale e ti senti una bomba ad orologeria.

Però cominci il tutto con cuore leggero e positività perchè in cuore tuo e nelala mente senti che va e andrà tutto bene, perchè sai che non può piovere sempre sul bagnato.

Ma, alla fine, c’è un ma..incontri il medico che ti fa rimanere esterefatta, incontri il medico giovane che non sa cosa voglia dire “empatia” e ribalta tutto il tuo mondo e le tue certezze.

E’ tutto a posto e niebte in ordine, perchè quedto medico, dopo avertelo detto a voce, lo scrive anche nell’esito dell’esame:

CONCLUSIONI:[…]Si spiega alla paziente la mancanza di evidenza scientifica circa l’utilità della ecografia nello screening delle neoplasie ovariche.

A voi le conclusioni del mio stato d’animo, della rabbia che ho dentro

FINO A QUANTO….

…si può tirare una corda prima che si spezzi?

Fino a quando si può continuare ad accumulare pesi sulle spalle?

Tutto diventa faticoso e difficile se ti appoggi completmente alle spalle di chi ti sta a fianco in questa lotta quotidiana.

Ma diventa difficile e faticoso per tutti e due-

Per il malato che è in prima linea è difficile vedere al  là del momento, è difficile fare e prevedere a lungo termine.

Per chi gli sta a fianco in questa lotta, battaglia, percorso diventa difficile quando si scontra con la ritrosia, con le domande che poni, domande alle quali il malato fatica a rispondere.

Ma io non  sono una indovina, una che legge nel pensiero, io ho bisogno di parole chiare e semplici che poi dovrò riportare.

Non puoi pensare che io tutti i giorni mi carichi sulle spalle le tue pene, i tuoi dubbi e i tuoi dolori…un momento… lo faccio e lo faccio volentieri, ma tu devi collaborare un minimo, io 6 mesi fa, prima che scoppiasse tutto di nuovo ti avevo accompagnato dal medico e avevo anche insistito per una visita ortopedica, ma tu hai fatto spallucce, mi hai bonariamente mandata a spendere, mentre oggi mi sono dovuta mettere lì, perchè oltre agli effetti collaterali del nuovo farmaco, è rispuntanto un vecchio problema ortopedico che tu hai bellamente ignorato,perchè…perchè….a  vai a sapere il perchè.

Ho bisogno che tu mi aiuti ad aiutarti