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RILEGGERE

Certe volte vado a rileggere indietro il blog.

Quanti post, 15 anni di blog, prendono tanto spazio, racchiudono una bella fetta di vita.

Quanti post allegri e carichi di felicità, a differenza di questi ultimi tempi, carichi di tristezza, depressione e malesseri vari

Post che anno raccontato anche momenti difficili di vita, post nei quali riversavo tutte le mie riflessoini fatte in attesa fuori dalle varie sale opertorie, momenti di paura quando il cancro rialzava la testa, la gratitudine eni confronti dei medici che si soo sempr fatti in quattro pr farg.iela ribassare e donarci altri nni assieme, anni pieni e assaporati con un nuova consapevolezza.

Adesso siamo di nuovo in una di quelle fasi, in attesa, in bilico, con la prospettiva di iniziare un nuovo anno ancora in sala oeratoria, ed io in attesa fuori, ma sempre con al fianco medici che faranno di tutto per regalarci ancora tanti anni assieme.

DATE

E’ caldo, tanto, troppo caldo per essere giugno. E’ da troppo tempo che fa così caldo, portando alla memoria altri giorni così caldi tanti anni fa.

Era maggio-giugno 2003, stessi giorni, stesso caldo, la paura che si faceva avanti inesorasbile.

Da quei giorni, da quel caldo, tutto sarebbe cambiato, nulla più sarebbe più stato uguale al giorno prima.

E’ caldo e da allora il caldo non mi piace, troppo pesante e faticoso reggere il peso dei ricordi.

Intanto gli anni sono passati e le date non si dimenticano, ma ne scriviamo e li rimettiamo nel posto da dove arrivano.

Caldo e ricordi.

IL FONDO

Ma c’è un fondo?

Esiste il fondo del barile? Il fondo del tunnel? O sono solamente leggende metropolitane inventate per abbindolare noi allocchi?

C’è un fondo sul qule posarsi per poi risalire?

Esiste la maniera di arrivare a questo fondo, dirsi “ecco l’ho toccato adesso può solamente migliorare”?

Da qualche parte deve esserci, come il vaso di Pandora, dove l’ultima cosa, quella che rimane sul fondo, era la speranza, anche qui si va avanti con la Speranza di cominciare a risalire, prima o poi.

Intanto questo fondo al momento non si vede, anzi tutti i giorni che passano, si allontana sempre di più.

Ma io so che il fondo prima o poi lo toccherò. lo toccheremo e ricominceremo una lenta, ma inesorabile risalta.

Intanto grattiamo, ci aggrappiamo a quello che in quel momento ci passa accanto e vediamo di tenere fuori la testa per respirare, anche se tutti i giorni una nuova onda tenta di sommergerci.

L’ultima cosa ad uscire dal vaso di Pandora fu la Speranza e noi a quella ci ancoriamo.

RIPARTIRE

Ci siamo aggappati a tutte le parole, cercando il lato poitivo, cercando solo quelle che ci piacevano.

Ci sono state dette parole di incoraggiamento, ci sono state dette delle parole crude ma con tanto affetto.

Ci sono state dette le parole che non avremmo mai più voluto sentire, ma ci sono state dette da chi in tutti questi anni ci ha sempre sostenuto, tifato per noi e ha sempre trovato il modo, il medicinale per sconfiggere il cancro, dalle persone giuste e dette nella maniera giusta, fanno meno paura

Ci sono state dette parole che ci hanno sprofondato in un baratro, ma sappiamo che ci sono mani tese e tante braccia pronte a sostenerci.

Ci habno detto che dobbiamo ricominciare, ma loro saranno sempre al nostro fianco, tirando sempre fuori il coniglio dal ciindro, perchè loro sanno che noi abbiamo bisogno di loro.

Ricominciamo, ci hanno detto di rimboccarci le maniche e noi ce le siamo rimboccate.

FEDEZ SINISA VIALLI

Tre uomini che dalla vita hanno avuto tanto, tre uomni che quel tanto che hanno avuto se lo sono guadagnato.

Tre uomini insospettabili, felici, sempre sotto le luci della ribalta con le loro vite sfavillanti.

Tre uomini che all’improvvso si sono scontrati con il brutto della vita, con la situazione che ti fa ribaltare tutte le tue priorità: il cancro.

Tre uomini che non hanno avuto paura di mettere in piazza la loro malattia, le loro paure, il loro voler condividere il percorso che hanno intrapreso e che dovranno affrontare.

Noi questo lungo percorso fatto di paura, l’abbiamo affrontato più di dieci anni fa,noi allora sulla piattaforma di Splinder, mettemmo in piazza tutte le nostra angosce, le nostre paure, i nostri percorsi personali, aiutandoci l’una con l’attra, supportandoci e sopportandoci, e da allora è ancora così.

Noi allora, facemmo quello dhe ora, questi tre uomini hanno fatto davanti a tutti coloro che li seguono sui social o nei programmi sportivi.

Noi, allora, eravamo delle pioniere, orgoglise che questo nostro percorso, possa avere ispirato questi tre uomini, e tante altre persone, a parlare, a condividere il bene ed il male della vita,sapendo che dall’altra parte, ci sarà semre qualcuno pronto a sostenere.

Avanti con forza, il cancro si può battere, crederci sempre

RICOMINCIARE

Rcominciare a lottare, a stringere i denti, rimboccarsi di nuovo le maniche.

Ricominciare a sentire il respiro corto, la paura, l’affanno del dover fare tutto e subito, la fretta che passi in fretta il weekend per essere di nuovo guidati da chi due anni fa ci ha sorretto.

Ma ricominciare dopo due anni è dura, si fatica a reggere il colpo, le paure, le pene di allora sono ancora ricordi freschi e spaventano, eccome che spaventano, non si è mai pronti e preparati alla parola “recidiva”, stavamo cominciando a guardare avanti con più leggerezza, stavamo ricominciando a respire, a mettere alla spalle un periodo pesante e duro…

Ricominciare di nuovo a muso duro come da 14 anni a questa parte, fra alti e bassi, fra paure e sorrisi, con la speranza che vada tutto bene, anche se ci sarà da lottare, da sostenerci, anche se ci saranno momenti bui, ma dobbiamo ricominciare con fiducia.

Fiducia, positività e avanti..

UN FILM GIA’ VISTO

Quello di stamattina, un film già visto tante, troppe volte.

Un film di cui conosci l’inizio, inizia sempre con lo sgomento di essere lì, con tante altre persone sul sagrato di una chiesa in attesa, lo sgomento di vedere tante persone conosciute.

Un film che continua con l’incredulità, con l’arrivo di un’auto che non vorresti mai vedere, l’arrivo degli amici colpiti dal dolore, stravolti e straniati dal dolore, dall’incredulità del momento.

Un film che prosegue sugli stessi binari di tanti altri visti, che ti eri ripromessa di non riveder mai più

Un film che si snoda davanti ai tuoi occhi sempre nella stessa maniera, di cui conosci già il finale.

Il finale che ti lascia sgomenta, con gli occhi umidi ed un senso di vuoto che si allarga sempre più, un finale in cui senti tutto il dolore di chi ti circonda.

Non è un film è solamente un’altra brutta gornata, dove una persona giovane ha pagato il tributo al paneta cancro.

SENZA FINE

Quante volte ho già detto “ho finito le parole”?

Tante, troppe.

E sono di nuovo qui a dire di averle finite, che, forse, mi sono rimaste solo le parolacce, ma non è il caso.

Un’altra vita stroncata dal cancro, una ennesima donna che ha lottato fino alla fine, ma il cancro ha avuto la meglio.

Ed io tutte le volte sono qui ad illudermi che proprio quella persona sarà quella che ce la farà, nonostante tutto remi contro, non riesco, non riuscirò mai a rassegnarmi, mi sento sempre indifesa in queste situazioni.

E’ inutile illudersi, quando un cancro cattivo ti addenta, non ti molla più finchè non ti porta con lui, ma non è giusto, non dovrebbe essere giusto, ci dovrebbe essere sempre la pastiglietta che ti dà un’altra possibilità.

Finirà mai?

DA CAPO

Stamattina è morto lo zio di una cara amica, di una Compagna di merende.

Tumore al polmone

L’anno non è cominciato al meglio, e da stamattina ci penso.

Io sono quella che tutte le volte che sente di una persona che si ammala di tumore, si illude, si dice ed è fiducios che quella persona ce la farà, sarà la perona che sconfiggerà il cancro.

Ed immancabilmente tutte le volte lel mie aspettative vengono disilluse, tutte le volte soffro, ci piango dentro.

Ma come dice la Compagna di merende, dobbimo pensare così, dobbimo illuderci per riuscire a stargli vicino con tutto l’affetto possibile.

Ma io non riesco a superareil senso di sconfitta, perchè la morte per cancro, non è una morte naturale, è un delitto, nei confronti della persona, dell’umanità e di tutti i ricercatori che passano tempo e notti insonni per riuscire a trovare la cura giusta.

DI NUOVO

Non eravamo pronte, nessuno è mai pronto a certe notizie, e non lo saremo mai.

Nel 2011 abbiamo perso Anna Lisa, fu un colpo basso e duro, Oltreilcancro era nato da poco, eravamo, e lo siamo ancora, molto legate, sempre pronte a sostenerci, fu un colpo al cuore.

Non doveva succedere, ma a fatica e stringendoci tutte assieme abbiamo superato, o almeno, abbiamo sublimato quel dolore.

Due anni dopo toccò ad Anna, sapevamo, ma in cuor nostro speravamo e non l’avevamo persa quella speranza.

Gli anni sono passati, fra alti e bassi, paure e patemi, non ultimi lo scorso anno per Mia e Julia, ma ci siamo sempre sostenute e  incoraggiate l’una con l’altra.

Mai avremmo pensato di essere di nuovo colpite dal dolore in questo 2020 così travagliato, mai avremmo pensato che il cancro ci avrebbe teso un agguato coì improvviso e crudele.

La speranza non ci ha mai abbanonate, il nostro pensiero era che ce l’avrebbe fatta, che sarebbe rimasta fra di noi ancora per molto, per ridere, chiacchierare, consolarci e a riempire sempre di più il bagaglio delle esperienze che ci tenevano legate.

Ieri il cancro si è portato via Sara.

Sara che rimarrà sempre nei nostri pensieri e nei nostri cuori accanto ad AnnastaccatoLisa e AnnaWidepeak.