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SI È ALZATO IL VENTO

Si è alzato un vento freddo, ma non quel vento freddo che penetra nelle ossa e raffredda l’anima.

Un vento freddo bello, pulito.

Un vento freddo su cielo azzurro che si sta, forse, rannuvolando.

Un vento freddo he sposta le foglie, le fa volare tutte attorno, un vento freddo che mi costringe a spingere sui pedali della bicicletta, ma l’esercizio fisico fa bene alla mente, alleggerisce i pensieri e rimette in ordine le priorità.

Sto leggendo un libro ambientato a Firenze, un bel libro, in silenzio, in pace, si sente solo il vento che sistema le situazioni.

Mentre sto leggendo il libro ambientato a Firenze, un libro che parla della diversità di due sorelle, in sottofondo, passa una canzone di Ivan Graziani

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SORRISI E MUSICA

Un viaggio in Grecia

Un viaggio a Boston

Un viaggio in Calabria

Un viaggio a New York

Un viaggio a Niagara Fall’s

Una colazione leggera e immersa nella lettura.

Tanti sorrisi passati e presenti, accompagnati dalla musica.

Io leggera.

NON SONO UN ANIMALE………

……..da palcoscenico.
Ieri pomeriggio si è conclusa l’avventura di
Calderara incanta, cominciata il 31 maggio con l’inizio del corso per lettori ad alta voce.
Non avevo capito bene che la fine del corso sarebbe coincisa con la nostra perfomance nella piazza del paese, se l’avessi intuito subito non l’avrei fatto.
Ecco, questi erano i pensieri che mi hanno tenuto compagnia fino a ieri.
Ma adesso, ecco, adesso sarei disposta a ricominciare tutto, dalla lettura collettiva, alle letture singole nel parco fatte per i bambini.
Ma non sono un animale da palcoscenico.
Ogni prova per me è stata una prova fisica non indifferente, ad ogni prova scoprivo dei muscoli nuovi nel mio corpo, muscoli che venivano attanagliati da crampi prepotenti che toglievano il fiato, ma il fiato doveva esserci, la voce doveva risultare sempre alta e tonante, i bambini seduti nel parco dovevano sentire.

Sono stati giorni intensi e a volte anche faticosi, ma ieri sera alla fine di tutto, quando ci siamo ritrovati tutti assieme alla postazione dell’ultima lettura, abbiamo cantato per l’ultima volta, tutti assieme, “Il mio babbo è ritornato”, ci siamo commossi, abbiamo riso assieme, le ragazze di ReMida erano più contente di noi, il nostro insegnante ci ha finalmente dato soddisfazione.
E così si è conclusa un’avventura cominciata quasi per caso, e finita con la voglia di ricominicare e preparare un nuovo corso per il prossimo anno
E così ci siamo lasciati con già in nota l’appuntamento per rivederci davanti ad una pizza tutti assieme lunedì 10 ottobre.

E ci siamo lasciati promettendoci di rivederci, e ci riusciremo, abitiamo tutti nei dintorni, abitiamo in tanti qui in paese, alcune sono insegnanti di scuola materna, alcune insegnanti della scuola primaria, altri lavorano in biblioteca, e quindi è facilissimo mantenere saldo questo bel rapporto che si è instaurato.

MI TIRO SU

Telefono ad un’amica che  comprende in pieno le mie parole e se dico:
“Ho fatto un cernita fra le persone”, non chiede nulla di più, ha già capito che sto attraversando l’ennesimo momento di crisi con personaggi che non meritano il mio mal di stomaco.
E questacanzone mi ha sempre seguita in tutti questi anni di momenti alterni e, visto che fra i personaggi che popolano il mio mondo, non è molto in voga, me la sono sempre ascoltata da sola, presa fuori dal cassetto nei momenti in cui elaboro una nuova situazione e mi aiuta ad escludere.

Nevica e fa tanto Natale.
Non è una nevicata abbondante, ma fa tanto freddo e sembra polistirolo quello che sta scendendo.
E allora, in vero clima natalizio ci ascoltiamo questa bella canzone:

CONTINUARE A PARLARE

Ciao Sergio, sono ancora qui, qui con te a parlare.
Sono ancora qui a darmi una parvenza di normalità, come se il tempo fosse passato nella stessa maniera.
Con le nostre chiachiere e le nostre litigate.
Sono ancora qui a chiedermi come sarebbe con la Tata, come saresti.
Sono ancora qui ad arrovellarmi con i tanti "se" e con i sempre presenti   "come saresti adesso".
Oggi sono 80, 80 anni, gran bel traguardo.
Non so immaginare come tu potresti essere oggi fisicamente, per me sei sempre quello dei quasi 70, fisicamente e mentalmente, ma nessuno è qui a smentirmi, nessuno è qui a farmi vedere un Sergio invecchiato, magari piegato in due dall'artrosi.
Passeggiare con te nelle prime ore del pomeriggio, piano, adagio, parlando tanto o poco, ma rispettando i nostri tempi, ascoltandoti e facendomi ascoltare.
Io e te.
Tu e la Tata e, parafrasando un canzone di Guccini, "il vecchio e il bambino si preser per mano…".
Ecco oggi mi piace vederti così.
Ecco oggi avresti compiuto 80, anche se ti sei fermato a quasi 70.
Auguri papà.