LA BAMBINA A PELLE…..

….mi sta (metteteci voi quello che volete)

Ragazzina di circa 12/13 anni, supponente,altera e che si da un sacco di arie.

Quest’anno in spiaggia avevamo pure questa.

Ma non contenta era pure ospite dell’albergo in cui soggiornavamo.

Ma ancora non contenta, era riuscita pure ad intrufolarsi nel cerchio di amiche della Tata.

Insomma una devastazione per me, ma non solo per me, anche per chi mi stava a fianco, tanto che con gli amici storici l’avevamo soprannominata “Crossing”,visto il suo nome ci stava tutto.

Tventatve tventini entvavono tutti e tventatve in tvento tvottevellando.

Tve tigvi contvo tve tvigvi.

Le vane gvacidano.

Ecc. ecc. ecc.

MESSAGE IN A BOTTLE

Ma siete proprio sicuri di voler passare alcuni giorni di vacanza con me?
Voi lo sapete, vero, che io posso essere ingombrante.
Voi lo sapete, vero, che sono lunatica,
Voi lo sapete, vero, che io posso essere invandente e snervante.
E voi dopo tutto questo volete passare alcuni giorni di vacanza con me?
Voi lo sapete, vero, che rischio di rovinare tutto, sia a voi che a noi.
E voi dopo tutto questo rimanete convinti della vostra decisione?
Voi lo sapete, vero, che quando sono stanca divento insopportabile.
Voi lo sapete, vero, che quando ho fame divento ignorante come un capra.
E voi, nonostante sappiate tutto questo, avete deciso di intraprendere alcuni giorni di vacanza in giro, senza una meta precisa, con me?
Io non sarò a posto, ma anche voi!

CI VUOLE PAZIENZA

Con me ce ne vuole tanta.
Sono lunatica, metereopatica.
Vado a letto la sera con il sorriso, mi sveglio al mattino con un muso che mi arriva ai garretti.
sono tranquilla, serena, ma poi di punto in bianco basta che qualcuno cambi canale alla televisione*, che divento una iena, capace di assilire il mal (o la mal) capitato/a a male parole, con uno sguardo feroce che non lascia presagire nulla di buono.
Ho degli sbalzi d’umore tremendi, un momento rido, l’attimo successivo sono triste, e le lacrime a portata di mano.
Ci vuole tanta pazienza, anche da parte degli amici di Facebook, che vengono presi di mira dal mio insano ascoltare perennemente Radio San Marino Classic, postando sulle loro bacheche delle canzoni improponibili e brutte già allora, figuriamoci ora.
Con me ce ne vuole tanta, io con me stessa ne ho poca, non mi sopporto molto.
Con me ci vuole tanta pazienza, ma io ne ho poi tanta con gli altri.

* mi arrabbaio perchè io uso la tele come radio e, se non sono in stanza, ma vago per casa mi fa compagnia, ascolto musica e il tempo passa, ma guai entrare in casa e cambiare canale, per guardare un qualche canale becero….

POST AD ALTO CONTENUTO DI NOIOSITA’

Vedrò di essere breve, non mi sopporto più nemmeno io.
Sono in riserva d’aria, d’ossigeno e di energia.
tutto mi stanca e mi affatica.
ho perso lo sprint e questo mi affatica ancora di più.
non riesco a riprendermi dalla perdita dello zio, non riesco nemmeno a trovare le parole per consolarmi e consolare.
stamattina ho incontrato la Zia T. ed ora sono molto provata, abbiamo parlato, ricordato ed io sono stata ad un passo dalle lacrime.
pochi minuti fa, l’amica V. mi ha inviato la foto delle bomboniere fatte per la sua bimba (AmicaDelCuore della Tata) e un fiume di lacrime ha cominciato a scorrere.
domenica abbiamo toccato il fondo passando qualcune ore di nuovo al pronto soccorso con la Tata, si è leggermente storta la caviglia sana, naturalmente i medici hanno pensato bene di radiografare la caviglia con il gesso, anzichè quell’altra, io sono andata in iperventilazione al pensiero che potessero sbagliare la diagnosi, così sono rimasta vigile, attenta e sul chi vive per tutto il tempo, esaurendo così, definitivamente, le ultime briciole di energia.
tutto mi pesa, tutti mi stancano, avrei solamente voglia di silenzio e solutudine, di non aver nessuno attorno, per potermi ascoltare e ascoltare il rumore del silenzio, che è tanto terapeutico e consolatorio.
ma poi passa, eh….

HO BISOGNO….

…di finestre aperte;
…di sole;
… di tende smosse dalla brezza che entra dalle finestre aperte;
… di bucato asciugato al vento e al sole;
… di respirare primavera e leggerezza;
… di pensieri leggeri;
…di ascoltare il rumoredel silenzio;
… di allontanarmi dagli ospedali e dai medici;
…di chiacchiere leggere con amiche intelligenti, con le quali alla fine ridere come sceme;
… di solitudine e di normalità.

A PICCOLE DOSI

Promemoria:
-cup
-farmacia
-posta.
ecco 3 impegni che vanno diluiti nel tempo, vanno presi a piccole dosi, impegni che non puoi sbrigare tutti in un giorno, ne va della tua sanità mentale.
specialmente quando ti devi scontrare con file e code che hanno dell’incredibile, quando devi ascoltare le chiacchiere insulse di chi ti circonda, perchè non sanno cosa voglia dire chiacchierare e dispensare le loro perle di saggezza a bassa voce, quando a te, che sei loro vicina, non interessa assolutamente nulla dei loro malanni, delle loro preferenze in campo calcistico.
specialmente quando senti persone anziane ribadire che loro sono anziane e noi “giovani” dovremmo riservare una corsia preferenziale a loro, lasciarli passare, perchè debbono andare a casa a preparare il pranzo per il nipote che arriva alle 14…guardi l’orologio e vedi che sono le 10, li guardi e ti chiedi cosa avranno mai da preparare in 4 ore.
specialmente quando devi per forza ascoltare tutti i loro malanni, fin nei minimi particolari, di quante volte hanno dato di stomaco e di quanto gli scoccia rimanere in casa quando hanno la febbre, ma loro escono lo stesso, in barba ai consigli del medico, “…perchè all’aria aperta si guarisce prima”, che poi aria aperta non è, in quanto si chiudono dentro ad un bar o circolo anziani, dove tutti sono nelle stesse condizioni, dove tutti tossiscono, starnutiscono in barba alle più normali norme di igiene.
E allora, quando tutto attorno comincia a girare, perchè senti che ti sta per partire la rispostaccia, smetti di leggere e ti concentri sul solitario che ti piace tanto.
e domani Cup, poi, forse, se ne avrò la forza, farmacia

IL SENSO DI LIBERAZIONE

Lo sto provando in questi giorni di lavori, di sgombero.
il senso di liberaziome che si prova nel buttare un’infinità di cianfrusaglie.
ero partita con l’idea di alleggerire alcuni mobili, facendo in maniera che fosse più agevoli spostarli, ma poi il sacro fuoco si è impadronito di me ed è una settimana che apro armadi, cassetti, stanze e metodicamente guardo, analizzo con occhio critico e butto, butto senza soluzione di continuità e senza rimpianti.
e così si fa spazio nel cassetto, nel mobile, nell’armadio e nella stanza e tutto sembra più equilibrato.
e durante questo lavoro, faticoso fisicamente, trovo anche il tempo di pensare a me, di liberarmi di fardelli inutili, di pensieri grigi e tetri che finiscono definitivamente nell’immondizia e il senso di liberazione mi rende più leggera, niente mi pesa e niente mi turba.
mi basta guardarmi attorno e capire che niente e nulla è definitivo, che le cose, le situazioni e le persone che mi distrubano si possono eliminare, basta fare un piccolo sforzo e cestinare, buttare, fare spazio per persone e situazioni a venire che saranno portatrici di benessere fisico e mentale.
senza fretta un domani, a sgombero finito, potrò pensare con cosa e con chi riempire gli spazi vuoti.