IL SENSO DI LIBERAZIONE

Lo sto provando in questi giorni di lavori, di sgombero.
il senso di liberaziome che si prova nel buttare un’infinità di cianfrusaglie.
ero partita con l’idea di alleggerire alcuni mobili, facendo in maniera che fosse più agevoli spostarli, ma poi il sacro fuoco si è impadronito di me ed è una settimana che apro armadi, cassetti, stanze e metodicamente guardo, analizzo con occhio critico e butto, butto senza soluzione di continuità e senza rimpianti.
e così si fa spazio nel cassetto, nel mobile, nell’armadio e nella stanza e tutto sembra più equilibrato.
e durante questo lavoro, faticoso fisicamente, trovo anche il tempo di pensare a me, di liberarmi di fardelli inutili, di pensieri grigi e tetri che finiscono definitivamente nell’immondizia e il senso di liberazione mi rende più leggera, niente mi pesa e niente mi turba.
mi basta guardarmi attorno e capire che niente e nulla è definitivo, che le cose, le situazioni e le persone che mi distrubano si possono eliminare, basta fare un piccolo sforzo e cestinare, buttare, fare spazio per persone e situazioni a venire che saranno portatrici di benessere fisico e mentale.
senza fretta un domani, a sgombero finito, potrò pensare con cosa e con chi riempire gli spazi vuoti.

EH SI’….

…oggi va così.
è una giornata strana, vissuta in sordina, in silenzio, con la fronte corrugata.
uncinettando, bevendo teà ed isolando il mondo fuori da questo guscio che mi sono creata attorno.
una giornata che segue, forse, l’andamento del tempo fuori, variabile, con una preponderanza di nuvole.
una giornata in cui tutto e tutti danno fastidio, una giornata così.

“….. è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare!” (Jep Gamabardella “La grande bellezza”)

QUESTI GIORNI……..

…che si snodano lenti, leggeri, tranquilli e sereni.
sono giorni in cui sto facendo il pieno di ripresa, lenta ma inesorabile, serenità e voglia di andare avanti sempre al meglio.
giorni in cui mi godo e pregusto tutto il grande e piccolo che arriva, giorni che non avrei mai pensato di poter avere.
è importante sapere che sono guarita, questo pensiero, adesso che l’ho capito appieno, è confortante e dona tranquillità.
sono giorni che passo fra casa e qualche uscita con le amiche, compagne di merende e letture, fra chiacchiere intelligenti e gratificanti, ma anche chiacchiere becere che scatenano tante risate, risate che riempiono il cuore e l’anima di allegria e distensione.

SONO STANCA

sono stanca, stanca morta.
lo stress, l’attesa, i giorni che quando aspetti non passano mai, poi quando arriva il giorno ti senti persa.
il digiuno, la fame, il freddo, la tristezza.
ma poi anche le chiacchiere con una bella persona, un’anima affine che salda il cuore.
l’acquisto della lana per un lavoretto commissionato dalla Tata.
un rientro a casa in bus, il caldo e il tepore, il torpore che assale e gli occhi che si chiudono,
lo sforzo immenso per tenerli aperti, almeno fino a casa.
ed ora, casa, finalmente a casa, divano e teà che aspettano.

AL PARCO

“Quando potrò avere una casa mia tornerò là dietro, al nostro primo appartamento, c’è amicizia con i vicini e silenzio”.

Il silenzio che c’è in queste giornate settembrine è impagabile e rassicurante.

Ti lascia la maniera di ascoltarti e di guardare dentro di te, senza nessuna paura, perchè il silenzio che ti circonda è buono-

Silenzio e colori di settembre.

BABAU

MAGGIO 2013 001

Caro lui…sei cresciuto con lei,ti sei consumato con lei, ma noi continuiamo a rappezzarti.
Caro lui…sei uno di famiglia ormai, fai parte di noi e, quando l’altro giorno, ti avevamo perso, eravamo tutti un po’ tristi e spaesati.
Io ti ho cercato dappertutto, ho guardato sotto ai letti, sotto al divano, ho smontanto il divano, spostato cuscini, c’è mancato poco che spostassi gli armadi.
Ed ero triste, non ne parlavamo ma tutti noi ci chiedavamo dove potevi esserti nascosto.
Lunedì mattina nell’andare a scuola, siamo passate dietro ad una bancarella del mercato e mi ha detto:
“guarda nonna…guarda quel telo, c’è sopra una cane come BaBau…”
E non ha aggiunto niente altro.
Quando sono uscita dalla scuola, mi sono avvicinata alla bancarella e ho conmperato il Telo con sopra BaBau, raccontando alla signora il perchè, tanto era il peso della tua mancanza.
Ma poi ti abbiamo ritrovato e ho subito telefonato a tutti per dire che eri tornato…sei rimasto tutto il giorno ben in vista e alla sera ti ho riportato dalla Tata…
Lei felice e anche noi felici.

A QUEST’ORA

Sono già stanca morta, sarei pronta per andare a letto a dormire fino a domattina.

Sono giornate stancanti.

E’ faticoso muoversi e girare con le stampelle al seguito, mi manca ancora la sicurezza per caricare il piede.

Oddio, un po’ lo appoggio, certo, ma mi manca ancora la sicurezza di un mese fa.

E allora, con la voglia di uscire, pagamenti e spedizioni varie da affettuare, esco, vado zompettando avanti e indietro con le stampelle.

E mi affatico.

E a quest’ora, dopo aver aiutato un po’ il Ferrari a sparecchiare il tavolo, dopo essermi riempita la vasca di acqua e aver fatto esercizi con la caviglia in acqua, sono stanca.

Oggi ho dato mano anche al decespugliatore…le mie gambe chiedevano di poter veder un po’ di luce, i peli superflui le stavano soffocando.

E dopo questa brutta immagine di me, mi ritiro sul letto a lavorare con l’uncinetto e a guardare, per l’ennesima volta, Rai Storia.

Io stanca!