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IN QUESTI GIORNI

Lunghi eterni, a volte leggeri, ma tanto stancanti, ho avuto modo di pensare.

Di pensare, di guardarmi dentro, di fissare il muro bianco e perdermi nel suo bianco.

Di capire e di capirmi.

Ho capito che evitare ed eliminare certe persone e situazioni mi fa stare bene.

Ho capito che mi fa bene non farmi pesare determinate decisioni prese.

Ho capito che mi occorrono giorni per elaborare, autodigerire situazioni piacevoli, ma anche situazioni spiacevoli.

Ho capito che mi debbo accettare per quello che sono.

In questi giorni ho letto e guardato latelevisione, riscattando la brutta opinione che avevo della tele, se presa nelle giuste dosi e con i giusti programmi, fa bene, aiuta e allarga gli orizzonti.

Ma mi sono anche abbruttita con libri e programmi trash, very trash, programmi al limite del decente e del normale, ma anche queti sono serviti.

Sono serviti a farmi capire di aver toccato il fondo, di dovermi dare una spinta e risalire.

NIENTE PAURA

Può venire giù il mondo, può nevicare fino allo sfinimento, non mi interessa più.

Affronterò quello che il meteo ci manda con pazienza e senza paura.

Niente paura ad affrontare ancora la neve.

Sono in casa, al caldo, con la scorta di frutta e verdura fatta, tanti gomitoli di cotone per lavorare all’uncinetto e da oggi con un’arma in più per non farmi sopraffare dallo sconforto: i biscotti di Agrimonia.

Ebbene sì, in barba alla neve, al freddo e al gelo oggi sono arrivati i biscottini e il libro che stavo aspettando da un’altra amica..e a questo punto io sono a posto.

Ma intanto la mia mente e il mio cuore somo vicini all’amica Wide in viaggio per Milano, per un consulto che aggiunga nuove e tante armi alla sua lotta e, mentre lei era di passaggio a Bologna, il suo sms scalda il cuore e un sorriso si allarga da orecchio a orecchio e anche gli occhi del Ferrari si illuminano.

NEVE E GELO

Questo maltempo sta imperversando.

Ha cominciato a nevicare martedì mattina alle 11,30 e sembra ci stia dando un po’ di tregua ora.

Non si esce, sto assumendo un colore grigiastro, un color topo che fa tanto Pina Fantozzi.

Da ieri pomeriggio ore 17,30 gli spartineve si sono dimenticati di noi, delle strade interne del paese e non ci rimane altro che guardare scendere la neve stando dietro ai vetri.

Abbiamo tentato un sortita nel primo pomeriggio di oggi, con immensa felicità della Tata, ma è talmente freddo e sotto al primo strato di neve c’è il ghiaccio, quindi l’equilibrio è sempre precario.

 

Stiamo aspettando con pazienza che arrivi lo spartineve a torgliere quei 50/60 cm. ,all’incirca, dal cortile così da poter avere accesso ai garage e tentare di prendere fuori le auto, ma se non passano con un minimo di sale, dubito si riusciranno ad usare senza catene, il ghiaccio e la neve pressata sono ostacoli duri.

Stamattina io e la Tata guardavamo dalle finestre le fatiche di Sisifo dei dirimpettai, che inesorabili stavano sbadilando neve dal davanti dei loro garage, ma poi tutto finiva lì, perchè la strada da sgomebrare per arrivare alla strada è lunga e l’ultimo spartineve passato ieri pomeriggio, ha eretto un muro di neve davanti ai passi carrai, finchè non potranno venire per fare un lavorino un po’ di fino, è tutta fatica sprecata.

Poi è inutile sbadilare, scende talmente copiosa che dopo un paio di ore è tutto come prima.

Queste sono le ultime note dal fronte neve, speriamo di poter ruscire al più presto per scrollarci di dosso quell’apatia e quel freddo che penetra le ossa guardando fuori dalle finestre.

 

GIORNI DI FESTA GIORNI NORMALI

Si sono alternati in maniera gradevole e leggera.

Preferisco però questi ultimi 2 giorni normali.

Più tranquilli, più posati, più sereni.

Non si deve essere felici e contenti per forza, se sei felice bene, se non lo sei…pace,sei triste senza nessun senso di colpa.

In casa, al calduccio, con la Tata, circondate da giocattoli e da libri.

Fuori casa nelle ore più calde, in giro io e lei, a naso all’aria, in centro, in Sala Borsa, alla coop, serene e contente.

Giorni normali, banali che fanno bene allo spirito

SILENZIO

Tutto attorno.

Niente lo disturba, niente lo interrompe.

Tutto è fermo e cristallizzato in questo silenzio.

Sole che entra attraverso le tende bianche ad illuminare le stanze.

Una vecchia passione che riprende forma e spazio.

Vecchi gesti che sembravano dimenticati riaffiorano.

E la magia di uno schema davanti agli occhi, superare i primi ostacoli, le prime indecisioni, poi tutto fluisce serenamente, mentre da una stanza vicina arriva lieve  la musica.

Silenzio…ho ripreso la passione per i lavori all’uncinetto.

FORSE CI SIAMO

Ecco, forse ci siamo.

Sta cominciando, pian piano, a piacermi anche questa nuova casa.

C’è ancora tanto da lavorare, ma sto cominciando a sentirla anche un po’ mia.

Ho passato la notte sognando a come renderla accogliente come la casa precedente.

Sto sistemando  mobili, le cose che mi sono portata dietro dal trasloco nella maniera più simile alla precedente e con tanta pazienza ci sto riuscendo.

Benvenuti a tutti coloro, amici vecchi e nuovi, nella mia nuova casa.

BENVENUTA

Alla prima nebbiolina autunnale, che sfuma il sole e annebbia i contorni.
Alle prime magliette di lanettina leggera che fanno tanto caldo al mattino presto, che scaldano, che emanano un leggero tepore che aiuta ad affrontare meglio la giornata.
Alla ritrovata voglia di cucinare, al sorriso sulle labbra nell'affrontare la spesa alimentare dopo tanto tempo che questa veniva vista solo come un peso, un macigno, un'incombenza da portare avanti sbuffando, un impegno pesante con la testa da tutt'altra parte, tranne che sul cibo, perchè quando qualcosa non quadra la voglia di cucinare va a farsi friggere.
A tutte le verdure che i primi freddi ci portano e che sono il miraggio di abbandono delle insalate miste e fredde, che sono il miraggio di zuppe calde, cipolline in agrodolce, brodi di carne per i tortellini e i passatelli mangiati fumanti alla sera.
Alle prime serate passate in casa, con le finestre chiuse, i termosifoni ancora spenti e il plaid di pile addosso, sdraiati sul divano a guardare un film o a leggere un libro.
Benvenuta alla tranquillità dell'autunno.

ALLA RICERCA

Finalmente li ho ritrovati.
E' da ieri che stavo cercando i libri letti durante le vacanze, sono tanti, sono una montagna, alcuni mi sono piaciuti, altri meno, ma mi servono, li debbo inserire nella libreria di
Anobii, non posso permettermi di perderne traccia.
Poverini, erano insaccati, stretti dentro ad un borsone fatto portare a casa il 21 agosto dale Ferrari.
Poverini, era da allora che erano chiusi al buio e da soli lì.
Le altre valigie e borsoni sono ancora tutte lì da disfare e da sistemare, ma la sacca dei libri è già uscita.

Sto scrivendo il diario delle vacanze sotto la tag vacanze 2011, ci impiegherò un po' di tempo, ma allafine ce la farò, e anche questo sforzo sarà lì a futura memoria.

FACCIAMO IL PUNTO

La Tata si è svegliata alle 9,30…ecco, la mattina in cui doveva svegliarsi presto ha dormito fino a tardi. Di svegliarla non ci pensavo nemmeno, dopo chi la sopporta?
Casa sistemata,almeno ho rifatto i letto e sistemato il divano, ho preparato qualcosa da mangiare per il Ferrari nel caso rientrasse a pranzo.
Direzione: cartoleria del paese per le fotocopie e la busta, debbo spedire una raccomandata urgente.
Ufficio postale del paese: c'è il mondo intero, ma è climatizzato e si sta freschi e seduti, poi, siamo onesti, ho solamente 6 persone davanti per la raccomndata, ma…l'impiegata è sparita e riappare solamente dopo un tempo infinito. Morale della favola, esco dall'ufficio alle 12 in punto e, sotto un sole cocente, con la Tata al seguito, mi dirigo verso il centro commerciale per la spesa. Debbo pensare un po' ai giorni futuri e domani sera ho Amici a cena.Nel frattempo telefono alla sua amichetta, annunciando che arriverò verso le 15 a prenderla per venire a casa da noi a giocare.
Arrivo dall'amichetta al pelo. Adesso stanno facendo merenda assieme, alle 18 uscirò di nuovo per andare in biblioteca e riportare a casa l'amichetta?
Cosa mi è rimasto da fare?

TUTTA FUMO

E niente arrosto.
Sbraito, urlo, mi arrabbio, prometto vendetta, mi giuro che prima o poi mi vendico…poi alla resa dei conti, lascio perdere.
Oggi potevo benissimo dire "No, non sono a casa, è una giornata di fuoco, rientro dopo le 14" * invece…sono andata alla cassa in fretta e furia, ho pagato e sono rientrata per preparare il pranzo per noi due.
Ci sarebbe stata bene una delle me filippiche, contro tutto e tutti, ma poi la voglia di un po' di quieto vivere, il caldo, il pensiero di essere solo a metà di una giornata pesante, mi ha fiaccato e ho lasciato perdere.

* di conseguenza se vuoi mangiare ti arrangi