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A QUEST’ORA

Sono già stanca morta, sarei pronta per andare a letto a dormire fino a domattina.

Sono giornate stancanti.

E’ faticoso muoversi e girare con le stampelle al seguito, mi manca ancora la sicurezza per caricare il piede.

Oddio, un po’ lo appoggio, certo, ma mi manca ancora la sicurezza di un mese fa.

E allora, con la voglia di uscire, pagamenti e spedizioni varie da affettuare, esco, vado zompettando avanti e indietro con le stampelle.

E mi affatico.

E a quest’ora, dopo aver aiutato un po’ il Ferrari a sparecchiare il tavolo, dopo essermi riempita la vasca di acqua e aver fatto esercizi con la caviglia in acqua, sono stanca.

Oggi ho dato mano anche al decespugliatore…le mie gambe chiedevano di poter veder un po’ di luce, i peli superflui le stavano soffocando.

E dopo questa brutta immagine di me, mi ritiro sul letto a lavorare con l’uncinetto e a guardare, per l’ennesima volta, Rai Storia.

Io stanca!

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LA PRIMA COSA

La prima cosa che farò domani, sarà farmi una doccia, bella, lunga, stando sotto al getto per un’eternità, alla faccia di chi dice che bisogna risparmiare acqua. Domani non mi interessa nulla, domani faccio la sprecona, domani faccio la cialtrona

La prima cosa che farò da domani in poi sarà andare in giro a piedi per parchi e giardini in paese.

Andrò al bar da sola a bere un teà.

Mi dovrò depilare, perchè immagino già cosa ci sarà sotto a quel gesso, le scimmie che giocheranno a Tarzan con i miei peli usati come liane.

Andrò alla Rotonda a fare colazione da sola, con il mio libro e tutta me stessa per farmi compagnia silenziosamente, senza dovermi preoccupare di chi mi sta a fianco, se si sta annoiando o meno, ci sarò io e solamente io con me stessa.

Prenderò un qualsiasi bus che mi porti verso il centro, nel quale mi perderò a gironzolare per tutte le stradine che mi mancano tanto, entrando e uscendo dai negozi, curiosando e pensado a cosa comperare per gratificarmi di questo lungo mese passato quasi in solitaria.

Andrò da Bianca a fare colazione, andrò in Sala Borsa a cercare un qualsiasi libro, mi siederò sul Crescentone al sole a leggere.

Andrò da sola a far shopping: abbigliamento, scarpe e trucchi, ne ho bisogno, tanto bisogno.

La prima cosa che farò….sarà sentirmi un po’ più indipendente di oggi.

La prima cosa che farò sarà riappacificarmi con tutti coloro che mi hanno aiutata in questo mese.

La prima cosa che farò sarà la presa di coscienza che non sono indistruttibile e che coloro che mi hanno aiutata l’hanno fatto con il cuore ed è inutle che io mi arrabbi perchè le cose non sono state fatte a modo mio, perchè in casa le cose non erano al posto che io avevo assegnato a loro, le cose le posso sempre rimettere a posto io da domani in poi.

La prima cosa che farò….sarà meglio che metta via tutti questi sogni di gloria, e veda domani come va senza il gesso, e che io cominci a fare tutte queste “prime cose” a piccoli passi, per non rimanere delusa.

IN QUESTI GIORNI

Lunghi eterni, a volte leggeri, ma tanto stancanti, ho avuto modo di pensare.

Di pensare, di guardarmi dentro, di fissare il muro bianco e perdermi nel suo bianco.

Di capire e di capirmi.

Ho capito che evitare ed eliminare certe persone e situazioni mi fa stare bene.

Ho capito che mi fa bene non farmi pesare determinate decisioni prese.

Ho capito che mi occorrono giorni per elaborare, autodigerire situazioni piacevoli, ma anche situazioni spiacevoli.

Ho capito che mi debbo accettare per quello che sono.

In questi giorni ho letto e guardato latelevisione, riscattando la brutta opinione che avevo della tele, se presa nelle giuste dosi e con i giusti programmi, fa bene, aiuta e allarga gli orizzonti.

Ma mi sono anche abbruttita con libri e programmi trash, very trash, programmi al limite del decente e del normale, ma anche queti sono serviti.

Sono serviti a farmi capire di aver toccato il fondo, di dovermi dare una spinta e risalire.

NIENTE PAURA

Può venire giù il mondo, può nevicare fino allo sfinimento, non mi interessa più.

Affronterò quello che il meteo ci manda con pazienza e senza paura.

Niente paura ad affrontare ancora la neve.

Sono in casa, al caldo, con la scorta di frutta e verdura fatta, tanti gomitoli di cotone per lavorare all’uncinetto e da oggi con un’arma in più per non farmi sopraffare dallo sconforto: i biscotti di Agrimonia.

Ebbene sì, in barba alla neve, al freddo e al gelo oggi sono arrivati i biscottini e il libro che stavo aspettando da un’altra amica..e a questo punto io sono a posto.

Ma intanto la mia mente e il mio cuore somo vicini all’amica Wide in viaggio per Milano, per un consulto che aggiunga nuove e tante armi alla sua lotta e, mentre lei era di passaggio a Bologna, il suo sms scalda il cuore e un sorriso si allarga da orecchio a orecchio e anche gli occhi del Ferrari si illuminano.

NEVE E GELO

Questo maltempo sta imperversando.

Ha cominciato a nevicare martedì mattina alle 11,30 e sembra ci stia dando un po’ di tregua ora.

Non si esce, sto assumendo un colore grigiastro, un color topo che fa tanto Pina Fantozzi.

Da ieri pomeriggio ore 17,30 gli spartineve si sono dimenticati di noi, delle strade interne del paese e non ci rimane altro che guardare scendere la neve stando dietro ai vetri.

Abbiamo tentato un sortita nel primo pomeriggio di oggi, con immensa felicità della Tata, ma è talmente freddo e sotto al primo strato di neve c’è il ghiaccio, quindi l’equilibrio è sempre precario.

 

Stiamo aspettando con pazienza che arrivi lo spartineve a torgliere quei 50/60 cm. ,all’incirca, dal cortile così da poter avere accesso ai garage e tentare di prendere fuori le auto, ma se non passano con un minimo di sale, dubito si riusciranno ad usare senza catene, il ghiaccio e la neve pressata sono ostacoli duri.

Stamattina io e la Tata guardavamo dalle finestre le fatiche di Sisifo dei dirimpettai, che inesorabili stavano sbadilando neve dal davanti dei loro garage, ma poi tutto finiva lì, perchè la strada da sgomebrare per arrivare alla strada è lunga e l’ultimo spartineve passato ieri pomeriggio, ha eretto un muro di neve davanti ai passi carrai, finchè non potranno venire per fare un lavorino un po’ di fino, è tutta fatica sprecata.

Poi è inutile sbadilare, scende talmente copiosa che dopo un paio di ore è tutto come prima.

Queste sono le ultime note dal fronte neve, speriamo di poter ruscire al più presto per scrollarci di dosso quell’apatia e quel freddo che penetra le ossa guardando fuori dalle finestre.

 

GIORNI DI FESTA GIORNI NORMALI

Si sono alternati in maniera gradevole e leggera.

Preferisco però questi ultimi 2 giorni normali.

Più tranquilli, più posati, più sereni.

Non si deve essere felici e contenti per forza, se sei felice bene, se non lo sei…pace,sei triste senza nessun senso di colpa.

In casa, al calduccio, con la Tata, circondate da giocattoli e da libri.

Fuori casa nelle ore più calde, in giro io e lei, a naso all’aria, in centro, in Sala Borsa, alla coop, serene e contente.

Giorni normali, banali che fanno bene allo spirito

SILENZIO

Tutto attorno.

Niente lo disturba, niente lo interrompe.

Tutto è fermo e cristallizzato in questo silenzio.

Sole che entra attraverso le tende bianche ad illuminare le stanze.

Una vecchia passione che riprende forma e spazio.

Vecchi gesti che sembravano dimenticati riaffiorano.

E la magia di uno schema davanti agli occhi, superare i primi ostacoli, le prime indecisioni, poi tutto fluisce serenamente, mentre da una stanza vicina arriva lieve  la musica.

Silenzio…ho ripreso la passione per i lavori all’uncinetto.