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QUANDO…

..hai mille pensieri per la testa, mille situazioni che creano pensieri e stress, mal di testa da venerdì scorso.

Quando in mezzo a tutto questo marasma si infilano gli esami per il tuo follow-up annuale e ti senti una bomba ad orologeria.

Però cominci il tutto con cuore leggero e positività perchè in cuore tuo e nelala mente senti che va e andrà tutto bene, perchè sai che non può piovere sempre sul bagnato.

Ma, alla fine, c’è un ma..incontri il medico che ti fa rimanere esterefatta, incontri il medico giovane che non sa cosa voglia dire “empatia” e ribalta tutto il tuo mondo e le tue certezze.

E’ tutto a posto e niebte in ordine, perchè quedto medico, dopo avertelo detto a voce, lo scrive anche nell’esito dell’esame:

CONCLUSIONI:[…]Si spiega alla paziente la mancanza di evidenza scientifica circa l’utilità della ecografia nello screening delle neoplasie ovariche.

A voi le conclusioni del mio stato d’animo, della rabbia che ho dentro

IO NON SONO ….

…il tumore che ho avuto e che ho curato, sperando di averlo debellato.

Io sono una persona che,dopo quell’esperienza, vive tutto quello che fisicamente le può accadere in diversa maniera.

E’ tutto relativo.

Per me un raffreddore, un abbassamento di voce, tosse, catarro, naso che cola, non sono nulla, come sono venuti se ne andranno, cerco di prendere le mie dovute precauzioni, quando sono nel culmine mi lamento, ma poi vado avanti, sopravvivo.

Tutto quello, che fisicamente, mi è capitato dopo il tunore, non mi spaventa, finchè so che con una pastiglia, uno sciroppo, una supposta o una iniezione , riesco a risolvere il problema, niente mi tocca e  mi scompone.

Sono sopravvissuta ad un  tumore, non sarà di certo un raffreddore o una influenza ad abbattermi, fortunatamente ho ancora un’età che mi permette di soprassedere, di metterci su piede, almeno finchè non ho finito di risolvere tutto quello che ho messo i  fila fino a quel momento.

Quando tutto si sarà snodato, prenderò in considerazione l’idea di rivolgermi al medico per la tosse, il catarro o il naso che cola.

Ma io non sono il tumore che ho avuto, non potete venirmi a dire di rallentare, di buttare tutto all’aria, di non occuparmi di quello di cui mi occupo giornalmente, perchè ho il raffreddore che mi dura da 10 giorni e va a giorni alterni, un giorno sembra migliori, mentre il giorno dopo pggiora, la stagione, oltretutto non  aiuta, è un raffreddore, non è nè un tumore e nemmeno un intervento a cuore aperto.

Ci vuole pazienza, magari, forse qualche riguardo in più, ma si sopravvive, con un minimo di pazienza , si sopravvive e si porta a casa la pellaccia.

E’ un raffreddore ed  io non sono il tumore che ho avuto, quello lo abbiano egregiamente scollinato.

Questo sentirmi pressata per un raffreddore, per le eventuali conseguenze, mi indispone, mi mette di malumore, perchè capisco che chi mi sta parlando in questi giorni, lo faccia per il mio bene, per la grande paura che si prese tanti anni, ma non potete far leva sempre e solo sul tumore che ho avuto, della lotta che ho combattuto, della fatica che mi è costato rialzarmi da quel periodo.

Io non sono il tumore che ho avuto.

DI EUTANASIA E ALTRO IN ITALIA

DJ Fabo e Marco Cappato. Consulta chiede legge su fine vita.
Ragioniamo:
perchè non si riesce ad avere una legge che ci permetta di morire con dignità? Scegliendo noi, come quando e perchè? I nostri politici catto/demo/comunisti cos’hanno paura che ci sarà la corsa all’eutanasia?
Abbiamo una legge sul divorzio e sull’aborto, non si è mai vista una corsa al divorzio o all’aborto come IVG. Si è dato, solamente, la possibilità a chi vuole divorziare o abortire di non finire in galera, o in mano alle mammane o di dover andare all’estero.
Ma i nostri politici e i detrattori all’ eutanasia, si sono mai informati su come funziona? Qualcuno si è mai preso un po’ di tempo per visitare il sito della “Dignitas” o il sito dell’associazione Luca Coscioni?
Fatelo prima di parlare.
Informatevi prima di sentenziare.
Pregate il vostro dio, qualunque esso sia, di non averne mai bisogno, ma date la possibilità a chi ne necessita, di poterlo fare “serenamente”, anche se “serenamente” è una parola inappropriata, perchè nessuno di noi sceglie “serenamente” il suicidio assistito per grave malattia.
P.S: non venite a dire, non nascondetevi dietro, alla frase”In Italia abbiamo il Vaticano”!

UNO SGUARDO SOSPESO

“Io ho freddo e la signora si fa aria”

E’ un attacco di giovinezza”, rispondo ridendo.

Ma non prende nulla?”

“non posso prendere nessun tipo di ormoni, nemmeno quello naturali, nemmeno le erbe, debbo stare lontana da tutto quello che contiene ormoni o fito-ormoni”

“Ma no, provi e vedrà che andrà meglio”.

“Non posso, mi sono ammalata di CANCRO al seno 10 anni e gli ormoni per me sono banditi, preferisco sopportare le vampate, piuttosto che ricominciare….”

E il suo sguardo è rimasto sospeso, le pupille si sono dilatate dalla spavento per terrbile parola da me pronunciata: CANCRO.

Io non volevo impaurirla, non era nelle mie intenzioni, però le parole a volte mi vengono tirate fuori dalla bocca con forza, non mi piace parlare del mio passato, visto che sto tentnado di passarci sopra, non mi piace far pesare il mio passato di EX malata di cancro, almeno al di fuori di una certa cerchia di persone, vorrei che il discorso cancro associato alla mia persona fosse morto e sepolto, ma a volte proprio non se ne può far a meno.

PAROLE , CONFORTO.

Ieri è stata una giornata campale, i miei poveri nervi hanno preso una strapazzata infame.
Ieri avevo proprio bisogno di una persona che mi accompagnasse di nuovo in ospedale, avevo bisogno di qualcuno che parlasse per me, che facesse vedere ai medici la mia fragilità di fronte ad un ostacolo imprevisto: una TAC con il mezzo di contrasto.
E questo significava perdere altro tempo, spiegando, facendo vedere documenti, referti e diagnosi, spiegare e sperare di trovare il medico che capisse al volo e risolvesse.
Per fortuna è stato così, medici giovani, con un’immensa pazienza, mi hanno presa per mano, hanno domandato, hanno capito, mi hanno messa in un ambulatorio silenzioso e lontano da tutti, dicendomi di aspettare con pazienza che loro avrebbero contattato tutti coloro che potevano venire coinvolti in questa ennesima mia “magagna” e che l’avrebbero risolta.
Ci sono volute ore, ore lunghe ed eterne, ore passate a leggere e ogni tanto a giocare, ma alla fine hanno risolto tutto e con un grande sorriso mi hanno salutata e dicendo che mi aspettano per l’intervento , augurandosi che tutti i pazienti potessero essere come me, pazienti in tutti i sensi e ben forniti di documentazione riguardante la loro salute.
La mia anima, il mio spirito ringraziano

INCREDULA

Mi guardo attorno, ascolto il silenzio.
E sono stupita. Dopo il baillamme degli ultimi mesi, mi sembra strano non sentire chiamare "nonna" ogni 2 minuti.
"Nonna, ma quanto dura questa scuola?"
"5 anni, Tata, dura 5 anni"
"Ma come nonna, 5 anni per la prima? E poi?"
"No tesoro, la prima dura un anno, poi passi in seconda, che dura anche lei un anno, poi in terza…e così via fino alla quinta…e lì sono già passati 5 anni, poi vai alle medie".
"Ah, per fortuna nonna, pensavo che la prima durasse 5 anni"

E siamo solo al secondo giorno di scuola

OLTRE

Mi sento oltre. E' un momento, è da un po' di tempo che mi sento oltre.
Le mie priorità sono cambiate, le mie esigenze non sono più quelle di 4 anni fa all'inizio del blog.
Ormai parlo poco di cancro, ricordo ancora molto bene le date importanti (21 maggio 2003, 11 giugno 2003, 24 luglio 2003, 9 settembre 2003, 23 dicembre 2003), ma ormai sono solamente date che hanno segnato la mia vita cambiandola, date che hanno tutt'ora un grande significato, ma la battaglia , la lotta adesso è oltre.
La vita è come, magicamente, rientrata al pre- cancro, con tutto quello che comporta, mansioni da svolgere, impegni duri e pesanti, ma anche tanti impegni leggeri.
Tante situazioni  sono cambiate in questi anni, in primis io, dopo anni di battaglia con me stessa, ho ceduto e ho chiesto aiuto, e questo aiuto è coinciso con l'apertura del blog, tante battaglie sono state vinte da allora, e ora mi sento oltre.
Adesso c'è la Tata che sta crescendo, con la quale passo tanto tempo, adesso ci sono le persone che allora mi hanno sostenuta che si appoggiano a me, e se si appoggiano a me significa che si fidano, che ho ripreso in pieno, che  mi vedono all'altezza delle loro aspettative.
Sono andata oltre senza accorgemene, piano piano, un passo alla volta, a volte con fatica, a volte con leggerezza, ho scollinato la paura, sono riuscita a ricacciarla in un angolo, controllata dalla vita quotidiana piena di cose belle, con le energie rivolte a svolgere al meglio il ruolo di supporto per coloro che hanno bisogno, che richiedono aiuto.
Nessuno potrà cancellare il tempo passato, non lo vorrei nemmeno, ci sarò sempre per tutti e tutte, ma ora mi sento
OLTREILCANCRO

TEMPO BUTTATO

Non me ne vogliano i medici che passeranno e leggeranno, ma ho perso del tempo.

Ho perso quasi tutto il pomeriggio a discutere con il sostituto del medico di base del Ferrari e alla fine l'ho presa persa perchè non riuscivo a cavarci fuori i piedi.
Ho un diavolo per capello.
Non mi voleva fare le richieste per gli esami di controllo perchè li ha appena fatti, ma se ti dico che stiamo seguendo un protocollo, che sono da eseguire ogni 3 mesi, cosa ti costa. No, secondo lei il pc non glieli faceva prescrivere,perchè li ha appena fatti.
E già lì, dopo 10 minuti stavo per lanciare  la spugna, per arrendermi.
Alla fine queste richieste di esami saltano fuori.
Mi guarda candidamente e mi domanda se mio marito non ha per caso qualche senzione.
"Certo, ha l'esenzione per l'ipertensione e per patologia, perchè?"
"Ecco….vede signora, gli esami che lei mi ha richiesto non rientrano in nessuna delle due esenzioni, non me li dà in esenzione".
Lì si è sentito un rumore di palle che andavano in frantumi!!!!
"Guardi, ci deve essere un errore, perchè questi stessi esami che lei mi ha prescritto, 3 mesi fa sono usciti belli belli dal pc con l'esenzione per patologia, e se vado al CUP a prenotarli così, l'esenzione non me la danno".
"No, tranquilla, lei va, la prende, poi passa da qui che noi controfirmiamo a mano l'esenzione".
Ho fatto un sospiro profondo, ho rispiegato, ribadito il concetto, chiedendole di controfirmarla subito l'esenzione, ho tirato fuori il cartellino del Ferrari con tutto l'elenco degli esami in esenzione.
Non c'è stato nulla da fare.
Gli esami con l'esenzione non escono in automatico (e allora spiegami perchè se me li prescrive il suo medico escono in automatico con l'esenzione)
Ho lasciato perdere, la mia pazienza si stava esaurendo.
Ci torno la prossima settimana quando ci sarà il medico del Ferrari.

MENTRE LEGGO

L'afa e l'umidità la stanno facendo da padrona.
Sono sul divano di fianco al Ferrari, con la pala al soffitto in movimento, smuove un po' l'aria, si respira un po' meglio, un riposino prima di riprendere il lavoro pomeridiano per lui e gli impegni miei.
Sto leggendo, sfogliando il mensile di
Emergency,

Ogni tanto la mente vaga, persa dietro a pensieri suoi, che poi alla fine scopro essere anche i miei.
Un leggero velo di sudore comincia a imperlarmi il viso, scende lungo il collo e un improvviso calore mi si diffonde dal basso verso l'alto, sembra una vampata, probabilmente lo è anche, ma a questa si sta  aggiungendo un po' di panico e un po' di ansia.

Ho capito, mi debbo fermare e dare forma al pensiero che sta scatenando tutto questo rimescolo interno.

Nel numero che sto leggendo si parla di ospedali pediatrici in costruzione, di ambulatori mobili a Manduria, per curare e aiutare tutte queste persone che negli ultimi mesi sono sbarcate in Italia. Si parla di medicina generale, di cardiologia, di otorino, ma non si parla di oncologia.

Come fanno, cosa succede quando un medico di Emergency si trova di fronte ad una persona fuggita dalla guerra e questa persona è malata di cancro?

Una telefonata, un giornale e le domande si riaffacciano alla mente.