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QUELLO CHE HO DENTRO

E’ rabbia, è tristezza.

Vedere buttare via, vedere sciupare una vita in questa maniera mi fa rabbia, mi fa tristezza e l’impotenza acutizza ancora di più questi sentimenti dentro di me.

A 46 anni mi sono ammalata di cancro e, per farmi muovere, mi hanno impaurita, mi hanno detto che se volevo arrivare a compiere i 47 di anni, dovevo mettere tutto in secondo piano e muovermi.

Avevo compiuto 46 anni solamente 3 mesi prima.

Adesso ho 60 anni, ne sono passati 14 da allora, ma non sono stati anni facili, vissuti tutti in pianura ed in poltrona, sono stati anni difficili sia sul piano della salute fisica che sul piano della salute mentale.

Ma mi sono rimboccata le maniche, ho tirato fuori i denti e ho lottato, con le mie forze e con le forze che gli altri mi hanno messo a disposizione. Ho grattato il fondo del barile, ma mi sono dovuta scrollare perhè non c’era nessuno che lo poteva fare per me, non c’era nessuno che lo poteva fare al posto mio.

Non so ce l’ho fatta, o almeno, mettiamola così, non so se sono diventata la persona perfetta che tutti vorremmo essere , ma sono diventata una persona con un certo equilibrio.

E adesso vedere persone che buttano via i loro 46 anni così, perchè non riescono a prendere il coraggio a due mani per tirare fuori i loro problemi, mi fa rabbia, mi fa tristezza.

A 46 anni hai ancora tanta vita davanti, ormai hai i figli grandicelli, dovresti cominciare ad assaporare la calma e la tranquillità che hai per le mani, non buttare via così il tutto perchè non vuoi tirare fuori i problemi, i “non detti”.

Ci vuole tanta forza e tanto coraggio, ma bisogna averlo personalmente, non aspettare che arrivi qualcuno con la bacchetta magica a tirarti fuori dalla melma.

 

HO FATTO UN GIRO……..

……..dentro al mio armadio.
Ne sono uscita più leggera, soddisfatta e ricaricata.
Anche lui adesso è più leggero.
Inutile tenere lì pantaloni, camichette o gonne nella speranza di riuscire a tornarci dentro, ormai…non ci sono riuscita dopo 8 anni, vuoi mai che ci riesca adesso che la menopausa naturale mi sta modificando il punto vita?
E allora, via, via tutte quelle cose inutili che rimanevano lì a ricordarmi i bei tempi della pancia piatta e del punto vita in evidenza.
Bei tempi che non torneranno più, bei tempi soppiantati da altri bei tempi, presente e futuri.
Il tempo passa, passano i bei tempi, ma l’armadio resta lì pronto ad accogliere altri capi che faranno da corollario ai bei tempi che arriveranno.

DEI COMPORTAMENTI

Non bisogna mai meravigliarsi.
Me lo sentivo, me lo aspettavo. E mi dispiace, mi dispiace che ne faccia le spese lui, lui che non ne ha colpa, tranne avere l'unica "colpa" di essere mio marito.
Il comportamrento di persone meschine, rimane meschino come loro.
Non c'è niente da fare, anche se a me, fanno venire un po' di sensi di colpa.
Dei comportamenti e della meschinità, potrebbe essere il trattato del terzo millennio.
Ma non mi faccio travolgere, alla sua telefonata, al suo dirmi di rimanere tranquillamente in Sala Borsa, rispondo che ormai io il mio spazio me lo sono preso e sono contenta, come sono contenta di tornare a casa e smangiucchiare qualcosa con lui.
De resto non può essere diversamente, prima veniamo noi, poi il resto se ne avanza.
E visto che il resto ormai era realizzato, rientro e mangio pane e mortadella seduta di fronte a lui.

I MIEI CAPELLI

Li ho tagliati un paio di settimane fa.
Li volevo tenere lunghi, come prima di tutto il trambusto cancro.
Mi piacevano i miei capelli prima di perderli per via della chemio.
Li portavo lunghi e li tenevo sempre legati con una coda, alta o bassa.
Un paio di settimane fa, in piena crisi, ho deciso di dare al tutto un taglio netto.
Di tornare ai miei capelli corti e del mio colore,anche perchè era da luglio dello scorso anno che non facevo nulla, erano cresciuti ed erano di 3 colori: sale/pepe vicino alla radice, castani un po' più sotto e biondi sulle punte.
Uno schifo!
E dopo una domenica pomeriggio passata con mia sorella, ho fatto prendere l'appuntamento da mamma presso il suo parrucchiere e sono andata di talgio.
Dopo tanti anni di rasoio, di parrucchieri alternativi che andavano di rasoio seguendo le mie indicazioni, stile soldato Jane, ho ritrovato il gusto del lavaggio con il massaggio al cuoio cappelluto e il taglio con le forbici, fatto guardando i miei capelli e chiedomi come stava procedendo, interpellandomi e parlando con me, non con chi entrava in quel moemnto o con la shampista di turno.
E' una bella sensazione uscire dal parrucchiere e sentirsi amate, guardarsi allo specchio e amarsi, piacersi.
Ritrovare il gusto dei sistemare le ciocche con il gel, il gusto per il trucco accurato che armonizzi con i capelli.
I miei capelli che ho deciso di tenere del colore naturale, belli corti, sale e pepe, che non nascondono nulla della mia età, ma che mi danno quell'aria serena e felice di chi sta bene con sè stessa.

TU FAI PAURA

Sono le parole che mi ha detto una  persona parlando di me.
Io sono temuta dalle ex-mamme per la mia coerenza, perchè io sono "grande" (è stata diplomatica, intendeva dire "vecchia", ma io mi reputo "saggia").
Io sono temuta perchè non ho paura di dire quello che penso.
Io sono temuta perchè mi comporto sempre come vorrei che gli altri si comportino con me.
Io sono temuta perchè con la mia franchezza metto a nudo i loro limiti.
Io sono temuta perchè non mi faccio nessun problema ad ascoltare tutti e a rispondere, a dire, quello che esattamente penso, senza preoccuparmi se quello che dico sia esattamente quello che l'interlocutore vuole sentirsi dire. Un conto è "quello che vuole sentirsi dire" un altro conto è "quello che penso o come vedo io la cosa".
Io sono temuta perchè sono amica di tutto e di tutte, non mi interessa se qualcuno si allontana per un po' di tempo, quando torna è tutto come quando ci eravamo lasciate.
Io sono temuta perchè ho una visione realistica di quello che significa vivere e amicizia.
io sono temuta perchè l'amicizia è rispetto e ho detto davanti a tutti che, l'amicizia come la intendono loro, è dittatura.
Mi sto concentrando per aprire un post sulla giornata di ieri passata con due amiche cancer blogger.

NORMALITA'

Le cose si stanno rimettendo in fila, normalmente, come debbono essere.
Intanto l'essere tornata a svegliarmi alle 5,30 aiuta, è il segno di una quotidianità, di una normalità che negli ultimi giorni stava svanendo.
E perdere anche solo un mio punto di riferimento, per me, è ancora destabilizzante.
Mi sento un po' in bilico sulla lama di un coltello ben affilato.
Mi sento come se stessi tornando indietro a 3 anni fa, lottando con un mostro che ogni tanto cerca di insinuarsi, un mostro che silenziosamente vuole rientrare.
Sono momenti di puro panico, di paura che possa succedere un qualcosa durante il quale io mi possa ritrovare dentro a quel barile.
E' un momento di cambiamenti, voluti o non voluti,  cambiamenti che implicano la perdita di alcuni punti di riferimento, ma si posso e si devono ricreare altri punti di riferimento.
Il poter essere di nuovo libera di muovermi indipendentemente dagli altri non ha prezzo, per tutto il resto c'è Master Card

RESOCONTO

E' stata una giornata senza arte nè parte.
E' andata bene, meglio di così non poteva andare, ma mi aspettavo di più.
Le paure rimangono, perchè quelle è difficile metterle via, e le parole ascoltate non possono essere proprio confortanti, ma tant'è rispetto a quello che  mi aspettavo è andata più che bene.
I controlli da continuare e ripetere ogni 6 mesi, ormai è meglio che mi rassegni, tanto ormai, finchè i valori non si assesteranno o non regrediranno fino all'indosabilità, è una croce che mi tocca.
Belle parole:
"Ziacris, lei deve stare tranquilla, è tutto nella norma, certo che per i malati di tumore bisogna avere un occhio di riguardo in più, per evitare di arrivare tardi nel caso si muova qualcosa."
E' un discorso che non fa un plissè. Meglio prevenire piuttosto che curare.
"Ziacris lei adesso si deve mettere tranquilla, tanto quello che lei vuole sentirsi dire non glielo potrò mai dire, e lo sa benissimo, indietro nel tempo non si torna, purtroppo non potrà tornare ad essere quella di prima, visto che ormai è in questa barca, con questi compagni di viaggio vediamo di farci piacere la compagnia"
E anche questo discorso non fa un plissè.
"Ziacris sono io il primo a capire che lei non ha tempo da perdere, ma sappia che noi adottiamo questa linea di condotta, perchè sappiamo che appena appena molliamo un po' la presa, voi malati di cancro (anche se io preferisco chiamarvi ex- malati) vi date alla pazza gioia e diradate di molto gli esami di controllo e questo non ve lo potete permettere.
E qui mi sono sentita sgmamata e ho fatto un sorrisino un po' storto.
"Ziacris facciamo così…le faccio gestire la cosa: io e lei ci rivediamo fra un anno, però nel frattempo
ogni 6 mesi mi fa gli esami e poi, se vede che qualcosa non va o se cambia qualcosa, mi telefona. Intanto per il problema all'endometrio so che deve fare un a serie di accertamenti e la lascio nella mani degli specialisti, faccia tutto quello che le dicono, senza passare parola a me, così le situazioni se le gestisce lei. Per il nodulo al polmone se la gestisce con il suo medico e, magari, veda di ripetere tutte quelle visite che ha fatto 5/6 anni fa e che non ha mai più controllato. Faccia la bravina, non pensi solo al tumore al seno, il corpo umano è fatto anche di altri organi"
E qui sono stata scoperta in flagranza di reato: tutto il resto era passato sottogamba, tanto con una pastiglina, o uno sciroppino tutto si cura.
E questo ulrimo discorso mi è piaciuto tanto.

NON MI DIRE COSI'

"Sei sempre la solita scassam******"
Dai Ferrari, non mi dire così che io mi sento, mi sento……mi sento così prof di educazione civica, io mi sento così compressa nel ruolo di esempio da prendere di altruismo e senso di responsabilità.
Antefatto: la settimana scorsa ho portato la spazzatura, nel rientrare guardo le macchine parcheggiate lungo la via, è una via chiusa, proprpio di fianco al confine del nostro giardino, la mia attenzione viene attratta da una FIAT di un colore un po' maraglio, la guardo bene e noto che la mascherina davati è incidentata, registro il tutto nella mia memoria e la cosa finisce lì.
il giorno dopo solita prassi, spazzatura da buttare, rguardo la macchina e noto che le sicure non sono abbassate, registro anche questo e via che vado.
Terzo giorno, solita manfrina, spazzatura, ulteriore sbriciatina all'auto e noto che lo sportello dalla parte del passeggero è appena appena accostato; incuriosita al massimo smollo il bidoncino dell'umido a terra e faccio il giro dell'auto: dalla parte dell'autista è tutta ammaccata, come se avesse subito un incidente.
La mia curiosità sale alle stelle, la tengo d'occhio tutta la settimana, poi ieri mi decido: telefonata ai carabinieri del paese.
Questi prendono nota di tutti i dati, chiedono i miei dati e dopo nemmeno mezz'ora mi richiamano e mi chiedono se gentilmente posso scendere che stanno arrivando per un sopralluogo.
Erano le 5 di pomeriggio, un caldo porco, la via dove è parcheggiata l'auto è tutta al sole, arrivano 'ste due poveretti sudati come due maiali e comincia la perlustrazione, si fanno indicare esattamente l'auto (la cosa ha fatto molto barzelletta, avevo dato la targa, il modello e il colore, potevano farcela da soli) e io noto che ha anche due pneumatici a terra.
Mi ringraizano. mi dicono che posso andare e loro continuano il loro lavoro.
Io torno in casa di volata dove mi attende l'aria condizionata e li lascio lì, sotto al sole che sfionda in mezzo agli occhi.
Dopo un'ora suonano alla porta e mi dicono che l'auto non risulta rubata, ma faranno accettamenti in quanto è sospetta, bagnati fradici di sudore chiedo se vogliono dell'acqua ma rifiutano, hanno fretta di rientrare in caserma. mi ringraziano per la segnalazione e via che vanno.
Io sono molto orgogliosa di me stessa, mi complimento con me stessa, per il mio alto senso civico, e torno ai miei affari.
Naturalmente al rientro del Ferrari racconto tutto, orgogliosissima di me stessa. E lui? Lui mi guarda ridendo dicendomi:
"Sono venu solamente per vedere che faccia aveva questa scassam****** che si prende la briga di telefonare per un'auto"
"Ma dai, mi hanno anche ringraziata per la segnalazione, erano contenti"
"Sì, sì, contenti, contenti un par di balle, magari stavano guardando la partita e tu hai rotto i coglioni"
Dai Ferrari, non dire così, io sono molto orgogliosa di me stessa, perchè io faccio dei fatti, non come tutti che guardano e tirano dritto.
No cara, tu sei una rompiballe all'ennesima potenza.

SQUADRA CHE VINCE NON SI CAMBIA

Non è assolutamente vero. Sta succedendo qui in paese.
C’è una squadra formata da 3 maestre del nido che lavorano assieme da 10/15 anni, una squadra che vince, una squadra che è il fiore all’occhiello di nido, una squadra che ha formato tanti bambini, che ha aiutato tanti bambini ad entrare nel mondo dei grandi, della materna.
Una squadra a cui noi siamo tanto legate, una squadra che tutti gli anni passiamo a salutare e con la quale ci troviamo tutti gli anni a mangiare la pizza un paio di volte.
Beh, questa squadra sarà cambiata, sarà separata, questa squadra sarà mandata a lavorare altrove, ma in più sarà separata, ognuna di loro sarà in una sezione diversa e non potranno più fare squadra.
E tutti i bambini futuri che verranno si troveranno con maestre che non hanno la stessa passione di queste 3 maestre che, il nido in paese, l’hanno quasi costruito, l’hanno fatto crescere, l’hanno portato ad essere un fiore all’occhiello sul nostro territorio.
Beh, con l’inizio delle scuole a settembre questa squadra non avrà più nulla della squadra, perché ognuna di loro sarà mandata a lavorare in sezioni diverse della scuola materna, anziché del nido e il loro posto al nido, sarà preso da personale di una cooperativa che, per quanto bravo ed efficiente possa essere, non sarà mai come questa squadra.

DESTINAZIONE

Che poi alla fine va bene qualsiasi destinazione.
O meglio, forse scarto i Caraibi, perchè tutti scappano lì, se ti debbono venire a cercare tutti puntano sui Caraibi, perchè chiunque abbia qualcosa da nascondere, se devi far perdere le tue tracce, scappi ai Caraibi.
Allora a questo punto scappiano veramente a Casalborsetti dove a nessuno viene in mente di venirti a cercare, perchè a Casalborsetti non c’è niente, c’è il nulla e, i ricercatori, mai penserebbero che tu sei fuggita in mezzo aìl nulla.
Quando invece questo null è proprio quello dicui si ha bisogno per alleggerire le spalle e i pensieri.