VADO, MA POI TORNO

Vado via per un paio di giorni.

Dopo tutto quello che è successo negli ultimi mesi ho bisogno di staccare la spina.

Sento il bisogno di immergermi in aria e spazi dove nessuno e niente mi ricordi gli ultimi tempi, dove io possa mettere i pensieri e le ultme parole sentite in stand-by, dove io possa metabolizzare.

Vado con la Tata a rilassarci e divertirci assieme.

Vado nella casa al mare dove nel 2000 mi rifugiai per piangere la morte di mio padre.

Vado nella casa la mare dove nel 2003 andai a pensare alla parola “cancro” detta su di me.

Vado nella casa al mare dove nel 2005 andai per cercare la forza di aiutare LaFiglia.

Vado dove so che troverò la persona giusta che ha capito e rispetterà la mie ansie.

Vado, ma poi torno.

 

 

TUTTO BENE TRANNE UN BAR

Giornata magnifica, sole, mare, spiaggia.
Un leggero venticello ci ha permesso di stare in spiaggia, al sole, di pranzare al ristorante sulla spiaggia in piacevole compagnia.
Una giornata durante la quale non mi sono mai sentita in colpa per aver abbandonato la compagnia per leggere. La compagnia mi conosce da quasi 40 e rispetta i miei tempi, i miei ritmi e le mie passioni. La compagnia mi ascolta quando parlo, ma non si intromette quando apro il libro. La compagnia è quella della cognata e del cognato, ma c'era anche il nipote con la figlia e le risate sono state tante , sincere e di cuore. Ognuno di noi ha rispettato i tempi e le parole degli altri.
Il bar del bagno sulla spiaggia è bello, molto giovanile, frequentato da famiglie e giovani, si respira una bella atmosfera, si mangia discretamente bene e ha tanto spazio da riservare i suoi bagnati che non stanno tutto il giorno sotto al sole a crogiolarsi. Angoli in ombra e ben ventilati, nei quali è piacevole star lì a oziare, parlare o anche solo guardare il passaggio.
Ma in tutta questa perfezione c'è un neo, un neo grosso come una casa: quando al pomeriggio mi sono presentata al bar chedendo il teà caldo, mi hanno risposto che non lo fanno, mi sono dovuta accontentare di un latte caldo macchiato, e non era nemmeno molto caldo.

MI STO INTENERENDO

Ho accompagnato una persona ad una visita.
Durante la visita questa persona è uscita dall'ambulatorio per chiedermi un chiarimento.
Quando l'ho vista uscire e chiamarmi mi sono allarmata.
Mi sono spaventata.
Al mio rientro a casa rivivendo quei momenti mi sono messa a piangere.
Piangevo per la paura stupidache mi sono presa.
Piangevo perchè non è normale spaventarsi così.
Piangevo perchè adesso ho paura anche dell'acqua fredda.
Come si dice da noi "Sto diventando di piccaglia tenera".

Pensieri in ordine sparso, pensieri che si affollano per uscire, per cercare una dimensione.

Si pensa al peggio del 2008 che se ne va con un lutto e lascia in eredità al 2009 l'inizio con un funerale.

Il 2008 è stato punteggiato di tante lacrime, è stato punteggiato da tante perdite.

Alcune donne "CoraggioRosa"  ci hanno lasciato, e hanno aperto altre ferite nella mente e nell'anima.

Si sono susseguiti avvenimenti su avvenimenti e sono stai veramente pochi quelli allegri e sereni.

Gli unici momenti tranquilli e sereni sono stati quelli passati assieme alla Tata, la Tata ci ha regalato tantissimi momenti spensierati e pieni di risate…per fortuna!

Domani arrivano anche Marina e Alberto, vengono a salutare O., vengono per stare vicini al Ferrari, che ha preso molto male questo avvenimento. Avrei voluto vederli in un'altro frangente, ma tant'è.

Monica ci ha lasciato a febbraio, in una fredda e umida mattina di metà febbraio, il giorno del compromesso fra Stato e Chiesa, strana coincidenza, dopo 20 mesi di lotta ha ceduto le armi all'attrice principale della nostra vita.

Vittoria ci ha lasciate a metà maggio, si è spenta in silenzio lasciando tante lacrime dietro di sè.

Annalisa se ne è andata a metà ottobre, non ce lo aspettavamo, la pensavamo già tutti quanti fuori dal girone delle recidive, invece, in silenzio e a tradimento si è ripresentato con tutta la sua cattiveria.

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A fine novembre si è ammalato il cognato ed è finita come è finita.

Che dire? Anno bisesto anno maldestro…peggio di così…

Ci sono stati anche tanti bei momenti di allegria, di risate.
 

E per fortuna ce ne sono stati tanti, più di quanti uno possa immaginare.
 

La Tata in questi giorni ha dato il meglio di sè stessa, facendo ridere tutti a crepalelle, con lo stupore dipinto in viso e tutti i suoi "Ohhhh" di sorpresa davanti ai pacchi lasciati da Babbo Natale.
 

La nonna e il nonno si sono barcamenati in tutti questi momenti di commozione allo stato puro dando, anche loro, il meglio di sè stessi.
 

Tutto il resto, tutto il resto è una continua attesa, è un sobbalzo ad ogni squillo di telefono, ci stiamo avvicinando alla fine, sta ancora lottando il cognato, sta lottando con tutte le sue forze, ma non c'è niente da fare, si sta solamente allungando una lenta agonia. Noi più di tanto non possiamo fare tranne che rimanere vicini a questa cognata e alla figlia in silenzio, con la nostra presenza ai colloqui con i medici e più che abbracciarle nei momenti di sconforto maggiore non possiamo fare.

 

Sono anche momenti magici fatti di lunghe passeggiate in silenzio e al freddo, sono momenti di vicinanza con tutte le mamme, sono momenti di affetto con la mia mamma e la mia sorella, sono momenti belli e che riscattano un brutto 2008

La nottata è passata indenne e la situazione è discreta.

Non cambia la sostanza del finale, ma almeno la fine è rimandata. Lo so è un discorso egoistico, ma è così.
 

 

 

E dire che la giornata poteva andare motlo bene, ieri mattina il Ferrari aveva pestato un cacca di cane e, notoriamente, si sa che pestare la cacca di cane porta fortuna…..è venuto anche il terremoto e l'abbiamo sentito tutto. eravamo al 5° piano ed è scossato tutto.

RIFLETTIAMO

Non mi aspettavo la telefonata, però quando dal display del cellulare ho visto il suo numero, mi sono subito messa sul chi vive.

Non c’è nessuna ragione perchè la cognata preferita telefoni alle 8,30 di sera, non aveva nessua ragione per farlo, aveva chiamato ieri per dare le ultime notizie di suo marito.

Stavo uscendo dall’asilo della Tata, la festa stava finendo, il Ferrari era uscito da 15 minuti per dirigersi alla cena, mi stavo guardando attorno, cercando di andare oltre il muro di nebbia per attraversare la strada senza incidenti.

Il dubbio c’era, la paura è sempre rimasta sopita, ma sentirselo dire a chiare lettere è stata una doccia di ghiaccio. Lo stomaco si è chiuso,ho fatto la dura, ho fatto la razionale, sono quasi riuscita a trovare le parole giuste da dirle, ma intanto le luci del Natale stavano sparendo, l’albero della piazza tutto illuminato stava perdendo i contorni, l’emozione suscitata dal vedere tutti questi bambini cantare e recitare stava lasciando il posto al gelo della fine imminente.

Si prospetta una notte lunga, carica di attesa, di speranza, di non so nemmeno io cosa. Forse che arrivi in fretta mattina e che anche questa volta i medici si siano sbagliati e che in qualche maniera ci si mette una pezza.

G. non so cosa dirti, tranne che tutto questo è ingiusto, non è mai giusta la morte per nessuno, ma in questo caso siete ancora giovani, potevate cominciare a respirare, la figlia già sistemata, bene o male tua mamma sei arrivata a gestirla egregiamente, vi aspettavano tanti  anni assieme per fare tutte le cose che avete sempre desiderato fare assieme, ma un destino infame, un destino da tragedia greca vi sta inghiottendo.

APPOGGIO

Sono state 12 ore impegnative, 12 ore di avvenimenti, di telefonate che fanno pensare.

Continueranno ad essere impegnative queste ore a venire, fatte di pensieri che si alzano e si abbassano, di ansie e di angosce in attesa di telefonate che possano fare un po’ di sereno.

Sarà un fine settimana lungo e duro, specialmente domenica, ma non ci si può tirare indietro, non posso fare sempre e solo quello che pare a me.

Per ora i pensieri sono ancora confusi, le parole si affollano per uscire, ma è ancora presto, aspettiamo e vediamo di fare chiarezza.