FALSO BUONISMO E FALSA TOLLERANZA

se tu parli male di una persona che non è presente e non ha la possibilità di rbattere alle tue accuse, non sei buono.
se tu , quando ti faccio notare che sarebbe meglio parlare a questa persona ed elencare tutte le cose che ti disturbano, mi ribatti dicendo che non lo fai perchè sei tollerante, non è vero niente, tu non sei tollerante.
se tu, quando io ti ribatto che la tua non è nè bontà e nè tolleranza, ti inalberi e mi rispondi cattivo che lo aspetti al varco, tanto prima o poi verrà che tu farai qualcosa che lui non tollererà e ti verrà a redarguire, io ti rispondo ancora che non sei nè buono e nè tollerante.
e ti spiego anche perchè, abbassandomi al tuo stesso livello: se tu fossi buono e tollerante, ripeto, non staresti qui in questa assemblea a sparlare di una persona che non è presente e non può ribattere, se tu fossi tollerante non saresti qui in questa assemblea a decantare il disturbo che ti creano le azioni di questa persona, se tu fossi tollerante e buono, diresti a questa persona quello che non è giusto che lui faccia per ledere il tuo privato e la tua libetrtà.
quindi non offenderti se io, da oggi in poi, farò di tutto per evitare di incrociarti, se, da oggi in poi, quando ti guarderò ,avrò sempre un po’ l’aria schifata di una persona che ne guarda un’altra falsa.

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C'E' MANIERA E MANIERA

Tempo fa, pensavo di chiedere al condominio di cambiare amministratore.
Ma non in
questa maniera.
Niente da dire contro il suo operato, ma si arriva ad un punto che si preferisce cambiare.
Oggi la giornata ha un sapore amaro e triste.
Ha perso il marito 2 mesi fa per un tumore all'intetino, adesso c'è rimasto il figlio, un ragazzo che deve convivere con questi due dolori, queste due morti improvvise e inaspettate.
il cielo coperto e la cappa di umidità non aiuta per niente a superare questo momento.

DOVREI

Se c'è una perdita nell'impianto di irrigazione in giardino, è inutile che tu lo venga a dire a me, chiama l'amministratore del condominio che manderà il tecnico a ripararla, o hai sempre bisogno di qualcuno che ti pari il culo? Se te ne sei accorta questa mattina non aspettare le 5 di pomeriggio quando io esco per dirlo e farmi arrabbiare, non aspettare che io mi incattivisca e ti dica di fare la telefonata.
Non venirmi a dire che stavi solo controllando il grado di maturazione delle banane, quando stavi spacchettando il vassoio delle banane "firmate", per poi pesarle e farle passare alla cassa con il prezzo di quelle in offerta. Quando  ho chiesto se ti pareva onesto quello che stavi facendo, non guardarmi come se ti avessi chiesto dei soldi in prestito, sei un pezzente, lo so che tu mi hai mandato tanti accidenti, e probabilmente qualcuno mi arriverà anche a segno, ma io non ho mollato, ho girato attorno alla tua postazione, tu stavi aspettando che io mi allontanassi per continuare a fare la "marachella", ma io non ti ho mollato, ti ho curato fino alla fine, finchè non ti sei messo in fila alla cassa e io dietro di te.
Dovrei concentrarmi su un progetto, dovrei riuscire a tirare fuori qualcosa dal mio neurone, ma il caldo mi annienta, e la mia tolleranza è pari a zero e il mio spirito di sopportazione è andato veramente a pallino.

Oggi sarà una giornata durante la quale ci sarà poco da pensare.

Oggi sarà una giornata piena di incombenze rognose, poco gratificanti, che alla fine, non lasceranno nulla dentro.

Una giornata poco edificante: uffici per burocrazia, sgombero di un mobile in casa,

E già lo sgombero mi mette in crisi, sgomberare significa dover buttare delle cose e il buttare delle cose significa dover fare delle scelte, staccarsi dal passato, scegliere di buttare qualcosa che fa parte di te, anche solo una visione di un mobile con sopra accatastati libri, cd, pezzi di carta, scatole e scatoline che fanno parte della tua vita, sempre in quella posizione, mai spostate per non creare scompensi ad un  equilibrio sempre in bilico sulla lama di un coltello.

Questo lavoro andrà fatto con un sacco della spazzatura a fianco,e senza guardare tanto per il sottile, significa prendere tutti i pezzetti di carta che albergano sopra a questa scrivania con relativa libreria e buttare, buttare senza star tanto a soffermarsi a leggere, chiudendo la mente ai ricordi che potranno suscitare.

Debbo fare spazio, mettere ordine nel mobile e in una parte della mia vita. nom posso continuare a tenere tutto, qualcosa debbo buttare.

Ci vuole coraggio, tanto coraggio.

N.B= Aggiungiamo malumore al malumore: controllo di un lavoro nel pomeriggio per il condominio e già questo è destabilizzante per il mio umore.

POVERO FERRARI?

Ore 13,15 casa Ferrari.
La Ferrari sta finendo di sbarazzare il desco familiare, il Ferrari è già sbragazzato sul divano, con il respiro un po' pesante (mai spesa fù ammortizzata così bene a casa Ferrari: il divano).
La Ferrari è armata di guanti di gomma per pulire i piatti ed infilarli nella lavastoviglie.
Il Ferrari continua nella sua opera sempre sul divano.
Suonano alla porta.
La Ferrari snatiando un po', si toglie i guanti e va ad aprire; il Ferrari la vede passare e chiede "Hanno suonato?" (Nooooooooo…secondo te? io vado ad prire la porta così, tanto per fare qualcosa di diverso?)

E' l'omino della neve, che vuole sapere da me dove deve mettere la neve che andrà a togliere dal cortile, dai posti auto e davanti dai garage (ma che c**** vuoi mai che ne sappia io…te lo direi io dove devi mettertela).

La Ferrari sta anche cominciando un po' ad alterarsi quando il Ferrari le dice che dovrà spostare la macchina. E lui è sempre sbragazzato sul divano.

MA SANTIDDIO!!!!!!!!!! schiodare un po' il sedere dal divano e scendere per spostarmi l'auto e parlare con l'omino delle nevi?

Ferrari…sveglia, prova a guadagnarti un po' della mia stima, una volta ogni tanto, prova a dare esempio di saper fare maschile.

Adesso lo so, le mie amiche di salsicciate insorgeranno in difesa del Ferrari, perchè io sono una virago, un'assatanata del metterlo in croce, ma cercate anche di capirmi un attimo: sta nevicando, vorrei essere in montagna davanti ad un camino e guardare la neve scendere, invece sono qui con i  guanti di gonna a sparecchiare la tavola……….. direi che c'è un bel c**** di differenza fra i sogni e la realtà

PROSEGUIAMO

Ho attaccato il cartello alle 9 di questa mattina al portone d’entrata. sono uscita, sono rientrata alle 11 e il cartello c’era ancora, ma   a mezzogiorno era già sparito.

Nel frattempo ho sentito rientrare l’autore (presunto) del pizzino.

Quindi, se la matematica non è un’opinione, 1+1 fa sempre 2.

Quando è successo il fattaccio, la tata che giocava in casa indossando le mie scarpe con il tacco, erano le 6 di pomeriggio, abitiamo al primo piano, quindi non abbiamo nessuno sotto, tranne alcuni garage.

Mi ha dato fastidio l’anonimato, anche se penso di aver individuato il personaggio.

Se lui suonava non succedeva assolutamente nulla, anzi era un bene così avrebbe capito anche la Tata che la nonna va ascoltata, visto che lei ha tanto timore dei vicini di casa, ma la nonna parla sempre al vento..

Così facendo lei non si rende conto e io mi sono stizzita, qui non siamo in certe zone d’Italia dove si parla attraverso i pizzini, qui le cose si ha il coraggio di dirle in viso alle persone.