DENTRO E FUORI

Dalla bolla che mi sono creata quando debbo andare in un qualsiasi ospedale per me o come accompagnatrice del Ferrari.

Dentro alla bolla di cui mi rivesto per non farmi prendere dall’ansia, dentro a questa bolla nella quale mi rifugio per convinvermi che andrà sempre tutto bene.

Dentro alla bolla con la quale mi corazzo, sapendo che il diavolo è sempre lì pronto per metterci lo zampino, è ancora troppo vivo il ricordo di 9 anni fa con il Ferrari, quando una banale ecografia, si è trasformata nel peggiore degli incubi.

Per poi finalmente uscirne, respirare di nuovo, sorridere e cominciare a chiacchierare a ruota libera.

Se poi quando esci dalla bolla incontri anche LaDottoressaBella che segue il Ferrari, allora sì che il mondo ricominciare a girare per il verso giusto.

Mattinata proficua, visita andata e chiacchierata proficua, che ancora una volta ha dissipato i timori.

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DI RITORNO

siamo rientrati oggi, da poche ore, dopo 7 giorni passati a Cervia.

La mia Cervia, il mio luogo del cuore, il luogo dove rifugiarmi per ricaricare le batterie.

Ci siamo divertiti. Io, il Ferrari, la Tata (che guai non ci fosse), Rosie, Fred, Marina e Alberto (gli amici storici del Cadore).

Sono stati 7 giorni carichi di risate, ma tante, veramente tante.

Risate fatte di cuore e di pancia, risate che sono risultate anche migliori perchè inaspettate, che scaturivano dalle situazioni più normali e banali, ma dalle quali sono, siamo sempre riusciti a trovare il lato comico.

La Tata si è rivelata una presenza simpatica, arguta e dolce, anche se ogni tanto faceva scappare la pazienza, ormai se non passo un po’ di tempo con lei a Cervia, non mi sembrano nemmeno vacanze.

Ho avuto tutti, e dico tutti, attorno a farmi da spalla nella mia cretineria, a supportarmi nelle mie tante imbecillità, ma mi sono tanto tanto divertita.

Ho scoperto che quando non sono sotto pressione, quando le persone che mi circondano sono intelligenti, riesco a rilassarmi e a dare il meglio di me stessa, non sono quell’asociale che potrei sembrare, sono come il dottor Jekyll e mister Hide, riesco a trasformarmi in una persona socievole, leggera e riesco a fare dormire sonni profondi all’ignorante che alberga dentro di me.

anche quest’anno si ricorderanno di me, da oggi in poi in albergo sarà tutto più triste

 

ANNO DOPO ANNO

E così via, ne sono passati 40.

forse nessuno avrebbe scommesso sulla durata, ma io ci credevo e ci credo ancora oggi.

Nessun rimpianto, nessuna recriminazione, abbiamo lottato e riso assieme, siamo cresciuti assieme, plasmandoci l’uno all’altra.

abbiamo scollinato crisi di tutti i tipi, abbiamo scollinato momenti belli, momenti stupendi, momenti irripetibili e momenti burtti, ma siamo ancora qui, assieme a sorreggerci, a supportarci e a sopportarci.

eravamo giovani e incoscienti, ma avevamo tanta forza, appunto, la forza della giovinezza e dell’incoscienza.

e avanti coi carri, ancora avanti.

PERCORSI

Percorsi che si chiudono e altri che si aprono.

L’avventura Vigorso si è conclusa lunedì ed oggi è definitivamente conclusa. Adesso basta solamente aspettare il responso INAIL sulla percentuale di inabilità. In questi lunghi mesi abbiamo imparato che, se 10 dita abbiamo, è perchè 10 servono. Che il dito mignolo è importante come tutti gli altri. Che abbiamo la scorza e la buccia per non farci abbattere da nulla, che assieme siamo una forza della natura, scolliniamo di tutto e di più. Che non bisogna mai arrendersi, che bisogna faticare per raggiungere degli obiettivi. che niente ti viene regalato, ma, soprattutto, che tutto quello che ottiene con le tue forze è importante e duraturo.

E questo percorso, per il momento, è chiuso.

Da ieri, invece, si è aperto un nuovo percroso per me. Percorso cominciato un mese fa, facendo visita alla miadottoressa di base. I dolori alle mani e alle caviglie si erano fatti insopportabili, quindi dovevo per forza correre ai ripari, non potevo più rimandare, se volevo essere utile per il percorso del Ferrari,. non dovevo farmi fermare dai dolori. Erano mesi, ma mesi fitti, che lamentavo queti dolori, ma per una scusa o per l’altra, avevo sempre rimandato.

il percorso in reumatologia è cominciato con una visita, poi una serie di prelievi, radiografie ed ecografie. Ieri la visita conclusiva alla luce degli esiti.

Niente di grave? Certamente, ma non so ancora valutare la portata della diagnosi, posso solamente dire che nelle ultime settimane, i dolori si erano accentuati.

Però adesso una diagnosi c’è ed aiuta ad affrontare il tutto al meglio, intanto si comuncia una terapia, poi fra 6 mesi si tirano le prime somme.

L’unico inconveniente è stato l’accavallarsi di una visita ad un esame, ma prontamente spostato facendo una telefonata.

Sono un filino stressata per questa nuova situazione, ma da adesso in poi riuscirò a gestire il tutto al meglio.

QUESTI GIORNI

Secondo giorno di primavera

E in quest’anno bisesto, ha anticipato di un giorno, di conseguenza sarà anticipiata di 1 giorno anche l’estate?

Oggi pomeriggio Sissi discuterà una tesi sulla blogterapia, detta in parole semplici. In bocca al lupo alla nostra cancer blogger d’oltralpe.

Oggi,probabilmente, sarà l’ultimo giorno di questa terza tranche di terapie a Vigorso.

E’ un giorno sospeso, un giorno che non offre una vista su cosa potrà succedere dopo, esattamente da mercoledì in poi.

Un giorno di attesa, un giorno in cui ho toccato la consapevolezza che quando tutto sarà finito, queste mattine “zingare” mi mancheranno, come mi mancheranno le colazioni silenziose con il Ferrari da Garani o da Crema e Gusto.

Una mattinata in cui ho messo a fuoco che domani sarà un giorno in ospedale per me, che mercoledì sarà una mattinata INAIL, dentro a quel brutto posto dove non entra luce naturale, che giovedì e venerdì saranno giorni di vacanze pasquali con la Tata a casa da scuola.

UN SOGNO DA RIFARE

Mattina strana, che segue una nottata strana.
Una notte fatta di sogni, di un sogno nel quale io sognavo di dover rifare un sogno, di un suono della sveglia che è arrivato durante questa fatica di rifare un sogno già fatto.
Un suono che mi ha di nuovo catapultata in una nuova giornata che girerà freneticamente, quando io non sono ancora pronta a salire su questa giostra che gira senza mai fermarsi, che gira incredibilmente forte creando dei vortici nei quali ci si sente risucchiati e, dai quali, non si vede via d’uscita.
Oggi poca voglia di girare, oggi il cielo è grigio, ma almeno non c’è la cappa di nebbia di ieri, una finestra che dà sullo stesso panorama tutti i giorni, a tutte le ore che inesorabilmente passano anche qua dentro.
Oggi manca la volontà di salire sulla giostra e di adeguare il ritmo personale, a quello imposto dalla giostra, oggi ci vorrebbe la bacchetta magica per annullare tutto oppure per dare l’andatura giusta per non cadere.

UN SORRISO BEOTA

E’ quello che mi si è stampato sul viso stamattina sul viso all’uscita dall’ambulatorio della Dottoressa Dagli Occhi Buoni.
Io non so cosa possano avere pensato tutti i pazienti in attesa nella sala d’aspetto dell’Oncologia Medica, ma per me è stato l’avverarsi di un sogno.
Sentire quelle parole, sentirsi dire che le metastasi sono scomparse, che il fisico ha retto, che ce l’abbiamo fatta, è stata musica per le mie orecchie, è stato un lenitiio per la mia anima.
Certo, la guardia non va abbassata, il bastardo è solamente sopito dal chemioterapico orale che viene assunto regolarmente tutti i giorni dal Ferrari, certo questo non viene sospeso, anzi dovrà essere continuato a vita per non correre rischi, ma sapere che le due macchie che preoccupavano i medici, sapere che la forma visibile del bastardo non c’è più, è un sospiro di sollievo, ora quando metterò sul tavolo quelle 4 pastiglie giornaliere, le guarderò con più affetto.
Un raggio di sole in mezzo a tutte le storture degli ultimi mesi.