IL FONDO

Ma c’è un fondo?

Esiste il fondo del barile? Il fondo del tunnel? O sono solamente leggende metropolitane inventate per abbindolare noi allocchi?

C’è un fondo sul qule posarsi per poi risalire?

Esiste la maniera di arrivare a questo fondo, dirsi “ecco l’ho toccato adesso può solamente migliorare”?

Da qualche parte deve esserci, come il vaso di Pandora, dove l’ultima cosa, quella che rimane sul fondo, era la speranza, anche qui si va avanti con la Speranza di cominciare a risalire, prima o poi.

Intanto questo fondo al momento non si vede, anzi tutti i giorni che passano, si allontana sempre di più.

Ma io so che il fondo prima o poi lo toccherò. lo toccheremo e ricominceremo una lenta, ma inesorabile risalta.

Intanto grattiamo, ci aggrappiamo a quello che in quel momento ci passa accanto e vediamo di tenere fuori la testa per respirare, anche se tutti i giorni una nuova onda tenta di sommergerci.

L’ultima cosa ad uscire dal vaso di Pandora fu la Speranza e noi a quella ci ancoriamo.

RICOMINCIARE

Settembre è iniziato da poco più di una settimana.

Settembre è ricominciare, è il secondo capodanno dell’anno.

Settembre ha il sapore di nuovi inizi, di promesse e di propositi per affrontare i mesi a venire, che saranno i mesi dell’autunno, dell’inverno, in attesa della prossima estate, come se la vita fosse concentratata solo durante i due-tre mesi dell’estate.

Settembre è la porta spazio/tempo di Alice.

Questo settembre ha un sapore nuovo, di vita tutta da riprogrammare, con altri ritmi e altri tempi, con LaMiaMetà sempre al fianco a casa, di spazi da condividere con lui, anche in orari che fino ad un paio di mesi fa erano solo miei per buona parte della giornata.

Settembre si ricomincia assieme.

ANNIVERSARIO

Anniversario di matrimoio. 45 anni.

Anni di zaffiro. una pietra dura, preziosa, blu scuro.

Preziosa come tutti gli anni passati assieme. blu scuro come il mio colore preferito.

Un annversario passato fisicamente in solitaria, noi due da soli a parlare come un giorno qualsiasi, ma circondati da tanto affetto dimostrato da tante persone a noi vicine con telefonate, messaggi e pensieri che sono volati attorno a noi per tutto il giorno.

Una scorsa veloce alle foto di allora, il rimpianto nel vedere i visi di persone amate che ci hanno lasciato in questi anni, persone care che allora condivisero con noi la felicità di quel caldo giorno di fine giugno.

45 anni tenendoci per mano fra alti e bassi

SE CHIEDO….

Quando rientri a casa se ti chiedo cos’hai, cosa c’è che non va, non rispondermi che non c’è niente, che va tutto bene, prima vado in bestia, poi mi viene l’ansia ed in questo momento non ho bisogno di aggiungere ansia ad ansia.

Se te lo chiedo è perchè “sento” e vedo che qualcosa non va, non hai il solito sguardo sereno e tranquillo di quando tutto gira bene e non c’è nessuna nube all’orizzonte.

Sono quaranta e passa anni che ti conosco, che ti frequento, in tutti questi anni, ti ho sempre guardato, osservato, come mi dico “ti scannerizzo tutte le mattine” e vedo dalla postura, dallo sguardo se qualcosa non va, sono una donna, sono persona che si è sempre ineressata a chi le sta vicino.

Te l’ho sempre detto, se te lo chiedo è perchè vedo, “sento”, percepisco una sensazione di malessere.

Può essere un malessere fisico, psicologico, posso anche avere fatto o detto qualcosa che ti ha disturbato, ma lo vorrei sapere.

Lo vorrei sapere per aiutarti, se si tratta di un malessere fisico, mi attivo presso i medici, per trovare una soluzione, se è un malessere psicologico, mi attivo lo stesso cercando le parole ed i gesti per aiutarti, per supportarti (quante volte tu lo fa con me!), se ho fatto o detto qualcosa che ti ha dato fastidio, dimmelo, cercherò di impegnarmi per non ricadere nello stesso errore.

Se chiedo cos’hai, cosa c’è che ti far star male, dimmelo, è inutile che continui a dire che non c’è niente che non va, lo sai che non mollo finchè non mi dici quello che ti rode.

Se chiedo è perchè ti vorrei aiutare.

OGGI UN ANNO

Un anno fa, un anno è passato.

E siamo qui, anzi sono qui, a ricordare con gratitudine i medici di allora, che sono ancora i medici che ci stanno tenendo per mano, per condurci attraverso questa palude a volte insidiosa, a volte spianata come la più bella strada panoramica.

Un anno è passato ed in questi giorni un po’ faticosi fisicamente, mi chiedo come sono riuscita,allora, a reggere quei tempi, quei ritimi, quelle ansie e quelle paure che avrebbero stroncato anche Maciste, ma ce l’ho fatta, grazie al sostegno de LaMiaMetà, che allora era in prima fila a lottare, ma riusciva ad infondere coraggio e speranza a tutti noi, grazie al sostegno di tutta quella rete familiare e di Amici che si sono stretti attorno a noi per incoraggiarci ed aiutarci con parole, gesti e tanto affetto.

Ed io ora, adesso, in questo preciso istante, sono felice, di essere qui e aspettare che LaMiaMetà torni a pranzo, poi a cena, poi avanti così con questa routine banale e, a volte, noiosa, ma nostra, che ci vede assieme ad affrontare risate e pensieri, gioie e tristezze.

Un anno intenso, ma ci siamo e contiamo di rimanerci ancora per molto.

L’energia del Boss

TIRIAMO LE SOMME

Ho bisogno di mettere i fila i pensieri, i ricordi, le emozioni, le paure.

E’ passato un anno da quel 20 aprile 2019 ore 23,30 che ci ha ribaltato la vita, che ci ha fatto ripiombare nell’incubo cancro.

E’ passato un anno fatto di paure, di dolore e di fatica, specialmente da parte de LaMiaMetà che ha combattuto con tutte le sue forze ed energie la bestia che stava tentando di rialzare la testa, la bestia che stava tentando di rovinarci, di nuovo, la vita.

E’ passato un anno da quel giorno, lui ci ha messo tutto il suo impegno, si è fatto quasi un anno con il farmaco di seconda linea che tutti i giorni, picchiava sempre più duro, faceva il suo sporco lavoro, ma ad un  prezzo veramente molto alto per lui.

E’ passato un anno, durante il quale i medici ci hanno tenuti per mano, sorreggendoci nei momenti di paura e sconforto, trovando sempre le parole per spronarlo ad andare avanti.

E’ passato un anno durnte il quale tutte le persone a noi vicine, amici e parenti, hanno fatto tutti la loro parte, sostenendoci, aiutandoci, prendendoci sotto braccio  e conducendoci verso luoghi e momenti di leggerezza e serenità, ognuno di loro, alla loro maniera, hanno messo tutti in campo le loro energie per passarne un po’  a noi.

Quando, finalmente, fu presa la decisione di intervenire chirurgicamente, abbiamo stretto i denti, ci siamo lasciati consigliare, fidandoci ciecamente dei medici che fino ad allora, e tutt’ora, si stanno occupando non solo de LaMiaMetà, ma, indirettamente, anche di me.

Onestamente speravo, mi auguravo che, dopo un anno così travagliato, avessimo il diritto di tirare il fiato, di sgombrare la mente e di pensare solamente ad andare in giro , in auto, in moto, di riprendere in mano i fili da dove si erano spezzati, e ripartire, lasciandoci tutto alle spalle.

Invece, questo tempo di leggerezza non è ancora arrivato, ci ha pensato il covid-19 a metterci in attesa, la moto è ancora giù in garage senza assicurazione, l’auto si muove il minimo sindacale per andare da casa all’officina e basta, i sabati e le domeniche le passiamo in casa, come tutti, cercando di non farci abbruttire dalla quarantena.

Ma siamo fiduciosi che, prima o poi, tornerà il sereno, la Tata potrà tornare da noi (ci manca tanto), io potrò riabbracciare stretta stretta LaFiglia, potrò rivedere IlCompagno della figlia e farmi due risate con lui, potrò rivedere LaMiaMamma, farmi abbracciare e baciare da lei come nostro solito, potremo rivedere tutti gli amici, riprendere la nostre abitudini, tornare ad andare in centro per un giro, una piadina a Cervia e tutto quello che abbiamo sempre fatto per stare bene e assieme prima del covid-19.

Non ci ha fermato il cancro, non possiamo di certo farci fermare da un virus.

UNA BOCCATA D’ARIA

Una boccata d’aria assieme, in  solitaria.

Fra alti e bassi due passi all’aria aperta, lontano da tutti, in strade di campagna solitarie.

Due passi assieme, come prima, al sole, lasciando che il sole ci scaldi, lasciando che un po’ di aria tiepida ci tiri su.

Due passi possono cambiare la prospettiva della giornata.

Un po’ il calore del sole, un po’ la voglia di alleggerire la mente, un po’ guardare in lontananza le persone che passeggiano lentamente, un po’ la nostra voglia di nomalità, e il pomeriggio scorre veloce.

Dopo due passi all’aria ed al sole di questa pimavera anticipata, il rientro è più facile.

La vita, la ricerca di un equilibrio e di una normalità, ai tempi del Coronavirus.

NORMALITA’

E da oggi ufficialmente si torna alla normalità.

il primo passo è stato compiuto e si è concluso.

Visita di controllo chirurgica fatta, punti tutti rimossi, da oggi si può ricominciare a fare doccia e a guidare, e io mi sono tolto un  bel peso dallo stomaco.

Finalmente, almeno la parte chirurgica, l’abbiamo archiviata e adesso, lasciamoci alle spalle tutte le tribolazioni degli ultimi 20 giorni.

Finalmente posso rivedere LaMiaMetà indipendente, ancora molto stanco e affaticato,  ma in ripresa ed il sentirsi indipendente, aiuta, eccome che aiuta.

Finalmente da oggi, possiamo avere solo una preoccupazione: i controlli oncologici, ma quelli basta riuscire entrare in modalità “macchina-si-è-messa-in-moto” e anche quei momenti li potremmo affrontare con spirito diverso, almeno adesso sappiamo che recidive non ce ne sono più, dobbiamo pensare solamente che il futuro è più tranquillo.

Da oggi la crocerossina se ne va e torna la signorina Rottermeier.

GIORNATA VENTOSA

Oggi vento, tanto vento, ma almeno stamattina c’era il sole a mitigarne il disagio.

il vento, freddo e sgarbato come quello d oggi, è destabilizzante, è foriero di scompiglio, dei capelli e dei pensieri.

Il vento ingarbuglia tutto, i pensieri anzichè andare in una buona direzione, virano sempre verso il buio.

il vento feddo, porta freddo alle ossa ed alla mente, il vento freddo e sgarbato porta scompiglio e lo scompiglio non rende leggeri, lo scompiglio appesantisce la mente e l’umore.

Oggi c’era vento ed è meglio fermarsi qui

ASSIEME

Assieme, quasi inseparabili.

Assieme a riposare, a recuperare energie, a trovare momenti di allegria e ironia, quella che mi mancava tanto negli ultimi tempi, la tua ironia, il tuo modo di scherzare.

Assieme a passeggio nel primo pomeriggio, durante le ore più calde della giornata, assieme per respirare la stessa aria.

Assieme mettendo in fila visite, esami controlli, ricordadoci a vicenda tutti gli impegni, come segno di affetto e di bene.

Assieme, vicino a me, quano ogni tanto il respiro mi si mozza, quando ti guardo dormire sul divano e vedo la stanchezza sul tuo volto.

Assieme passeremo anche questo passaggio stretto, assieme rimetteremo in moto la macchina delle cure e del futuro.

“Dobbiamo sostenerci l’un l’altro, sostenerci l’un l’altro. Un tutt’uno, un tutt’uno” (One- U2)