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QUELLA TELEFONATA IN QUEL MOMENTO

“Ciao Cri, sono due mesi che non ci vediamo al Borgo tutti assieme, che ne dici per domani? Ahhhh… non puoi hai due esami da fare? Non ti preoccupare, lo spostiamo a lunedì o martedì, così puoi esserci anche tu, avviso io gli altri, grazie per esserci sempre per noi”

Una telefonata così ti risolleva l’animo, ti rimette in pace, capisci che gli anni sono passati, e ne sono passati tanti, ma l’amicizia che ci ha uniti durante l’adolescenza, è rimasta.

E ti scalda, in questo mattino con il sole e il cielo azzuro, ti distoglie dal pensiero, anzi dai pensieri.

E tutto si incanala per il verso giusto, tutto prende una piega migliore.

Dobbiamo rifare scorta di energie, di quelle buone per trovare il bello anche dove non ti sembra che possa esserci.

Dobbiamo

 

 

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COSA SUCCEDE DENTRO DI NOI

quando si deve affrontare una visita oncologica?
succede di tutto e di più.
stress che si accumula tutto nella pancia e a sera hai una pancia gonfia e dura, dolorante e non trova pace.
stress da mezzi pubblici che sono perennemente in ritardo, o almeno ti sembra.
un punto cup per un pagamento che non va avanti, che ti fa montare la rabbia e il nervoso e lo stress sale.
una ricerca nello sguardo della dottoressa di una rassicurazione, una ricerca spasmodica di tranquillità.
e poi il suo sguardo stupito davanti alla ricostruzione, i suoi complimenti che valgono più di mille parole, il suo parlare, il tuo ascoltare, il tuo parlare, il suo ascoltare.
il nostro salutarci con la promessa di rivederci a fine giugno per un’altra chiacchierata, un altro incontro che sia ancora più rassicurante.
ed intatno dentro di te la paura e il sollievo si mescolando, la paura predomina, anche se non ne hai ragione, è stata rassicurante, ma al tempo stesso prudente.
e dentro di te un marasma di emozioni, contraddizioni, lacrime e sorrisi si aggrovigliano assieme.
e la notte passa con questi grovigli che escono, non sembra ma escono tutti e il giorno dopo sei uno straccio.
e dentro di te trovi la forza di alzarti, di uscire, di fare due chiacchiere con un’amica e tutto ritorna nella norma, butti tutto dietro alle spalle, e ti ancori alla cucina, il cucinare che ti ha sempre aiutato in tutti questi anni.
stasera hai la Tata a cena e lei ama i passatelli, lo stinco di maiale e i pomodori gratinati

RESET

Cancelliamo tutto, riavvolgiamo il nastro e ricominciamo da capo.
liberiamo la mente, spostiamo la data dal 13 al 27.
e ricominciamo con pazienza a tenere a bada quel leggero senso di frustrazione che ci attanaglia.
non è nulla di importante, ma è l’intervento che mi occorre per chiudere il cerchio, per chiudere la parentesi “cancro al seno”.
ho avuto la pazienza di aspettare che i tempi fossero maturi, il plastico ha scelto il tempismo migliore, che miglire di così non poteva essere, peccato che non avesse considerato che nel giro di 3 anni la mia situazione ricostruzione potesse essere cambiata.
e allora stamattina assieme abbiamo preso in considerazione un altro tipo di intervento, essendo il lipofilling assolutamente inutile nel mio caso.
peccato, però, che a questo punto si sia dovuto ribaltare tutto il programma fatto, che l’intervento sia più “importante” e con degenza e convalescenza più lunga.
peccato che tutto questo cambiamento abbia coinvolto anche LaFiglia, la Tata e IlCompagno, dovendo far ribaltare tutto il loro programma ferie.
ed è questo che mi crea quel leggero senso di frustrazione, il dvoer ripianificare tutto, il dover coinvolgere e sconquassare la vita lavorativa degli altri.
e non sapere esattamente come sarà il risultato, il dover cambiare atteggiamento ed idea sul come verrà chiuso il capitolo “cancro”, sentire che non rieco a dominare questa nuova situazione che si è creata, mi fa sentire ancora più frustrata.
ora come ora mi servirebbe rifugiarmi in cima ad una montagna, ora come ora mi dovrebbe venire una voglia di cucinoterapia, potrebbe essere la soluzione.
io frustrata.

LE MANI OCCUPATE.

Le mani occupate sono mani felici.
Le mani occupate significano una mente impegnata a seguire quello che fanno le mani.
Una mente impegnata a seguire quello che fanno le mani significa scacciare quel sottile brivido di paura che tenta di prendere il sopravvento.
Le mani occupate significano cucina e uncinetto.
La mente occupata nella cucina si concentra sul cibo, sugli impasti e sul lavoro delle mani, non ha tempo e voglia di occuparsi di pensieri molesti e quel sottile brivido di paura viene messo a tacere.
La mente occupata sull’uncinetto significa concentrarsi per seguire uno schema, pensare alla futura coperta e allo schema da costruire per i colori, significa trovare una soluzione per una difficoltà improvvisa.
Le mani occupate sono mani felici, di una mente felice, di una persona che cerca serenità.

NE APPROFITTO

Di questa ultima giornata senza impegno della Tata per pensare e cucinare, cucinare e pensare, mentre taglio la verdura, mentre mescolo gli ingredienti, mentre rosolo la carne e mentre tengo d’occhio il ragù che bolle lentamente sul fuoco.
Bolle piano piano come una volta, come a casa dalla nonna quando noi nipoti eravamo tutti piccoli, le zie non erano ancora tutte sposate ed era sempre una baraonda, ma quando bolliva il ragù si andava, prima o poi, tutti a pucciare con il crostino di pane per saggiarne la salatura.
Gesti seppelliti in fondo all memoria, che riafforano solo con il profumo di questo ragù che bolle e cuoce piano piano, per poi, in futuro, andare a condire le tagliatelle.
Questa mia cucina che non assomiglia nemmeno lontanamente a quella che vorrei, a quella dei miei sogni, all’interno di un grande spazio nel quale raccogliere amici per cucinare e mangiare assieme, spazio nel quale raccogliere gli affetti per sentirsi coccolati e protetti nei momenti di paura e di tristezza.
La cucina, il cucinare come terapia per lenire un po’ l’oppressione, nell’attesa che le paste lievitino, nell’attesa che gli ingredienti si amalgamino, nell’attesa che tutto sia pronto e cotto, ecco lì si ha il tempo di pensare, rimettere ordine nei pensieri e nell’anima, si ha tempo di cercare conforto nei ricordi e nei sorrisi.
E durante tutte queste attesa rimane anche il tempo per aggiornare la lunga lista di libri da leggere, da aggiornare, togliendo quelli già letti, cercando in quale biblioteca poter trovare quelli nuovi da aggiungere e sapendo che prima o poi, con i libri e con la cucina gli strappi interni si riaggiusteranno.
E’ solamente questione di tempo e di pazienza.

BENVENUTA

Alla prima nebbiolina autunnale, che sfuma il sole e annebbia i contorni.
Alle prime magliette di lanettina leggera che fanno tanto caldo al mattino presto, che scaldano, che emanano un leggero tepore che aiuta ad affrontare meglio la giornata.
Alla ritrovata voglia di cucinare, al sorriso sulle labbra nell'affrontare la spesa alimentare dopo tanto tempo che questa veniva vista solo come un peso, un macigno, un'incombenza da portare avanti sbuffando, un impegno pesante con la testa da tutt'altra parte, tranne che sul cibo, perchè quando qualcosa non quadra la voglia di cucinare va a farsi friggere.
A tutte le verdure che i primi freddi ci portano e che sono il miraggio di abbandono delle insalate miste e fredde, che sono il miraggio di zuppe calde, cipolline in agrodolce, brodi di carne per i tortellini e i passatelli mangiati fumanti alla sera.
Alle prime serate passate in casa, con le finestre chiuse, i termosifoni ancora spenti e il plaid di pile addosso, sdraiati sul divano a guardare un film o a leggere un libro.
Benvenuta alla tranquillità dell'autunno.

CONDIVIDERE

Occhei. Gran cosa il condividere, il condividere fa bene, è una medicina che non ha controindicazioni sul fisico, è una medicina che cura l'anima, ma non danneggia lo stomaco o il fegato o i reni.
Condividere è utile,  aiuta a confrontarti con persone che hanno vissuto o stanno vivendo la tua stessa esperienza, aiuta perchè quado parli, chi ti ascolta, sa di cosa stai parlando e non ti devi dilungare in inutili spiegazioni, a volte anche faticose.
Ma non tutto si può condividere in pieno, non tutto si può cindividere apertamente.
Ma a volte il tuo essere disposta a condividere e ad ascoltare chi vuol condividere, chi suona alla tua porta o al telefono, diventa difficoltoso, anche se in quel momento la tua mente si distoglie dall'ansia, dai fatti che stanno causando tanto malessere, e il dover mettere in moto la testa per concentrarsi sulle parole di chi ti sta parlando in quel momento, è un bel momento, specialmente quando all'improvviso si coglie l'idea vincente.
Ma poi tutto torna come prima.
E oggi si cucina all'inverosimile: ciambelle, biscotti, polpette impastate a mani nude, ragù vari, bolliti,salse per accompagnare bolliti e arrosti.
Si cucina vicino ad una finestra inondata dal sole, sperando che un raggio possa scaldare il viso e il cuore.