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OROLOGIO

che non indosso da quasi 13 anni.
un po ‘per via delle allergie e un po’ per non doverlo guardare per capire l’ora, quanto tempo mi rimane.
il tempo che rimane è tutto quello che viviamo in pieno, fra alti e bassi, fra lacrime e sorrisi.
non ho bisogno dell’orologio per sapere, non ho bisogno dell’orologio per continuare a vivere.

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QUALCOSA DI MIO

Qualcosa di mio, che sia solo mio, qualcosa per me.

Qualcosa che io non abbia voglia di condividere con nessuno, qualcosa che, quando lo tocco, mi avvolga di calore ed emozioni.

E allora ha preso forma l’idea di un plaid di lana all’uncinetto.

Da usare nel prossimo inverno o quando sarà finito, perchè io non ho fretta di finirlo, mi basta accarezzare l’idea, lavorare per farla, accarezzare le mattonelle di lana che si stanno accumulando nel porta-lavoro.

Qualcosa che mi ricordi che io mi amo.

 

 

 

FRA PROGETTI E ATTESE

Con davanti 3 mesi di respiro, tre mesi durante  i quali far finta di niente, la mente può alleggerirsi e progettare qualcosa di bello, di sereno, di felice.

E noi lo stiamo facendo, stiamo progettando,  pensando, valutando e cercando.

E noi stiamo cercando di immaginare gli occhi della Tata se il progetto andrà in porto.

E io sto facendo di tutto perchè il progetto vada a buon fine e potermi gustare la Tata e il Ferrari in giro alla scoperta di tanti momenti per noi.

E noi si progetta e si sogna.

SAREBBE ORA

di tornare ad un minimo di normalità.

di ricominciare a frequentare un mondo di adulti.

di scrivere al di là dell’oceano per metterli al corrente della situazione.

ma per questa ultima azione bisogna trovare le parole giuste, e ora come ora, non ne ho e non riesco a trovarne, sarei capace solamente di scrivere una laconica mail nella quale direi in maniera nuda e cruda i fatti, stop.

che il fato, o il destino o chi per esso cominciasse ad accanirsi su altre persone, che cominciasse a lasciar stare chi mi sta a cuore, visto e considerato che a questo mondo siamo 7 miliardi e passa.

che io cominciassi a fare quello che questa settimana è passato in secondo piano: farmacia, prenotazioni, posta e comune.

ma verrà anche quel tempo, lo debbo trovare, è per me che lo debbo trovare, la farmacia è per me, le prenotazioni sono per me, la posta è per me, il comune è per me….

forse per quello il tempo non lo trovo?

QUANDO

Un’esame si trasforma in una scusa per stare in una sala d’aspetto per leggere, siamo a buon punto

Un’ esame è una scusa per andare in giro e fermarsi in un bar per una merenda solitaria e silenziosa, siamo a buon punto.

Una visita evolve in una bella chiacchierata con il medico di turno, siamo a buon punto.

quando visite ed esami evolvono in situazioni che non lasciano nessuno stress alle spalle e ci si avvia a questi appuntamenti con il sorriso stampatto in viso e tanti progetti per il dopo…….siamo ad un buon punto.

 

CALORE

Calore, tepore.

l’angolo del divano e una copertina di pile.

un libro, i raggi del sole d’ottobre che entrano attraverso i tendaggi a riscaldare la stanza.

silenzio e musica.

calma, serenità fatta di attimi da prendere al volo, da mettere accanto all’anima in cerca di pace.

calore e tepore di un pomeriggio di ottobre inoltrato, calore e tepore che donano un po’ di quella calma che da giorni sto cercando.