QUALCOSA DI MIO

Qualcosa di mio, che sia solo mio, qualcosa per me.

Qualcosa che io non abbia voglia di condividere con nessuno, qualcosa che, quando lo tocco, mi avvolga di calore ed emozioni.

E allora ha preso forma l’idea di un plaid di lana all’uncinetto.

Da usare nel prossimo inverno o quando sarà finito, perchè io non ho fretta di finirlo, mi basta accarezzare l’idea, lavorare per farla, accarezzare le mattonelle di lana che si stanno accumulando nel porta-lavoro.

Qualcosa che mi ricordi che io mi amo.

 

 

 

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FRA PROGETTI E ATTESE

Con davanti 3 mesi di respiro, tre mesi durante  i quali far finta di niente, la mente può alleggerirsi e progettare qualcosa di bello, di sereno, di felice.

E noi lo stiamo facendo, stiamo progettando,  pensando, valutando e cercando.

E noi stiamo cercando di immaginare gli occhi della Tata se il progetto andrà in porto.

E io sto facendo di tutto perchè il progetto vada a buon fine e potermi gustare la Tata e il Ferrari in giro alla scoperta di tanti momenti per noi.

E noi si progetta e si sogna.

SAREBBE ORA

di tornare ad un minimo di normalità.

di ricominciare a frequentare un mondo di adulti.

di scrivere al di là dell’oceano per metterli al corrente della situazione.

ma per questa ultima azione bisogna trovare le parole giuste, e ora come ora, non ne ho e non riesco a trovarne, sarei capace solamente di scrivere una laconica mail nella quale direi in maniera nuda e cruda i fatti, stop.

che il fato, o il destino o chi per esso cominciasse ad accanirsi su altre persone, che cominciasse a lasciar stare chi mi sta a cuore, visto e considerato che a questo mondo siamo 7 miliardi e passa.

che io cominciassi a fare quello che questa settimana è passato in secondo piano: farmacia, prenotazioni, posta e comune.

ma verrà anche quel tempo, lo debbo trovare, è per me che lo debbo trovare, la farmacia è per me, le prenotazioni sono per me, la posta è per me, il comune è per me….

forse per quello il tempo non lo trovo?

QUANDO

Un’esame si trasforma in una scusa per stare in una sala d’aspetto per leggere, siamo a buon punto

Un’ esame è una scusa per andare in giro e fermarsi in un bar per una merenda solitaria e silenziosa, siamo a buon punto.

Una visita evolve in una bella chiacchierata con il medico di turno, siamo a buon punto.

quando visite ed esami evolvono in situazioni che non lasciano nessuno stress alle spalle e ci si avvia a questi appuntamenti con il sorriso stampatto in viso e tanti progetti per il dopo…….siamo ad un buon punto.

 

CALORE

Calore, tepore.

l’angolo del divano e una copertina di pile.

un libro, i raggi del sole d’ottobre che entrano attraverso i tendaggi a riscaldare la stanza.

silenzio e musica.

calma, serenità fatta di attimi da prendere al volo, da mettere accanto all’anima in cerca di pace.

calore e tepore di un pomeriggio di ottobre inoltrato, calore e tepore che donano un po’ di quella calma che da giorni sto cercando.

ABBASSA IL VOLUME

Ed infine sono arrivati anche i giorni dei saluti.

sono arrivati in un pomeriggio di caldo africano, sotto al sole, in sella alla moto per andare in un paese colpito dal terremoto a salutare Lisa in partenza per il rientro a wellesley.

un pomeriggio di chiacchiere, di saluti e abbracci, promettendoci a vicenda di rivederci al più presto, di baci dati con le lacrime agli occhi, di bye-bye con la mano cercando di superare il magone dell’ennesimo distacco

e poi di una nottata passata a decidere se poi andare anche all’aeroporto per il saluto finale, ma poi pensare che non era il caso di continuare a farsi male, di tenere negli occhi quei bye-bye e nelle orecchie la tua risata piena, di gola.

abbassa il volume di  quel televisore, bottiglie che vanno e vengono, discorsi che si fanno.

andiamo a casa, andiamo via prima che il caldo ci annienti

ma poi, finalmente arriva la sera, la sera della cena con gli amici di sempre, con i compagni di merende e tutto il malumore accumulato durante il pranzo si dissolve.

dissolto davanti alla pasta fredda, ai pomodirini e al gelato con la macedonia, alle chiacchiere e alle tante risate

per poi ripresentarsi a tarda sera quando squilla il cellulare e mi dice che ha chiamato perchè non sapeva cosa fare e si stava annoiando, ma a me è venuto un accidente.

Dai, stella non fare così, prendiamo la moto e andiamo a fare un giro, è già più fresco, è quasi l’ora dell’inizio del motoGp, ma noi usciamo e andiamo a riprenderci i nostri ritimi e i nostri tempi.

abbassa il volume che adesso ascoltiamo solo il silenzio della notte e il vento dentro al casco