Archivi tag: dolci

LE DUE BRIOCHES

Le due brioches sono quelle che si alternano durante le colazioni mattutine con le amiche ogni tanto

Ma soprattutto sono  quelle che si alternano durante le soste mattutine per rimettermi assieme, quando ho bisogno di quell’attimo, quel momento solo mio, quel momento in cui chiudo fuori tutto e tutti per leggere e bere un tè.

C’è la brioche della leggerezza, della serenità, di quei giorni che scorrono lisci, è il rotolino di crema con sopra le scagliette di mandorle, una bontà, una dolcezza che rassicura, che ti fa capire che il mondo gira come deve girare, che la giornata non subirà nessun scossone, che tutto filerà al meglio.

Poi c’è la treccina con gocce di cioccolato fondente, quella è la brioche dei giorni che hanno bisogno di essere raddrizzati, il cioccolato fondente per il nichel è quasi un veleno, ma quando ci sono quei giorni che girano storti, che niente va come deve andare, che tutto si capovolge, che tutto quello che hai in mano ti cade per terra, ecco quello è il classico giorno della treccina con le gocce di cioccolato fondente, mi rimette in pace, la mangio con il sogghigno di chi se ne frega, di chi sa che domani pagherà scotto per la disgressione, ma oggi va bene così, perchè quell’oggi lì ha bisogno di essere strigliato, per fargli capire che non può sempre andare tutto storto e il cioccolato è un ottimo toccasana, riesce a rimettere tutto in riga e, se non dovesse riuscirci, con una scrollat di spalle tutto passa.

Le due brioches, le ancore di salvezza.

 

SFIDE

Ci si sfida a suon di colazioni

a suon di  sms con relative foto delle colazioni che stiamo facendo nel momento di maggior tensione.

e c’è chi rimane ancorato al fidato ciambellone e chi invece, come me va, gira, cerca, si avventura in nuovi bar, nuove zone, alla perenne ricerca di qualcosa di buono, di sfizioso.

io sempre alla ricerca di nuovi bar, pasticcerie e gelaterie, che spesso rimane delusa dalle new entry sulla piazza.

e stamattina teà e intreccio di riso e crema servito tiepido, il confort food che mancava per scaldare l’anima, molto provata in questi giorni.

 

IERI SERA

Le mie papille gustative hanno fatto la hola.
Il mio senso del gusto ha ringraziato.
Ho mangiato il GELATO*, il gelato più buono in assoluto.
Burroso, cremoso, mascarponoso, gustosissimo, con un gusto che riempie la bocca fin nei meandri più nascosti e che non sai di avere.
Il gelato della
Cremeria Funivia  di P.zza Cavour.
E' un gelato che non ti puoi permettere di mangiare tutti i giorni, altrimenti i trigliceridi, la cellulite e il colesterolo s'impennano, ma…….una volta alla settimana è obbligatorio  per rimettersi in pace con il mondo e con sè stessi.
E' una esperienza che riempie il cuore, manda in estasi la mente e mette a tacere la lingua.
In quel momento lì, non hai tempo di far salotto, sei impegnata a mangiare, a degustare, ad assaporare fino in fondo il gusto e il sapore di questa panierina che hai fra le mani, e vorresti che non finisse mai.
E' una sensazione di totale appagamento, è una gratifcazione sublime, è un mettere nella cassaforte della memoria tutto il gusto che puoi per poi rispolverarlo nei momenti di tristezza.
E' il programmare la prossima fuga in centro città con già i 3 luoghi da toccare:
la Biblioteca della Sala borsa, la pizzetta di altero e il gelato della Cremeria.
Dopo questo tour, puoi benissimo tornare a casa, trovare la casa ancora sottosopra, ma non ti interessa, sei un pace con il mondo e con te stessa.

* naturalmente ho scelto i gusti più "porcelli": alice, che è crema di cioccolato sciolta sul fondo del cestino e mascarpone buttato sopra, e la crema classica. Una libidine!!!!

PAELLA PER 30

E' un bel vedere il padellone con dentro tutti gli ingredienti: pollo, verdure, gamberi, coniglio.
E attorno tutti lì a guardare con curiosità
Il momento migliore: l'aggiunta del riso, che non è stato buttato dentro rovesciandolo direttamente dal contenitore, ma è stato sparso a pugni dentro alla padella.
Rimescolato, rimestato, con grazia e delicatezza.
Ed è stato un bel vedere, la lentezza e l'accuratezza della preparazione.
La lentezza e l'accuratezza messi nella preparazione della sangria,  sbucciare la frutta, il taglio di questa a pezzi piccoli quasi tutti uguali, il mescolare il tutto con il vino, sempre lentamente e accuratamente per evitare lo sbriciolarsi dei pezzi.
La preparazione allegra di tutti noi alla tavola, la presentazione dei dolci sul tavolo dedicato a dolci, al caffè e ai liquori.
Trenta persone che si sono ritrovate finalmente tutte assieme, 30 amici che si sono scaldati l'uno con l'altro con le parole dettate da una profonda e vecchia amicizia, amicizia che risale a tanti anni addietro, che ci ha sempre tenuti vicini, anche nei momenti duri che ognuno di noi ha avuto, che ci ha sempre fatti sentire vicini anche se passavano dei mesi senza vederci e senza sentirci.
Il calore di tante chiacchiere, ma anche tanti sorrisi, tante domande a cui sono state date tante risposte.
E il mattino è arrivato in un batter d'occhio.

TUTTI IN FILA

"Mamma, per favore, porti questo tesserino ad Anna?".
Ma certo, non c'è problema.
"Mamma, compie gli anni Bina e debbo prendere il regalo, non ho tempo, lo vai a prendere tu?"
Ma certo, non c'è problema.
"Cri, mi vai a prenotare gli esami?"
Ma certo, non c'è problema.
"Mi vai a ritirare gli esiti, poi mi prepari per il fax che domani spedito alla dottoressa dagli Occhi Buoni?"
Ma certo, non c'è problema.
"Nonna, mi tieni in mano Bau e Bibi?. io non ce la faccio"
Ma certo, non c'è problema, in una mano ho l'ombrello, nell'altra ho la sporta con la roba bagnata da mettere nell'asciugatrice, dammi anche Bau e Bibi, ce la posso fare.
"Ci vediamo a pranzo, ma non fare come stamattina che ti sei dimenticata di prepararmi la spremuta".
"Allora, sabato sera andiamo a cena dal Bubu?"
"Sì, però ha chiesto se prepari i dolci, io ho accettato al posto tuo…siamo in 30"
Ma certo, non c'è problema.
"Preparo la brownies, il rotolo con la marmellata di castagne e…."
"Ferma un momento…il Poldo è allergico alle castagne!".
E allora ditelo, cosa volete che faccia? Ditemi cosa debbo fare e io lo faccio.
Intanto ho già stilato la lista diquello che occorre per i dolci, dopo vado al super per comperare tutto e comincio, domani non avrò tempo, siamo all'ospedalecon la Tata per gli esami pre-operatori…e intanto mi è venuto mal di testa!

RIBALTIAMO IL PROGRAMMA

Oh, tu che passi di qua, se vuoi capire qualcosa leggi il post precedente
Basta poco (Vasco rossi docet). E bastato che l'amico meccanico/gommista/elettrauto non andasse a sostiture la batteria, che alle 13,30 la macchina fosse ancora "morta" nel parcheggio, e tutto il mio bel programmino è saltato.
E adesso sono furente, ho avuto un attimo di pura furia, un momento in cui la respirazione è accelerata, sbuffavo dal naso come un toro furioso, in cui una rabbia cieca si è impossessata di me, in attimo in cui il Ferrari mi ha guardata con occhi impauriti.
E così mi ritroverò domattina a scapicollarmi al centro commerciale per la spesa,  una spesa abbastanza importante (8 persone a cena non sono bruscolini, 8 persone che quando c'è da mangiare non si tirano indietro) e a dover cucinare come una forsennata tutto domani.
Ma la vita non è complicata e allora perchè un amico meccanico/gommista/elettrauto me la deve complicare?
Per smaltire la rabbia, il nervoso, la furia cieca ho preparato una torta margherita, il dovermi concentrare sulla ricetta, sullo sbattere, montare a neve mi ha rilassata e il sugo con le vongole, per condire gli spagheti sabato a pranzo con la Tata, pestare prezzemolo, aglio e mescolare nel tegame è impagabile come relax.
Farò tutto domani… domani è un altro giorno.
La vita non è complicata, perchè me la debbo complicare inutilmente? Vorrà dire che gli gnocchi di patate li farò questa sera, anzichè domani, vorrà dire che saranno un po' meno freschi, ma non fa nulla, saranno buoni lo stesso.

ANCORA

"Signora Cris, spero che sia un fibroadenoma, ma non ci credo…non ha l’età. "
Ecco questo è il riassunto, molto riassunto, dell’incontro avuto con chirurgo, oncologo e senologo.
L’ago aspirato ha dato esito negativo, perchè non c’erano abbastanza cellule.
Secondo lui è un falso negativo.
Hanno fatto un ago più profondo e fra 3/4 giorni avremo l’esito e da lì si partirà per la programmazione e il tipo di intervento, speriamo sia superficiale e che la cosa si fermi lì.
Ci spera ma non ci crede molto.
Adesso mi faccio un tè, mi mangio una fetta di ciambella che mi sono fatta stamattina e vedo di metabolizzare la chiacchierata avuta.