ORA COME ALLORA

Anche oggi è giovedì, come 17 anni fa.

Anche oggi è molto caldo, come 17 anni fa.

Anche oggi, come nei giorni scorsi, il dolore è stato e sarà tanto, come 17 anni fa.

Anche oggi si rinnova un dolore mai sopito, un dolore che sottilmente  accompagna quasi tutti i nostri giorni, ma oggi è ancora più acuto e difficile da sostenere.

Anche oggi sogneremo ad occhi aperti su tutto quello che avrebbe potuto essere e non è stato.

E la rabbia, le lacrime e la tristezza la faranno da padrona.

 

 

STA SUCCEDENDO

Di ritorno da un fine settimana magnifico e perfetto, succede che mi estraneo, rimango nella bolla ed escludo tutto quello che succedeva prima.

Succede che mi isolo, che mi rendo conto di quanto questo giorni siano pesanti.

vorrei non lo fossero, vorrei aver raggiunto un minimo di pace e di quiete, invece….

No, arrivano all’improvviso con tutto il loro carico di dolore e di rimpianti.

E me ne rendo conto dalla stanchezza che mi sento addosso al mattino appena sveglia, dei brandelli di sogni che mi rimangono appiccicati, dei tanti risvegli durante la notte, di quanto basti poco per farmi salire le lacrime agli occhi.

E questi giorni così gravosi arrivano all’improvviso, alla vigliacca, buttano lì un ricordo, uno spezzone di canzone, una parola, che fa riavvolgere tutto il nastro e i brandelli di sogno si rimescolano, rimescolano i pensieri e l’umore.

E stamattina è bastata questa per riandare indietro, capire, ricordare e fare i conti…sono i giorni che immancabilmente tornano

UN INCIDENTE

Un incidente stradale dove in diciottenne ha perso la vita, ha fatto toccare con mano, ai suoi amici, l’idea della morte.

Perchè a 18 anni il senso dell’amicizia è molto forte, l’amico è quello che ti capisce (non i tuoi genitori), è quello più affine a te.

Perchè a 18 anni la morte è un’ipotesi lontana, non viene contemplata nel loro mondo, perchè il loro mondo è fatto di progetti a lunga scadenza, di vacanze, di esami da superare e di risate.

Perchè a 18 anni quando muore un amico  ti senti tradito, abbandonato e gli rimproveri tutto il dolore che ti sta provocando.

Sei arrabbiato con lui, ma poi prevalgono i sensi di colpa, lui non c’è più e tu, invece,sei ancora qui a soffrire, e tutto ricomincia da capo: dolore, sensi di abbandono, tradimento.

L’amicizia dei 18 anni è unica, non si ripeterà mai più nella vita.

Poi cresci e diventi cinico.

 

OGGI I RICORDI….

… fanno male.

Oggi i ricordi arrivano all’improvviso , durante una sessione di stiratura, ma fanno male, riempiono gli occhi di lacrime e si inghiotte un magone talmente grosso che fatica a passare.

Si avvicina un mese intenso, il mese che, da 17 anni a questa parte, fa male.

E questo particolare, di questa maglietta che tu indossavi, ha fatto riaffiorare prepotentemente questi ricordi, questo senso di vuoto e di mancanza.

Oggi ho sentito la tua mancanza in maniera molto forte, mi ha tolto il fiato per un momento.

Eh papà, è sempre dura.

LE OTTO MONTAGNE

Ho letto questo libro di Paolo Cognetti in questi giorni di profonda tristezza.

E’ un libro che parla di amicizia, di quella amicizia vera e profonda che regge alla distanza, alla diversità di carattere delle persone e che fa respirare.

Avevo bisogno di respirare, di sapere che l’amicizia che supera e travalica il tempo e le distanze, esiste, avevo bisogno di questo libro per sentirmi confortata.

E il conforto l’ho trovato, negli spazi aperti di cui parla l’autore, dell’aria fresca e pulita che sembra di respirare girando ogni pagina.

Ho trovato conforto e con il passare dei giorni, ripensando a questo libro, troverò anche la serenità che ora mi manca, riprenderò a pensare all’amico perso senza che gli occhi mi si inumidiscano, senza il magone e senza il tuffo al cuore che provo ogni volta.

Gli spazi aperti in cui lasciar vagare la mente e i ricordi

RICORDI CHE ARRIVANO

E da ieri i ricordi  di te stanno arrivando come un fiume in piena.

I ricordi snocciolati.

Ricordi che portano altri ricordi, che si rincorrono l’un l’altro.

I più belli  quelli delle sere d’estate passate nei cinema all’aperto a seguire tutti i film di Dracula interpretati da Christopher Lee.

Finite le serie di Darcula non ci arrendavamo, si cominciava con le serie dei gladiatori e degli antichi romani,ci divertivamo con poco, eravamo soli o in compagnia con tutti gli altri e qualcuno che facesse una battura becera, che strappava la risata, c’era sempre.

I pomeriggi autunnali ed invernali li passavamo ad ascoltare musica, fare i compiti e tentare di studiare, ma il più delle volte si finiva per discutere di Pink Floyd, ELP, Banco del Mutuo Soccorso o qualsiasi altro cantante o gruppo musicale di allora.

I pomeriggi domenicali invernali li passavamo o al cinema o a casa da qualcuno che avesse l’impiato stereo per ascoltare l’ennesima musica, quando proprio volevamo strafare si andava a mangiare la pizza.

Mentre i pomeriggi domenicali estivi li passavamo a Villa Spada, a noi non piacevano i giardini Margherita, da soli o in compagnia, a mangiare gelato, per poi  scendere verso porta Saragozza e fermarci alla baracchina che c’era sul viale, a mangiare una fetta di cocomero.

E tutte queste “avventure” passate assieme si sono ripetute sempre uguali, per tanti anni, uno via l’altro

Poi gli anni sono passati, io ho lasciato Borgo Panigale, tu eri anche un po’ offeso, ma si sa anche fra amici amici, a volte nascono delle incomprensioni.

Poi si cresce ed ognuno di noi si è fatto la sua vita, ma ogni tanto ci si incrociava, ci si vedeva, e tutto tornava come allora, tutto tornava come anni fa, si rideva, si riprendeva a parlare di musica, ci si sedava magari in un bar a prendere un caffè, eravamo già grandi, già adulti, quindi potevamo bere caffè.

eri rimasto molto colpito dalla mia malattia, lì sono stati anni bui, anni in cui proprio ci siamo evitati, io ero arrabbiata con te e tu non avevi il coraggio, forse, di trovare le parole giuste.

Ma poi, ci siamo risfiorati, ci siamo riavvicinati, complice tua moglie e la vicinanza dei due paesi, dove finalmente avevamo trovato il nostro equilibrio, con le nostre rispettive famiglie.

E da ora, questi ricordi saranno miei, mi faranno compagnia quando sentirò la tua mancanza, quando mi sembrerà di vederti alla coop, ma mi renderò conto che tu non ci sei più.

I ricordi di un’amcizia che dall’adolescenza è arrivata fino quasi alla vecchiaia.

NUVOLA

indexPiccola “bimba” pelosa, che hai rallegrato, sostenuto e amato la compagna di merende.

Tutta bianca e ricciolina, candida piccolina poi vecchietta.

La pelosetta di casa, tranquilla e anche un po’ sclerotica, ma tanto dolce e affettuosa.

Da ieri non ci sei più, e la mia compagna di merende, la tua “mamma”,è molto triste, le hai lasciato un vuoto immenso e tanti tanti scrupoli.

La mia compagna di merende si sente in colpa perchè in quel momento stava dormendo, dopo una notte tribolata, la tua “mamma” si rimprovera di essersi accorta che l’avevi lasciata quando ormai eri già nel paradiso degli amici pelosetti.

Ma la tua “mamma” deve farsi forza ed andare avanti, tenendoti sempre nel cuore, ma adesso è ora di ricominciare, con un cagnolino che possa scaldarsi alle sue infinite carezze,  carezze calde e cosolatorie, come tutte quelle che ti ha fatto.

E adesso riposa, gioca e scorazza la fianco di Camilla, ciao Nuvola, “bimba” pelosa.