VITA SOCIALE

Con 50 cm. di neve, ma forse sono anche qualcosina n più, ma mi fido di quello che riportano i quotidiani.

Si risolve in ben poche occasioni, ma quelle poche sono preziose e assaporate fino in fondo.

Un passeggiata sotto ai portici di Bologna resi scivolosissimi dal picio-pacio della neve.

Una pizzetta da Altero, poi via di nuovo alla ricerca del mezzo pubblico per rientrare a casa.

La voglia di mangiare una zuppa calda in compagnia, ma poi accantonare l’idea e la zuppa calda con i crostini la mangi con il Ferrari e ha tutto un altro sapore, ha il sapore di casa, il sapore dell’affetto.

Ed infine una chiara e luminosa mattinata che ti spinge ad uscire, fuori il freddo è pungente e attanaglia, ma è secco, asciutto e si riflette su tutto il bianco che ti circonda e allora si esce, una passeggiata attraverso i parchetti del paese per raggiungere il bar, mangiare una brioches e bere un teà caldo.

E al rientro la voglia di fare, di leggere, di uncinetto, di calore e ancora il riflesso del sole sulla neve ghiacciata che illumina lo sguardo.

DI CENE, DOPING E POMERIGGI

La cena è riuscitissima, ma di questo non avevov nessun dubbio, la compagnia era troppo bella e affiatata.

Siamo sempre noi, i soliti noti da circa 37 anni a questa parte, e d’altronde squadra che vince non si cambia.

Gli effetti del doping sono ancora tanti e massicci, di buono c’è che la spalla non è più dolorante e riesco a muovermi come una persona normale, a volte mi accorgo di eseguire movimenti che sarebbe meglio evitare, ma d’altronde…..dovrò imparare a convivere con questa spalla e a non sforzarla.

Il bellissmo pomeriggio di ieri si sta riflettendo anche sulla giornata di oggi, scorazzando in giro per il centro, incuranti della folla, del rumore, della ressa, dei mercati e mercatini sovraffollati, ma alla ricerca di un regalino sfizioso per la Tata.

Intanto ho avuto l’occasione per guardare e scoprire gli ultimi pensierini, per le tante presone care di cui mi debbo ricordare, persone a cui debbo tanto per l’aiuto e l’appoggio incondizionato ricevuto anche quest’anno.

Si avvicna il Natale, si avvicina la fine dell’anno e immancabilmente si va a ritroso, a cercare qualcosa di buono successo nel tempo, ma per ora sorvoliamo ancora, ci sarà tempo  fra una paio di settimane.

 

DI NUOVO QUI

Dopo un fine settimana passato in Cadore, un fine settimana che si è rivelato un tocca-sana.
Mi è passato il mal di gola, lasciandomi però la tosse e la raucedine, ma tutto si sopporta.
Mi è passata pure la febbriciattola stupida e ignorante che si faceva viva ogni pomeriggio, o almeno ho smesso di misurarla…come è venuta se ne va pure.
Si è rivelato buono come i rimedi della nonna, per farti passare le paturnie non c’è niente di meglio che cambiare aria, andare da amici e lasciarsi trasportare dal loro affetto e ridere tanto assieme a loro.
Già quando dall’autostrada prendi per Vittorio Veneto si sente un’altra aria, un altro colore, il cielo è più limpido e la  tranquillità comincia serpeggiare, l’animo lascia uscire i veleni accumulati negli ultimi tempi, le emozioni si fanno forti, ma sono buone e calde.
In quei momenti un moto di gratitudine ti allarga il cuore, mentre con gli occhi ti guardi attorno e la persona che hai al fianco rispetta il tuo silenzio, capendo che stai lottando per mandare via tutti i brutti pensieri, le brutte situazioni di questi ultimi tempi.
All’uscita del Ponte Cadore, guardi  destra è vedi Pieve di Cadore illuminata dal sole, vedi le cime delle montagne con la neve è lì capisci di essere arrivata nel posto giusto per leccarti le ferite, per lasciare uscire la tristezza e alzare gli occhi al cielo mandando un sorriso in alto.
E’ stato un fine settimana rigenerante, fatto di freddo pungente, di calore di casa con M. e A., di una cena a casa loro condita di tante risate, di ricordi e di lacrime nel rispondere alle loro domande su Anna Lisa (erano al mare con noi quando il 15 agosto abbiamo mollato tutto percorrre al suo matrimonio, e la prima cosa che mi hanno chiesto è stato come stava la mia Amica)
E l’aver rivisto Attila è stata una vera gioia, quando sai benissimo che Attila è cresciuto, ma nel tuo immaginario lo vedi sì alto, lo vedi sì uomo, ma il viso è sempre quello dell’adolescente che hai visto l’ultima volta tanto tempo fa, e dentro di te ti dici: “E’ un uomo, un uomo fatto, e io l’ho visto fin da piccolo, adesso anche lui prenderà il volo”. Quando sai benissimo che lui il volo l’ha già preso ha già 23 anni.
Bon…direi che abbiamo scollinato anche questa fase di rabbia e tristezza, aiutata anche dalle telefonate di persone amiche che si sono preoccupate della mia amarezza, delle mail ricevute sempre da persone amiche che hanno dato voce al mio malessere e mi sono state vicine, anche se dentro, sotto sotto, la rabbia per gli inutili protagonismi rimane, come rimane l’amaro in bocca per la maleducazione e sfrontatezza di alcune persone che frequentano il mondo web.

C'E' ANCHE DEL BELLO

Nonostante la giornata di ieri, debbo dire che c'è stato tanto bello in questi ultimi giorni.
Venerdì me ne sono andata in
piscina con la Tata e Nipote. Mi sono divertita, ci siamo divertiti, uno spettacolo vedere questo ragazzino con la piccolina sempre dietro, a ridere e giocare assieme, chi l'avrebbe mai detto che Nipote di 13 anni avesse tanto feeling con la Tata? Io mi sono riposata e rilassata al sole, leggendo e tenendo d'occhio di 2 pargoli. Nipote si è divertito lanciandosi lungo lo scivolo, tentando di planare sull'acqua e cercando di arrivare il più lontano possibile. La Tata si è divertita nella vasca dell'idromassagio e tuffandosi nella piscina dei grandi.
Sabato me lo sono goduto in santa pace io e il Ferrari, in giro per il centro, come solito.
Ma il bello è venuto domenica.
Domenica ci siamo incontrati, io e il Ferrari, con
SISSI ,
Essendo saltato il "raduno" con le altre cancer blogger, abbiamo optato per vederci noi, visto che lei era d passaggio a Bologna già dal sabato da una sua amica.
Mamma che risate. E' un portento, una persona con un senso dell'umorismo, lei riesce a buttare tutto in battuta. Penso che il Ferrari fosse un bel pezzo che non si sganasciava così in compagnia di 2 donne 2.
Abbiamo pranzato assieme e io lì ho trovato la mia degna compare: si prendono due piatti dviersi e si divide…UN MITO!!!!.
Abbiamo girato per il centro di Bologna, che lei conosceva già per esserci passata la sera precedente, ma di corsa, prima che cominciasse il diluvio.
E' salita di grado nella mia già alta consderazione che ho di lei, quando mi ha confesato che il sabato pomeriggio l'aveva passato in Sala Borsa, rimanendo meravigliata della bellezza della biblioteca. E io sono rimasta più sorpresa di lei, di lei che vive a Parigi e ha a disposizione in Centro Pompidu.
Ma purtroppo, come tutti ben sappiamo, le cose belle durano poco e, inesorabilmente, è arrivata l'ora dei saluti, ma noi non abbiamo mollato la presa, l'abbiamo accompagnata alla stazione e lì abbiamo atteso con lei l'arrivo del treno che, fortunatamente, non aveva nessun ritardo, visto l'apocalisse di Roma.
E quando siamo usciti per tornare alla nostra auto, avevo gli occhi lucidi e il mento che tremava, ma il prode cavaliere al mio fianco, mi ha consolata abbracciandomi.

E SON SODDISFAZIONI

Siamo arrivati alla fine, il primo passo è compiuto.
Sono, siamo soddisfatti, non verrà messo in atto nulla di quello decretato, ma intanto coloro che difendevano l'indifendibile si sono dovuti mettere zitti, muti e quieti.
Sono, siamo soddisfatti per le persone che per tutto questo tempo si sono dovute difendere dagli attacchi di chi difendeva l'indifendibile.

Bon…cambiamo discorso.

Sabato sera mi si sono inumiditi gli occhi nel vedere MM commuoversi davanti alla torta con le candeline e ai nostri sorrisi per il suo compleanno.

E' stato faticoso, ma sono tanto soddisfatta, soddisfatta per non aver dato ascolto a chi mi consigliava di comperare gli affettati, i formaggi e di ordinare le crescentine e poi servirle a tavola.

La cena con gli Amici è bella e la soddisfazione è preparare cibo, impastare, pensare a tutto il menù, organizzare il tutto dall'aperitivo al dolce, preparare per loro e leggere la gioia nei loro occhi davanti ad un tavola apparecchiata e mangiare tutti assieme, apprezzando quello che viene messo in tavola e che è stato preparato coinvolgendo anche il Ferrari, dandogli le classiche incombenze da "uomini".

Buona la cena, bella la serata e bello tutto il fine settimana.

E son soddisfazioni.

TUTTO BENE TRANNE UN BAR

Giornata magnifica, sole, mare, spiaggia.
Un leggero venticello ci ha permesso di stare in spiaggia, al sole, di pranzare al ristorante sulla spiaggia in piacevole compagnia.
Una giornata durante la quale non mi sono mai sentita in colpa per aver abbandonato la compagnia per leggere. La compagnia mi conosce da quasi 40 e rispetta i miei tempi, i miei ritmi e le mie passioni. La compagnia mi ascolta quando parlo, ma non si intromette quando apro il libro. La compagnia è quella della cognata e del cognato, ma c'era anche il nipote con la figlia e le risate sono state tante , sincere e di cuore. Ognuno di noi ha rispettato i tempi e le parole degli altri.
Il bar del bagno sulla spiaggia è bello, molto giovanile, frequentato da famiglie e giovani, si respira una bella atmosfera, si mangia discretamente bene e ha tanto spazio da riservare i suoi bagnati che non stanno tutto il giorno sotto al sole a crogiolarsi. Angoli in ombra e ben ventilati, nei quali è piacevole star lì a oziare, parlare o anche solo guardare il passaggio.
Ma in tutta questa perfezione c'è un neo, un neo grosso come una casa: quando al pomeriggio mi sono presentata al bar chedendo il teà caldo, mi hanno risposto che non lo fanno, mi sono dovuta accontentare di un latte caldo macchiato, e non era nemmeno molto caldo.