CI RINCORRIAMO

"Dove sei che non ti vedo?"
"A Bologna. Ma…tu dove sei?"
"Sotto a casa tua"
"Come a casa mia?"
"Certo noi siamo passati a salutarvi e voi non ci siete, siete a casa nostra".
Dialogo normale e surreale al telefono di una domenica pomeriggio, dove ZiaCris e consorte erano fuori provincia per salutare due Amici e loro erano nella provincia della ZiaCris e consorte pronti a passare a casa loro per salutarli.
E' finita tutti a tavola in trattoria davanti ad un piatto di taglatelle e carne alla griglia con tante sonore risate.

IL PRIMA E IL DOPO

C'è un prima della cena e si sarà anche un dopo.
Il prima è fatto di silenzio, di inventario mentale per decidere cosa cucinare con quello che si ha in casa, poca voglia di uscire per comperare qualcosa, di conseguenza ci si deve arrangiare con quello che c'è nel frigo e nella dispensa.
Il frigo parla di verdure, affettati e formaggi, la dispensa parla di uova e patate. Il freezer parla di tortellini, tortelloni con la ricotta e tortelloni di zucca.
Fatto, il menù è fatto, fatto di tortellini in brodo e tortelloni, cardi in umido, gli ingredineti ci sono tutti e si comincia ad affettare, a bollire, a pelare patate e sbattere uova.
Il tutto nel silenzio più profondo e più religioso, silenzio Cris si sta calmando, si sta concentrando per dare il meglio agli amici che arriveranno a sera.
C'è ancora tempo davanti, tempo che viene impegnato alla ricerca di quella tovaglia bianca che fa tanto amicizia, di quei piatti bianchi dove tutte e portate vengono servite, di quelle posate d'acciaio che prima vanno un po' lucidate ed infine i bicchieri, che verranno messi in tavola, ma prima bisogna chiedere il consulto del Ferrari, è lui che si occupa dei vini, delle bevande, degli aperitivi.
E rimane ancora tempo per pensare, per valutare, per guardarsi attorno in questo silenzio rotto solo da quel filo di musica che esce dallo stereo.
Quel silenzio che porta ad altre idee per l'aperitivo "Ferrari che ne dici se per l'aperitivo metto in tavola anche una frittatina con la salsiccia e i cipollotti?".."Tesora, sei una tesora, sei una fucina di idee, va bene quando fai così, quando sei così non fai paura".
Grazie Ferrari, mi servivano queste parole, per farmi capire che ti eri accorto del mio lento isolarmi dal mondo, grazie per avermi aiutata e spinta ad uscire.
Il dopo è fatto di una porta che si chiude alle spalle degli ultimi ospiti che se ne vanno, di un sorriso che scalda, di occhi che si guardano attorno e dicono che a mettere in ordine ci penso domattina, domani andrà tutto meglio e tutto bene, è stata una Signora Serata, il peso che avevo sullo stomaco si è allentato, se mi metto di impegno ce la posso fare per scioglierlo del tutto, ci vorrà tempo, ma domattina andrà tutto a meraviglia, domattina ci sarà tempo per ripercorrere i bei momenti della serata, mentre con le mani velocemente riempio e svuoto lavastoviglie, lavo e asciugo bicchieri e raccatto piatti in ordine sparso.
E' andata, è andato tutto bene, i programmi da qui ad un mese sono stati fatti, adesso bisogna solamente cominciare ad affinarli.

RUMORI

Ampliati dal silenzio.
Gli zoccoli di un cavallo sul selciato che porta alla stalla, in mezzo alla nebbia e alle foglie della tenuta in cui si sta allenando per diventare, forse, un campione.
I passi della Tata sotto agli alberi a smuovere le foglie.
Il rumore di un cucchiaio che sbatte contro i bordi un tazza cercando di raccogliere gli ultimi rimasugli di gelato.
Silenzio perfetto.

DI SCRIVERE MA ANCHE NO

Ne avrei, ma ci vuole ordine nella mente.
Avrei da scrivere della domenica chiusa in casa perchè non mi andava di uscire con la pioggia e l'umidità che entrava dappertutto.
Della domenica che, anche se passata in casa, è stata piacevole e rigenerante.
Finalmente siamo arrivati al 18 e la mammo della Figlia è andata bene, anzi stra-bene.
Era un pensiero, ci pensavo, ma è passato un anno e non potevo non pensarci, non potevo non essere assalita di nuovo dai brividi e dalla paura.
Ci vuole ordine nella mente quando i pensieri e il timore di non essere riuscita a trovare le parole giuste per un'amica, ti fanno venire il tremolio allo stomaco.
Ci vuole ordine nella mente per pensare che hai sempre saputo che non saresti stata l'ultima di una lunga serie di donne che si sarebbero ammalate di cancro al seno.
Ma quando vedi e senti che la storia si ripete, i polsi tremano e la paura di non essere all'altezza della richiesta che è stata lanciata è tanta.
Ci vuole ordine ed ora questo ordine non c'è.

VISTA

Di una fredda mattina di fine settembre sulle luci del paese.
Vista di una fredda mattina di fine settembre sulle luci delle colline lontane.
Erano anni che non mi capitava di vedere uno spettacolo del genere.
Ancora tanti sorrisi al ricordo di questi pomeriggi fra me e la Tata senza bambini maleducati e sclerotici attorno.
Le ho insegnato ad andare in bicicletta senza le ruotine.
Non volevo essere io ad insegnarle, è più un "lavoro" da papà, ma da quell'orecchio suo padre e sua madre non ci sentono.
I loro "lavori" vengono spesso svolti dai nonni.
La felicità di questa bambina è indescrivibile. Se fosse per lei non smetterebbe mai di pedalare.
Abbiamo passato il pomeriggio di domenica all'interno del nostro cortile ad allenarci per le partenze senza aiuto della nonna.
E' stato uno dei tanti pomeriggi di grasse risate.
Alla fine, non riuscendo a spiegarle come fare, ho deciso….
"La nonna prende fuori dal garage la sua bicicletta e ti fa vedere come fare"
Non l'avessi mai fatto! Da quel momento non sono più scesa dalla sellina, a sera avevo male al sedere come se avessi fatto il Giro d'Italia, il Tour de France e la Vuelta de Espagna.
Ma ne è valsa la pena.
Adesso tutti i nostri pomeriggi, dopo l'asilo, vengono passati in bicicletta in giro sulle piste ciclabili del paese.
E' una comica ,con questa biciclettina, con le ruote ancora piccola, è sempre la stessa da 2 anni a questa parte,vedere 'sto pezzo di bimbona alta quasi 110 cm per 20 kg…..sembra Marione su una mini moto.
Povera la mia stella paragonata a Marione!
Ma Marione è un biker molto simpatico e nel confronto la Tata ci guadagna.ù
Storie di ordinaria amministrazione in un mondo di pazzi stressati.

STUPORE E SORPESA

Ho realizzato questa notte che il momento della partenza è arrivato a grandi passi, ma in silenzio, nel silenzio più assoluto questo mese è passato e da domenica si parte, si sbaracca la casa del paese e ci si traferisce in massa in quel di Cervia.
Ho realizzato che mi sono rimaste solamente 48 ore per: recuperare le valigie, i borsoni e i vari simil beauty-case, per riempire il tutto con di tutto e di più per fronteggiare il mio mese e mezzo di lontananza da casa con la Tata.
Una cosa però l'ho fatta: una mini spesa per fronteggiare le prime necessità e i primi pasti.
Una cosa importante è successa quest'anno, non ho quella vaga inquietudine dovuta all'imminente partenza, inquietudine che mi faceva venire voglia di non andare, di rimanere a casa, di piangere al solo pensiero di abbanfonare le 4 mura così protettive.
Mancano 48 ore alla partenza, le valigie sono ancora da riempire in previsione di una mancanza da casa lunga 42 giorni, ma ancora tante incombenze burocratiche ho da svolgere, le prenotazioni degli esami mensili del Ferrari, passare dal mio medico a ritirare le ricette per i medicinali che mi serviranno e rinnovare l'esenzione del ticket per noi malati di cancro.
Una cosa però è ben chiara nella mia mente: preparare subito al più presto la sacca contenente la radio e i miei amati libri.

SORDINA

Mattinata cominciata in sordina.
Con acidità di stomaco, una notte insonne, una rabbia che a volte viene diluita dai sensi di colpa, ma poi riaffiora prepotentemente.
Un momento strano fra me e il Ferrari, io nel mio bozzolo e lui che mi guarda quasi con astio.
Sembriamo quasi due estranei.
Nottata passata a pensare, a girare attorno ad una soluzione da cercare.
Giornata cominciata in sordina, ma sono io che vedo e scambo lucciole per lanterne.
Ma l'acidità di stomaco non passa.
Avrei voglia di fare, ma poi tutto mi pesa.
Sarà il gran caldo, l'umidità che si stende come una cappa su tutto e rende lenta la mente a reagire.
Pensieri, paure e ansie alimentate da alcuni post letti, giravolte attorno ad un incontro che si ha tanta voglia di fare, ma alcune problematiche legate alla distanza, al tempo che manca e agli impegni che si stanno accavallando, rendono sempère più difficoltoso.
Vorrei fare, brigare ed andare, ma al tempo stesso ho paura di fare, brigare ed andare.

TUTTO SERVE

Anche questo sole che si fionda fra gli occhi e ti annienta.
Anche questo caldo umido, questa afa che ti fa sudare al pensiero di muovere un muscolo.
Tutto serve, serve a farti sudare, ad annientare i brutti pensieri.
Ho preso la bicicletta e sono andata a fare un giro sotto al sole, in silenzio, in solitudine.
Non c'è nessuno in giro, nessun rumore molesto, e serve a recuperare un minimo di lucidità, a buttarsi alle spalle tutto.
Brutto rientro alla normalità, saranno giorni cupi, tristi e pesanti.
Niente di chè, niente di preoccupante, ma in questo periodo tutti gli anni, l'anniversario, E ADESSO TOCCA A NOI, purtroppo riporta alla memoria i giorni bui e pesanti di 10 anni fa.
Si cominciano in questi giorni gli ultimi giorni di mio padre, con lo stesso caldo, i festeggiamenti di ieri e il rientro alla triste realtà dell'oggi.
E' stato un fine settimana da urlo, stupendo, un fine settimana di risate, di amici, di commozione, di magoni e lacrime di gioia, di sorrisi beoti stampati in faccia, un fine settimana di beatitudine, di relax, e tutti hanno  messo del loro, tutti hanno dato il loro meglio per farmi sentire al settimo cielo, per farmi sentire una principessa con il principe azzurro, tutti hanno fatto del loro meglio, brindando, ridendo, coccolandoci, insomma un fine settimana da re.
Un giro, una cena sabato sera io e il Ferrari, un giro in centro e il gelato prima di rientrare. alle 2 di notte stavamo ancora cercando di toglierci dalla bocca l'odore della cipolla marinata mangiata come contorno a cena, alla fine la stanchezza ha avuto la meglio su di noi.
Domenica mattina ci siamo concessi una colazione solitaria prima della partenza con i soliti bikers.
Un giro partitio all'insegna del partiamo e non sappiamo dove arriviamo..
"Andiamo a pranzo sù a Covigliaio, al pomeriggio abbiamo appuntamento per l'inaugurazione a Forlimpopoli, allora non possiamo fare il giro lungo al pomeriggio; bene andiamo alla diga di Ridracoli, bene, ma da dove si sale? Da Castrocaro, no da S.Sofia, no si va sù da Predappio…bene, lasciamo perdere Ridracoli…bene, partiamo, facciamo gli stradelli poi a Faenza cominciamo ad arrampicarci".
Detto fatto, vai Ferrari che vai bene, stiamo andando verso Portico, ma che cosa dici, per andare a Portico si va sù da Premilcuore, ma stai zitto, ti dico che da qui arrviamo a Portico.
Non ci credeva, ma è stato così siamo arrivati a Portico, abbiamo fatto una passeggiata, poi siamo risaliti in sella e…via sempre avanti e lo spettacolo è stato da mozzafiato, la strada che porta al passo del Muraglione è una pacchia per noi bikers e finalmente ci fermiamo al Picco Divino (vedi link a fianco), si mangia, si ride, si beve il giusto, poi si riparte per scendere a Forlimpopoli.
Lì si continua a ridere, a scherzare fra di noi, guardando auto americane, abiti vintage dell'America anni 50 e 60, si aspetta il T., si ride con lui e noi 5 rientriamo.
Manca ancora una cosa al compimento della giornata: l'aperitivo da E.
E così alla fine dell'aperitivo si rientra, felici e con ancora il sorrisino beota stampato sulla faccia.
Si è fatto il pieno di contentezza e felicità in previsione dei giorni a venire, che non saranno leggeri.

CHE DIRE? CHE FARE?

Niente, proprio niente.
C'è poco da dire e ancora meno da fare.
Piove, anzi diluvia, anzi temporali, lampi, tuoni, fulmini e saette.
Cosa vuoi mai fare in una giornata come questa? Anzi in un week end come questo!
Niente, assolutamente niente, il nulla.
E così si passano le giornate in casa, lavando, stendendo, stirando, dormendo sul divano, cucinando e le leggendo.
D'altrone dove vuoi mai andare? E' freddo e continua a piovere, ti passa pure la voglia di uscire o di fare qualcosa di diverso dal dormire sul divano.
Mettiamola così, stiamo facendo scorta di riposo in vista dei futuri impegni serali.