RALLENTARE

Piano, senza fretta, al rallentatore.

In silenzio, si tenta di riemergere da questo insano torpore che ha circondato il mondo nelle ultime 48 ore.

Piano, a rilento, si ricomincia a ragionare con meno ovatta nel cervello.

al rallentatore si ricomincia con le cose piacevoli, che automaticamente si tirano dietro anche le cose meno piacevoli.

 

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OUTING RACE

Ieri si è corsa la RACE CURE a Bologna.
Io sono di Bologna, io sono operata al seno da 8 anni.
Io ieri non ho partecipato.
Io sabato mi sono iscritta, ho fatto un giro dentro al Villaggio Race, mi sono illuminata per tutte le belle cose che riescono a fare quete donne, ma quando ho letto il nome dle chirurgo, dell’oncologo e di tutti quelli che mi hanno seguita in tutti questi anni, mi sono rabbuiata.
Sono rientrata dal mare da poco più di 2 settimane, per un mese e mezzo la mia mente ha pensato solamente a godersi il sole, la spiaggia, il mare e la Tata, ho escluso tutto, ma proprio tutto, i problemi di salute che si erano manifestati prima delle vacanze, le varie telefonate fra me e l’oncologo, le mie domande e le sue risposte.
Avevo escluso tutto perchè volevo allontanare tutto da me per almeno 2 mesi, tanto a ottobre mi sarei dovuta ripresentare al controllo, e non credo che fossero quei 2 mesi che mi avrebbero cambiato la vita.
Io sabato a vedere i loro nomi sono ricaduta nel buca della paura, quella paura incontrollata che mi assale sempre alla viglia dei controlli.
Ho già pronte le richieste per gli esami, ma non ho ancora voglia di telefonare al centro oncologico per farmi fissare l’appuntamento.
Io non ho il coraggio di affrontare ancora l’attesa degli esiti e della visita.
io voglio rimanere ancora un po’ nella mia beata ignoranza e godermi questi giorni di sole e di caldo che ci vengono regalati in questo inizio autunno.
Io sto bene, e allora perchè complicarmi la vita?
io sto bene, ma domani telefono.

LENTAMENTE

Piano, piano, lentamente sto recuperando gli arretrati nei blog che seguo.
Non nego che ho cominciato subito a leggere le cancer blogger, gli altri leggo per alleggerire un po' latensione. Sia chiaro che nessuno è meno importante dell'altro, i blog che seguo, tutti quelli che seguo, sono importanti per la sottoscritta.
Tensione perchè non so mai cosa spettarmi, sapendo che in 42 giorni di assenza può essere successo di tutto, anche se, ad esser sinceri, il cellulare è stato usato a iosa, ma un conto sono le parole dette al telefono, un altro conto sono le emozioni, le paure e le gioie trasmesse attraverso le pagine del blog.
E allora mi sento cadere addosso tutta la disperazione di chi sta vivendo situazioni difficili e pesanti, mi senti cadere addosso tutta la malinconia di chi vorrebbe fare e brigare, ma si ritrova legato e impossibilitato a fare quello che in quel momento la farebbe stare bene.
Condivido le angosce, rivivendo le mie stesse angosce di 4 anni fa, anche se le mie erano di natura completamente divesa, ma la profonda sensazione di ansia, di panico e di disperazione è la stessa.
Mi sento stringere la gola dal panico e dall'oppressione di quella "follia" generata dalla disperazione, e riesco a capire la rabbia di quando non riesci a controllare nulla e questo marasma ti inghiotte e piangi senza controllo.
Ma poi mi sento risollevare dai momenti di gioia e di serenità che queste "compagne" hanno vissuto dopo il marasma.
Mi sento riemergere da un mare in burrasca che, improvvisamente, si è fatto calmo e amico.

POVERO TESORO

Gli ho fatto fare una notte infame.
Ha passato tutta la notte a difendersi dai calci che tiravo.
Sembravo un mulo, calciavo con cattiveria.
Non so cosa ho sognato, ma stamattina al risveglio ero ancora MOLTO arrabbiata.
E lui ne ha fatte le spese.
Mi ha confessato che, ad un certo punto, se avessi continuato con quella insistenza a calciarlo e a brontolare, mi avrebbe stesa in malo modo, tirandomi una legnata, per tramortirmi, non ce la poteva più fare, aveva paura a riaddormentarsi.
Povero tesoro mio.
Una volta ti ho tirato un pugno sotto allo zigomo, una volta ti ho spinto fuori dal letto e adesso anche calci ti sei preso.
Alle 03,04 ci sono state alcune presone che hanno pensato bene di fare un po' di movida sotto alle nostre finestre…la prossima volta scatta la rissa.
Buongiorno a tutti….e sono solamente le undici di mattina, non siamo a sera e tutto chissà cosa combino!

VORREI………

….chiudere gli occhi, dormire, dormire fino al primo agosto.
Vorrei non avere memoria di questi giorni, settimane a venire.
Vorrei dimenticare tutto.
Ma poi so che se dimenticassi veramente tutto, significherebbe rinnegare tutto il bene che gli ho voluto e tutto il bene che mi ha voluto.
Non si può, e allora andiamo avanti ripensando ai quei giorni lunghi, caldi e angoscianti di 11 anni fa.
Andiamo avanti sperando che questigiorni passino in fretta e che si arrivi in fretta la primo agosto, così, almeno, dopo ho da pensare al mare e alla Tata.

SONO SOLO LE 5

"No, tu non vai…adesso telefono io e mi sentono…"
Uffffffffffff….era solo un sogno, per fortuna, era solamente un sogno, non ce l'avrei fatta ad affrontare una giornata cominciando alle 5,30 di mattina litigando.
Per fortuna era solo un sogno.
Ma un sogno che mi ha fatto cominciare la giornata un po' così, un po' sulle mie, una giornata faticosa.
Ma poi per fortuna è cambiata, è cambiata radicalmente.
Da brutta e musona che era ,si èt rasformata in una splendida giornata radiosa, calda il giusto, con un venticello che, oltre a scompigliare i capelli che non sono più lunghi, ha rimosso i brutti pensieri, le brutte sensazioni e rimesso il tutto in riga, il buonumore è riafforato.
Da paesana di 50 e passa anni, mi sono recata in città, alla Biblioteca per eccellenza, la Biblioteca della Sala Borsa, e lì ho fatto una bellissima scoperta.
Lì sei proprio autonoma, autosufficente, ti perdi dietro  a tutti quegli scaffali pieni di libri, che alla fine non sai più quale prendere, finchè ti fermi, fai un respiro profondo, ti avvicini ad un postazione internet e cominci a sfogliare il loro catalogo alla ricerca dei libri della tua lista dei desideri.
Ricerca  fruttuosa.
Il sole e un grande sorriso mi hanno scaldata.

48 ORE

Ho dormito 48 ore.
Ho dei ricordi vaghi di quello che è successo fra venerdì sera e domenica mattina.
Ricordo di aver fatto una doccia sabato mattina, un pranzo di compleanno, il divano con i cuscini e il piumone sul quale mi sono accartocciata per tutto quel tempo e…basta, niente altro.
E' stato un sonno leggero, ristoratore, un sonno seza pensieri, senza sogni e senza incubi, un sonno per smaltire gli antistaminici e la paura.
La paura che la preparazione non funzionasse, la paura di un reazione allergica, insomma la paura di tutto e di più.
Ma io dopo ho dormito, dormito, dormito.
Mi sono addormentata con il sole e mi sono svegliata con la neve.